{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":"31343","name":"Accademia di Belle Arti Tadini","phone":"035 962780","email":"direzione@accademiatadini.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/31343","website":"http:\/\/www.accademiatadini.it\/","address":"Via Tadini 40 Lovere (BG)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.072907,45.814678]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2090","name":"Camus - Museo Camuno","phone":"+39 0364324099","email":"camus@cmvallecamonica.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003EArticolato in dieci sale e in una loggia, che ospita la Raccolta Archeologica, il \u003Cstrong\u003EMuseo Camuno \u003C\/strong\u003Eraccoglie\u003Cstrong\u003E opere d\u2019arte\u003C\/strong\u003E \u2013 dipinti, stemmi, arredi e utensili \u2013 che dall\u2019 \u003Cstrong\u003EEt\u00e0 Preistorica\u003C\/strong\u003E giungono fino alla prima met\u00e0 del Novecento.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESi trova al terzo piano del\u003Cstrong\u003E Palazzo della Cultura di Breno\u003C\/strong\u003E, dimora storica di epoca tardoquattrocentesca, che in tempi recenti la Comunit\u00e0 Montana di Valle Camonica ha recuperato e ristrutturato al fine di trasformarlo in un centro culturale di riferimento per tutto il territorio.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cspan style=\u0022font-size: 13px; line-height: 1.6em;\u0022\u003ECon l\u2019integrazione del Museo e della prestigiosa collezione di opere d\u2019arte e di materiale archivistico e bibliografico antico che esso custodisce, il Palazzo diventa cos\u00ec a pieno titolo il principale polo d\u2019attrazione delle attivit\u00e0 artistiche e culturali del territorio.\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EAccanto alle sale che testimoniano le trasformazioni della produzione pittorica fra il XV e il XX secolo, sono presenti la collezione di \u003Cstrong\u003Estemmi\u003C\/strong\u003E e di \u003Cstrong\u003Eritratti\u003C\/strong\u003E di famiglie camune dal XVI al XVIII secolo, la raccolta dei\u003Cstrong\u003E reperti archeologici dalla preistoria all\u2019et\u00e0 romana \u003C\/strong\u003Edi provenienza local, l\u2019esposizione di manufatti che documentano l\u2019arredo liturgico (sala 5) e l\u2019arredo civile fra il \u003Cstrong\u003ERinascimento\u003C\/strong\u003E e l\u2019\u003Cstrong\u003EEt\u00e0 moderna\u003C\/strong\u003E in \u003Cstrong\u003EValle\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003ECamonica\u003C\/strong\u003E, e una collezione di oggetti d\u2019uso decorati della cultura popolare camuna. Nella loggia \u00e8 stata ricavata una saletta destinata ad esposizioni temporanee di opere in deposito o alla presentazione di documentazioni tecniche e di restauro riguardanti le opere esposte.\u003Cbr \/\u003E\r\nAll\u2019interno della collezione, il Museo vanta la presenza di alcuni dei pi\u00f9 straordinari artisti del Cinquecento bresciano, come \u003Ca href=\u0022http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Romanino\u0022 target=\u0022_blank\u0022 title=\u0022il Romanino su wikipedia\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EGirolamo Romanino\u003C\/strong\u003E,\u003C\/a\u003E \u003Ca href=\u0022http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paolo_da_Caylina\u0022 target=\u0022_blank\u0022 title=\u0022Paolo da Caylina su wikipedia\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EPaolo da Caylina\u003C\/strong\u003E \u003C\/a\u003Ee \u003Ca href=\u0022http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Callisto_Piazza\u0022 target=\u0022_blank\u0022 title=\u0022Callisto Piazza su wikipedia\u0022\u003ECallisto Piazza\u003C\/a\u003E, autore del dipinto scelto come manifesto del Museo e di cui \u00e8 riprodotto un particolare: la \u201c\u003Cstrong\u003EDeposizione di Cristo nel sepolcro\u003C\/strong\u003E.\u201d\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch3\u003EOrari\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv\u003E\u003Cem\u003EOrario di apertura delle raccolte artistiche:\u003C\/em\u003E\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cul\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003Eluned\u00ec, mercoled\u00ec, gioved\u00ec:\u003C\/strong\u003E 9.00 - 12.00\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003Emarted\u00ec, sabato:\u003C\/strong\u003E 9.00 - 12.00 \/ 15.00 - 18.00\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003Evenerd\u00ec, domenica:\u003C\/strong\u003E 15.00 - 18.00\u003C\/li\u003E\r\n\u003C\/ul\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELe raccolte storiche librarie e archivistiche sono curate dal Servizio Archivistico Comprensoriale di \u003Cstrong\u003EValle Camonica\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2090","website":"www.vallecamonicacultura.it\/museocamuno","address":"Via Garibaldi  8\/o Palazzo della Cultura Breno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museocamuno.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":["248050"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.302732,45.957]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"32055","name":"Capo di Ponte","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Musei, castelli e parchi archeologici"],"body":"\u003Cp\u003ECapo di Ponte \u00e8 un Comune della media valle Camonica. E\u0027 famoso grazie alle\u0026nbsp;incisioni rupestri della Valle Camonica ed ai suoi tre parchi archeologici rientranti nel \u003Cstrong\u003Esito segnalato dall\u0027UNESCO.\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EI tre Parchi sono:\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cul\u003E\r\n\t\u003Cli\u003EParco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003EParco archeologico comunale di Seradina-Bedolina\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003EParco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo\u003C\/li\u003E\r\n\u003C\/ul\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EE\u0027 sede anche del \u003Cstrong\u003EMUPRE - Il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/32055","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/800px-capo_di_ponte.jpg","image_gallery":[],"events":["597548"],"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346546,46.029936]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2082","name":"Casa Museo Camillo Golgi","phone":"+39 0364740401","email":"info@museogolgi.it                                                       ","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2082","website":"www.museogolgi.it www.museidivallecamonica.it","address":"Via Brescia  1 Corteno Golgi (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museogolgi.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.240974,46.165984]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"81863","name":"Casa Museo Camillo Golgi","phone":"+39 (0)364 740401","email":"conservatore@museogolgi.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003ELa \u003Ca href=\u0022http:\/\/www.museidivallecamonica.it\/minisito\/index_corteno.php\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003ECasa Museo Camillo Golgi di Corteno Golgi\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E viene inaugurata nel Giugno 2006 per iniziativa del Comune di Corteno Golgi, nell\u2019ambito dei festeggiamenti per il centenario dell\u2019assegnazione del Premio Nobel per la medicina all\u2019illustre cittadino Camillo Golgi. La Casa Museo ha trovato la sua sede naturale a pochi metri dalla casa natale di Camillo Golgi, nell\u2019antico Municipio di Corteno, all\u2019inizio di Via Brescia; una lapide ricorda i natali di colui che \u00e8 considerato il pioniere della ricerca moderna in ambito neurologico.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENelle vicinanze della Casa Museo \u00e8 possibile osservare la segheria a funzionamento ad acqua, che costituiva parte integrante di un sistema tecnico concepito per lo sfruttamento delle risorse legnose legato allo sviluppo sociale ed economico dei territori di montagna. La segheria denominata \u201cSegheria dei Calef\u00e8\u201d \u00e8 detta \u201calla Veneziana\u201d, poich\u00e9 utilizzava il sistema di azionamento tipico dell\u2019Italia nord-orientale a biella-manovella, con collegamento diretto della manovella all\u2019albero di trasmissione della piccola ruota idraulica. Di notevole rilievo anche la Chiesetta di San Martino Franco, all\u2019interno della quale sono presenti degli affreschi databili intorno al 1400.\u003Cbr \/\u003E\r\nA testimonianza dell\u2019attaccamento al paese natale, Golgi si appassion\u00f2 anche ad alcuni progetti per la Valle: ader\u00ec al comitato promotore per la ferrovia elettrica Edolo-Aprica-Tirano, si impegn\u00f2 per la costruzione di un asilo a Corteno e si interess\u00f2 al fenomeno delle fonti ferruginose. Questo affettuoso legame con il Paese e la Valle oggi si ricollega anche ad un percorso tematico denominato \u201cSentiero Golgi\u201d, che, partendo dalla Casa Museo, raggiunge il passo dell\u2019Aprica ricalcando uno degli itinerari preferiti dallo scienziato: sul sentiero sono collocati numerosi pannelli esplicativi dedicati alla vita del premio Nobel e agli ambienti alpini da lui amati. Nel 1872 Golgi mette a punto la \u201cReazione nera\u201d, un metodo per studiare la struttura fine del sistema nervoso, detto anche \u201cMetodo di Golgi\u201d, che fa s\u00ec che, tramite una tecnica di colorazione selettiva, la sagoma della cellula nervosa appaia in tutta la sua complessit\u00e0, permettendo per la prima volta di visualizzarne la morfologia. Questo metodo di studio condurr\u00e0 alla fondazione della moderna neuroanatomia microscopica e a scoperte importanti in diversi settori della biologia e della medicina: l\u2019apparato reticolare interno (Apparato di Golgi), i sistemi di canalicoli intracellulari delle cellule secernenti acido cloridrico nello stomaco (canalicoli di M\u00fcller-Golgi) e il Sistema T legato alle funzioni del reticolo sarcoplasmatico (da parte degli allievi di Golgi, Romeo Fusari ed Emilio Veratti).\u003Cbr \/\u003E\r\nNel 1876 Golgi ottiene la cattedra di Istologia all\u2019Universit\u00e0 di Pavia di cui diventa Rettore nel 1893; nel 1906 l\u2019Istituto Karolinska di Stoccolma annuncia il conferimento del Premio Nobel a Camillo Golgi per gli studi sul sistema nervoso e per la scoperta della \u201cReazione nera\u201d.\u003Cbr \/\u003E\r\nNasce la cosiddetta \u201cScuola golgiana\u201d.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Museo Golgi rappresenta una realt\u00e0 museale italiana unica nel suo genere, sia per la ricchezza dei materiali conservati che per l\u2019eccezionalit\u00e0 della figura a cui \u00e8 dedicato.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl materiale museale \u00e8 opportunamente allestito secondo tre principali poli tematici: medico-scientifico, storico-biografico, naturalistico-ambientale.\u003Cbr \/\u003E\r\nIn particolare, nel primo piano della Casa Museo \u00e8 ospitata una fedele ricostruzione di un ambulatorio medico di inizio Novecento e la riproduzione del laboratorio istologico di Camillo Golgi, in cui sono conservati acidi coloranti, conservanti, microtomi, microscopi, ferri chirurgici, bisturi e una centrifuga a funzionamento manuale.\u003Cbr \/\u003E\r\nAl secondo piano vi \u00e8 la sala didattica, dove vengono presentati gli ambiti scientifici entro cui lo scienziato lavor\u00f2: Golgi l\u2019architetto del Cervello (colui che per la prima volta nella storia trov\u00f2 l\u2019accesso alla straordinaria struttura delle cellule nervose), Golgi e il ciclo della Malaria (contribu\u00ec con i suoi studi a debellare il morbo), la Cellula e l\u2019Apparato di Golgi (componente fondamentale della Cellula Animale e Vegetale). Questo spazio \u00e8 allestito con strumenti multimediali e apparecchiature scientifiche; sono inoltre esposti alcuni strumenti medici di inizio Novecento.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa ricchezza e l\u2019unicit\u00e0 del materiale conservato presso il Museo Golgi, insieme alla grande fama internazionale dello studioso, obbligano a pensare al Museo come un futuro polo scientifico di conservazione, documentazione e ricerca.\u003Cbr \/\u003E\r\nInsieme alla Facolt\u00e0 di Medicina dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia, la Casa Museo rappresenta di fatto l\u2019unico luogo in cui sono conservate ed esposte al pubblico strumentazioni scientifiche, fotografie d\u2019epoca e documenti cartacei originali, che certificano le fasi delle sue scoperte e delle sue intuizioni.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/81863","website":"http:\/\/www.museogolgi.it\/","address":"Via Brescia, 1 Corteno Golgi (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.24297,46.166704]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2094","name":"Casa Museo del Beato Innocenzo","phone":"+39 036440105","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2094","website":null,"address":"Via del Redentore Berzo Inferiore (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.277342,45.932978]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2096","name":"Casa Museo della Gente di Lozio","phone":"+39 0364494010","email":"info@comune.lozio.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003ELa \u003Ca href=\u0022http:\/\/www.museidivallecamonica.it\/minisito\/index_lozio.php\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003ECasa Museo della Gente di Lozio \u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E(ex Casa Nobili, un tempo edificio di propriet\u00e0 della famiglia Nobili) si trova a Villa, una delle quattro frazioni del Comune.\u003Cbr \/\u003E\r\nSi tratta di un edificio perfettamente conservato nelle sua composizione architettonica e nelle sue caratteristiche artistiche e storiche, come si nota tanto nei materiali quanto nelle strutture (per esempio volte in pietra, pavimenti in legno e solaio).\u003Cbr \/\u003E\r\nE\u2019 stata definita Casa Museo poich\u00e8 ancora ben riconoscibili sono gli spazi interni originari dell\u2019abitazione, con le loro caratteristiche tipologiche e costruttive, che guidano il percorso del visitatore in una successione di ambienti dalla stalla alla cucina, entrambe a piano terra e salendo alle stanze da letto, al fienile e al sottotetto.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa stalla \u00e8 sormontata da una volta in pietra che reca un\u2019apertura (bus del f\u00e8, letteralmente buco del fieno) che dal fienile, colmo di rastrelli, forche, tridenti e gerle, posto al piano superiore, consentiva un agevole rifornimento di fieno per gli animali.\u003Cbr \/\u003E\r\nLo spazio della cucina \u00e8 un ricettacolo che ospita un camino, all\u2019interno del quale pende il paiolo, una credenza in legno con farinera (ovvero grandi cassetti con apertura a ribalta, che venivano riempiti di farina) e vari strumenti appesi alle pareti: pentole, mestoli, posate, piatti, taglieri in legno, tazze ..\u003Cbr \/\u003E\r\nSalendo, si entra nelle stanze da letto, che sono meticolosamente arredate con mobiletti ricolmi di accessori femminili e con quadri contenenti numerosi ricami creati dalle donne del luogo.\u003Cbr \/\u003E\r\nCi si imbatte in un locale dedicato a vetrine che espongono abiti di tradizione locale della fine dell\u2019800 e dei primi del 900; si pu\u00f2 osservare una piccola culla.\u003Cbr \/\u003E\r\nOgni stanza offre dettagli di una quotidianit\u00e0 cos\u00ec lontana eppure cos\u00ec vicina, oggetti domestici che riconducono ai valori della vita famigliare: un ferro da stiro, una macchina da cucire, un rasoio da barba.\u003Cbr \/\u003E\r\nGrande spazio \u00e8 dato agli attrezzi da lavoro di varia natura: mezzi d\u2019opera di falegnami, calzolai, minatori, contadini.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa forza e l\u2019urgenza del lavoro manuale maschile, nella sua forma pi\u00f9 pura, quella della necessit\u00e0, trapelano in ogni angolo e si compenetrano con l\u2019arte, l\u2019estro, la raffinatezza e la diligenza del lavoro manuale femminile.\u003Cbr \/\u003E\r\nUna sezione \u00e8 interamente dedicata alla scuola e all\u2019educazione: tra il resto, un banco, un quaderno, un calamaio, un atlante che riposa.\u003Cbr \/\u003E\r\nE poi una vecchia fisarmonica con il suo spartito.\u003Cbr \/\u003E\r\nFoto antiche alle pareti, volti che raccontano se solo si sceglie di ascoltare.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2096","website":"http:\/\/www.scalve.it\/lozio\/MuseoEtnografico.htm","address":"Contrada dei Nobili  (Fraz. Villa) Lozio (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.234327,45.993631]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2088","name":"Casa Museo di Cerveno","phone":"+39 0364434012","email":"casamuseocerveno@gmail.com","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003ELa \u003Ca href=\u0022http:\/\/www.museidivallecamonica.it\/minisito\/index_cerveno.php\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003ECasa Museo di Cerveno\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E, edificio rurale di fine \u2018500 recentemente ristrutturato,costituisce una concreta testimonianza dei metodi costruttivi edili, visibili nell\u2019organizzazione degli spazi e nell\u2019uso dei materiali locali: pietra calcarea, legno e ferro. I reperti raccolti e gli arredi recuperati denotano stili di vita particolari; gli attrezzi impiegati nel lavoro dei campi, specificatamente per la viticoltura e la vinificazione, e quelli per l\u2019allevamento, le attivit\u00e0 silvo-pastorali e l\u2019artigianato esprimono il livello di abilit\u00e0 manuale-creativa dell\u2019homo faber, che sa costruire, adattare, riadattare quando gli serve per vivere e per sopravvivere.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nSignificativa, nel museo, anche la presenza del materiale prodotto per la realizzazione della Santa Crus, rappresentazione vivente, a cadenza decennale, della Passione di Cristo. Gli abiti utilizzati dai figuranti, le armi, le corazze, i segni della Passione, le immagini riproducenti le fasi preparatorie della manifestazione esprimono efficacemente la complessit\u00e0 del lavoro che si compie, la coralit\u00e0 che lo caratterizza, la partecipazione collegiale dell\u2019intera comunit\u00e0, a testimonianza dell\u2019atavica fede, delle tradizioni consolidate e dell\u2019identit\u00e0 locale.\u003Cbr \/\u003E\r\nEvocare i tratti distintivi dell\u2019identit\u00e0 del paese e della sua gente \u00e8 lo scopo di questa Casa Museo. Una casa rurale che ha fatto parte per almeno cinque secoli della storia della comunit\u00e0 e che oggi raccoglie oggetti e immagini utili per trasmettere saperi e memorie.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa Casa Museo \u00e8 luogo di incontri e mostre temporanee, occasioni di confronto e di formazione per gli adulti, attivit\u00e0 didattiche e ludiche per i bambini e i ragazzi, lavori di preparazione per la manifestazione decennale della Santa Crus.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa Casa Museo rimanda al paese e al territorio che la circonda offrendo indicazioni utili per accostarsi al patrimonio storico e artistico di Cerveno e per seguire percorsi di conoscenza del paesaggio, dell\u2019ambiente e degli altri abitati ai piedi della Concarena.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EINGRESSO: \u003C\/strong\u003Ebiglietto 2 \u20ac - gratuito per residenti e bambini di et\u00e0 inferiore ai 5 anni\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EORARI:\u003C\/strong\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\nmarted\u00ec 14.30 - 16.30\u003Cbr \/\u003E\r\ngioved\u00ec 9.00 - 12.00\u003Cbr \/\u003E\r\nvenerd\u00ec 14.30 - 16.30\u003Cbr \/\u003E\r\ndomenica e giorni festivi* 14.30 - 17.30\u003Cbr \/\u003E\r\n(*chiusura: 1 gennaio, Santa Pasqua, 15 agosto, 25 dicembre, domenica SOLO SE immediatamente vicina ad una festivit\u00e0)\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EPRENOTAZIONE GRUPPI (obbligatoria) E INFORMAZIONI:\u003C\/strong\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\nCel. 327 46 47 200 | e-mail casamuseocerveno@gmail.com | www.ecomuseoconcarena.org\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2088","website":"www.ecomuseoconcarena.org","address":"Vicolo Sonvico Cerveno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museodicerveno.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":["248109"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.32555,46.006797]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2105","name":"Castello dei Nobili","phone":"+39 0364494010 (Municipio)","email":"info@comune.lozio.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2105","website":"www.comune.lozio.bs.it","address":" Lozio (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.234327,45.993631]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2103","name":"Castello di Breno","phone":"+39 036422970","email":"info@prolocobreno.info","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003EIl \u003Cstrong\u003ECastello di Breno\u003C\/strong\u003E sorge arroccato su un colle che sovrasta il paese: l\u2019edificio fu edificato al tempo di Federico I Barbarossa (1100 - 1200), poi trasformato in roccaforte militare all\u2019epoca della Repubblica di Venezia (1400-1500) e infine, dopo l\u2019abbandono nel 1598, riutilizzato come cava di pietre.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl sito su cui si erge il castello ha un\u0027origine ben pi\u00f9 antica: probabilmente il luogo in cui a partire dal XIX secolo a.C. si insedi\u00f2 una \u003Cstrong\u003Ecomunit\u00e0\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Epreistorica\u003C\/strong\u003E.\u003Cbr \/\u003E\r\nAl castello si giunge con una breve passeggiata (circa 15 minuti) dal centro di \u003Cstrong\u003EBreno\u003C\/strong\u003E: il perimetro \u00e8 chiuso da una cinta di mura merlate e da due torri. All\u2019interno si possono ammirare i resti della \u003Cstrong\u003EChiesa di San Michele\u003C\/strong\u003E, di origine longobarda poi ampliata in periodo romanico.\u003Cbr \/\u003E\r\nGli altri edifici, di cui rimangono soprattutto i muri perimetrali e i sotterranei con volte a botte furono aggiunti durante la dominazione veneziana.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2103","website":"www.prolocobreno.info","address":"accesso a piedi da P.zza Gen. Ronchi Breno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/castello_breno.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.298033,45.955508]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2102","name":"Castello di Cimbergo","phone":"+39 0364433465","email":"riservaincisioni.museo@arterupestre.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EIn una spettacolare posizione a strapiombo sulla valle del torrente Re, il Castello di Cimbergo sorge su un\u2019altura che sovrasta il piccolo paese. Eretto probabilmente prima del XIII secolo era appartenuto ai conti di Lodrone e, secondo le cronache, venne fatto diroccare da Bernab\u00f2 Visconti nel 1363. Il castello, a pianta pentagonale irregolare, fu sicuramente al centro di numerosi scontri tra guelfi e ghibellini camuni. Oggi rimangono parti delle alte mura merlate, l\u2019apertura con la volta a sesto rialzato e alcune finestre.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Isidoro Serrati)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2102","website":"www.arterupestre.it","address":"Loc. Castello Cimbergo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/castello_cimbergo.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.365114,46.02374]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2104","name":"Castello Federici","phone":null,"email":"lontanoverde@gmail.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EDimora della potente famiglia dei Federici il Castello di Gorzone, situato su uno sperone a strapiombo sul torrente Dezzo nella parte terminale della Val di Scalve, fu costruito probabilmente nel 1150 secondo lo schema della fortezza medioevale. Nel corso del XV secolo la famiglia Federici lo riadatt\u00f2 in funzione residenziale, ricavandone una dimora signorile: l\u2019esterno conserva ancora il carattere austero dell\u2019originale impianto con una facciata decorata con portali in pietra Simona e i resti di un\u2019antica torre; l\u2019interno \u00e8 invece arricchito di loggette, due cortili con pozzo e numerosi ambienti tra cui l\u2019ampia sala di rappresentanza. All\u2019esterno il castello \u00e8 circondato da uno splendido parco.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2104","website":"www.lontanoverde.it","address":"Loc. Gorzone Darfo Boario Terme (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/castello_di_gorzone.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.170884,45.888395]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2089","name":"Centro Interculturale Casa Natale del Beato Innocenzo","phone":"+39 0364330277","email":"ilrododendro@gmai.com","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2089","website":null,"address":"Via Sommavilla  12 Niardo (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.33869,45.9783]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3233","name":"Chiesa degli Angeli Custodi - Niardo","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa venne costruita dalla famiglia Recaldini, che viveva nel bellissimo palazzo sito nell\u2019attuale via Angeli Custodi.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa chiesetta, intitolata all\u2019Angelo Custode, \u00e8 del 1640 e presenta un\u2019architettura semplice, caratterizzata da una navata ad unica campata e lesene che terminano con capitelli corinzi per sostenere il cornicione, su cui poggia la volta a botte, interrotta in basso da due finestre ad arco. L\u2019altare \u00e8 unico e realizzato in marmo, con soasa in gesso. La pala originale, ora custodita in parrocchia, rappresenta l\u2019Angelo Custode ed \u00e8 di ottima fattura, attribuibile, pare, al Fiamminghino. Per molti anni, la chiesa fu abbandonata e adibita a deposito del fieno che veniva raccolto per la parrocchia. Nel 1964, grazie alla generosit\u00e0 della popolazione, fu restaurata e decorata dignitosamente. La vecchia pala venne sostituita con un nuovo dipinto del pittore Gatti di Brescia, raffigurante l\u2019Angelo Custode in atto di proteggere un bambino in pericolo. Dopo i restauri venne inaugurata il 14 agosto 1964. Funge oggi da chiesa sussidiaria e vi si celebra la S. Messa periodicamente, in particolar modo d\u2019estate.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa pala originale, attribuibile al Fiamminghino, ora custodita in parrocchia.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa chiesa di S. Giorgio; la chiesa di S. Maurizio; la casa natale del Beato Innocenzo da Berzo; la chiesetta di S. Giuseppe, di struttura barocca, rimaneggiata nell\u2019Ottocento, sita in localit\u00e0 Crist; il lazzaretto degli appestati, costruito durante l\u2019ultima epidemia di peste nei pressi del torrente Fa.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3233","website":null,"address":"Angeli Custodi Niardo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/angeli_custode-1.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.334968,45.976372]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"29274","name":"Chiesa dei S.S. Nazaro e Celso, Anfurro","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EParrocchiale dei santi Nazzaro e Celso, costruzione della fine del 500 in\u0026nbsp;pietra simona. All\u0027interno opera della\u0026nbsp;scuola di Andrea Fantoni.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EDal suo belvedere si gode\u0026nbsp;una spettacolare vista sulla Valle Camonica, dalla cima dell\u2019Adamello sino al Lago d\u2019Iseo.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/29274","website":null,"address":"Localit\u00e0 Anfurro Angolo Terme (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/anfurro_chiesa.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.144812,45.87745]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2807","name":"Chiesa dei Santissimi Martiri - Lecan\u00f9 di Tem\u00f9","phone":"0364\/94104","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003ELa Chiesa di Sant\u0027Antonio Abate e dei Santissimi Martiri risale al XVII secolo. Contiene opere di Gian Domenico Ramus.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2807","website":null,"address":"Via Lecan\u00f9 Lecan\u00f9 di Tem\u00f9 (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/800px-chiesa_dei_ss_martiri_-_lecanu_-_temu_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.467245,46.249026]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2911","name":"Chiesa dell\u0027Annunciazione di Maria Vergine - Cogno","phone":"0364\/45024","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EChiesa Parrocchiale di Cogno del 1928. Contiene una pala ad olio su tela di Francesco Domeneghini dedicata all\u0027Annunciazione.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2911","website":null,"address":"Via Roma, 7 Piancogno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/16105.png","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.243124,45.936436]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"14362","name":"Chiesa delle Sante  Faustina e Liberata Capo di Ponte","phone":"proloco.capodiponte@invallecamonica.it","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003ELa Chiesa delle Sante Faustina e Liberata a Capo di Ponte (430m.s.l.m.) venne edificata nel 1600, ma conserva le sue origini romaniche in una porzione di abside in cui si possono notare alcuni affreschi. In una costruzione adiacente alla chiesa si trova un grosso masso su cui sono incise delle impronte che, secondo la tradizione, venne fermato durante una frana dalle sante Faustina e Liberata e San Marcello, che salvarono il villaggio dall\u2019ulteriore distruzione che il masso avrebbe prodotto. L\u2019interno \u00e8 caratterizzato da un\u2019unica navata coperta da volta a botte. Dal punto di vista decorativo la chiesa conserva due grandi pale del 1600 attribuite a Lorenzo Marbello, poste nelle cappelle laterali dedicate a San Carlo Borromeo e ai santi Giacomo e Filippo. Un\u2019altra pala, raffigurante l\u2019Ascensione \u00e8 collocata sopra all\u2019altare maggiore, dove possibile ammirare anche un paliotto in cuoio con la raffigurazione delle due Sante Faustina e Liberata.\u003Cbr \/\u003E\r\nAccanto alla chiesa c\u2019\u00e8 la cappella del Sepolcro dove sono conservate alcune statue lignee policrome del tardo 1400 .\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/14362","website":"","address":"Via Limit Capo di Ponte (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/chiesa_delle_sante.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.352941,46.032815]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2502","name":"Chiesa di S. Apollonio - Plampezzo","phone":" +39 0364929800 (Municipio) +39 036491223 (Parrocchia)","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa, di cui \u00e8 stata ipotizzata un\u2019origine carolingia (IX secolo), sorge nei pressi dei resti di un villaggio, nel punto di confluenza delle valli delle Messi e di Viso, sul percorso che conduce dalla\u0026nbsp;\u003Cstrong\u003EValle Camonica\u003C\/strong\u003E, attraverso i passi del\u0026nbsp;\u003Cstrong\u003EGavia\u003C\/strong\u003E\u0026nbsp;e dello\u0026nbsp;\u003Cstrong\u003EStelvio\u003C\/strong\u003E, verso il settentrione.\u0026nbsp;\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESulla base dell\u2019analisi stilistica, la struttura attuale viene fatta risalire all\u2019anno mille. La chiesa e il campanile presentano forme romaniche.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019architrave della porta meridionale, in marmo di Can\u00e8, e la finestra a lato, risalgono probabilmente al Rinas imento. Il campanile ed il tetto sono ricoperti da lastre di ardesia. L\u2019interno \u00e8 composto da una piccola aula priva di decorazioni e da un\u2019abside semicircolare. L\u2019abside presenta affreschi di gusto romanico, risalenti al XIV secolo. Al centro del catino vi \u00e8 il Cristo Pantocratore circondato dai simboli degli evangelisti, mentre sulla parete si succedono gli apostoli, identificati da scritte in carattere onciale. Lungo il sottarco vi sono immagini di profeti e personaggi dell\u2019Antico Testamento. Notizie della chiesa si trovano negli atti delle visite vescovili a partire dal XVI secolo. Alla fine del XVII secolo all\u2019intitolazione originaria, a S. Apollonio, si aggiunse quella a S. Apollonia, forse per influenza dei viaggiatori tedeschi. Al di l\u00e0 del fiume, nei prati antistanti alla chiesa, si trovano i segni della presenza di abitazioni, che alcuni identificano con il villaggio di Casai, di cui parlano i racconti della tradizione.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EGli affreschi dell\u2019abside (XIV secolo).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EA Pezzo: la parrocchiale di S. Lucia; la localit\u00e0 Case di Viso, situata nella Valle di Viso; la chiesetta di Viso, ricordo ai caduti della strage di Viso; il centro storico, con i suggestivi vicoli e le fontane. A Zoanno: la cappella dei morti. A Ponte di Legno: il castello di Castelpoggio, in localit\u00e0 Poia, all\u2019ingresso occidentale di Ponte di Legno; la chiesa della SS. Trinit\u00e0 (la leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi).\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2502","website":null,"address":"Via Case Sparse, Fraz. Pezzo Ponte di Legno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s._apollonio_-3.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.509097,46.260273]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3189","name":"Chiesa di S. Carlo - Ossimo Superiore","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003EVenne costruita per volere della comunit\u00e0, a ricordo della visita del Cardinale Carlo Borromeo nel 1580, in segno di grande devozione.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa costruzione, in un luogo rialzato che domina la Valle Camonica, fuori dall\u2019abitato, ebbe inizio intorno al 1614 e si concluse quattro anni dopo, ma fu un\u2019impresa difficile: nel 1617 la terra di Ossimo risultava sottoposta all\u2019interdetto e la costruzione della chiesa venne sospesa gi\u00e0 nell\u2019ottobre 1616, perch\u00e9 gli abitanti volevano amministrare i denari delle elemosine senza intervento del Rettore. Nel piccolo presbiterio, fa da pala un affresco di autore ignoto del XVII secolo, che rappresenta, nella parte bassa, Maddalena e san Marco, mentre in alto san Carlo in adorazione dinnanzi alla Vergine col Bambino. Caduta in disuso e degradata per l\u2019incuria e le infiltrazioni d\u2019acqua, \u00e8 stata restaurata nel 1986 dal Gruppo Alpini di Ossimo Superiore, che l\u2019ha salvata dalla rovina.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019affresco di autore ignoto del XVII secolo collocato nel presbiterio.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EOssimo Superiore: chiesa parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio; Museo etnografico Ossimo Ieri, ospitato in una dimora del XV secolo. Ossimo Inferiore: chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano; chiesa di S. Rocco; Parco Archeologico di Asinino - Anv\u00f2ia, che permette di approfondire il tema dei santuari megalitici dell\u2019et\u00e0 del Rame (III millennio a.C.).\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3189","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s._carlo_-2.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.232195,45.946062]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3234","name":"Chiesa di S. Giorgio - Niardo","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa domina Niardo da un\u2019altura. Fondata nel XV secolo, sembra abbia sostituito una precedente chiesa dedicata alla Madonna, con annesso cimitero, divenuta poi parrocchiale nel XII secolo, staccandosi dalla gestione della Pieve di Cividate.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENel XV secolo, in seguito ad un\u2019alluvione, viene modificata\u0026nbsp;la topografia della zona: la ricostruzione della comunit\u00e0 dove oggi sorge Niardo e lo spostamento della parrocchiale alla chiesa di S. Maurizio, eretta dove vi \u00e8 l\u2019attuale chiesa, tramuta S. Giorgio in un santuario. L\u2019edificio si presenta con una linea architettonica sobria:preceduto da un portico, l\u2019interno a\u0026nbsp; navata unica \u00e8 suddiviso in tre parti delimitate da lesene e nella parte terminale si aprono due nicchie con altari dedicati a san Giorgio (a sinistra) e a san Rocco (a destra); un arco a sesto acuto la separa dal presbiterio, coperto da una volta a crociera, dove si concentrano gli elementi artistici pi\u00f9 significativi del complesso, che comprendono gli affreschi sulle pareti laterali riemersi durante i restauri del 1935\/1936 e gli altri dipinti riapparsi sulla parete di fondo quando, nel 1957, si asport\u00f2 l\u2019ancona settecentesca contenente un dipinto che effigiava san Giorgio.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EAffreschi del presbiterio.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv\u003ELa chiesa di S. Maurizio; la chiesa degli Angeli Custodi; la casa natale del Beato Innocenzo da Berzo; la chiesetta di S. Giuseppe, di struttura barocca, rimaneggiata nell\u2019Ottocento, sita in localit\u00e0 Crist; il lazzaretto degli appestati, costruito durante l\u2019ultima epidemia di peste nei pressi del torrente Fa.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/div\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3234","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s._giorgio_-16.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.334167,45.976667]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3236","name":"Chiesa di S. Maurizio - Breno","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa, che risale almeno al XII secolo, deve l\u2019aspetto attuale a ingenti lavori di ampliamento e ristrutturazione avviati nella seconda met\u00e0 del XVI secolo e probabilmente conclusi nel 1607, data incisa sul portale. Della fase pi\u00f9 antica si conserva il possente campanile, pur sopraelevato nella cella campanaria.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EOriginaria parrocchiale di Breno, S. Maurizio ha aula unica e otto cappelle laterali; le due attigue al presbiterio, pi\u00f9 profonde, le attribuiscono pianta a croce. L\u2019interno conserva affreschi settecenteschi: scene della vita di san Maurizio nei medaglioni mistilinei delle volte, figure di santi accompagnati da cartigli sui peducci tra gli archi delle cappelle e, alla base della botte di copertura, le stazioni della Via Crucis commentate da brevi scritte in rima. Accanto ai pregevoli altari e alle belle tele, prevalentemente seicentesche, la chiesa conserva un capolavoro della scultura lignea settecentesca: il Sepolcro con le statue di Beniamino Simoni, allestito nella prima cappella di destra e formato da undici personaggi a grandezza naturale di grande realismo e intensit\u00e0 espressiva. Accanto alla chiesa si segnala la cappella dei Morti, il cui portico poggia su quattro colonne di pietra Simona dai bei capitelli quattrocenteschi.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl Sepolcro con le statue di Beniamino Simoni.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl borgo medievale, con le torri ed i palazzi; il Duomo di S. Salvatore, la chiesa di S. Antonio, la chiesa di S. Maria al Ponte e la chiesa di S. Valentino; il CaMus - Museo Camuno; villa\u0026nbsp; Gheza; piazza Ronchi; il castello; Nostalgia Club, il Museo d\u2019Auto e Moto d\u2019Epoca; il santuario di Minerva (localit\u00e0\u003Cbr \/\u003E\r\nSpinera).\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3236","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/san_maurizio033.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.307187,45.95424]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3229","name":"Chiesa di S. Maurizio - Niardo","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa preesistente all\u2019attuale risale al XVII secolo. Sorse per volere del rettore don Pietro Castelli, dove era gi\u00e0 presente una chiesetta.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019edificio esistente \u00e8 caratterizzato da piccole dimensioni, linee semplici e navata unica divisa in tre campate. Quattro grandi archi sostengono la cupola centrale, mentre un\u2019altra cupola si trova in corrispondenza del presbiterio, che termina con l\u2019abside coperta da una semicupola. Rimangono tracce di parti antiche al piano terra: le volte sono infatti databili al XVII secolo. La chiesa venne consacrata il 3 luglio 1696 e ampliata nel 1861 con l\u2019altare dedicato a sant\u2019Obizio, avente pala del secolo scorso, opera del camuno Giovan Battista Nodari. Una pala raffigurante la Madonna con Bambino e tre santi e altri due dipinti rappresentanti san Giorgio e sant\u2019Obizio sono di incerta attribuzione. Due affreschi (riportati su tela) sono databili al XV secolo e raffigurano una Madonna con Bambino e una Madonna con Bambino ed un santo. In sacrestia \u00e8 invece visibile un affresco di Madonna con san Giorgio e san Rocco. Il campanile, separato, presenta una base a piramide quadrata tronca e sorge in corrispondenza della sagrestia della vecchia chiesa.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019altare dedicato a sant\u2019Obizio.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa chiesa di S. Giorgio; la chiesa degli Angeli Custodi; la casa natale del Beato Innocenzo da Berzo; la chiesetta di S. Giuseppe, di struttura barocca, rimaneggiata nell\u2019Ottocento, sita in localit\u00e0 Crist; il lazzaretto degli appestati, costruito durante l\u2019ultima epidemia di peste nei pressi del torrente Fa.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3229","website":null,"address":"Adamo Niardo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s._maurizio_-1.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.337144,45.97746]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3190","name":"Chiesa di S. Rocco - Ossimo Inferiore","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003EVenne costruita in un luogo campestre, per volere della\u0026nbsp; comunit\u00e0, probabilmente a seguito di un voto legato ad una pestilenza che colp\u00ec il paese nel 1504.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019antica struttura riproponeva le fattezze di una grande santella, aperta sul fronte, dotata di un porticato per accogliere i pellegrini ed i viandanti; una cancellata impediva poi l\u2019accesso al presbiterio e alla piccola sagrestia. Nel 1580, durante la sua visita, il Cardinale Calo Borromeo decret\u00f2 che la chiesa venisse allungata e chiusa con una facciata dotata di porta e \u201cocchio\u201d. Il 27 settembre 1573, negli atti della sua visita, Monsignor Pilati ricorda che questa chiesa venne fatta costruire per devozione dalla Vicinia di Ossimo Inferiore e che insieme a san Rocco vi si ricordava san Sebastiano. Nel 1658, Bernardino Faino ricorda che tale chiesa ospitava i \u201cDisciplini\u201d. Nel 1817 venne usata per riunirvi i malati della peste petecchiale. Nel 1876 fu restaurata e munita d\u2019un campanile. Il 6 Aprile 1945, una bomba la distrusse parzialmente. Nel 1953, per volere del Parroco Don Giovan Maria Spiranti e dell\u2019intera contrada, viene ricostruita ed all\u2019inizio del XXI secolo sub\u00ec un restauro conservativo.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENella parete centrale del presbiterio fa da pala una statua di san Rocco, eseguita dallo scultore tirolese Luigi Kostnef.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EOssimo Superiore: chiesa parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio; chiesa di S. Carlo; Museo etnografico Ossimo Ieri, ospitato in una dimora del XV secolo. Ossimo Inferiore: chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano; Parco Archeologico di Asinino \u2013 Anv\u00f2ia, che permette di approfondire il tema dei santuari megalitici dell\u2019et\u00e0 del Rame (III millennio a.C.).\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3190","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s._rocco_-1.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.235327,45.942511]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3245","name":"Chiesa di S. Vito e S. Anna - Incudine","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa prima chiesa dedicata a S. Vito sorgeva poco distante dal sito attuale almeno a partire dal XV secolo. In seguito alla sua distruzione a causa di una slavina, il nuovo santuario venne costruito nel luogo dove ora sorge tra il 1712 e il 1720,\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cfont face=\u0022Calibri\u0022\u003E\u003Cem\u003E\u003Cfont face=\u0022Calibri\u0022 size=\u00223\u0022\u003E\u0022anche se, dopo un attento studio, risulta che vi fosse \u003C\/font\u003E\u003C\/em\u003E\u003Cfont face=\u0022Calibri\u0022 size=\u00223\u0022\u003E\u003Cem\u003Euna\u003Cstrong\u003E prima chiesetta\u003C\/strong\u003E a partire almeno dal XV secolo vicinissima al laghetto, poi di\u003Cstrong\u003Estrutta\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Eda una slavina\u003C\/strong\u003E e ricostruita agli inizi del XVII secolo vicino al luogo ove sorgeva la prima. \u003Cstrong\u003ELa seconda chiesetta\u003C\/strong\u003E non \u00e8 stata riedificata dove sorgeva il primitivo edificio in quanto il posto era troppo umido (essendo vicino alla sorgente sgorgata miracolosamente)\u0026nbsp;e l\u0027edificio sarebbe stato soggetto ad essere seppellito dalla neve anche oltre il giorno della sagra\u0026nbsp; di san Vito, ossia il 15 Giugno. Questa seconda chiesetta edificata dai mastri muratori di Vezza d\u0027Oglio cost\u00f2 100 scudi, venne \u003Cstrong\u003Edemolita ad opera dell\u0027uomo\u003C\/strong\u003E il 26 Luglio 1731, festa di Sant\u0027Anna,\u0026nbsp;in quanto nel frattempo venne edificata una \u003Cstrong\u003Eterza chiesetta\u003C\/strong\u003E (quella attuale) \u0026nbsp;in un luogo meno soggetto alle valanghe in quanto esse pur non abbattendo la seconda chiesetta causavano spesso danni alla porta d\u0027ingresso curvando addirittura il catenaccio e rendendo umide le muraglie. La spianata per posare le fondamenta della terza costruzione\u0026nbsp;fu iniziata nel 1712 e le ultime opere d\u0027edificazione della chiesetta furono completate nel 1720. La sagrestia venne ultimata solo nel 1756. Quindi dal 1720 al 25 Luglio 1731 sui monti di Incudine coesistettero due chiesette\u0022\u003C\/em\u003E. Tratto dal libro:\u0026nbsp;Chiese campestri dell\u0027Alta Valle Camonica (Capitolo sul santuario di San Vito curato da Germano Melotti e Giovanna Carli).\u003C\/font\u003E\u003C\/font\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESi tratta di una piccola costruzione di tonalite a due corpi; l\u2019interno \u00e8 coperto da un semplice soffitto a volta, la facciata \u00e8 a capanna. Sul portale si pu\u00f2 leggere la data 17.IHS.20. Lo sfondo del presbiterio \u00e8 occupato da una soasa barocca ornata da angeli ai cui lati sporgono le statue di S. Giovanni Nepomuceno e del S. Curato d\u2019Ars. La pala dell\u2019altare, secentesca, raffigura i SS. Vito, Modesto e Crescenzia che attorniano una madonna con bambino assisa sul trono. L\u2019attuale intitolazione del santuario, che viene conosciuto come chiesa di S. Anna, \u00e8 recente. Vito e Anna vengono entrambi celebrati nella festa che si svolge alla fine di luglio. Durante questa occasione, la popolazione di Incudine, divisa nei gruppi degli uomini e delle donne, disputa una singolare asta, al termine della quale i vincitori ottengono l\u2019onore di portare la statua di S. Anna, i perdenti di S. Vito nella processione che termina l\u2019evento. Fino alla met\u00e0 del sec. XX, il santuario ha custodito una collezione di ex-voto, piccoli quadretti donati dai fedeli per grazia ricevuta in seguito all\u2019invocazione dei SS. Vito, Modesto e Crescenzia. La raccolta, che comprende pi\u00f9 di 70 opere per un arco cronologico che va dal sec. XVII al sec. XX, \u00e8 ora conservata presso la cappella invernale della chiesa parrocchiale di S. Maurizio ad Incudine.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EDopo la visita al santuario, recatevi presso la Parrocchiale di S. Maurizio ad Incudine per ammirare la collezione di ex-voto provenienti da S. Vito.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa fessura di S. Vito (escursione impegnativa): il foro nella montagna attraverso il quale, secondo la leggenda, i SS. Vito e Brizio, fuggiti dal Trentino, arrivarono in Valle Camonica.\u003Cbr \/\u003E\r\nAd Incudine: in localit\u00e0 Castello, i resti dell\u2019abitato antico; in localit\u00e0 Contrade, a nord di Incudine al Solivo, i resti di antiche case-torri appartenute alla nobile famiglia Viola; sempre a nord dell\u2019abitato, a destra della strada nazionale, i resti dell\u2019antico ponte detto \u201cdel Salto del lupo\u201d; in paese, la parrocchiale di S. Maurizio, presso l\u2019abitato al Solivo; la chiesa di S. Bernardino, in localit\u00e0 al Vago.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3245","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s.vito_e_s._anna-6.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.358333,46.222222]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2498","name":"Chiesa di S.Antonio","phone":"+39 036422970 (Pro Loco)        +39 036422207 (Parrocchia)","email":"info@prolocobreno.info","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ECuore religioso e civico della comunit\u00e0 brenese, S. Antonio fu costruita nella prima met\u00e0 del XIV secolo e trasformata nelle forme attuali nella seconda met\u00e0 del secolo successivo.\u003Cbr \/\u003E\r\nVi si svolgeva la cerimonia di investitura del Capitano di Valle, il cui palazzo sorgeva accanto alla chiesa.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa ristrutturazione quattrocentesca \u00e8 testimoniata dal bel portale rinascimentale con lunetta affrescata.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cspan style=\u0022font-size: 13px; line-height: 1.6em;\u0022\u003EL\u2019interno, ad aula unica, \u00e8 composto da tre campate con volte a crociera. L\u2019aula conserva dipinti votivi tardo quattrocenteschi attribuiti a Giovan Pietro da Cemmo e, sulla parete destra della prima campata, un prezioso affresco con Madonna e santi datato 1372. L\u2019intradosso dell\u2019arco trionfale presenta figure di profeti; sulla volta del presbiterio compaiono i quattro Evangelisti e i quattro Dottori della Chiesa, attribuiti a \u003Ca href=\u0022http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Pietro_da_Cemmo\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EGiovan Pietro da Cemmo\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E. Le pareti del presbiterio furono invece affrescate, nel quarto decennio del XVI secolo, da \u003Ca href=\u0022http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Romanino\u0022 target=\u0022_blank\u0022 title=\u0022il romanino su wikipedia\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EGirolamo Romanino\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E, che vi rappresent\u00f2 scene tratte dal Libro di Daniele. La chiesa conserva inoltre, entro la preziosa cornice lignea originaria, la bella pala di Callisto Piazza (1526\/29).\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003E\u003Cstrong\u003EDA VEDERE\u003C\/strong\u003E\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EPortale rinascimentale; affresco con Madonna e santi datato 1372 e affreschi tardo quattrocenteschi attribuiti a \u003Cstrong\u003EGiovan Pietro da Cemmo\u003C\/strong\u003E; nel presbiterio ciclo di \u003Cstrong\u003EGirolamo Romanino\u003C\/strong\u003E e pala d\u2019altare di Callisto Piazza\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003E\u003Cstrong\u003ENEI DINTORNI\u003C\/strong\u003E\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl borgo medievale, con le torri ed i palazzi; il Duomo di S. Salvatore, la chiesa di S. Maurizio, la chiesa di S. Maria al Ponte e la chiesa di S. Valentino; il CaMus - Museo Camuno; villa Gheza; piazza Ronchi; il castello; Nostalgia Club, il Museo d\u2019Auto e Moto d\u2019Epoca; il santuario di Minerva (localit\u00e0 Spinera).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003E\u003Cstrong\u003EGLI AFFRESCHI DEL ROMANINO.\u003C\/strong\u003E\u0026nbsp;\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EGli affreschi posti sulle tre pareti del presbiterio furono eseguiti dal Romanino nella chiesa di Sant\u0027Antonio con la collaborazione di Daniele Mori, che lo affianc\u00f2 come aiuto anche nei lavori di\u0026nbsp;Pisogne\u0026nbsp;e diBienno. Essi sono ispirati da quella vena grottesca ed anticlassica che pervade con forza il percorso dell\u0027artista in Valcamonica.\u0026nbsp;Anch\u0027essi hanno sofferto delle mutilazioni prodotte dal lungo periodo di degrado della chiesa: dell\u0027importante ciclo realizzato per ricoprire interamente le tre pareti del presbiterio, solo le scene poste sulla parete destra si lasciano compiutamente riconoscere. Il tema\u0026nbsp;iconografico\u0026nbsp;che Romanino svolge (da connettersi verosimilmente alle qualit\u00e0\u0026nbsp;taumaturgiche\u0026nbsp;di\u0026nbsp;Sant\u0027Antonio abate) \u00e8 piuttosto insolito: esso si riferisce ad un episodio biblico tratto dal\u0026nbsp;Libro di Daniele.\u003Cbr \/\u003E\r\nTre giovani compagni del profeta, Sadr\u00e0ch, Mes\u00e0ch e Abd\u00e8nego, chiamati come lui alla corte del re assiro\u0026nbsp;Nabucodonosor, si rifiutano di commettere\u0026nbsp;apostasia\u0026nbsp;e vengono condannati dal sovrano ad essere arsi vivi in una fornace.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u00ab\u00c8 vero, Sadr\u00e0ch, Mes\u00e0ch e Abd\u00e8nego, che voi non servite i miei dei e non adorate la statua d\u0027oro che io ho fatto innalzare?\u0026nbsp;\u00bb [...] Ma [essi] risposero al re Nabucod\u00f2nosor: \u00abRe, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi per\u00f2 che il nostro Dio, che serviamo, pu\u00f2 liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano[...].\u00bb (Daniele, 3)\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u0027affresco interpreta con grande sapienza narrativa lo svolgersi del racconto biblico. Sul lato destro vediamo i tre giovani israeliti trascinati da davanti al re assiro soldati in lucenti armature: essi hanno i tratti popolari, dolenti e ribelli, delle persone che soffrono dell\u0027arroganza dei potenti. Poi vediamo i trombettieri \u2013 colti nel loro comico sforzo di soffiare quanto pi\u00f9 possono nei loro strumenti - che chiamano tutti a prostrarsi dinnanzi alla statua d\u0027oro; infine si assiste alla scena dei soldati uccisi dall\u0027insopportabile calore riverberato all\u0027esterno della fornace, mentre i tre compagni di Daniele vengono salvati da un angelo del Signore che allontana da loro le vampe della fornace.\u003Cbr \/\u003E\r\nUna balaustra \u00e8 posta sopra la scena per riempire verso l\u0027alto tutto lo spazio pittorico; essa \u00e8 popolata da una variegata schiera di personaggi vocianti, che commentano quanto avviene sotto i loro sguardi, come a coinvolgere lo spettatore invitandolo ad entrare anch\u0027egli nella scena.\u0026nbsp;Romanino non esita a far uso di prospettive incongrue per catturare l\u0027attenzione di chi guarda; una narrazione ricca di asprezze nordiche, che trasmette un forte senso drammatico, con brani in cui l\u0027artista mostra tutto il suo talento di disegnatore (si veda ad esempio lo scorcio dei soldati uccisi dal calore) ed altri ispirati ad una sorta di compiacimento per i dettagli stravaganti.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u00ab[Si osserva], nelle scene di Breno, la propensione a scuotere la trama narrativa del racconto con una sorprendente ricchezza di dettagli stravaganti, di inserti improvvisi che con la loro presenza determinano il carattere stesso degli affreschi, la loro connotazione profondamente eccentrica, come gi\u00e0 aveva sottolineato\u0026nbsp;Longhi\u0026nbsp;[...]\u0026nbsp;un tipo grifagno di dr\u00f4leries diviene l\u0027attore principale delle scene dipinte dal Romanino sui gioghi della Valcamonica, come [...] nella chiesetta gotica di Sant\u0027Antonio a Breno\u00bb\u0026nbsp;(F. Frangi,\u0026nbsp;Il ciclo di Sant\u0027Antonio nel percorso di Gerolamo Romanino, in AA.VV.,\u0026nbsp;Romanino in Sant\u0027Antonio Abate a Breno, op cit. in bibliografia, p. 71-72)\u003Cbr \/\u003E\r\nLa tavolozza del Romanino, con un\u0027ampia gamma di grigi e di gialli, \u00e8 capace di rincorrere le diverse vibrazione della luce che irrompe sulle scene del racconto.\u0026nbsp;Impossibili da riconoscere con certezza, a causa delle mutilazioni subite, sono invece gli episodi che sono raffigurati sulla parete di fondo, ai due lati della grande pala del Piazza e sulla parete sinistra, in cui il registro inferiore \u00e8 ormai ampiamente mutilato. L\u0027impaginazione del racconto \u00e8 analoga su tutte le pareti, con il registro inferiore dedicato alle scene di carattere sacro ed il registro superiore contraddistinto da architetture illusive che ospitano personaggi che guardano la scena e si scambiano tra loro concitate osservazioni.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u0027idea \u00e8 verosimilmente suggerita al Romanino\u0026nbsp;\u2013 come gi\u00e0 avvenuto per la\u0026nbsp;Chiesa di Santa Maria della Neve\u0026nbsp;a Pisogne - dalla esperienza teatrale delle sacre rappresentazioni, qui colte nella organizzazione registica che doveva essere curata dalle confraternite laicali che assistevano agli eventi[6]. \u00c8 una interessante e per certi versi sorprendente carrellata di personaggi e di posture quella che si dispiega nei registri superiori (basta citare ad esempio, sulla parete sinistra, il ragazzo con lo sguardo beffardo seduto sul cornicione, con la gamba a penzoloni e l\u0027indice teso che invita ad una maggior attenzione).\u0026nbsp;Per quanto riguarda la parete di fondo, le finte architetture popolate dagli spettatori assumono esattamente la forma di un palcoscenico teatrale, con il loggiato sorretto da eleganti colonne nelle quali si svolgono gli eventi sacri. Tale architettura si dispiega ai due lati della pala del Piazza, sopra la quale Romanino rappresenta la figura del\u0026nbsp;Padreterno circondato da angeli.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe interpretazioni iconografiche proposte per tale parete riguardano prevalentemente scene della\u0026nbsp;Passione di Ges\u00f9. Per l\u2019episodio che si svolge tra le colonne della falsa architettura si \u00e8 avanzata la ipotesi che si tratti dell\u0027\u0027Ultima Cena\u0026nbsp;(ma una diversa ipotesi vi vede due scene distinte: quella dell\u0027Ultima Cena\u0026nbsp;e quella del\u0026nbsp;Cristo alla colonna). Un\u2019altra congettura, legata alla idea che tutte le scene affrescate dal Romanino si riferiscano al \u0022Libro di Daniele\u0022, vi legge il\u0026nbsp;Convito di Baldassare\u0026nbsp;e l\u0027episodio del\u0026nbsp;Giudizio di Daniele\u0026nbsp;(mentre sulla parete sinistra sarebbe posta la vicenda diDaniele nella fossa dei leoni).\u003Cbr \/\u003E\r\nMolto arduo \u00e8 avanzare ipotesi sugli affreschi della parete sinistra a causa della perdita della parte centrale della scena. Un\u0027ipotesi \u00e8 che si tratti dell\u0027Ingresso di Cristo a Gerusalemme; una seconda vi vede due distinte scene della Passione: sulla destra, dove \u00e8 posto un curioso gruppo di persone, si avrebbe l\u2019episodio di\u0026nbsp;Giuda che contrae il tradimento di Cristo\u0026nbsp;e, sulla sinistra, la scena di\u0026nbsp;Pilato che esce dal tribunale. Nel registro superiore, anzich\u00e9 semplici figure di astanti, qualcuno ha creduto di potervi leggere la scena di\u0026nbsp;Cristo accusato dai Farisei davanti ai sacerdoti. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Roberto Comensoli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2498","website":"www.prolocobreno.info","address":"Piazza S.Antonio - Breno Breno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/breno.s.antonio3.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30153,45.955329]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2503","name":"Chiesa di S.Clemente - Vezza d\u0027Oglio","phone":"+39 0364779538 (Parrocchia)","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa di S. Clemente \u00e8 citata nei documenti vescovili almeno a partire dall\u2019XI secolo. Di fronte all\u2019edificio, verso la valle, sono ancora visibili i resti di un antico xenodochio, forse usato come posto di cambio dai messaggeri imperiali.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u00c8 stato suggerito che l\u2019intitolazione a S. Clemente, che\u003Cbr \/\u003E\r\nvenne condannato all\u2019esilio presso le miniere di marmo di Cherson sul Mar Nero, sia riconducibile alla presenza della cava di marmo del Borom, proprio al di sopra del luogo dove sorge la chiesa. Il campanile di stile romanico \u00e8 stato costruito in differenti fasi, riconoscibili dalla forma e dalla disposizione delle pietre: quadrate e pi\u00f9 grandi quelle fino alle prime bifore, pi\u00f9 piccole e dalla superficie rettangolare quelle della cella superiore, ad indicare il fatto che il secondo livello venne edificato solo in un\u2019epoca successiva. La chiesa, restaurata nel XVI secolo, come indicato dalla data posta sopra l\u2019architrave della porta d\u2019ingresso, si compone di due corpi, non perfettamente allineati tra loro, di modo che l\u2019asse della navata risulta leggermente obliquo rispetto all\u2019abside. Gli affreschi dell\u2019abside sono cinquecenteschi e raffigurano alcuni Santi venerati in Valle Camonica come S. Martino e S. Lucia. La pala dell\u2019ancona (una riproduzione fotografica: l\u2019originale si trova nella pinacoteca parrocchiale di Vezza d\u2019Oglio) \u00e8 seicentesca. All\u2019interno della sagrestia sono conservate delle gambe e braccia di legno, ex voto donati dai fedeli in seguito a richieste di grazia per guarigioni da storpiature e ferite agli\u003Cbr \/\u003E\r\narti.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl campanile romanico, gli arti di legno lasciati come exvoto.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa cava di marmo del Borom (ora chiusa); le antiche baite di Pedenole.\u003Cbr \/\u003E\r\nA Vezza d\u2019Oglio: la torre Federici; i manufatti della Grande Guerra.\u003Cbr \/\u003E\r\nA Davena: la chiesa dei SS. Michele e Giorgio (la leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi).\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2503","website":null,"address":"Loc. 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La navata e il presbiterio si presentano completamente affrescati da\u0026nbsp;Giovanni Pietro da Cemmo, che lavor\u00f2 in questa chiesa tra il\u0026nbsp;1491\u0026nbsp;ed il 1493. Il programma decorativo risulta particolarmente complesso e denuncia, per unit\u00e0 e finezza teologica, una committenza di alto livello: lo dimostra la presenza di stemmi appartenenti a famiglie della nobilt\u00e0 camuna, come i Beccagutti e i Federici. I temi rappresentati possono a ragione essere suddivisi in due gruppi principali: la \u0022Storia della Salvezza\u0022, che occupa l\u0027arco santo e la zona presbiteriale, e immagini della\u0026nbsp;devozione popolare, disposte in riquadri ordinati nella navata.\u0026nbsp;Il ciclo con\u0026nbsp;storie della Salvezza\u0026nbsp;principia con l\u0027Annunciazione, posta sull\u0027arco santo, e con le figure dei\u0026nbsp;Profeti, dipinti sul parapetto della loggia. Oltre l\u0027arco e la cancellata la volta a crociera del\u0026nbsp;presbiterio\u0026nbsp;\u00e8 occupata dalla rappresentazione delle schiere celesti, al centro delle quali si impone il\u0026nbsp;Cristo Pantokrator\u0026nbsp;(di oltre tre metri) in mandorla, attorniato da una cerchia di 72 personaggi, rigidamente distinti per classi: santi, martiri, patriarchi, imperatori, profeti.\u0026nbsp;Le pareti del presbiterio sono decorate con le scene della\u0026nbsp;Nativit\u00e0\u0026nbsp;e dell\u0027\u0026nbsp;Adorazione dei Magi, la\u0026nbsp;Crocifissione (posta sulla parete di fondo del presbiterio), l\u0027\u0026nbsp;Assunzione della Vergine (a occupare la parete di sinistra).\u0026nbsp;Nel\u0026nbsp;1573\u0026nbsp;viene abbattuta una sezione di parete per creare la cappella del Rosario, distruggendo degli affreschi che probabilmente raffiguravano un Giudizio Universale. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2496","website":null,"address":"Via Leutelmonte Esine (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/facciata_-_chiesa_s_maria_assunta_-_esine_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.254466,45.926788]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2494","name":"Chiesa di S.Maria del Restello (Fraz. 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Il monogramma cristologico\u0026nbsp;di\u0026nbsp;San Bernardino\u0026nbsp;posto al centro dell\u0027architrave del portale (assieme all\u0027affresco scomparso raffigurante il\u0026nbsp;Trionfo della Morte\u0026nbsp;che stava sulla facciata) porta a pensare che la chiesa fosse gestita dall\u0027ordine dei\u0026nbsp;Disciplini, che faceva della meditazione sulla \u0022Passione di Cristo\u0022 una regola di vita.\u0026nbsp;\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa facciata molto semplice, con tetto a capanna, \u00e8 decorata a rombi policromi; il sobrio\u0026nbsp;portale, in arenaria rossa, \u00e8 ornato sui\u0026nbsp;piedritti\u0026nbsp;da\u0026nbsp;candelabre\u0026nbsp;e porta sull\u0027architrave\u0026nbsp;- assieme al monogramma bernardiniano - l\u0027immagine di due teste di santi. Esso \u00e8 sormontato da una nicchia semicircolare con una statua raffigurante la\u0026nbsp;Madonna col Bambino, con due angeli affrescati sullo sfondo.\u0026nbsp;Sul lato sinistro \u00e8 posto un portichetto, che mostra tracce di affreschi attribuiti a\u0026nbsp;Giovanni da Marone: tra essi i resti di una\u0026nbsp;Madonna col Bambino e Santi (1486).\u0026nbsp;L\u0027interno \u00e8 costituito da un\u0027aula unica, divisa in tre campate da archi acuti che portano all\u0027arco trionfale e all\u0027abside.\u0026nbsp;Una sola fonte di luce, quella dell\u0027obl\u00f2 sulla facciata, illumina gli affreschi del\u0026nbsp;Romanino, terminati nel\u0026nbsp;1534, che ornano la chiesa. Il pittore bresciano fece chiudere le preesistenti finestre laterali per poter sfruttare interamente ed in modo uniforme lo spazio delle pareti.\u0026nbsp;Nel\u0026nbsp;1588\u0026nbsp;i frati\u0026nbsp;Agostiniani\u0026nbsp;su sollecitazione di\u0026nbsp;San Carlo Borromeo\u0026nbsp;presero in carico la chiesa, costruendo accanto ad essa un convento (ora ampiamente ristrutturato ed adibito a casa da riposo).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EGLI AFFRESCHI DEL ROMANINO.\u0026nbsp;\u003C\/strong\u003EL\u2019interesse artistico della chiesa si concentra sul ciclo di affreschi che raffigurano la\u0026nbsp;Passione di Cristo, considerati uno dei punti pi\u00f9 alti della poetica del Romanino.\u0026nbsp;Le scene affrescate si presentano allo spettatore come un complesso di imponente teatralit\u00e0, con le volte popolate da \u0022michelangiolesche\u0022 figure di\u0026nbsp;sibille\u0026nbsp;e profeti\u0026nbsp;e con le scene sulle pareti che si dispiegano a formare una sorta di rappresentazione popolare della Passione.\u0026nbsp;Giovanni Testori\u0026nbsp;battezz\u00f2 suggestivamente con il nome di \u0022Cappella Sistina dei poveri\u0022 la chiesa affrescata di Pisogne e, durante una conversazione pubblica, spieg\u00f2 in questi termini il senso di tale appellativo:\u0026nbsp;\u00abGuardate quass\u00f9 le sibille se non sembrano donne che tornino con le loro gerle dai boschi. [...] Pisogne per forza poetica tiene alla Sistina, ne \u00e8 come l\u0027alterit\u00e0, l\u0027altro modo di vivere il cristianesimo, [...] Qui c\u0027\u00e8 un modo di viverlo pi\u00f9 umile, pi\u00f9 da eroismo popolare e montagnardo, pi\u00f9 dialettale. [...] Romanino qui fa il controcanto della parola che si fa carne, infatti prende la carne di un popolo, di una valle e ne fa verbo figurativo.\u00bb\u0026nbsp;(G. Testori,\u0026nbsp;Sotto il cielo di Romanino, in \u0022Testori a Brescia\u0022, a cura di Associazione Giovanni Testori, Silvana Editoriale, 2003)\u003Cbr \/\u003E\r\nColpisce il distacco dalle forme idealizzate del classicismo rinascimentale, l\u0027uso del dialetto al posto della lingua colta, che si esprime in modo grottesco nella rappresentazione di volti e di corpi robusti e sgraziati: emblematica \u00e8 la tozza figura della\u0026nbsp;Maddalena\u0026nbsp;che sembra corsa fuori dalla stalla per abbracciare la croce, oppure quella nerboruta del \u0022Manigoldo\u0022 che interpreta la scena della\u0026nbsp;Salita al Calvario, quella di\u0026nbsp;Adamo\u0026nbsp;che esce dal\u0026nbsp;Limbo\u0026nbsp;con lo sguardo furioso. \u00c8 stato sempre Testori a riferirsi al Romanino come\u0026nbsp;il solo vero grande sdegnoso e sdegnato barbaro, connotandolo anche come\u0026nbsp;il pi\u00f9 grande, pi\u00f9 torvo e triviale dei pittori in dialetto dell\u0027arte di ogni regione e di ogni tempo.\u0026nbsp;Ad aumentare il senso popolano della rappresentazione sono inseriti brani di vita quotidiana che si sovrappongono e si confondono con il racconto evangelico. Ne sono un esempio i cani che passeggiano nella concitata scena della\u0026nbsp;Crocifissione\u0026nbsp;oppure i bambini che, nella scena dell\u0027Ecce Homo, si azzuffano tra loro ai piedi della scala, insensibili al dramma che sta avvenendo.\u0026nbsp;Il giudizio che, a fronte di un cos\u00ec manifesto linguaggio barbaro, a fronte di una narrazione visiva che procede impressionisticamente, con compiacimenti grotteschi che vanno a scapito della eleganza e della precisione pittorica (finanche con deliberate violazioni della proporzione dei corpi e delle regole della prospettiva), lo spettatore potrebbe - come in effetti avvenne ad opera della critica - ritenere che gli affreschi di Pisogne costituiscano una manifestazione minore dell\u0027arte rinascimentale, uscita dal pennello di un artista eccentrico e non censurata da una committenza poco esigente.\u0026nbsp;Tale giudizio si ribalta immediatamente quando si mettano in relazione gli affreschi del Romanino con l\u0027esigenza di innovare le forme di comunicazione del messaggio evangelico, collocandolo in mezzo alla gente comune, connotandolo come risposta ad un bisogno diffuso ed autentico di spiritualit\u00e0.\u0026nbsp;Alessandro Nova definisce gli affreschi di Pisogne \u0022uno dei cicli pi\u00f9 eterodossi, quasi in controtempo, della storia dell\u2019arte italiana\u0022:\u0026nbsp;\u00abTutto \u00e8 qui rimesso in discussione: la costruzione dello spazio sembra quasi ignorare le regole della prospettiva rinascimentale, volti e corpi sono deformati sino al grottesco e le pose dei personaggi sembrano a volte derivare dall\u0027esperienza di un\u0026nbsp;Sacro Monte, come se l\u0027artista fosse alla ricerca di una spiritualit\u00e0 pi\u00f9 diretta, partecipe e libera dai riti della Chiesa istituzionalizzata.\u00bb\u0026nbsp;(A. Nova,\u0026nbsp;Centro, periferia, provincia: Tiziano e Romanino, in AA.VV., \u0022Romanino, un pittore in rivolta nel Rinascimento italiano\u0022, Silvana Editoriale, 2006 Catalogo della omonima mostra di Trento).\u003Cbr \/\u003E\r\nRomanino compie dunque, nel campo della pittura, un percorso di valorizzazione della parlata dialettale simile a quello che troviamo nelle cappelle dei\u0026nbsp;Sacri Monti.\u003Cbr \/\u003E\r\nErasmo da Rotterdam\u0026nbsp;sottolineava in quegli anni l\u0027affermazione di\u0026nbsp;San Paolo\u0026nbsp;secondo la quale il vero tempio di Dio erano i poveri. Lo stesso messaggio - di una vita ispirata dalla\u0026nbsp;Imitatio Christi\u0026nbsp;- veniva dalla confraternita dei Disciplini, committenti dell\u0027opera, e da altri ordini religiosi presenti in\u0026nbsp;Valcamonica. Un messaggio che si era fatto urgente nelle valli che portavano al nord, verso terre nelle quali la Riforma stava rapidamente diffondendosi e che era urgente contrastare.\u0026nbsp;Il ciclo di affreschi che \u2013 pur con alcune ferite \u2013 possiamo oggi ammirare, copre interamente la volta, l\u0027arco trionfale, le pareti laterali e la controfacciata. Sono andati invece perduti gli affreschi che ricoprivano l\u0027abside (con le\u0026nbsp;Storie di Maria) e quelli che, sempre il Romanino, aveva dipinto sulle pareti esterne. Di questi ultimi rimangono solo alcune parti staccate (due scene riguardanti l\u0027Adorazione dei Magi\u0026nbsp;sono conservate nell\u0027abside).\u003Cbr \/\u003E\r\nLe vele e gli arconi che formano la volta sono decorati - secondo un precisa disposizione iconografica - con figure di profeti e sibille che reggono misteriosi cartigli annuncianti la venuta del Cristo.\u0026nbsp;Sull\u0027arco trionfale che d\u00e0 accesso al presbiterio troviamo\u0026nbsp;\u2013 disposte in uno schema abituale\u0026nbsp;\u2013 la figura del\u0026nbsp;Padreterno, dell\u0027Arcangelo Gabriele\u0026nbsp;e della\u0026nbsp;Vergine Annunziata. Pi\u00f9 in basso, sulla stessa parete, sono poste le scene della\u0026nbsp;Discesa dello Spirito Santo\u0026nbsp;e della\u0026nbsp;Deposizione\u0026nbsp;che fungevano da pale d\u2019altare.\u0026nbsp;Le pareti laterali sono affrescata secondo due registri: pi\u00f9 in alto, ad occupare le grandi arcate gotiche, troviamo le scene finali della \u0022Passione\u0022 (partendo dall\u2019angolo a sinistra dell\u2019arco e procedendo in senso antiorario, la\u0026nbsp;Cattura di Cristo nell\u0027Orto degli Ulivi, l\u0027\u0026nbsp;Ecce Uomo, la\u0026nbsp;Salita al Calvario, la\u0026nbsp;Crocifissionesulla controfacciata, la\u0026nbsp;Resurrezione, la\u0026nbsp;Discesa al Limbo\u0026nbsp;e l\u0027Ascensione); sotto di esse in una zoccolatura di finto marmo troviamo altre scene della vita di Cristo (la\u0026nbsp;Cena in casa del Fariseo,\u0026nbsp;Cristo davanti a Pilato,\u0026nbsp;Cristo flagellato,\u0026nbsp;Cristo coronato di spine, l\u0027Ultima Cena, la\u0026nbsp;Lavanda dei piedi\u0026nbsp;e l\u0027Ingresso in Gerusalemme), raffigurate in scala pi\u00f9 piccola dentro riquadri rettangolari che fanno pensare ad una galleria di quadri. I dipinti colpiscono per l\u0027esecuzione sommaria e rapida delle figure, ottenuta dipingendo in prevalenza direttamente sull\u0027intonaco\u0026nbsp;fresco, senza l\u0027aiuto di cartoni preparatori; le vesti dei principali personaggi mostrano colori serici, con panneggi fruscianti ottenuti grazie ad un uso sapiente di effetti luministici.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl percorso meditativo proposto dal Romanino lungo le pareti della chiesa presenta alcune incongruenze rispetto al susseguirsi degli eventi narrati nei testi evangelici. Osserva a questo proposito Francesco De Leonardis:\u003Cbr \/\u003E\r\n\u00abQuesto apparente disordine \u00e8 stato interpretato talvolta come un segno della bizzarria del Romanino, che non vincolato da committenti colti, avrebbe agito con ampia libert\u00e0 anche nella scelta dei soggetti, dopo che gli era stato fissato il tema generale. Recentemente per\u00f2 Bruno Passamani ha dato una nuova convincente lettura di questo percorso iconografico che sarebbe da ricondurre alle pratiche devozionali di stampo teatrale di una confraternita di Disciplini o alla spiritualit\u00e0 dei Frati Minori dell\u0027 Osservanza, che in questo periodo avevano una significativa presenza in Valle Camonica.\u00bb\u0026nbsp;(F De Leonardis,\u0026nbsp;La via del Romanino dal Sabino alla Valcamonica, testo reperibile al sito).\u003Cbr \/\u003E\r\nIl punto culminante dell\u0027intero ciclo \u00e8 la grande drammatica scena della\u0026nbsp;Crocifissione\u0026nbsp;che occupa l\u0027intera controfacciata della chiesa. Lo sguardo corre subito alla figura dolente del Cristo crocifisso ed a quella di una Maddalena dalle braccia e dal volto di contadina posta in primo piano ad abbracciare disperatamente la croce. Ai lati della croce di Cristo osserviamo le figure possenti dei due ladroni.\u0026nbsp;Sotto le croci la scena \u00e8 riempita da una imponente calca umana: le pie donne sembrano voler stare in disparte sul lato sinistro della scena; sul lato opposto una soldataglia vociante si gioca ai dadi la tunica di Ges\u00f9 (un trasparente messaggio pedagogico sulla necessit\u00e0 di non dividere la chiesa di Cristo). La folla si addensa al centro della scena attorno ai soldati romani a cavallo. In primo piano \u00e8 la figura di\u0026nbsp;Longino, il centurione che trafisse con la lancia il corpo di Cristo, che si staglia pensieroso nella sua argentea armatura.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u00abLa Crocifissione per Romanino non \u00e8 solo una meditazione sul dolore nella tradizione medievale dello Stabat Mater, n\u00e9 un atto d\u0027accusa contro la malvagit\u00e0 dell\u0027uomo, carnefice del suo Dio. Maria, la madre dolorosa, e il gruppo delle donne sono spostate al margine sinistro della rappresentazione, si confondono nella calca e sembrano quasi cadere fuori scena; pi\u00f9 rilievo assumono invece i soldati che si giocano ai dadi la tunica indivisibile di Cristo e richiamano il tema, in un\u0027et\u00e0 di lacerante predicazione luterana, della Chiesa che non deve essere divisa.\u00bb\u0026nbsp;(F De Leonardis,\u0026nbsp;La via del Romanino dal Sabino alla Valcamonica, op. cit.) \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Marta Pagano)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2493","website":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/it\/node\/2602","address":"Via Antica Valeriana Pisogne (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/bebe11generale-36_600x450.jpg","image_gallery":[],"events":["597577"],"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.112999,45.808707]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3237","name":"Chiesa di S.Valentino -  Breno","phone":"0364 22970 ","email":"info@prolocobreno.info","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa, costruita probabilmente nel XV secolo, presenta un\u2019anomala struttura a due navate precedute da un bel portico rinascimentale datato, sulla lesena di sinistra, 1515.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa forma della chiesa \u00e8 il risultato di integrazioni e revisioni successive testimoniate sia dai particolari architettonici che\u0026nbsp;dall\u2019interessante palinsesto pittorico, nel quale si accostano e sovrappongono opere dotte e popolari di differente periodo e qualit\u00e0. Tale complessit\u00e0 dimostra la continuit\u00e0 d\u2019uso del santuario che, meta di viva devozione e intenso pellegrinaggio, ha raccolto numerosissimi ex-voto, molti dei quali ancora\u0026nbsp;\u003Cspan style=\u0022font-size: 13px; line-height: 1.6em;\u0022\u003Eesposti. Lungo le pareti e sui pilastri sono affrescate figure di santi, tra i quali un Antonio da Padova datato 1490 e un gruppo datato 1484. Al 1500 risale la decorazione delle volte della seconda e terza campata della navata di destra, con i dodici Apostoli e i quattro Dottori della Chiesa preceduti,\u0026nbsp;\u003C\/span\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size: 13px; line-height: 1.6em;\u0022\u003Enell\u2019intradosso del primitivo arco trionfale, da otto profeti. Figure, scene ed elementi decorativi, dipinti dal XVI al XVIII secolo, completano l\u2019insieme disponendosi sulle lunette e sulle restanti coperture. L\u2019altare di San Valentino, al termine della navata destra, presenta una preziosa pala con Madonna e santi dei primi decenni del XVI secolo.\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa pala d\u2019altare cinquecentesca, gli affreschi quattro\/ cinquecenteschi e le tavolette ex voto.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl borgo medievale, con le torri ed i palazzi; il Duomo di S. Salvatore, chiesa di S. Antonio, la chiesa di S. Maurizio e la chiesa di S. Maria al Ponte; il CaMus - Museo Camuno; villa Gheza; piazza Ronchi; il castello; Nostalgia Club, il Museo d\u2019Auto e Moto d\u2019Epoca; il santuario di Minerva (localit\u00e0 Spinera).\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3237","website":"http:\/\/www.prolocobreno.info","address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s._valentino_0519.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.306714,45.952947]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2805","name":"Chiesa di San Bartolomeo - Tem\u00f9","phone":"0364\/94104","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EParrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, di struttira secentesca, ristrutturata nel XIX secolo. Il portale \u00e8 in\u0026nbsp;marmo di Vezza.\u0026nbsp;Contiene opere dello Zotti e di Gian Domenico Ramus. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cem\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2805","website":null,"address":"Via Adamello 12 Tem\u00f9 (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/450px-chiesa_s_bartolomeo_-_temu_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.46979,46.24933]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3057","name":"Chiesa di San Brizio - Monno","phone":"0364.779400 Comune di Monno","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ECertamente la prima chiesa era di origini \u201ccarolinge\u201d, o per meglio dire \u201ctournensi\u201d, legata al monastero dei monaci benedettini di Tours, come indica il santo titolare, San Brizio, successore di San Martino.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESe si deve infatti dar credito alla lapide murata all\u2019esterno della chiesa, essa risale al tempo di Carlo Magno, ma sicuramente verso il 1000 aveva anche funzioni di ospizio per i pellegrini in transito sulla strada Valeriana. Nel 1284 ha inizio la serie dei parroci di Monno. Prima chiesa parrocchiale mantenne questo titolo fino al 1652, quando al centro del paese venne consacrata la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Per l\u2019interessamento di molti monnesi, anche emigrati, in quegli anni la chiesa fu restaurata e divenne un santuario. La devozione al Santo \u00e8 testimoniata da molti ex voto: il pi\u00f9 grande \u00e8 stato commissionato a Roma da quattro monnesi preservati alla peste del 1630 e raffigura San Brizio in abiti vescovili attorniato dai quattro offerenti. Se il XVII e XVIII sec. furono secoli d\u2019oro, il XIX e il XX furono secoli d\u2019abbandono, con varie espoliazioni da parte dei ladri. Il santuario, in posizione dominante la strada statale, si distingue per una sua eleganza e singolarit\u00e0 dovuta alle tre caratteristiche finestre della facciata principale e per il solido e bel campanile in pietra, con gli archi delle celle campanarie ravvivati dal delicato accostamento tra il color bigio del granito e il bianco smorzato del marmo di Vezza. All\u2019interno \u00e8 singolare il loggiato sostenuto da due colonne in marmo bianco di Vezza. Della stupenda ancona in legno, attribuibile al Fantoni o alla Bottega di G. B. Zotti, resta ben poco, perch\u00e9 spogliata dai ladri in varie occasioni. La pala, recuperata dopo un furto e restaurata, si trova nella chiesa parrocchiale. Del tardo \u2018700 sono gli affreschi del soffitto, con San Brizio, San Martino, i Santi Pietro e Paolo, Cristo in gloria e altri santi.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019interno della chiesa \u00e8 decorato con pitture del Settecento, mentre il presbiterio ospita una fastosa ancona lignea opera di Giovanni Battista Zotti. Il santuario era ricchissimo di ex voto dei quali fu per\u00f2 fatto gran fal\u00f2 dopo la visita pastorale del vescovo di Brescia monsignor Giacinto Tredici.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3057","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/san_brizio.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.347147,46.206078]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2763","name":"Chiesa di San Fedele - Vico di Edolo","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003EParrocchiale di San Fedele Martire, sorta nel 1665, presenta un altare in marmo policro\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.2em; font-size: 13px;\u0022\u003Emo.\u0026nbsp;\u003C\/span\u003E\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESulla parete dietro l\u0027altare vi \u00e8 un quadro raffigurante la Madonna del Carmine, S.Fedele, S.Rocco e San Gregorio, dipinto da Salodiano Cristiani.\u0026nbsp;\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003EDa segnalare inoltre la nicchia della Madonnina Nera, la statua di S.Maria del Carmelo, le edicole di S.Apollonio e S.Filiastro e gli innumerrevoli affreschi che decorano il soffitto. \u0026nbsp; \u0026nbsp; \u0026nbsp; \u0026nbsp; \u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto\u0026nbsp;\u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2763","website":null,"address":"Via San Fedele Edolo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/450px-chiesa_di_san_fedele_-_vico_di_edolo_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.329893,46.180427]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2847","name":"Chiesa di San Gaudenzio - Paspardo","phone":"0364\/48018","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2847","website":null,"address":"Via Recaldini 22 Paspardo (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.37006,46.03171]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2755","name":"Chiesa di San Girolamo - Cedegolo","phone":"0364\/630374","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EParrocchiale di Cedegolo dal 1629. La facciata \u00e8 stata ricostruita nel 1914 su disehno di Fortunato Canevali. La chiesa contiene opere dei fratelli Zanella di Lovere, del Richiedei, del Piccini, del Capello, del Branchi, del Parolino e di Pietro Ramus. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto\u0026nbsp;\u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2755","website":null,"address":"Via San Girolamo, 9  Cedegolo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/399px-cedegolo_chiesa.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.348816,46.077008]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3053","name":"Chiesa di San Lorenzo - Berzo Inferiore","phone":"0364\/40100","email":"info@comune.berzo-inferiore.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003EI dati archeologici consentono di datare l\u2019edificazione della chiesa di S. Lorenzo al XII secolo, anche se la sua forma attuale \u00e8 il risultato di un ampliamento quattrocentesco.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIn origine era l\u2019antica parrocchiale dell\u2019abitato, ma fu successivamente sostituita dalla pi\u00f9 comoda S. Maria, posizionata ai piedi del colle.\u003Cbr \/\u003E\r\nRimangono pochi elementi che ricordano il grande S. Cristoforo che decorava la facciata esterna, mentre all\u2019interno si conservano pregevoli pitture del XV-XVI secolo. Tra le decorazioni spiccano per importanza quelle del presbiterio, dedicate alla vita di S. Lorenzo, e della cappella di S. Rocco e Sebastiano, interamente affrescata dalla mano di Giovanni Pietro da Cemmo. Tra le figure rappresentate compare pi\u00f9 volte quella di S. Glisente, particolarmente venerato in\u003Cbr \/\u003E\r\nquesta parte di Valle: sul lato meridionale esterno, secondo la tradizione, vi \u00e8 una tomba che dovrebbe accogliere le spoglie di questo Santo. La leggenda racconta che Glisente fosse stato un soldato dell\u2019esercito di Carlo Magno, assieme al fratello Fermo e alla sorella Cristina, ma, stanchi degli\u003Cbr \/\u003E\r\norrori della guerra, decisero di ritirarsi in eremitaggio su alcuni monti della Valle Camonica: Glisente sopra Esine, Fermo sopra Borno e Cristina sopra Lozio. Sulla cima della collina, in posizione panoramica sulla Val Grigna, si trova la piccola cappella di S. Michele, antica testimonianza di una vasta fortificazione che cingeva la sommit\u00e0 dell\u2019area tra il XII ed il XIII secolo\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EFoto di Luca Giarelli\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3053","website":null,"address":"  ()","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/800px-affreschi_presbiterio_sud_-_chiesa_s_lorenzo_-_berzo_inferiore_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.274041,45.933916]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2782","name":"Chiesa di San Maurizio - Incudine","phone":"0364\/71511","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EParrocchia di Incudine, edificata nel 1667. Pregevoli l\u0027altar maggiore di Zotti e le opere della scuola del Fantoni.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2782","website":null,"address":"Piazza Marconi, 1 Incudine (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/408px-parrocchiale_s_maurizio_-_incudine_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.359067,46.22107]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2790","name":"Chiesa di San Remigio - Vione","phone":"0364\/94126","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa\u0026nbsp;chiesa di San Remigio\u0026nbsp;si trova nel territorio del comune di\u0026nbsp;Vione\u0026nbsp;in\u0026nbsp;Valle Camonica.\u0026nbsp;\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003EL\u0027edificio originario risale al\u0026nbsp;XII secolo\u0026nbsp;e nel\u0026nbsp;1336\u0026nbsp;la chiesa risulta intestataria di importanti\u0026nbsp;benefici nell\u0027alta Val Camonica. Nel\u0026nbsp;1339\u0026nbsp;fu danneggiata a seguito di un assedio durante combattimenti tra\u0026nbsp;guelfi e ghibellini. Venne ricostruita nel\u0026nbsp;XV secolo. Nel\u0026nbsp;1580 San\u0026nbsp;Carlo Borromeo\u0026nbsp;impose la realizzazione di lavori di restauro, che furono terminati nel\u0026nbsp;1598, come testimonia la data incisa su una colonna.\u0026nbsp;\u003C\/span\u003E\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003EL\u0027antica\u0026nbsp;abside\u0026nbsp;della chiesa\u0026nbsp;romanica\u0026nbsp;\u00e8 inglobata nel fianco orientale della nuova costruzione ed \u00e8 stata attualmente rimessa in vista. Altre tracce della struttura originale rimandono nelle fondamenta sotto i muri laterali. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2790","website":null,"address":"Via San Remigio 10 Vione (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/450px-parrocchiale_s_remigio_-_vione_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.446321,46.248368]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2758","name":"Chiesa di Sant\u0027Eusebio - Berzo Demo","phone":"0364\/630309","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EDi origine quattrocentesca, allungata nel XVII secolo. L\u0027ancona dell\u0027altare maggiore \u00e8 di Pietro Ramus. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto\u0026nbsp;\u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2758","website":null,"address":"Via Chiesa, 1 Berzo Demo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/434px-berzo_demo_seusebio_es.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.332898,46.092545]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2973","name":"Chiesa di Santa Madre Gertrude Comensoli - Bienno","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa piccola chiesa, originariamente Oratorio del Suffragio, \u00e8 ora dedicata alla santa Gertrude Comensoli, fondatrice delle Suore del Santissimo Sacramento, nata a Bienno il 18 gennaio 1847.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENon si conosce la data di costruzione, ma sembra sia stata la cappella del cimitero prima degli editti napoleonici, quando i defunti erano inumati nella chiesa, sul sagrato o nel campo adiacente, a seconda della posizione sociale.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa sopraelevazione con finestre ad arco, nello stile della costruzione gi\u00e0 esistente, fu invece edificata nel 1850.\u003Cbr \/\u003E\r\nAll\u2019interno, un autore ignoto ha affrescato i temi della Morte.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cstrong\u003ETRADIZIONI\u003C\/strong\u003E\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EFestivit\u00e0 della santa Gertrude Comensoli, nella seconda settimana di febbraio: incontri di spiritualit\u00e0 e processione Via Lucis lungo le vie del centro storico illuminate da migliaia di candele e scenografici addobbi realizzati con rami d\u2019abete e fiori di carta.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003E\u003Cstrong\u003ENEI DINTORNI\u003C\/strong\u003E\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa Valle dei Magli con il Museo etnografico del ferro, delle arti e delle tradizioni popolari, la Fucina Ludoteca e la Fucina Laboratorio; il borgo medioevale di Bienno, con le torri, le chiese e i palazzi, la Casa degli Artisti, il Mulino Museo; il colle della Maddalena con l\u2019omonimo santuario e il monumento a Cristo Re.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2973","website":null,"address":"Via Beata Madre Geltrude Comensoli Bienno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/chiesa_s._geltrude_001.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.291058,45.936738]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2821","name":"Chiesa di Santa Maria - Pontagna di Tem\u00f9","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EChiesa del 1627, contiene opere di Gian Battista Ramus e del Gaioni. Di struttura barocca, il portale in\u0026nbsp;marmo di Vezza\u0026nbsp;che riporta la data 1627. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cem\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2821","website":null,"address":"Via Tollarini 38 Pontagna di Tem\u00f9 (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/450px-chiesa_di_s_maria_-_pontagna_-_temu_foto_luca_giarelli.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.481885,46.2514]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2497","name":"Chiesa di Santa Maria Annunciata Bienno","phone":"+39 0364406002","email":"biennoturismo@gmail.com","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa\u003Cstrong\u003E Chiesa di S. Maria Annunciata\u003C\/strong\u003E, costruita nel XV sec., si trova\u0026nbsp;nel centro del paese e conserva i tratti pi\u00f9 significativi del\u0026nbsp;francescanesimo. Il suo alto campanile a cuspide con bifore, la facciata impreziosita dal portale\u0026nbsp;in pietra simona e marmo bianco e il rosone soprastante, segnano il passaggio dallo stile gotico a quello\u0026nbsp;rinascimentale.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Ch3\u003ENata\u0026nbsp;sui resti di precedenti costruzioni, come documentato\u0026nbsp;durante l\u2019ultimo restauro, \u00e8 un esempio di \u201cpieve rustica\u201d, edificio ad aula unica con tetto e facciata dal profilo a capanna e loggiato addossato alla controfacciata.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019interno, diviso in tre campate e presbiterio coperti da volte a crociera, presenta un ricco apparato pittorico eseguito in momenti diversi\u0026nbsp;da pi\u00f9 artisti.\u003Cbr \/\u003E\r\nGli affreschi che coprono gli alzati della navata, la parte inferiore dell\u2019arco santo, il sottarco, le volte e i peducci del presbiterio, raffigurano una grande variet\u00e0 di Madonne e santi sono stati realizzati da Giovan Pietro da Cemmo e dalla sua bottega tra il 1490 e il 1494; l\u2019Annunciazione\u0026nbsp;dell\u2019arco santo e gli angeli della volta adiacente al presbiterio sono attribuiti a Francesco Prata da Caravaggio mentre i dipinti del presbiterio raffiguranti\u0026nbsp;Storie della Verginetratte dai Vangeli apocrifi, a\u0026nbsp;\u003Ca href=\u0022http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Romanino\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EGerolamo Romanino\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E e alla sua scuola intorno al 1540. La pala dell\u0027altare maggiore con l\u2019Annunciazione\u0026nbsp;racchiusa entro un\u2019ancona lignea riccamente intagliata e dorata \u00e8 opera di Giovan Mauro della Rovere\u0026nbsp;detto il\u0026nbsp;Fiamminghino. \u003Cem\u003Efonte: bienno.info\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Roberto Comensoli)\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2497","website":"www.bienno.info","address":"Via S.Maria Bienno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/vallecamonica-bienno-s.maria_.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.291058,45.936738]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2598","name":"Chiesa di Santa Maria in Silvis - Pisogne","phone":"Tel. 0364\/883011  (Comune)","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003ELa Chiesa di Santa Maria in Silvis era l\u0027antica\u0026nbsp;pieve\u0026nbsp;di\u0026nbsp;Pisogne. Edificata nel 1465 a partire da una chiesa medievale del IX secolo, nel 2007 \u00e8 stata riaperta al pubblico dopo dieci anni di restauri.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa facciata ha una particolare decorazione pittorica a quadrati, mentre nella lunetta in\u0026nbsp;pietra Simona\u0026nbsp;(roccia tipica della bassa Valle Camonica)\u0026nbsp;\u00e8 presente una statua della vergine in\u0026nbsp;marmo di Vezza.\u0026nbsp;L\u0027interno \u00e8 a navata unica.\u0026nbsp;Durante i lavori di rifacimento della pavimentazione sono stati riportati alla luce dei reperti storici: nella zona antistante il presbiterio \u00e8 stata rinvenuta la pavimentazione di una cripta precedente alla chiesa attualmente visibile. Alla sinistra della navata \u00e8 stato trovato invece un fonte battesimale ricavato da un cippo del I secolo riportante un\u0027iscrizione funeraria, e proveniente da una villa patrizia della zona. Sul lato opposto della navata, protetto da una lastra in vetro, si trova un forno per la fusione delle campane, risalente al\u0026nbsp;X secolo.\u0026nbsp;La chiesa era inoltre dotata di un esemplare di organo completamente realizzato in legno, il quale risulta disperso: si trovava in una nicchia sul lato destro della navata, oggi coperto da una grande tela ottocentesca.\u0026nbsp;La chiesa venne visitata da\u0026nbsp;San Carlo Borromeo, di passaggio nella zona del lago, che propose per motivi igienici di coprire gli affreschi con uno strato di intonaco bianco, andando cos\u00ec a preservare integri gli affreschi di Pietro da Cemmo. Oltre alla proposta di coprire le pareti il santo finanzi\u00f2 due cappelle laterali, una delle quali contiene uno splendido altare in marmo nero.\u003Cem\u003E fonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2598","website":null,"address":"Via Pieve, 2 Pisogne (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/pisogne_maria_silvis1.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.110717,45.803629]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2761","name":"Chiesa di Santa Maria Nascente - Edolo","phone":"0364\/71059","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EUna tra le pievi storiche della Valle, \u00e8 di origini antiche, sebbene la sua struttura attuale si debba a dei rifacimenti effettuati tra il 1635 e il 1652. Il campanile fu eretto tra il 1754 e il 1757.\u0026nbsp;\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003EDurante il medioevo aveva il monopolio sui battezzati dell\u0027alta Val Camonica. Primato che inizi\u00f2 a perdere quando anche\u0026nbsp;Vezza d\u0027Oglio\u0026nbsp;ottenne la pieve nel 1194.\u0026nbsp;\u003C\/span\u003E\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003EIn passato era probabilmente intitolata all\u0027assunzione di Maria.\u003C\/span\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cspan style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003EContiene opere di Pietro Ramus e di Cailina il Giovane. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto\u0026nbsp;\u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2761","website":null,"address":"Via della Chiesa, 26 Edolo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/399px-edolo_pieve1.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.329893,46.180427]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2501","name":"Chiesa di Santo Stefano - Cividate Camuno","phone":"+39 0364341244 (Pro Loco) +39 0364340383 (Municipio) +39 0364344300 (Parrocchia)","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesetta di modeste dimensione sorge sulla cima dell\u0027omonima rupe, dalla quale si domina l\u0027intero abitato.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa sua fondazione conserva ancora tracce di muratura altomedievale con ciottoli e calce, ai quali si aggiungono le parti romaniche (monofore e campanile) e quattrocentesche fino alle ultime modifiche avvenute nel settecento, come la scalinata d\u0027ingresso, l\u0027allungamento verso ovest della struttura e l\u0027apice del campanile \u0022a cipolla\u0022.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EAll\u0027interno vi sono tracce d\u0027affresco attribuite a Giovanni Pietro da Cemmo o alla sua scuola, databile agli ultimi decenni del XV secolo. Nella sacrestia sono invece presenti ex voto con Madonna, bambino, santo intercessore e donna implorante.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EOsservando la chiesa si possono chiaramente notare gli interventi che hanno portato alla definizione attuale dell\u2019edificio: dalle fondamenta di epoca alto medievale, all\u2019abside romanica nel XII-XIII secolo, fino agli interventi di prolungamento e apertura di porte e finestre del Settecento.\u003Cbr \/\u003E\r\nLo stesso campanile, oggetto di diversi rimaneggiamenti, ha ottenuto la sua forma attuale solo nel XVIII secolo, con l\u2019inserimento sulla cima di una guglia a cipolla.\u003Cbr \/\u003E\r\nAll\u2019interno della chiesa, sotto un pavimento grigliato, sono osservabili i resti di antiche strutture murarie che si riferiscono al primo edificio di culto.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2501","website":null,"address":" Cividate Camuno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/santo_stefano_cividate.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.279528,45.945128]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3238","name":"Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore - Breno","phone":"0364 22970 ","email":"info@prolocobreno.info","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa fu costruita, a partire dal 1633, per dotare Breno di una parrocchiale pi\u00f9 comoda e adeguata rispetto alla chiesa di San Maurizio. Sulla semplice facciata emerge\u0026nbsp; il ricco portale, mentre all\u2019inizio del fianco sinistro sono murate tre lapidi, tra cui un\u2019epigrafe romana dedicata al Dio Sole.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019interno \u00e8 ampio e monumentale: un ordine corinzio gigante scandisce lo spazio incorniciando gli archi delle sei cappelle laterali. Nella seconda met\u00e0 del XIX secolo la chiesa sub\u00ec alcune importanti revisioni come l\u2019innalzamento delle volte, l\u2019apertura di grandi finestre e la riconfigurazione dello spazio presbiteriale. La decorazione del nuovo interno fu affidata ad Antonio Guadagnini, che, gi\u00e0 intervenuto nel 1854 nella controfacciata, tra il 1871 e 1872 affresc\u00f2 scene e figure lungo le navate e sulle volte. La chiesa \u00e8 dotata di un ricchissimo patrimonio di altari\u0026nbsp; e di pregevoli dipinti. L\u2019altare maggiore, con decorazioni,\u0026nbsp;rilievi, statue in marmi policromi, risale al terzo decennio del XVIII secolo. Il primo altare a sinistra \u00e8 dedicato a San Siro; lo splendido paliotto ligneo, intagliato da Giovanni Giuseppe Piccini, \u00e8 stato recentemente derubato di alcuni elementi. La cappella successiva accoglie il settecentesco\u0026nbsp;altare marmoreo della Madonna del Rosario, opera di Andrea Fantoni. Nella chiesa, secondo un\u2019antica tradizione, si allestisce alla fine di gennaio una grandiosa Macchina del Triduo dei Morti. Il Duomo di Breno ospita anche il celebre Compianto sul Cristo morto (o Santo Sepolcro) dell\u0027artista Beniamino Simoni, considerato dai pi\u00f9 l\u0027ultima stazione della celeberrima Via Crucis conservata nel Santuario di Cerveno.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003EDA VEDERE\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EGli altari sei\/settecenteschi e il ricco patrimonio di dipinti.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ENEI DINTORNI\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl borgo medievale, con le torri ed i palazzi; la chiesa di S. Antonio, la chiesa di S. Maurizio, la chiesa di S. Maria al Ponte e la chiesa di S. Valentino; il CaMus - Museo Camuno; villa Gheza; piazza Ronchi; il castello; Nostalgia Club, il Museo d\u2019Auto e Moto d\u2019Epoca; il santuario di Minerva (localit\u00e0\u0026nbsp;Spinera).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3238","website":"http:\/\/www.prolocobreno.info\/","address":"Piazza Duomo Breno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/breno_parr_1157.jpg","image_gallery":["http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/compianto_breno_0262.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/compianto_breno_0263.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/compianto_breno_0277.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/compianto_breno0069.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/compianto_breno0080.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/compianto_breno0203.jpg"],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.301912,45.956006]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2972","name":"Chiesa Parrocchiale di S. Andrea - Malegno","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003ELa chiesa parrocchiale, dedicata a sant\u2019Andrea apostolo, venne progettata da Antonio Spiazzi. Il timpano curvilineo ingentilisce il rigore formale della facciata, attenuato anche dall\u2019artistico portalino in marmo di Botticino, recante nel cartiglio la data 1767.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003ELa chiesa si presenta a pianta longitudinale, con navata rettangolare e presbiterio a tavola quadra che si prolunga in un\u2019abside appena accennata, la cui parete di fondo si inflette delineando uno spazio ricurvo. L\u2019insieme dell\u2019interno \u00e8 armonioso e non privo di monumentale solennit\u00e0. Le velette raffigurano gli Apostoli, mentre nelle coperture l\u2019anonimo pittore ha effigiato alcuni episodi dedicati a sant\u2019Andrea. Funge da pala dell\u2019altare maggiore l\u2019affresco con la crocifissione di sant\u2019Andrea, firmata dal pittore esinese Antonio Guadagnini e datata 1883.\u003Cbr \/\u003E\r\nI quattro altari laterali, veri monumenti di arte marmorea, incorniciano belle pale settecentesche attribuite a Carlo Carloni e a Sante Cattaneo.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cstrong\u003EDA VEDERE\u003C\/strong\u003E\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELe pale di Carlo Carloni.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Ch4\u003E\u003Cstrong\u003ENEI DINTORNI\u003C\/strong\u003E\u003C\/h4\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EChiesa di S. Andrea vecchio; chiesa di S. Maria al Ponte; Civico Museo etnografico del ferro Le Fudine; Museo del Lambich - Civico Museo etnografico dell\u2019Alambicco; Parco naturale del Barberino.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2972","website":null,"address":"Via Cava, 15 Malegno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/s_andrea.jpg","image_gallery":["http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/bt2_0652.jpg"],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.277198,45.948798]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"16935","name":"Chiesa Parrocchiale di S. Giuseppe Operaio - Bessimo","phone":" 0364.53 10 07 (canonica di Corna)","email":"parrocchie@bessimoecorna.it ","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003ELa Chiesa di S. Giuseppe operaio, divenuta parrocchiale nel 1967 e pi\u00f9 volte devastata da terribili esondazioni, venne restaurata all\u2019esterno nel 1996 e all\u2019interno nel 2001. \u00c8 una chiesa di piccole dimensioni, dedicata appunto a S. Giuseppe operaio. Nel presbiterio, al centro, un medaglione reca la gloria di S. Giuseppe e nei pennacchi S. Rocco, lo Sposalizio della Vergine la fuga in Egitto, il sogno di Giuseppe, della fine del 700, di fattura discreta. Nel medaglione dell\u2019abside \u00e8 la Morte di S. Giuseppe. Una tela rappresenta la Madonna col Bambino, S. Giuseppe, S. Rocco, S. Sebastiano e un Santo Vescovo, opera attribuibile a Domenico Nasino, del tardo sec. XVII. Sulla parete nord della navata campeggia una tela con S. Teresa d\u2019Avila (sec. XIX). Sulla parete esterna appare un affresco di autore ignoto. Anche a Bessimo non mancano esempi di architettura che, qualsiasi sia stata la loro destinazione, utilizzati o abbandonati, conservati nei loro lineamenti primitivi o parzialmente modificati da successivi interventi (anche sfiguranti), siano documento dei modi di edificare e di abitare nel corso dei secoli.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/16935","website":"http:\/\/www.bessimoecorna.it\/","address":"Via Montebello Bessimo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/bessimo.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.148971,45.868542]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"3294","name":"Chiesa Parrocchiale S. Michele Arcangelo - Gianico","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Ch3\u003EL\u2019attuale parrocchiale fu costruita dopo la demolizione, nel 1711, della vecchia chiesa e fu terminata nel 1722. Nel 1900 sub\u00ec notevoli restauri, ad opera del Cavallotti; poi venne rimaneggiata nel 1958, nel 1964, dopo i disastri dell\u2019alluvione del 1960, e nel 1988.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa facciata \u00e8 divisa in due ordini sovrapposti da un cornicione: la parte superiore \u00e8 caratterizzata da una decorazione a stucco ed affresco tipica del sec. XVIII, quella inferiore dal portale in pietra di Sarnico. Sull\u2019aiuola, ai piedi della gradinata del sagrato, trova spazio il monumento a padre Zaccaria Fiorini, con la figura stilizzata realizzata da Sergio Rota Sperti (1986). All\u2019interno invece si possono ammirare gli affreschi della navata, opera giovanile di Antonio Guadagnini, i quattro altari laterali in marmo, attribuiti agli artisti Vittorio Novi e Francesco Carnevali, e le nicchie adorne di statue settecentesche in stucco raffiguranti diversi Santi. Di notevole importanza \u00e8 il presbiterio, con il settecentesco altare maggiore che vede, collocata dietro la balaustra di marmo, la grande tela ad olio raffigurante la Madonna in trono con S. Michele, S. Rocco, S. Antonio da Padova e S. Stefano. Da un lato del presbiterio trova spazio il coro e dall\u2019altro\u003Cbr \/\u003E\r\nl\u2019organo in legno del XVIII sec.\u003Cbr \/\u003E\r\nDA VEDERE\u003Cbr \/\u003E\r\nAll\u2019esterno, il monumento a padre Zaccaria Fiorini; all\u2019interno, gli affreschi del Guadagnini, nella navata, e l\u2019organo ligneo.\u003Cbr \/\u003E\r\nNEI DINTORNI\u003Cbr \/\u003E\r\nLa piazzetta di via Cimavilla \u201cil cortile della memoria comune\u201d, con le opere di F. Ghitti; il centro storico, con casa Massari, l\u2019ex casa Fiorini, casa Viola, casa Mondinini, casa Pedretti, casa Fiorini-Marchetti, il Municipio, la fontana del Torchio e il Monumento ai Caduti; la chiesa di S. Maria\u003Cbr \/\u003E\r\nal Monte (sul colle); la chiesa di S. Rocco (sul fondovalle, all\u2019imbocco del paese).\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/3294","website":null,"address":"Roma, 19 Gianico (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/parrocchiale_gianico.jpg","image_gallery":["http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/parrocchiale_-8.jpg"],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.181975,45.865128]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2095","name":"Civico Museo Etnografico del ferro e delle fudine","phone":"+39 0364344485","email":"info@comune.malegno.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EIl \u003Ca href=\u0022http:\/\/www.museidivallecamonica.it\/minisito\/museo_malegno.php\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003ECivico Museo Etnografico del Ferro Le Fudine\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E nasce nel 1998 per volont\u00e0 dell\u2019amministrazione comunale di Malegno, al fine di offrire uno sguardo storico\/antropologico su una delle pi\u00f9 tipiche e tradizionali lavorazioni artigianali della Valle Camonica: la ferrarezza.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe fucine di Via S. Antonio sono tra le pi\u00f9 antiche in Europa rappresentano infatti un significativo manufatto di archeologia industriale.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019edificio si compone di due diverse officine: le Fudine de\u2019 Serini e le Fudine de\u2019 Nani, dal nome degli ultimi fabbri che vi lavorarono: la lavorazione tradizionale avveniva fino a pochi decenni fa.\u003Cbr \/\u003E\r\nEntrando nell\u2019edificio si \u00e8 immediatamente attratti dalle caratteristiche architettoniche della struttura, con i suoi splendidi archi ad ogiva.\u003Cbr \/\u003E\r\nMolti dei reperti all\u2019interno del Museo risalgono probabilmente ad epoche antiche: sono stati trovati infatti nel corso dei lavori di restauro e negli scavi per la sistemazione della pavimentazione. I pilastri di appoggio dei magli recano diverse date: 1732, 1736, 1760, ... i periodi in cui l\u2019attivit\u00e0 nella fucina era pi\u00f9 fiorente.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl percorso museale si intitola \u201cFerro: un metallo tra cielo e terra\u201d e porta alla rievocazione dell\u2019immagine del fabbro, esperto delle arti del metallo, giocoliere attento nella combinazione degli elementi di acqua, aria e fuoco.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENella prima sala si trovano il maglio e la Tina de l\u2019ora, il prezioso marchingegno che permetteva, con una continua insufflazione d\u2019aria, di mantenere vivo ed alto il fuoco dei forni.\u003Cbr \/\u003E\r\nTramite una piccola porta si raggiunge il fondo del Museo dove si trovano una ruota e parte di una cesoia, l\u2019enorme \u2018forbice\u2019 che, quasi al termine della lavorazione, veniva utilizzata per tagliare le parti in eccesso dei diversi oggetti prodotti. La sala ampia su cui si affacciano questi oggetti \u00e8 oggi spesso ospita mostre, concerti e conferenze proprio per le qualit\u00e0 acustiche e la possente bellezza delle sue geometrie.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nRipercorsa a ritroso la prima sala, si raggiunge un secondo locale con due grossi magli, di cui uno perfettamente integro e l\u2019altro incompleto ma dotato di una mola di pietra arenaria. Tramite l\u2019albero, i magli sono collegati a due ruote idrauliche, che si trovano all\u2019esterno dell\u2019edificio lungo il canale, ove un tempo veniva fatta cadere dall\u2019alto l\u2019acqua convogliata del torrente Lanico.\u003Cbr \/\u003E\r\nIn questa stessa sala, su un largo ripiano di pietra, \u00e8 posta una serie di oggetti: alcuni attrezzi usati per la lavorazione e alcuni strumenti prodotti nella fucina.\u003Cbr \/\u003E\r\nIn questo suggestivo luogo anticamente si forgiavano grattugie, mestoli, palette da fuoco; in epoca pi\u00f9 recente si producevano anche picconi, come si pu\u00f2 osservare da vecchie fotografie esposte.\u003Cbr \/\u003E\r\nOggi tuttavia chiunque entri nelle Fudine ha l\u2019immediata sensazione di trovarsi in un dove importante non solo da un punto di vista storico\/culturale ma anche da un punto di vita etnografico e sociale: generazioni di lavoratori hanno passato la propria vita all\u2019interno di queste spesse mura e di questa solida struttura, che diviene oggi cornice moderna di nuovi modi di accostarsi all\u2019arte e di nuove forme di espressivit\u00e0.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2095","website":"www.comune.malegno.bs.it","address":"Via S. Antonio  22\/a Malegno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/fudine-malegno-esterno-300x185.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.27656,45.95101]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2116","name":"Santuario di Minerva - Spinera","phone":"+39 0364344301","email":"museoarcheologico.vallecamonica@beniculturali.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EAlle spalle del complesso degli edifici da spettacolo di Cividate Camuno, attraverso la collina del Barberino, si raggiunge\u0026nbsp;facilmente il santuario di Minerva in localit\u00e0 Spinera di Breno, che rappresentava il principale luogo di culto extraurbano della citt\u00e0. L\u0027area, oggi allestita a Parco Archeologico, \u00e8 facilmente raggiungibile attraverso un apposito percorso ciclopedonale lungo fiume.\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto \u00a9 Luca Giarelli)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2116","website":"http:\/\/www.beniculturali.it\/mibac\/opencms\/MiBAC\/sito-MiBAC\/Luogo\/MibacUnif\/Luoghi-della-Cultura\/visualizza_asset.html?id=150317\u0026pagename=57","address":"Loc. 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Il mulino \u00e8 anch\u2019esso alimentato con un sistema simile a\u0026nbsp;quello del maglio. Il mulino, parte integrante del sistema museale,\u0026nbsp;racchiude le testimonianze legate alla vita contadina dell\u2019antico borgo dei magli. E\u2019 mantenuto costantemente attivo grazie alla presenza della Mugnaia che svolge quest\u2019attivit\u00e0 con la stessa passione tramandata dai suoi antenati. La molitura offre farina gialla, bianca e \u0022nera\u0022 o saracena di qualit\u00e0 impareggiabile per la buona riuscita dei piatti tipici.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2093","website":"www.bienno.info","address":"Via Glere Bienno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/127_mainmain_imagemain_image.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.296392,45.933322]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"5070","name":"MUPRE, Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica","phone":"0364 42403","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003ELa\u003Cstrong\u003E Valle Camonica\u003C\/strong\u003E \u00e8 famosa in tutto il mondo per il suo straordinariocomplesso di raffigurazioni incise sulle rocce, in gran parte risalentialla \u003Cstrong\u003EPreistoria\u003C\/strong\u003E. Se dunque \u00e8 noto al vasto pubblico il patrimonio iconografico\u0026nbsp;di queste antiche popolazioni, meno conosciuti sono gli aspetti\u0026nbsp;del loro vivere quotidiano, emersi solo negli ultimi 30 anni grazie a numerosi\u0026nbsp;interventi di \u003Cstrong\u003Earcheologia \u003C\/strong\u003Epreventiva e di ricerca condotti in Valle.\u0026nbsp;A queste comunit\u00e0, che dall\u2019et\u00e0 del Ferro saranno note come\u0026nbsp;Camunni,\u0026nbsp;sono riferibili vari abitati, luoghi di lavoro, di culto e sepolture.\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003EIl Museo Nazionale della Preistoria, ospitato nell\u2019antico edificio di Villa Agostani nel centro storico di\u003Cstrong\u003E Capo di Ponte\u003C\/strong\u003E, integra, con l\u2019esposizione\u0026nbsp;dei reperti, il patrimonio di immagini incise sulle rocce e ricompone, in\u0026nbsp;un insieme inscindibile, l\u2019espressione identitaria della Valle Camonica.\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003EIl Museo \u00e8 di propriet\u00e0 statale e gestito dalla\u0026nbsp;\u003Cstrong\u003ESoprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia\u003C\/strong\u003E, organo periferico del\u0026nbsp;\u003Cstrong\u003EMinistero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo\u003C\/strong\u003E, e la Direttrice responsabile \u00e8 la Dott.ssa Maria Giuseppina Ruggiero.\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EORARI DI APERTURA\u003C\/strong\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003E\u003Cspan style=\u0022font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11.68px; line-height: normal;\u0022\u003EDal mercoled\u00ec alla domenica (e festivi): dalle ore 14:00 alle ore 18:00\u003Cbr \/\u003E\r\nintero: 6 \u20ac\u003Cbr \/\u003E\r\ndai 18 ai 25 anni: 3 \u20ac\u003Cbr \/\u003E\r\nsotto i 18 anni: ingresso gratuito\u003C\/span\u003E\u003C\/span\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003E\u003Cspan style=\u0022font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11.68px; line-height: normal;\u0022\u003ELuned\u00ec e marted\u00ec: CHIUSO\u003C\/span\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EBIGLIETTI\u003C\/strong\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003EIntero: 6 \u20ac\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003EDai 18 ai 25 anni: 3 \u20ac\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color:#000000;\u0022\u003ESotto i 18 anni: gratuito\u0026nbsp;\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/5070","website":"http:\/\/www.mupre.capodiponte.beniculturali.it\/","address":"Via San Martino, 7 Capo di Ponte  (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/muporta.jpg","image_gallery":[],"events":["597545"],"coupons":["248054"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.345494,46.029995]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2607","name":"Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica","phone":"0364\/344301","email":"museoarcheologico.vallecamonica@beniculturali.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003EIl materiale romano recuperato durante varie ricerche e scavi condotti in tutta la Valle \u00e8 stato raccolto nel\u003Cstrong\u003E Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica\u003C\/strong\u003E a Cividate Camuno istituito nel 1983.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ETra gli oggetti in mostra \u00e8 possibile vedere\u003Cstrong\u003E i mosaici policromi provenienti dalle terme di Cividate\u003C\/strong\u003E, la \u003Cstrong\u003Estatua di Atena \u003C\/strong\u003Erinvenuta nel \u003Cstrong\u003Esantuario di Minerva a Breno\u003C\/strong\u003E e una statua di uomo, probabilmente collocata nel foro, rinvenuta a Cividate. Inoltre, la collezione vanta materiali fittili, monete epigrafi e elementi architettonici.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2607","website":"museoarcheologico.valcamonicaromana.beniculturali.it","address":"Via Roma, 26  CIVIDATE CAMUNO (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museo-nazionale-vallecamonica-brescia-roma-e-le-genti-del-po.jpg","image_gallery":[],"events":["597545"],"coupons":["248052"],"ar":"0","ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.270101,45.943228]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2100","name":"Museo degli Alpini","phone":"+39 0364541106                            +39 0364534209","email":"sport@darfoboarioterme.net","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EIl percorso espositivo racconta la nascita del Corpo degli Alpini, dalla sua fondazione allo sviluppo nel corso degli anni di armi, mezzi ed equipaggiamenti utilizzati durante le operazioni militari; attraverso immagini, reperti, documenti e pannelli informativi si delinea un viaggio commovente e coinvolgente\u003Cbr \/\u003E\r\nnel ricordo e nelle vicende di tanti Alpini coraggiosi.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2100","website":"www.museoalpinidarfo.it","address":"Via Fucine  60 Darfo Boario Terme (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museo_degli_alpini002.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.19224,45.870768]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2080","name":"Museo della Guerra Bianca in Adamello 1915-1918","phone":"tel:+39 036494294","email":"info@museoguerrabianca.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003EIl Museo della Guerra Bianca in Adamello, ha definito il tema della \u0022Guerra Bianca\u0022, ossia la Prima Guerra Mondiale combattuta in media ed alta quota, e ha individuato il corrispondente \u0022territorio tematicamente omogeneo\u0022 nell\u0027area montuosa di circa 4000 Kmq compresa tra il Passo dello Stelvio ed il Lago di Garda, istituendo il Parco Culturale Integrato \u0022la Guerra Bianca: il suo territorio, le sue genti\u0022.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl successo del Parco \u00e8 stato possibile grazie al determinante supporto della Regione Lombardia ed al forte coinvolgimento degli enti territoriali (Provincia di Brescia, Parchi dello Stelvio, dell\u0027Adamello e dell\u0027Alto Garda Bresciano, Consorzio B.I.M. di Valle Camonica, 5 Comunit\u00e0; Montane, 2 Unioni di Comuni, 14 Comuni); al parco hanno aderito anche la\u0026nbsp;Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia\u0026nbsp;e il Comitato Forte Strino di Vermiglio (TN). Tale coinvolgimento ha consentito, e consente tuttora, la realizzazione di numerosi progetti coordinati di recupero di siti ed itinerari storici, dimostrando che \u00e8 possibile fare sistema, \u00e8 possibile trovare le risorse, \u00e8 possibile restituire al pubblico una parte della nostra storia che rischia di essere perduta.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EAltri due temi su cui il Museo sta lavorando sono la \u0022Linea di Occupazione Avanzata Frontiera Nord\u0022 (nota come \u0022Linea Cadorna\u0022), nel territorio compreso tra l\u0027Ossola e le Orobie al confine con la Svizzera, e le \u0022grandi opere fortificate moderne\u0022, diffuse in Lombardia. Negli anni il Museo ha assunto decisamente il carattere di Museo territoriale con valenza regionale. L\u0027attivit\u00e0 riguarda sia il coordinamento delle molte iniziative di valorizzazione, in un quadro generale di tutela integrata.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIn questo senso assume particolare rilevanza l\u2019accordo raggiunto, sotto forma di convenzione decennale, con la\u0026nbsp;Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia: attraverso la convenzione il Museo \u00e8 oggi accreditato presso il Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali quale partner tecnico-scientifico per le attivit\u00e0 di salvaguardia dei Beni Storico-militari diffusi sul territorio regionale, con particolare attenzione ai Beni della Prima Guerra Mondiale.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cdiv\u003E\r\n\u003Cp\u003EQuesti sono i nuovi orari di apertura del \u003Cstrong\u003EMuseo della Guerra Bianca\u003C\/strong\u003E di Tem\u00f9 per la stagione 2017:\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cul\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EAprile:\u003C\/strong\u003E\u003Cstrong\u003E 15, 16, 22, 23, 24, 29\u003C\/strong\u003E e \u003Cstrong\u003E30\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 18; il \u003Cstrong\u003E17\u003C\/strong\u003E e il \u003Cstrong\u003E25\u003C\/strong\u003E dalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EMaggio: 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27 \u003C\/strong\u003Ee\u003Cstrong\u003E 28 \u003C\/strong\u003Edalle ore 15 alle 18; l\u0027\u003Cstrong\u003E1 \u003C\/strong\u003Edalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EGiugno:\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003E2, 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24\u003C\/strong\u003E e\u003Cstrong\u003E 25\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 18\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003ELuglio:\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Etutti i giorni\u003C\/strong\u003E dalle 15 alle 19\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EAgosto:\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Etutti i giorni\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 19; le domeniche e dal \u003Cstrong\u003E12\u003C\/strong\u003E al \u003Cstrong\u003E20\u003C\/strong\u003E anche dalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003ESettembre:\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Etutti i sabati\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 18; \u003Cstrong\u003Etutte le domeniche\u003C\/strong\u003E dalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EOttobre:\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Etutti i sabati\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 18; \u003Cstrong\u003Etutte le domeniche\u003C\/strong\u003E dalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003ENovembre:\u003C\/strong\u003E 1,2 dalle 10 alle 12,30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EDicembre:\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003E8, 9, 26, 27, 28, 29, 30\u003C\/strong\u003E e \u003Cstrong\u003E31\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 18; il \u003Cstrong\u003E10\u003C\/strong\u003E dalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\t\u003Cli\u003E\u003Cstrong\u003EGennaio 2018\u003C\/strong\u003E: \u003Cstrong\u003E1, 2, 3, 4, 5\u003C\/strong\u003E e \u003Cstrong\u003E6\u003C\/strong\u003E dalle ore 15 alle 18; il \u003Cstrong\u003E7\u003C\/strong\u003E dalle ore 10 alle 12:30\u003C\/li\u003E\r\n\u003C\/ul\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa visita \u00e8 subordinata al pagamento del biglietto di ingresso.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EIn tutti i periodi dell\u0027anno sono previste aperture straordinarie su prenotazione. In casi eccezionali (maltempo, afflusso straordinario) potrebbero essere attuate aperture anticipate e\/o chiusure posticipate.\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EEventuali aperture fuori orario o fuori periodo possono essere concordate, secondo le modalit\u00e0 indicate nel tariffario, al seguente numero: \u003Cstrong\u003E+39 334 6487127\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2080","website":"www.museoguerrabianca.it","address":"Via Roma  40 Tem\u00f9 (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museoguerrabianca.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":["248108"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.47108,46.2489]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2087","name":"Museo della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo","phone":"+39 0364433465","email":"riservaincisioni.museo@arterupestre.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2087","website":"www.arterupestre.it  www.incisionirupestri.com www.vallecamonicaunesco.it","address":"Via Piana  29 Ceto (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.351625,46.002294]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2101","name":"Museo della Stampa \u0022Il Segno Tipografico Ludovico Pavoni\u0022","phone":null,"email":"info@museotipografico.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EUn Museo, un segno, un valore. Il 27 aprile 2009 \u00e8 stato inaugurato il Museo della Stampa Il Segno Tipografico Lodovico Pavoni collocato in un territorio particolarmente \u0022ispirato\u0022 alla comunicazione visiva. L\u0027antica \u0022arte\u0022 camuna con le incisioni rupestri della Valle Camonica inaugur\u00f2 una rappresentazione grafica impressa e \u0022stampata\u0022 sulla pietra. Divenne poi metodo educativo per la crescita personale grazie all\u0027intuizione del sacerdote bresciano Beato Lodovico Pavoni che per primo in Italia, nel 1821, fond\u00f2 una scuola tipografica.Tutto questo \u00e8 \u0022segno tipografico\u0022 che ha definito lo spirito di questo museo, molto pi\u00f9 di una semplice esposizione di oggetti e attrezzature, ma una memoria attiva di ci\u00f2 che \u00e8 stata e che deve essere la cultura tipografica. Un \u0022segno tipografico\u0022 che si propone di considerare una traccia pi\u00f9 profonda di quella dell\u0027inchiostro sulla carta, un\u0027impronta educativa e formativa al gusto, all\u0027ordine, all\u0027estetica.\u003Cbr \/\u003E\r\n(fonte: Mibact)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2101","website":"www.museotipografico.it","address":"Via Concordia  2 Artogne (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museo_pavoni_artogne.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.16803,45.85203]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2086","name":"Museo didattico d\u0027arte e vita preistorica","phone":"+39 036442148","email":"museocapodiponte@libero.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2086","website":"www.archeologiadavivere.com","address":"Via Pieve di S.Siro  4 Capo di Ponte (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":["247976"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346639,46.029861]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2081","name":"Museo Etnografico \u0022L Zuf - Alta Valle Camonica\u0022","phone":"Comune di Vione 0364.94131","email":"museozuf@gmail.com","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003EORARI DI APERTURA:\u003Cbr \/\u003E\r\nluglio e agosto 2017 dalle 17.00 alle 19.00 (tutti i giorni)\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cu\u003Esu prenotazione\u003C\/u\u003E nei restanti giorni dll\u0027anno\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Ch3\u003E\u0026nbsp;\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp align=\u0022JUSTIFY\u0022\u003EIl \u003Cstrong\u003EMuseo Etnografico dell\u0027Alata Valle Camonica \u0027L Zuf\u003C\/strong\u003E viene aperto al pubblico nel 1987, grazie all\u2019idea nata dal Maestro Dino Marino Tognali (1928-2014) di raccogliere, insieme ai suoi alunni, attrezzi agricoli e di uso quotidiano del passato. A seguito di svariate ricerche, la raccolta viene mostrata al pubblico presso i locali della Scuola Elementare di Vione. \u2018L ZUF nel dialetto Vionese significa \u201cIl Giogo\u201d, lo strumento legato alla fatica del lavoro della terra. Nei successivi 30 anni, la vasta raccolta effettuata dal maestro e dai suoi collaboratori ha portato ad avere una collezione completa di migliaia di oggetti provenienti dall\u2019intera Alta Valle Camonica.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp align=\u0022JUSTIFY\u0022\u003EIl paese di Vione sorge su un poggio con vista sull\u2019alta Valle Camonica e sulla catena dell\u2019Adamello. Gli agglomerati di case del capoluogo, come quelli delle frazioni di Can\u00e8 e Stadolina, dalla storia millenaria, sono stati abitati da contadini, pastori, abili operai, incisori del legno. Il Museo si colloca in questo borgo di origine medievale, noto per i ritrovamenti di tombe longobarde, con un centro storico, un tempo fortificato, che conserva ancora manufatti rurali con elementi architettonici di rilievo quali i portali o le aperture arcuate delle logge.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019organizzazione della comunit\u00e0 contadina-pastorale era strutturata, ancora una sessantina d\u2019anni fa, su una economia autarchica di sussistenza, in cui ogni famiglia era autosufficiente poich\u00e9 traeva tutto quanto era indispensabile al vivere dai propri raccolti. L\u2019allevamento del bestiame, la pratica dell\u2019alpeggio, lo sfruttamento del bosco erano attivit\u00e0 complementari. In ogni casa contadina non mancavano gli strumenti per coltivare, per allevare, per la preparazione e la cottura del pane, per la trasformazione del latte, per filare, per tessere, per aggiustare e riaggiustare ogni cosa. Vastissima e ricca \u00e8 la collezione di questo Museo, una moltitudine di manufatti, di oggetti, di strumenti, di macchine, che si ripetono ma sono unici grazie alle sottili differenziazioni d\u2019uso e di dettaglio che ne contraddistinguono la fattura.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Museo si offre proprio come tentativo di ricomporre memorie e saperi per la salvaguardia e la valorizzazione di una cultura materiale posta su un labile confine tra domestico ed industriale, evolutasi nel tempo lungo le traiettorie discontinue delle tecnologie moderne.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp align=\u0022JUSTIFY\u0022\u003ESi compone di dieci stanze tematiche poste su due livelli. Al piano inferiore nell\u2019ampio corridoio di ingresso sono collocati gli strumenti musicali della banda Vionese sciolta negli anni \u201980, e due imponenti pompe manuali utilizzate dai vigili del fuoco e di propriet\u00e0 delle vicinie di Can\u00e8 e Stadolina. Si passa quindi alla sala n. 1 dedicata agli scavi archeologici effettuati nella localit\u00e0 \u201cT\u03ccr di Pag\u00e0\u201d a quota 2236 m. sopra l\u2019abitato di Vione con pannelli esplicativi e vetrine con i reperti trovati durante la campagna di scavi degli ultimi anni. La sala n. 2 \u00e8 dedicata alla religiosit\u00e0 popolare, con stendardi, paramenti, lanterne per processioni, mortaretti, crepitacoli per la settimana santa, stampi per ostie ed oggetti sacri. Nella sala n. 3 \u00e8 stata ricostruita una piccola scuola di montagna con vecchi banchi, la cattedra e le lavagne. Corredano l\u2019ambiente documenti scolastici, quaderni, libri di lettura e sussidiari degli anni trenta dello scorso secolo, cartine geografiche e cartelle di legno. La grande sala n. 4 \u00e8 caratterizzata dalla ricostruzione in scala reale di un mulino idraulico e di una fucina (quest\u2019ultima in scala ridotta), Completano l\u2019allestimento gli oggetti relativi alla lavorazione del grano (ventilabri, falci per la paglia, recipienti, misuratori, vagli e setacci, falcetti, una trebbiatrice elettrica usata nei paesi dell\u2019alta Valle negli anni Quaranta dello scorso secolo, un attrezzo per tagliare la paglia ecc). Di particolare interesse storico, una cassa proveniente dal \u201cMonte frumentario\u201d (1700) nella quale si depositavano granaglie da prestare ai contadini bisognosi Nel vano scala che conduce al piano superiore, in un ripiano di legno sono esposte le \u201cpri\u00e0le\u201d, carri a strascico per il trasporto della legna, del fieno, dello strame e dei tronchi tagliati. Sulla parete sono appese numerose immagini provenienti dalla mostra fotografica \u201cIl pane degli altri\u201d relativa al fenomeno di emigrazione e spopolamento dei piccoli paesi di montagna. Nell\u2019atrio sovrastante sono posizionate due massicce imballatrici da fieno manovrate a mano e un orologio da torre (1830) con i pesi per la ricarica. La sala n. 5 al piano superiore \u00e8 dedicata alla trasformazione del legno. Il ciclo \u201cLa via del legno\u201d propone gli strumenti del boscaiolo, del segantino che prepara le assi con seghe a telaio, del bottaio che, con zappette ricurve, costruisce i secchi, le brente per il latte, le fontane in legno, le botti, le scarpe con suole di legno (i c\u00f3sp, i ci\u00fcpei). Degni di nota sono i numerosi scalpelli e oggetti per scolpire statue e altari usati dalla famiglia Petroboni (1785-1861). I ricchi lariceti e le abetaie hanno sempre prodotto legno da ardere e legname da opera. I tronchi tagliati, sramati e scortecciati venivano trasportati in paese con le \u201cpri\u00e0le\u201d, squadrati a mano con le marangune e usati per le travature dei tetti coperti dalle scandole,assicelle tagliate da tronchi di larice e lavorate da mani esperte. Un tornio a pedale del 1800, due grosse mole per affilare e una collezione di pialle e piallette, di strumenti di misura, di trivelle, scalpelli e seghe, formano la dote del falegname. La sala n. 6 sala riguarda i lavori di un tempo: l\u2019allevamento, l\u2019agricoltura, la caccia, il calzolaio, il muratore. Sono esposti gli strumenti per la lavorazione della terra e per la falciatura, gli oggetti per la cacciagione e le trappole per gli animali, il banco del calzolaio con tutti i suoi attrezzi di lavoro, i vestimenti dei cavalli, gli attrezzi del muratore e molto altro. Nella sala n. 7 \u00e8 stata ricostruita una camera da letto composta da un letto matrimoniale, uno singolo con sacconi riempiti di paglia e foglie di mais (scarf\u00f2i), le culle, i c\u00f3sp, scarpe con suola di legno per anziani e bambini, la mon\u00e9ga e lo scaldaletto, la comoda, l\u2019\u201dandar\u00f6l\u201d, le camice da notte e i mutandoni della nonna. Nella sala n. 8 sono esposti gli attrezzi usati nel\u0026nbsp;\u201cCiclo della filatura\u201d\u0026nbsp;della lana, del lino e della canapa: forbici per tosare le pecore, mantello, cappello, bastoni, collari usati dal pastore. Numerose sono le gramole per sfibrare e maciullare le parti legnose, i pettini\u0026nbsp;(spinacc)\u0026nbsp;con denti di ferro per pulire le fibre e per l\u2019estrazione dei semi, rocche e fusi, filarelli a ruota e pedale, telaietti per realizzare fettuccia di canapa\u0026nbsp;(la nistola),\u0026nbsp;cinture e bretelle; arnesi per cardare la lana dei materassi\u0026nbsp;(le grat). Col filo di lana, dopo essere passato dal fuso all\u2019aspo\u0026nbsp;(asp), si prepara la matassa\u0026nbsp;(la acia)\u0026nbsp;che, lavata e tinta con essenze vegetali, si passava all\u2019arcolaio\u0026nbsp;(turn\u00e8l)\u0026nbsp;per formare i gomitoli\u0026nbsp;(gremiss\u00e9i).\u0026nbsp;Il lavoro era affidato alle donne che confezionavano calze, maglie, coperte del letto. I gomitoli di lino e di canapa venivano portati alla tessitrice\u0026nbsp;(la tesadra)\u0026nbsp;per la lavorazione di lenzuola, tovaglie, asciugamani, camicie, sacchi e teli per uso contadino. Degno di nota \u00e8 il grande telaio per la tessitura posto al centro della sala. La stanza n. 9 \u00e8 dedicata al caseificio con la riproduzione di una\u0026nbsp;\u201ccas\u00e8ra\u201d\u0026nbsp;degli alpeggi con tutti gli occorrenti per la lavorazione del latte: brente, zangole rotanti e a pistone, sgabelli per la mungitura, la caldaia di rame appesa al braccio rotante\u0026nbsp;(cigagn\u00f6la),\u0026nbsp;le spannarole, gli stampi da burro, i frangicagliata\u0026nbsp;(tris),\u0026nbsp;le forme per il formaggio, misure per il latte e secchielli. Una parte della sala espositiva \u00e8 dedicata anche all\u2019uccisione e alla trasformazione del maiale. La sala n. 10 rappresenta la \u201ccucina di una volta\u201d con il focolare, la cappa, le catene di ferro per sostenere le pentole, le credenze e le piattaie con decine di minuti utensili, il lavandino in pietra e molto altro. In uno scaffale sono esposte lampade, ferri da stiro a carbone, macinini da caff\u00e8, pestelli, taglieri, bilance, scaldaletti e brus\u00ec. Qui sono pure collocati gli utensili per la panificazione: la madia con gli scomparti, ciotole di legno per la preparazione del lievito, assi per appoggiare le forme di pane di segale, pale per infornare ed il forno. Nell\u2019ampio corridoio che unisce le varie stanze sono collocati, gli aratri, i gioghi, i gerli, le portantine e tutte le attrezzature per i trasporti in montagna (carri, slitte, barelle, gerle e vecchi sci).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2081","website":"www.comune.vione.bs.it","address":"Via Dr. Italo Tognali  1 Vione (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/copia_di_img_20170401_173407.jpg","image_gallery":["http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/copia_di_img_20170401_173522.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/copia_di_img_20170401_173407_0.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/copia_di_img_20170306_155507.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/copia_di_img_20170530_230451.jpg"],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.446321,46.248368]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2084","name":"Museo etnografico d\u0027arte contadina (aperto solo in estate)","phone":"+39 0364634131","email":"info@comune.saviore-delladamello.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2084","website":"www.comune.saviore-delladamello.bs.it","address":"Via S. 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Fucina Museo di Bienno","phone":"+39 0364406002","email":"biennoturismo@gmail.com","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003ELa Fucina Museo, fondata nel 1988, costituisce, insieme al Mulino Museo, il primo e principale nucleo del \u003Ca href=\u0022http:\/\/www.museidivallecamonica.it\/minisito\/museo_bienno.php\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EMuseo Etnografico del Ferro, delle Arti e Tradizioni Popolari di Bienno\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl centro medievale di Bienno, nella media Valle Camonica, rappresenta infatti una preziosa testimonianza dell\u2019antica lavorazione del ferro, per via della quale oggi ci si riferisce al paese definendolo Antico Borgo dei Magli.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019intero territorio di Bienno \u00e8 ricco di edifici che ospitavano fiorenti fucine ed \u00e8 caratterizzato dal percorso del Vaso Re, il canale artificiale che un tempo forniva l\u2019acqua a tutte le fucine del paese e che oggi scandisce il progredire di un particolare percorso attraverso il paese.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa Fucina Museo occupa due fucine originariamente appartenute alla Famiglia Morandini \u201cStefani\u201d, poi passate alla Famiglia Panteghini e quindi cedute al Comune di Bienno nel 1985. Dall\u2019analisi della struttura e della tipologia, l\u2019origine di queste fucine pu\u00f2 essere ricondotta al XVII secolo.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019ultimo pad\u00e8l\u00e9|r a gestire queste fucine fu Bortolo Mendeni, che trasform\u00f2 la fucina da \u2018cavatura\u2019, per la produzione di padele, in \u2018scartadura\u2019 per la produzione di attrezzi agricoli.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe fucine rimasero attive fino agli anni \u201980 del secolo scorso.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa Fucina Museo \u00e8 composta da due aree museali.\u003Cbr \/\u003E\r\nLo spazio dedicato alla didattica \u00e8 suddiviso in due piani da un soppalco: a piano terra troviamo pannelli, video ed attrezzi che permettono di ripercorrere la Via del ferro, dall\u2019escavazione del minerale al prodotto finito; nell\u2019area soppalcata sono ospitati alcuni reperti legati all\u2019attivit\u00e0 di estrazione del metallo, rinvenuti nelle miniere ad alta quota e negli antichi forni fusori.\u003Cbr \/\u003E\r\nUn secondo spazio presenta la fucina conservata nel suo aspetto originale, con il maglio, i maglioli, la cesoia, il forno, gli attrezzi per la lavorazione (per esempio pinze e tenaglie) e alcuni modelli di prodotti finiti (vanghe, badili, zappe, secchi ..).\u003Cbr \/\u003E\r\nLa fucina nel suo complesso \u00e8 un suggestivo locale alto ed annerito dal fumo, con pavimentazione in terra battuta, posto in una grande costruzione quadrangolare al cui esterno si trova una ruota messa in movimento dall\u2019acqua che scorre dal Vaso Re, canale artificiale propulsivo che parte dal territorio di Prestine come derivazione del torrente Grigna, attraversa il tessuto urbano, integrandosi in esso con i suoi tratti sopraelevati ed interrati e la cui esistenza \u00e8 documentata a partire dal XV secolo.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019imponente maglio non \u00e8 altro che un grosso martello composto da testa e manico, del peso di circa due tonnellate, che, una volta azionato, batte su un\u2019incudine nel terreno, sopra materiale isolante (segatura e stracci). Esso funziona grazie alla potente energia dell\u2019acqua, che si getta sulle pale della grossa ruota idraulica, a sua volta collegata all\u2019erbor (albero di trasmissione), il quale, per mezzo di anelli di ferro chiamati gargiocc, agisce sul palmul\u00ec (pezzo di ferro montato sul manico del maglio), il quale provoca il movimento alternato del maglio stesso.\u003Cbr \/\u003E\r\nI maglioli (piccoli magli) servono invece alla rifinitura del prodotto, unitamente alla cesoia (grosse forbici per eliminare la lamiera in eccesso), e sono anch\u2019essi azionati da una ruota idraulica, di dimensioni pi\u00f9 piccole rispetto a quella del maglio principale.\u003Cbr \/\u003E\r\nVicino al maglio \u00e8 collocato l\u2019altro elemento fondamentale della fucina, il forno, che serve a riscaldare i pezzi di ferro, i quali, una volta diventati malleabili, vengono battuti e lavorati.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl fuoco viene continuamente alimentato da uno straordinario e complesso processo che si sviluppa nella Tina de l\u2019ora (letteralmente, Contenitore dell\u2019aria): lo sfruttamento della forza dell\u2019acqua che, incanalata in un tubo di ferro, attraverso un salto di circa tre metri, viene fatta cadere contro un grosso masso di granito, all\u2019interno di una minicamera interrata nel pavimento, vicino al canale di scarico, producendo in questo modo ossigeno, trasportato all\u2019interno del forno attraverso un condotto metallico.\u003Cbr \/\u003E\r\nPoco lontano dalla Fucina Museo si trovano la Fucina Ludoteca, ospitata nell\u2019ex Fucina Comensoli, che svolge la funzione di polo educativo per i ragazzi, e la Scuola di Forgiatura, presso l\u2019ex Fucina Franzoni. Ad oggi, esiste una nota ed attiva associazione dei fabbri, l\u2019Associazione Fr\u00e9ar d\u00e8 Bi\u00e9n, e \u0026nbsp;i magli sono ancora utilizzati dai fabbri biennesi per esemplari dimostrazioni in diretta di lavorazioni affascinanti ma ormai inesorabilmente dissolte nello scorrere veloce del tempo.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Mulino Museo, situato all\u2019imbocco di Via Glere in una costruzione del 1400 e un tempo utilizzato per macinare il grano degli abitanti del paese, conserva ancora una struttura originale in tutte le sue parti: il complesso architettonico ha conservato le caratteristiche originarie sia all\u2019interno che all\u2019esterno.\u003Cbr \/\u003E\r\nDi propriet\u00e0 della Famiglia Tampini, che abitava nel grande Palazzo che si affaccia sulla piazza soprastante,\u0026nbsp; il Mulino venne venduto nel 1985 all\u2019Amministrazione Comunale di Bienno. Esso conserva in ottime condizioni le macine per la molitura del granoturco, mentre quelle per la molitura del frumento e del grano saraceno non erano pi\u00f9 attive ancora prima del passaggio di propriet\u00e0.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Mulino era gi\u00e0 attivo nel XV secolo ma venne per buona parte distrutto durante l\u2019alluvione del 1634; dopo la sistemazione seicentesca \u00e8 arrivato pressoch\u00e9 intatto fino ad oggi; \u00e8 gestito da quattro generazioni dalla famiglia Denage.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Mulino Museo, insieme alla Fucina Museo, costituisce il nucleo originario del Museo Etnografico del Ferro, delle Arti e Tradizioni Popolari di Bienno.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Mulino Museo raccoglie in particolare ai beni e alle attivit\u00e0 agro-silvo-pastorali, legate all\u2019allevamento del bestiame, alla lavorazione latte, alla fienagione, alla cerealicoltura, alla lavorazione dei campi, al trasporto, alla viticoltura, alla frutticoltura, all\u2019orticoltura, alla silvicoltura, all\u2019apicoltura, alla lavorazione della lana, alla tessitura, alle suppellettili e all\u2019arredo, agli abiti e all\u2019economia familiare, alla religiosit\u00e0 popolare.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Mulino Museosi sviluppa su tre piani. Il piano terra \u00e8 occupato dai macchinari mentre nei due piani superiori \u00e8 stata conservata la dimora del mugnaio, rimasta intatta nella sua disposizione originaria e ancora visitabile. Al piano primo sono stati inseriti alcuni pannelli esplicativi e alcune semplici strutture per la realizzazione dei laboratori.\u003Cbr \/\u003E\r\nNello spazio esterno antistante, si possono osservare la grande ruota idraulica e il lungo canale aereo che porta l\u2019acqua del Vaso Re, ben visibile a terra con il suo canale in pietra.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl Mulino funziona secondo lo stesso principio che aziona il maglio: le macine lavorano infatti grazie alla forza motrice dell\u2019acqua che proviene dal canale del Vaso Re. L\u2019acqua si incanala nella gora e cadendo sulle pale della ruota idraulica la fa girare. La ruota \u00e8 collegata all\u2019erbor, il quale a sua volta aziona all\u2019interno del Mulino una ruota con denti di legno che si inseriscono in un gioco di ingranaggi in ferro collegati alla macina.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe macine in granito del mulino sono due, una superiore ed una inferiore. La macina superiore \u00e8 quella in continuo movimento ed \u00e8 forata sulla superficie per permettere al granturco di passare e frantumarsi (il grano a sua volta \u00e8 contenuto nelle tramogge e, cadendo pian piano nelle macine, permette di ottenere farina gialla). Accanto vi \u00e8 invece la macina che produce farina bianca. Le macine sono contenute in un cilindro in legno di tiglio, usato per l\u2019elasticit\u00e0 che mantiene pur essendo a contatto continuo con l\u2019acqua.\u003Cbr \/\u003E\r\nI chicchi da macinare vengono frantumati per effetto del movimento rotatorio della macina superiore, mentre quella inferiore resta fissa e presenta delle scanalature a raggiera, dalle quali passa il cereale ridotto in polvere. Il macinato entra cos\u00ec in un piccolo condotto in legno e giunge all\u2019interno di un setaccio cilindrico (buratto). Il buratto \u00e8 percorso da pioli (batar\u00f6i), che favoriscono la caduta della farina nel contenitore di legno, ed \u00e8 dotato di due diversi tipi di rete che permettono di dividere la farina setacciata in due grane.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2092","website":"www.bienno.info","address":"Via Artigiani  15 Bienno (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":["248049"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.292021,45.934125]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2097","name":"Museo Etnografico Ossimo Ieri","phone":"+39 0364310344","email":"giancarlo@zerla.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EGli oggetti esposti nel museo raccontano i paesi della Valle Camonica, soprattutto Ossimo, Borno e Lozio, fornendo una testimonianza etnografica.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EAperto al pubblico nel 1995, in un edificio storico di fattura cinquecentesca, presso la Vecchia Parrocchiale, in Via Marconi, il Museo di Ossimo \u00e8 un museo della cultura materiale che raccoglie reperti, utensili da lavoro, oggetti tipici dell\u2019arte casearia, contadina e agricola; grande importanza \u00e8 data infatti alla valorizzazione degli antichi mestieri.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENel Museo gli oggetti esposti narrano di Ossimo, Borno, Lozio e di tutta la Valle Camonica, fornendo una preziosa testimonianza etnografica.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EVari locali espositivi, che coprono un\u2019area di oltre 500 metri quadrati di superficie, documentano diverse tematiche corrispondenti a diverse realt\u00e0 esemplari, abitative e lavorative: la cucina, la camera, il portico, la filatura, la scuola, la guerra e la naia, l\u2019arte sacra, la casera, la cantina, la falegnameria, il lavoro del fabbro, la carpenteria, il lavoro del muratore, del minatore, dell\u2019arrotino, del calzolaio, dell\u2019apicoltore.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa cultura agreste della gente camuna \u00e8 qui rappresentata tramite rudimentali ma essenziali attrezzi. Collezionare e valorizzare le cose, gli utensili che accompagnarono la vita quotidiana della gente che visse l\u2019altopiano della nostra montagna, significa salvare la memoria di una civilt\u00e0 fatta di valori legati al quotidiano, vuole essere cos\u00ec un modo per ricordare la vita di un modello ormai scomparso.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EPer informazioni e prenotazioni contattare il Direttore del Museo\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EGian Carlo Zerla Tel. 0364\/310344 Via Belvedere, 16\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EOrari di apertura:\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENel periodo estivo (Luglio-agosto) tutti i giorni dalle 16,00 alle 18,30.\u003Cbr \/\u003E\r\nPer il resto dell\u2019anno su prenotazione.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2097","website":"http:\/\/www.bornoturismo.it\/arte-e-cultura\/museo-etnografico-di-ossimo\/","address":"Via Marconi  1 Ossimo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/ossimo_1.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":"0","ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.236494,45.943529]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2098","name":"Museo Fotografico Simone Magnolini","phone":"+39 036441000                               +39 036441022","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2098","website":null,"address":"Piazza Roma Borno (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.2057406,45.9482743]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2091","name":"Museo Nostalgia Club","phone":"+39 0364321055","email":"info@nostalgiaclub.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2091","website":"www.nostalgiaclub.com","address":"Via Tassara  11 Breno (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30756,45.95951]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2079","name":"Museo Parrocchiale d\u0027Arte Sacra - Parrocchia Santissima Trinit\u00e0","phone":"+39 036491223","email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2079","website":null,"address":"Piazza Paolo VI Ponte di Legno (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.509097,46.260273]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2083","name":"musil - Museo dell\u0027Energia Idroelettrica di Valcamonica","phone":" +39 0364 62 21 79","email":"cedegolo@musilbrescia.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EPer prenotazioni e informazioni su visite guidate e laboratori didattici:\u003Cbr \/\u003E\r\nTel. +39 342 84 75 113\u003Cbr \/\u003E\r\ncedegolo@musilbrescia.it\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003EPer prenotazioni e informazioni sulla visita guidata al museo in combinata con la visita guidata alla Centrale di Edolo:\u003Cbr \/\u003E\r\nCooperativa Inexodus\u003Cbr \/\u003E\r\nTel. +39 0364 62 21 79\u003Cbr \/\u003E\r\nsegreteria@inexodus.it\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cdiv\u003E\u003Cstrong\u003EAprile - Maggio - Giugno - Settembre - Ottobre - Novembre\u003C\/strong\u003E\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv\u003EVenerd\u00ec 14:00 - 18:00\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv\u003ESabato 14:00 - 18:00\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv\u003EDomenica 14:00 - 18:00\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003ELuglio - Agosto: tutti i giorni 14.00 - 19.00\u003C\/strong\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nIl museo \u00e8 sempre aperto, su prenotazione.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe visite guidate e i laboratori sono possibili, su prenotazione, durante tutto l\u2019anno.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa sala da pranzo riscaldata \u00e8 disponibile, su prenotazione, per pranzi al sacco.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003EIl piazzale d\u0027ingresso\u0026nbsp;preannuncia il filo conduttore del \u003Ca href=\u0022http:\/\/www.museidivallecamonica.it\/minisito\/index_cedegolo.php\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EMuseo\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E: l\u0027acqua. Essa scorre in due fontane che delimitano la piazzetta antistante l\u0027ingresso: increspandosi su di un piano inclinato, e scendendo come un velo su un muro di ferro, per raccogliersi poi in una cavit\u00e0 a terra. Le allusioni riguardano i versanti alpini, la regimazione e le opere idrauliche presenti sul territorio del bacino imbrifero dell\u0027Adamello. Un balcone panoramico consente un affaccio verso il fiume Oglio legando l\u0027acqua alla sua naturalit\u00e0. Le due grandi lame di ferro dell\u0027insegna e della pensilina ci indirizzano all\u0027ingresso.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EEccoci dunque visitatori di un percorso espositivo concepito come esperienza multisensoriale ed interattiva: prepariamoci ad ascoltare, guardare, toccare; a sperimentare, far funzionare, selezionare; a conoscere, comprendere, applicare; a stupirci, emozionarci, ricordare. Gli allestimenti del Museo sollecitano infatti un coinvolgimento fisico-razionale-emotivo: corpo, testa, cuore lavoreranno insieme per spiegarci la magica trasformazione di una goccia d\u0027acqua in energia elettrica, con tutte le sue affascinanti coincidenze e conseguenze. Si pu\u00f2 infatti seguire il \u0022percorso dell\u0027acqua\u0022, dal suo formarsi nell\u0027atmosfera al suo precipitare sulla terra, dal suo condensarsi in ghiaccio al suo raccogliersi nei laghi alpini, dal suo imbrigliamento in dighe artificiali sino all\u0027arrivo nella Centrale Idroelettrica dove, un po\u0027 magicamente, si trasforma in elettricit\u00e0.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EEntriamo: ci troviamo in un\u0026nbsp;grande atrio. Davanti a noi una grande fotografia ci presenta la vecchia sala macchine in funzione. Stazionando nel punto di vista prospettico l\u0027immagine fotografica, -semitrasparente su vetro- si sovrappone perfettamente all\u0027immagine reale, mentre si aziona il sonoro delle macchine funzionanti: vediamo e ascoltiamo la sala com\u0027era sovrapposta alla sala com\u0027\u00e8 oggi, con la sensazione, acustica e visiva, di essere entro la vecchia Centrale in produzione. Questa \u00e8 la prima delle molteplici \u201cesperienze instabili\u201d che si incontreranno nella visita.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EGi\u00e0 dall\u0027ingresso viene utilizzato il segno della luce per guidare il pubblico nello spazio espositivo: l\u0027atrio e la sua caratterizzazione architettonica rafforzano l\u0027impressione del mutamento e della trasformazione. All\u0027estremit\u00e0 del vetro segni leggeri di luce illustrano da un lato la\u0026nbsp;mappa del Museo, e dall\u0027altro la\u0026nbsp;memoria del Museo, una videoproiezione di filmati di repertorio che ricordano e ci parlano, delle cose, delle storie, della cultura del luogo. Dopo una breve pausa di attesa inizia il viaggio della goccia d\u0027acqua: dal suo formarsi nell\u0027atmosfera come condensazione del vapore acqueo fino al liberarsi della sua energia cinetica entro la turbina.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa\u0026nbsp;sala delle sfere\u0026nbsp;ci porta tra terra e cielo: siamo nell\u0027atmosfera, penetriamo nelle nubi, nella pioggia, nel vento, nei temporali, nelle nevicate; immagini, suoni, umidit\u00e0, temperatura, luci ci portano dentro i fenomeni metereologici, dove la goccia d\u0027acqua si forma e cade sulla terra. Una doppia videoproiezione su calotte semisferiche contrapposte d\u00e0 l\u0027avvio alla nostra storia di trasformazioni. La goccia scende, si raccoglie in un rivolo, confluisce in un torrente.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u0027acqua si raccoglie nei laghi artificiali, raccontati nella\u0026nbsp;stanza delle dighe: un\u0027installazione multimediale documenta la loro formazione e ne descrive forme, caratteristiche, ecosistema. L\u0027allestimento sviluppa in particolare il tema dei bacini, raccontando la costruzione ed il funzionamento delle dighe e i grandi lavori idroelettrici: incontriamo modelli di dighe e sbarramenti, visualizzati e spiegati su una grande superficie curva che ricorda la forma di una diga.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELateralmente, una serie di videoproiezioni raccontano, per mezzo di documentari d\u0027epoca e cortometraggi d\u0027autore, l\u0027epopea dei grandi lavori idroelettrici, la storia della costruzione di bacini, condotte, canali e opere idrauliche, realizzate spesso ad alta quota. Entro due nicchie avviene il racconto del lavoro: dai monitor le immagini dei protagonisti ci narrano episodi e dettagli del lavoro in miniera, nelle condotte, in alta quota, nelle Centrali, come un lungo ininterrotto diario pubblico. Le testimonianze del lavoro e della vita legata al lavoro e i filmati sui grandi lavori di costruzione ripropongono quella qualit\u00e0 particolare della trasmissione orale, del sapere e dell\u0027esperienza personale di cui il Museo \u00e8 veicolo di trasmissione.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EUn grande cilindro di ferro ci permette ora una nuova esperienza materica e sensoriale: accompagnati da un rumore roboante attraversiamo una\u0026nbsp;condotta forzata. La goccia d\u0027acqua \u00e8 controllata ed intrappolata entro la condotta che la indirizza alla turbina.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESiamo nell\u0027ex sala macchine della centrale, dove \u00e8 stato ricollocato un gruppo turbina-alternatore del 1903, simile a quello che qui realmente funzionava quando la centrale era in produzione. Aperto in alcuni punti opportunamente scelti, ci svela la sua struttura interna ed il suo funzionamento. L\u0027azzurra macchina monumentale ci porta al cuore della Centrale e ce ne svela i segreti: muniti di torce luminose possiamo colpire le sue parti significative che, azionando automaticamente un sonoro, risponderanno raccontandoci il loro funzionamento.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa\u0026nbsp;sala della turbina\u0026nbsp;\u00e8 un luogo dove l\u0027esperienza sonora avvolge il visitatore in modo immersivo e lo coinvolge in una difficile ma fascinosa scoperta. Con l\u0027aiuto di schermi video, attraverso filmati di animazione, possiamo conoscere i segreti \u2013visibili e invisibili- di questo sistema complesso che, attraverso l\u0027albero che unisce turbina e alternatore, trasforma il movimento prodotto dall\u0027acqua in elettricit\u00e0, compiendo il \u2018miracolo\u0027 della trasformazione di energia. Le narrazioni ci consentono di comprendere il funzionamento delle macchine, di indagare i campi elettrici ed elettromagnetici, svelandoci i misteri della produzione idroelettrica.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EUn breve percorso, una grande trasformazione: l\u0027acqua \u00e8 diventata energia. Ci troviamo ora nella zona \u201celettrica\u201d dove macchinari e strumenti contenuti in teche, attivati col sistema delle torce luminose, si presentano e ci narrano la loro funzione e il loro lavoro. L\u0027esperienza continua: attraverso due sistemi in rete di videogiochi possiamo simulare di produrre e regolare l\u0027energia elettrica, di gestirla e distribuirla sul territorio.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EChiude il percorso l\u0027Albero dell\u0027elettricit\u00e0, formato da un gruppo di tralicci storici e da una grande scintilla di aste luminose. Una scintilla gemella \u00e8 poggiata esternamente sulla copertura, come se l\u0027energia pulsante da esse visualizzata fuoriuscisse attraverso le pareti del Museo irraggiandosi in ogni direzione. La colonna sonora ambientale della\u0026nbsp;Metamorfosi dell\u0027energia, suite creata appositamente per il Museo e legata a sonorit\u00e0 derivate dagli elementi naturali e dagli oggetti tecnologici, ci riaccompagna verso l\u0027atrio e la fine del percorso espositivo.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EPossiamo per\u00f2 accedere al\u0026nbsp;Teatrino dell\u0027elettrostatica\u0026nbsp;dove il \u2018Mago dell\u0027elettricit\u00e0\u0027 mediante esperimenti e dimostrazioni, ci spiega e rende familiarmente comprensibili l\u0027elettricit\u00e0 e i suoi fenomeni. Altri spazi di laboratorio ci permettono di approfondire e consolidare le conoscenze mediante attivit\u00e0 operative appositamente progettate e calibrate alle varie fasce d\u0027et\u00e0. Possiamo infine accomodarci ai tavoli didattici del\u0026nbsp;bar elettrico, oppure sederci nella piazzetta affacciata sul fiume.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EPercorriamo infine le aree esterne del Museo dove possiamo osservare una raccolta di macchine e reperti idroelettrici, e la direzione di arrivo della condotta che alimentava le turbine della Centrale, posta sul versante oltre il fiume.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003ELaboratori didattici:\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa proposta si rivolge a bambini e ragazzi di et\u00e0 compresa tra gli 8 e i 14 anni e si prefigge di raccordare l\u2019attivit\u00e0 laboratoriale con la visita guidata a un museo che racconta la storia delle centrali idroelettriche della Valle Camonica.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EObiettivi:\u003Cbr \/\u003E\r\n- Stimolare la curiosit\u00e0 nei confronti del mondo della scienza e della tecnica, delle sue leggi e delle sue applicazioni.\u003Cbr \/\u003E\r\n- Favorire la partecipazione attiva e creativa degli studenti, attraverso la manipolazione e la sensorialit\u00e0.\u003Cbr \/\u003E\r\n- Creare occasioni di approfondimento e riflessione in relazione alle sperimentazioni svolte nei laboratori.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EPrincipali temi affrontati attraverso sperimentazioni, gioco e utilizzo di attrezzature specifiche:\u003Cbr \/\u003E\r\n- il magnetismo: esperimenti con le calamite, costruzione della bussola;\u003Cbr \/\u003E\r\n- elettrostatica: caratteristiche delle forze elettriche e dell\u2019elettrizzazione per strofinio;\u003Cbr \/\u003E\r\n- elettromagnetismo: costruzione della pila e di un circuito elettrico;\u003Cbr \/\u003E\r\n- funzionamento del gruppo turbina-alternatore.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ETempi previsti:\u003Cbr \/\u003E\r\n- attivit\u00e0 laboratoriale: 1 ora e 45 minuti - pausa di 15 minuti\u003Cbr \/\u003E\r\n- visita guidata al museo: 1 ora e 30 minuti\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2083","website":"www.musilbrescia.it\/sedi\/cedegolo\/","address":"Via Roma  48 Cedegolo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/museoenergiaidroelettrica.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":["247977","248048"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.349979,46.074038]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"336967","name":"Nadro","phone":null,"email":null,"category":"Musei, castelli e parchi archeologici","other_categories":["Siti di interesse"],"body":"\u003Cp\u003ENadro \u0026nbsp;\u00e8 una\u0026nbsp;frazione\u0026nbsp;di 655 abitanti del\u0026nbsp;comune italiano\u0026nbsp;di\u0026nbsp;Ceto, in\u0026nbsp;Val Camonica,\u0026nbsp;provincia di Brescia,\u0026nbsp;Lombardia.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl paese \u00e8 posto a circa 75\u0026nbsp;km\u0026nbsp;da\u0026nbsp;Brescia\u0026nbsp;alla quale \u00e8 collegato dalla\u0026nbsp;strada statale 42 del Tonale e della Mendola\u0026nbsp;che termina, dal 14 settembre\u0026nbsp;2005, proprio in uno svincolo all\u0027altezza della frazione, in attesa della prosecuzione dei lavori.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl territorio di Nadro confina con tre diversi comuni: a\u0026nbsp;est\u0026nbsp;quello di\u0026nbsp;Cimbergo, a\u0026nbsp;nord\u0026nbsp;quello di\u0026nbsp;Capo di Ponte\u0026nbsp;e ad\u0026nbsp;ovest\u0026nbsp;quello di\u0026nbsp;Ono San Pietro. Il capoluogo comunale,\u0026nbsp;Ceto, \u00e8 invece posto pi\u00f9 a\u0026nbsp;sud, oltre il torrente\u0026nbsp;Figna.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl centro storico si sviluppa dall\u0027antico nucleo medievale formato da una\u0026nbsp;casatorre, e prosegue lungo una direttrice nord-sud seguendo strada principale chiamata\u0026nbsp;via Piana.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl paese si inserisce nel sistema delle\u0026nbsp;incisioni rupestri della Valcamonica\u0026nbsp;in quanto ingresso principale alla vasta area della\u0026nbsp;riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo; ospita inoltre il museo didattico della riserva.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/336967","website":null,"address":"  ()","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.352296829224,46.010943145809]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"4197","name":"Palazzo della Cultura","phone":"0364.323343","email":"palazzodellacultura@cmvallecamonica.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003Ell\u0026nbsp;Palazzo Federici, ora\u0026nbsp;Palazzo della Cultura,\u0026nbsp;risale al XV secolo. La facciata settentrionale \u00e8 decorata da un loggiato rinascimentale che ha dato lo spunto per il logo attuale.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nPer lungo tempo utilizzato come istituto scolastico, ha assunto il ruolo di centro culturale dopo un lunga ed attenta opera di restauro.\u003Cbr \/\u003E\r\nAperto al pubblico ad ottobre 2007, in concomitanza con l\u2019apertura della\u0026nbsp;Biblioteca Comprensoriale, ospita al suo interno anche il centro Operativo del Sistema Bibliotecario di Valle Camonica, il Museo Camuno, vari spazi espositivi e uno splendido auditorium attrezzato, sede di numerose iniziative.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/4197","website":null,"address":"Via Garibaldi  8\/o Palazzo della Cultura Breno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/itinera_interno_img_156.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.302096,45.954785]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2112","name":"Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina","phone":"+39 036442104","email":"agenzia.capodiponte@libero.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003EIl Parco Archeologico Comunale di Seradina-Bedolina nasce nel 2005 con l\u2019intento di salvaguardare e proteggere il patrimonio d\u2019\u003Cstrong\u003Earte rupestre\u003C\/strong\u003E\u0026nbsp;che ancor oggi conserva.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa riserva, raggiungibile dal paese di Capo di Ponte, copre un territorio posto tra i 400 e i 600 m s.l.m. Soggetta ad una particolare esposizione del sole, l\u2019area \u00e8 caratterizzata da una fauna specifica di climi pi\u00f9 caldi. Vicino agli alberi tipici della media valle, \u00e8 possibile ammirare alcune specie particolari come l\u2019Opuntia Compressa\u003Cem\u003E,\u0026nbsp;\u003C\/em\u003Epiccolo fico d\u2019India che con i suoi frutti viola richiama le sfumature della roccia affiorante.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EFigure e segni di quest\u2019area sono segnalati dai vari studiosi fin dagli anni trenta del Novecento, ma vere e proprie ricerche sistematiche iniziano solo nel 1963, quando Emmanuel Anati, direttore e fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici, pone la sua attenzione sul sito. Nei successivi tre anni, Anati individua le sottoaree in cui la zona \u00e8 divisa ancora oggi: Seradina I-Corno, Seradina I-Ronco Felappi, Seradina II, Seradina III e Bedolina, quest\u2019ultima resa famosa dall\u2019insieme di incisioni definite \u003Ca href=\u0022#\u0022 id=\u0022_GPLITA_1\u0022 in_rurl=\u0022http:\/\/s.srv-itx.com\/click?v=SVQ6Njg5ODU6MTc0Om1hcHBhOmEwYmJjNTMwNDUwZWVkMjE1ODJmYmUyOTZhNDZjZTQ0OnotMTA5NC04MDIzMjI6d3d3LnR1cmlzbW92YWxsZWNhbW9uaWNhLml0OjIxMTYwOTpmY2UxZGU5ZDRjMTNjZDhlNTFhNzI2ZDZkNmRiMmMzODowMGIxMGYwYWU5Zjg0OGRlYWFiMWZjZDg3YThlNTJkZjoxOmRhdGFfc3MsOTU2eDE5MjA7ZGF0YV9mYixubzs6NDY5MDM1Mg\u0026amp;subid=g-802322-61de338c3f954f8a972298c44f29a4ad-\u0026amp;data_ss=956x1920\u0026amp;data_fb=no\u0026amp;data_tagname=P\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: auto !important; margin: 0px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: baseline !important; width: auto !important; background: transparent !important;\u0022 title=\u0022Click to Continue \u0026gt; by GoPhoto.it V9.0\u0022\u003EMappa\u003Cimg src=\u0022http:\/\/cdncache1-a.akamaihd.net\/items\/it\/img\/arrow-10x10.png\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E di Bedolina.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ENegli anni seguenti il Centro Camuno concentra i suoi studi sulla grande roccia 12 di Seradina I, mentre nel frattempo la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia decide di salvaguardare la \u003Ca href=\u0022#\u0022 id=\u0022_GPLITA_2\u0022 in_rurl=\u0022http:\/\/s.srv-itx.com\/click?v=SVQ6Njg5ODU6MTc0Om1hcHBhOmMxOThlMGI4ZmVjZWMxMjE3MjlhMjNmNmQ3ZmM1NWYwOnotMTA5NC04MDIzMjI6d3d3LnR1cmlzbW92YWxsZWNhbW9uaWNhLml0OjIzNDY2NDoxMzVkN2IyYjYwNzU1NWEyYzE2YjU4MmI4NjkzNjU1MjowNjJlNzU4NGI0YjM0NmQ5YTU2YjkwYjVhMDJkMDkwMToxOmRhdGFfc3MsOTU2eDE5MjA7ZGF0YV9mYixubzs6NDY5MDM1Mg\u0026amp;subid=g-802322-61de338c3f954f8a972298c44f29a4ad-\u0026amp;data_ss=956x1920\u0026amp;data_fb=no\u0026amp;data_tagname=P\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: auto !important; margin: 0px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: baseline !important; width: auto !important; background: transparent !important;\u0022 title=\u0022Click to Continue \u0026gt; by GoPhoto.it V9.0\u0022\u003EMappa\u003Cimg src=\u0022http:\/\/cdncache1-a.akamaihd.net\/items\/it\/img\/arrow-10x10.png\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E di Bedolina grazie ad un restauro conservativo.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EAll\u2019interno del Parco \u00e8 possibile apprezzare, grazie a cinque percorsi di visita, varie tipologie di incisioni. L\u2019occhio del visitatore pu\u00f2 ammirare i maestosi guerrieri-cacciatori, le numerose scene di aratura, la capanne e le iscrizioni in Nord Etrusco. Percorrendo il sentiero che collega l\u2019area di Seradina a Bedolina, si pu\u00f2 restare affascinati dalle incisioni di corni, probabili strumenti musicali ed arrivare a scoprire la Mappa di Bedolina, posizionata su una terrazza naturale che permette di abbracciare con lo sguardo tutto il paesaggio sottostante.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EDi notevole importanza \u00e8 la roccia 12 di Seradina I, sulla quale \u00e8 possibile ammirare un centinaio di figure incise. Estremamente curate e dinamiche rappresentano scene di caccia al cervo e scene di aratura: si riconoscono duellanti, cavalieri, cervi dalle grandi corna, cani dalla bocca spalancata, eroi che fermano a mani nude serpenti e oranti con le braccia alzate.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EOltre a queste figure, realizzate con un tratto fine e sicuro, tipiche di quest\u2019area sono anche le rappresentazioni di armati dai corpi squadrati, che sono stati incisi all\u2019interno.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nAll\u2019ingresso del primo percorso di visita sono ubicate due cascine di servizio\u0026nbsp;con saletta di proiezione che presenta il Parco, una \u003Ca href=\u0022#\u0022 id=\u0022_GPLITA_3\u0022 in_rurl=\u0022http:\/\/s.srv-itx.com\/click?v=SVQ6Njg5ODU6MTc0Om1vc3RyYTowM2ExYWQ5MWNkMGE4Yzg3NzE0MmU1NTNmMzQ4MjY0Mzp6LTEwOTQtODAyMzIyOnd3dy50dXJpc21vdmFsbGVjYW1vbmljYS5pdDoyMzQ2NjQ6MTM1ZDdiMmI2MDc1NTVhMmMxNmI1ODJiODY5MzY1NTI6YjA1NmUzODY0NzAwNGMzNTg0ZjhhZTJlZmZmMmI0NGY6MTpkYXRhX3NzLDk1NngxOTIwO2RhdGFfZmIsbm87OjQ0Mjk5NDg\u0026amp;subid=g-802322-61de338c3f954f8a972298c44f29a4ad-\u0026amp;data_ss=956x1920\u0026amp;data_fb=no\u0026amp;data_tagname=P\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: auto !important; margin: 0px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: baseline !important; width: auto !important; background: transparent !important;\u0022 title=\u0022Click to Continue \u0026gt; by GoPhoto.it V9.0\u0022\u003Emostra\u003Cimg src=\u0022http:\/\/cdncache1-a.akamaihd.net\/items\/it\/img\/arrow-10x10.png\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E permanente dei calchi in gesso della collezione \u201cBattista Maffessoli\u201d (fedeli riproduzioni delle pi\u00f9 importanti rocce incise della Valle Camonica), la mostra fotografica \u0022Nel bosco dei Graffiti\u0022 e un\u0027area relax.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicacultura.it\/percorrere.php?catid=385\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EInoltre all\u0027interno del Parco scopri A CIASCUNO IL SUO PASSO, un percorso multisensoriale\u0026nbsp;per la fruizione universale del patrimonio archeologico mediante l\u0027impiego di sistemi segnaletici sperimentali.\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003ECome arrivare\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EA Capo di Ponte svoltare in direzione di Pescarzo; quindi girare a sinistra seguendo sempre Ie indicazioni per Pescarzo, oltrepassare il ponte sul \ufb01ume Oglio e proseguire \ufb01no al Cimitero, dove si possono parcheggiare gli autoveicoli, e si imbocca la strada acciottolata che lo costeggia sulla sinistra. L\u0027accesso diretto all\u0027area di Bedolina pu\u00f2 essere raggiunto in auto percorrendo la strada Cemmo-Pescarzo, \ufb01no al parcheggio posizionato, salendo, sulla sinistra.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-seradina-bedolina.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003EOrari\u003Cimg src=\u0022http:\/\/cdncache1-a.akamaihd.net\/items\/it\/img\/arrow-10x10.png\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-seradina-bedolina.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003E di apertura\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto\u0026nbsp;\u00a9 Agenzia Turistico Culturale Comunale di Capo di Ponte)\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2112","website":"www.parcoseradinabedolina.it","address":"Via Pieve di S. Siro Capo di Ponte (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/sera2.jpg","image_gallery":["http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/battuta_di_caccia_al_cervo.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/cacciatori.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/notturna.jpg","http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/opuntia_compressa_2_parco_seradina-bedolina.jpg"],"events":null,"coupons":["248055"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346639,46.029861]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2117","name":"Parco Archeologico del Teatro e dell\u0027Anfiteatro","phone":"+39 0364344301","email":"museoarcheologico.vallecamonica@beniculturali.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EDel teatro romano di Cividate \u00e8 attualmente visibile circa un terzo del totale delle strutture.\u003Cbr \/\u003E\r\nUna parte del muro di summa cavea si trova attualmente in un\u2019area privata a monte della strada moderna; nell\u2019area archeologica sono invece visibili una\u0026nbsp; parte della sostruzione della cavea, l\u2019adito e la versura del lato destro con parte dell\u2019edificio scenico, il postscenio e la porticus post scaenam, cio\u00e8 il portico retrostante la scena.\u003Cbr \/\u003E\r\nIl teatro di Cividate Camuno ha la cavea appoggiata\u0026nbsp; al pendio della montagna nella parte centrale, mentre le due parti laterali, dette ali, sono costituite da due grandi terrapieni contenuti dai muri perimetrali. Il terreno era sigillato da grandi gettate sovrapposte di opera cementizia, sulle quali erano disposti i gradini. L\u2019adito era il passaggio che collegava l\u2019orchestra alla versura e permetteva l\u2019accesso alla parte bassa della cavea e ai suoi sedili; era coperto a volta e su di esso si disponeva la parte pi\u00f9 a valle dei gradini del teatro. Il muro a valle dell\u2019adito fu contraffortato con un secondo muro in fase di costruzione della versura o subito dopo, per favorire la stabilit\u00e0 della costruzione. Era possibile entrare sulla scena dalla versura oppure da un corridoio di servizio interno collegato con il postscenio.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019edificio scenico era invece collegato con l\u2019area antistante tramite due scalinate che permettevano l\u2019accesso alle versurae, i moderni foyers, mentre due scale pi\u00f9 piccole, appena distinguibili, collegavano il postscenio al portico. Quest\u2019ultimo era aperto e presentava una columnatio, di fronte alla quale, sulla piazza, doveva essere posta una fontana nella quale si riversavano le acque provenienti dall\u2019euripo che convogliava le precipitazioni dalla cavea e forse anche le acque dell\u2019acquedotto che correva a monte dell\u2019anfiteatro in direzione del teatro. Le medesime acque potevano essere utilizzate, all\u2019interno dell\u2019edificio, sia per le fontane che per la creazione di giochi d\u2019acqua.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019acquedotto \u00e8 in realt\u00e0 preesistente al teatro e doveva un tempo servire a convogliare l\u2019acqua all\u2019edificio che \u00e8 stato scoperto sotto il portico del teatro.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nIl teatro fu realizzato, nella zona della cavea e della versura, in pietre spaccate e malta con paramento in pietre oppure in pietre e ricorsi di laterizio successivamente intonacato. L\u2019edificio scenico aveva anch\u2019esso la struttura in pietre spaccate e malta, ma era rivestito nelle parti verso la piazza di lastre di calcare grigio che costituivano ovunque la pavimentazione, verosimilmente le gradinate per il pubblico e il fronte della scena di cui manca ora qualsiasi elemento.\u003Cbr \/\u003E\r\nDei rivestimenti delle murature sono rimasti in opera pochi resti, mentre solo il pavimento dell\u2019adito si \u00e8 salvato dalla depredazione a cui fu sottoposto l\u2019edificio poco tempo dopo la fine del suo utilizzo. I suoi elementi strutturali furono infatti ridotti in pezzi e in parte utilizzati per farne calce da costruzione, grazie ad una calcara creata in epoca tardo antica (V secolo d.C.) all\u2019interno del portico del teatro e in parte come materiale da costruzione.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2117","website":"www.archeologica.lombardia.beniculturali.it","address":"Via Mos\u00e8 Tovini  3 Cividate Camuno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/cividate.jpg","image_gallery":[],"events":["597545"],"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.279191,45.944459]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2114","name":"Parco Archeologico di Asinino-Anv\u00f2ia","phone":"+39 036441100","email":"info@comune.ossimo.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EIl parco archeologico di Asinino-Anv\u00f2ia sull\u2019altopiano di Ossimo-Borno permette di approfondire il tema dei santuari megalitici dell\u2019et\u00e0 del Rame (III millennio a.C.). Qui infatti sono note diverse aree di culto con allineamenti di stele e massi, attorno ai quali si svolgevano cerimonie e riti (Anv\u00f2ia, Pat, Passagr\u00f2p e Ceresolo di Malegno).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EPercorrendo per circa 2 km la strada carreggiata che parte dalla Chiesa di S. Rocco di Ossimo Inferiore, si arriva in automobile all\u2019ingresso del parco in localit\u00e0 Asinino.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EUna serie di pannelli informativi illustra le campagne di scavo condotte nell\u2019area di di Anv\u00f2ia da Francesco Fedele (Universit\u00e0 Federico II di Napoli, scavi 1988-2003), nel corso delle quali sono stati ritrovati quattro massi, allineati secondo un orientamento nord-sud. Di questi, tre erano rivolti a est con le facce principali istoriate. Particolarmente importante il ritrovamento\u0026nbsp;\u201cin situ\u201d\u0026nbsp;di offerte votive, buche di palo e ammassi di ciottoli con presenza di resti di stele, forse rotte intenzionalmente.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELe raffigurazioni incise sulle superfici dei tre massi maggiori richiamano, in maniera molto stilizzata, volti umani; \u00e8 possibile riconoscere linee parallele a forma di \u201cU\u201d o di \u201cT\u201d, triangoli sovrapposti, pendagli ad occhiale e collari. Solo sul monolite denominato \u201cM3\u201d sono presenti alcune raffigurazioni di pugnali a lama triangolare e pomo semilunato, di tipo \u201cRemedello\u201d(2800-2400 a.C.).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019antico sito calcolitico \u00e8 illustrato da un plastico che mostra come si presentava 4.500 anni fa e da riproduzioni in resina degli originali, rimossi per motivi conservativi.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cfont size=\u00223\u0022\u003E\u003Cb\u003EOrari\u0026nbsp;\u003C\/b\u003E\u003C\/font\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EApertura: aperto tutto l\u2019anno\u003Cbr \/\u003E\r\nIngresso: gratuito\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003ECome arrivare\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ERaggiungere il paese di Ossimo Inferiore e seguire le indicazioni per la Chiesa di San Rocco. Da qui intraprendere la strada (circa 2 Km) che conduce in localit\u00e0 Asinino. Superato questo primo ingresso pedonale si giunge in localit\u00e0 Pat, dove un cartello informativo indica l\u0027ingresso principale al Parco. Nella stessa zona \u00e8 possibile parcheggiare l\u0027auto.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2114","website":"www.comune.ossimo.bs.it www.vallecamonicaunesco.it","address":"LOCALIT\u00e0 ASININO Ossimo (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/02_thumb.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.236494,45.943529]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2111","name":"Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo","phone":"+39 036442140","email":"parcoincisionirupestri.capodiponte@beniculturali.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Ch3\u003ENella piccola valle di Pian delle Greppe in \u003Cstrong\u003EValle Camonica\u003C\/strong\u003E, a poca distanza dalla frazione omonima di Capo di Ponte, sorge il \u003Cstrong\u003EParco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo\u003C\/strong\u003E. \u003Cstrong\u003EUn\u2019area\u003C\/strong\u003E \u003Cstrong\u003Earcheologica\u003C\/strong\u003E non solo di grande suggestione per il contesto naturale, ma anche di grande importanza nella storia degli studi dell\u2019arte camuna.\u003C\/h3\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa segnalazione dei massi, infatti, avvenuta nel 1909 ad opera del giovane geografo Gualtiero Laeng, costituisce la prima menzione di incisioni rupestri nella\u003Cstrong\u003E Valle Camonica\u003C\/strong\u003E. Da allora sono stati numerosi gli studiosi che hanno condotto indagini nell\u2019area o hanno proposto un\u2019analisi delle istoriazioni. A partire dalle ricerche di Emmanuel Anati per il Centro Camuno di Studi Preistorici (1962) fino agli interventi che la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia ha avviato a partire dai primi anni \u201980, in occasione di lavori pubblici nell\u2019area. Proprio le ultime indagini, promosse in previsione della creazione del parco (inaugurato nell\u2019ottobre del 2005), hanno finalmente permesso la ricostruzione della complessa e lunga storia del sito.\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019area dei due massi, precipitati dalla parete retro\u00acstante all\u2019inizio dell\u0027Olocene, risulta gi\u00e0 frequentata nel\u0026nbsp;Mesolitico Antico\u0026nbsp;(circa IX millennio a.C.) e nel\u0026nbsp;Neolitico Recente\u0026nbsp;(IV millennio a.C.), ma \u00e8 trasformata in un vero e proprio santuario megalitico nell\u2019et\u00e0 del Rame, quando i due massi furono incisi e la zona antistante venne circoscritta da tre solchi di aratura e arricchita da molte altre stele.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nNell\u2019et\u00e0 del Bronzo\u0026nbsp;fu costruito un grande muro, largo alla base 2,50 metri, che circoscrive lo spazio sacro, che viene ristrutturato anche nell\u2019et\u00e0 del Ferro\u0026nbsp;(V\/IV-II\/I sec. a.C). Il santuario perdura in\u0026nbsp;et\u00e0 romana\u0026nbsp;e viene definitivamente disattivato con l\u2019avvento del Cristianesimo: le stele sono abbattute e in parte buttate in grandi fosse.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nSul Masso 2, oltre alle raffigurazioni di animali (stambecchi, cerbiatte e canidi in cui si riconoscono branchi di lupi ed un cane raffigurato con la coda all\u0027ins\u00f9), si riconoscono armi (un\u2019ascia, un\u2019alabarda e numerosi pugnali) e figure umane stilizzate. Si possono ammirare due celebri raffigurazioni legate alle innovazioni tecnologiche del III millennio a.C.: un carro a quattro ruote piene ed un aratro.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nSul Masso 1 sono incise oltre centocinquanta raffigurazioni com\u00acprendenti animali (cervi dalle grandi corna ramificate, cerbiatte, camosci con corte corna ad uncino, stam\u00acbecchi, cinghiali o maiali, canidi e bovidi), pugnali ed una scena di aratura.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nLe oltre 20 stele e gli altri \u003Ca href=\u0022#\u0022 id=\u0022_GPLITA_1\u0022 in_rurl=\u0022http:\/\/s.srv-itx.com\/click?v=SVQ6Njg5ODU6MTc0Om1hdGVyaWFsaTo4NTlmNzc4OGIzNWQ2OGQ5NDZhYjMyZDNjYWYwN2U0NTp6LTEwOTQtODAyMzIyOnd3dy50dXJpc21vdmFsbGVjYW1vbmljYS5pdDoyMzQ2NjQ6MTM1ZDdiMmI2MDc1NTVhMmMxNmI1ODJiODY5MzY1NTI6NTliZmFjZTBkMDYwNDYwNzgyYzAzYmIxYTY2NzJkNDY6MTpkYXRhX3NzLDk1NngxOTIwO2RhdGFfZmIsbm87OjUyMTU2NTM\u0026amp;subid=g-802322-7ae9e5ade12b42adb22a332a224aa581-\u0026amp;data_ss=956x1920\u0026amp;data_fb=no\u0026amp;data_tagname=P\u0022 style=\u0022border: none !important; 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width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E, rinvenuti nel \u003Ca href=\u0022#\u0022 id=\u0022_GPLITA_1\u0022 in_rurl=\u0022http:\/\/s.srv-itx.com\/click?v=SVQ6Njg5ODU6MTc0OmNvcnNvOmU1YTBjYzk2Zjc2ZGNkNjAwZDFhZGZhMWYzOWE4YjVhOnotMTA5NC04MDIzMjI6d3d3LnR1cmlzbW92YWxsZWNhbW9uaWNhLml0OjIzNDY2NDoxMzVkN2IyYjYwNzU1NWEyYzE2YjU4MmI4NjkzNjU1MjozOWViOGNkYzIzMTU0MjliYmFmMzA2ZGRkNTkzNDM2OToxOmRhdGFfc3MsOTU2eDE5MjA7ZGF0YV9mYixubzs6NTI4MzYyMg\u0026amp;subid=g-802322-45ec0d2f89ff4a73b8e211a3ec015ab5-\u0026amp;data_ss=956x1920\u0026amp;data_fb=no\u0026amp;data_tagname=P\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: auto !important; margin: 0px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: baseline !important; width: auto !important; background: transparent !important;\u0022 title=\u0022Click to Continue \u0026gt; by GoPhoto.it V9.0\u0022\u003Ecorso\u003Cimg src=\u0022http:\/\/cdncache1-a.akamaihd.net\/items\/it\/img\/arrow-10x10.png\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E delle recenti indagini, troveranno collocazione nel Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica a Villa Agostani a Capo di Ponte.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003ECome arrivare\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EA Capo di Ponte svoltare in direzione di Pescarzo; quindi girare a sinistra seguendo sempre Ie \u003Ca href=\u0022#\u0022 id=\u0022_GPLITA_3\u0022 in_rurl=\u0022http:\/\/s.srv-itx.com\/click?v=SVQ6Njg5ODU6MTc0OmluZGljYXppb25pOjdjNGYxN2I1MGRlMTQ1MzRmYjFlMmM1NTE2ZTExZGI1OnotMTA5NC04MDIzMjI6d3d3LnR1cmlzbW92YWxsZWNhbW9uaWNhLml0OjIzNDY2NDoxMzVkN2IyYjYwNzU1NWEyYzE2YjU4MmI4NjkzNjU1Mjo2NTFiOTI3NTY4Zjc0YjE1OWI4NGYyOGRjZWU0NWFjODoxOmRhdGFfc3MsOTU2eDE5MjA7ZGF0YV9mYixubzs6NzI3MTMwNg\u0026amp;subid=g-802322-45ec0d2f89ff4a73b8e211a3ec015ab5-\u0026amp;data_ss=956x1920\u0026amp;data_fb=no\u0026amp;data_tagname=P\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: auto !important; margin: 0px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: baseline !important; width: auto !important; background: transparent !important;\u0022 title=\u0022Click to Continue \u0026gt; by GoPhoto.it V9.0\u0022\u003Eindicazioni\u003Cimg src=\u0022http:\/\/cdncache1-a.akamaihd.net\/items\/it\/img\/arrow-10x10.png\u0022 style=\u0022border: none !important; display: inline-block !important; text-indent: 0px !important; float: none !important; font-weight: bold !important; height: 10px !important; margin: 0px 0px 0px 3px !important; min-height: 0px !important; min-width: 0px !important; padding: 0px !important; text-transform: uppercase !important; text-decoration: underline !important; vertical-align: super !important; width: 10px !important; background: transparent !important;\u0022 \/\u003E\u003C\/a\u003E per Pescarzo, oltrepassare il ponte sul \ufb01ume Oglio e proseguire per circa 1 Km. I pullman possono parcheggiare oltre il Parco, presso il Cimitero.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-cemmo.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003EORARI DI APERTURA\u003C\/a\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2111","website":"www.vallecamonicaunesco.it","address":"Via Pieve di S. Siro Capo di Ponte (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/00.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.338463,46.031381]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2109","name":"Parco comunale archeologico e minerario di Sellero","phone":"+39 0364637009","email":"info@comune.sellero.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cdiv class=\u0022articles\u0022\u003E\r\n\u003Cdiv class=\u0022title\u0022\u003E\u0026nbsp;\u003C\/div\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv class=\u0022articles\u0022\u003E\r\n\u003Cdiv class=\u0022title\u0022\u003EIl Parco Comunale Archeologico e Minerario di Sellero racchiude ben quattro diversi siti d\u2019arte rupestre e l\u2019area mineraria di Carona.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nTestimoniata fin dall\u2019et\u00e0 del Ferro, primo millennio a.C., l\u2019attivit\u00e0 mineraria segna l\u2019economia della Valle Camonica durante tutta l\u2019et\u00e0 storica, divenendo preponderante nel XVI e XVII secolo.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe miniere di Carona, poste a nord-ovest del paese di Sellero, a circa 800 m. s.l.m., sono caratterizzare da cunicoli, gallerie e resti di alloggiamenti per gli operai e per gli attrezzi e sono state sfruttate a partire dalla fine dell\u2019800 fino al 1951. Ricche di carbonato di calcio, calcopirite e quarzo presentano anche rame e ferro.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nDei quattro siti d\u2019arte rupestre solo uno, quello di Carp\u00e8ne, \u00e8 stata attrezzato con un percorso di visita.\u003Cbr \/\u003E\r\nLasciata l\u2019auto nel paese di Sellero, vicino al torrente Re, \u00e8 possibile raggiungere le rocce di Carp\u00e8ne, percorrendo un sentiero che sale di quota, alternando salite a tratti pianeggianti. Dopo una breve camminata (25-30 minuti) si arriva all\u2019area attrezzata dov\u2019\u00e8 possibile ammirare alcune delle circa venti superfici che compongono questo sito.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe prime indagini sistematiche nell\u2019area, gi\u00e0 segnalata negli anni \u201930 del \u2018900, sono degli anni \u201980 quando l\u2019amministrazione comunale richiede l\u2019intervento del Centro Camuno di Studi Preistorici.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nNel 2008, su impulso del Dipartimento Valcamonica Lombardia del Centro Camuno, nasce il parco comunale Archeologico e Minerario di Sellero, dove il valore dell\u2019arte rupestre si unisce alla tutela della natura circostante.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe superfici affioranti sono caratterizzate da una roccia dura con striature metalliche che denunciano la presenza di quarzo al loro interno, difficili da incidere sono state scelte dall\u2019uomo della preistoria fin dal Neolitico (fine IV-inizi III millenio a.C.). Le figure presenti testimoniano una pausa dell\u2019azione incisoria nell\u2019et\u00e0 del Rame e del Bronzo (III-II millennio a.C.) e un significativa ripresa della produzione nell\u2019et\u00e0 del Ferro (I millennio a.C.).\u003Cbr \/\u003E\r\nTra le rocce indicate dal percorso, la grande roccia 2-3 offre la possibilit\u00e0 di osservare alcune delle figure pi\u00f9 importanti del parco, su questa superficie si riconosce il maestoso insieme di elementi geometrici definito da alcuni studiosi \u201cidolo femminile\u201d da altri \u201cmappa topografica\u201d; il \u201cviandante\u201d, forse rappresentazione del dio celtico Esus, e la pi\u00f9 grande incisione di \u201cRosa Camuna\u201d ad oggi conosciuta.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe restanti superfici offrono la possibilit\u00e0 di ammirare uno dei temi peculiari dell\u2019et\u00e0 del Ferro: i guerrieri, rappresentati singoli o in scene corali. Caratterizzati da scudi, spade o lance ed elmi gli armati segnano la roccia 1 e la vicina roccia 4. Alternati a palette, canalette e coppelle sono quasi sempre appiedati, tranne per alcune affascinanti scene di cavalieri, fra le quali uno sembrerebbe intento in una prova di abilit\u00e0 in piedi sul cavallo.\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv class=\u0022title\u0022\u003E\u0026nbsp;\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv class=\u0022title\u0022\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003E\u003Cstrong\u003ECome arrivare\u003C\/strong\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cdiv class=\u0022articleContainer\u0022\u003E\r\n\u003Carticle class=\u0022infoBox\u0022\u003E\r\n\u003Cp\u003EDalla Strada Statale 42 seguire le indicazioni per il centro di Sellero.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-sellero.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EORARI APERTURA\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\u003C\/article\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2109","website":"www.comune.sellero.bs.it www.vallecamonicaunesco.it","address":" Sellero (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/01.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.343651,46.056967]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2928","name":"Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Lago Moro","phone":"+39 0364548012 -","email":"info@comune.angolo-terme.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EIl Parco del Lago Moro \u00e8 un Parco Locale di Interesse Sovracomunale costituito tra le amministrazioni di Angolo Terme e Darfo Boario Terme. La maggior attrattiva \u00e8 l\u2019omonimo laghetto che costituisce una perla preziosa del paesaggio della bassa Valle Camonica. Con il pittoresco abitato di Capo di Lago, \u00e8 meta di quanti prediligono il silenzio e la distensione nelle stagioni meno calde, mentre d\u2019estate \u00e8 assai frequentato da quanti amano tuffarsi nello specchio lacustre o uscire per una gita in barca. La zona del piccolo lago \u00e8 scarsamente abitata e proprio per questo conserva un eccezionale panorama e un suggestivo ambiente naturale poco intaccato dalla presenza dell\u2019uomo. Le sue pareti di roccia quarzosa bruno rossastra (verrucano lombardo, localmente noto come pietra Simona) sono ripide e scendono immediatamente in profondit\u00e0 (tale morfologia \u00e8 dovuta all\u2019azione erosiva dei ghiacciai che lo formarono), favorendo la colorazione piuttosto scura delle acque. Il lago \u00e8 circondato da verdi boschi di castagno, sulle sue sponde caratteristica \u00e8 la crescita della cannuccia di palude (Phragmites australis) e sui pendii meno soleggiati quella dalla magica felce florida (Osmunda regalis). Oltre all\u2019interesse naturalistico, il Parco riveste importanza culturale per le antiche tradizioni conservate al suo interno. Un po\u2019 ovunque sono sparse rocce incise:alcune riportano manifestazioni preistoriche, altre d\u2019epoca cristiana e moderna.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe acque del lago ospitano diverse specie di pesci, fra cui il pesce persico, la tinca, il cavedano, la carpa e l\u2019anguilla. Per proteggere e valorizzare la ricchezza faunistica e floreale dell\u2019area, dal 2000 il Lago Moro \u00e8 stato inserito in un parco naturale di interesse sovracomunale, che abbraccia diverse zone, la cui gestione \u00e8 stata affidata al comune di Angolo Terme.\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2928","website":"www.comune.angolo-terme.bs.it","address":"Piazza Alpini, 2 - Angolo Terme (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/lago_moro_0.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.148024,45.891545]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2110","name":"Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane","phone":"+39 036442140","email":"parcoincisionirupestri.capodiponte@beniculturali.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003EIl Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, a Capo di Ponte, \u00e8 stato il primo parco istituito in Valle Camonica nel 1955. L\u2019area si estende per oltre 14 ettari e costituisce uno dei pi\u00f9 importanti complessi di rocce incise nell\u2019ambito del sito del Patrimonio Mondiale UNESCO n. 94 \u201cArte Rupestre della Valle Camonica\u201d. Al suo interno, in uno splendido ambiente boschivo, \u00e8 possibile ammirare ben 104 rocce incise, corredate da pannelli informativi e suddivise in 5 percorsi di visita facilmente percorribili per circa 3 Km. La visita completa di tutti i percorsi richiede almeno 4 ore.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nSu queste ampie superfici di arenaria di colore grigio-violaceo, levigate dall\u2019azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle realizzarono immagini picchiettando con un percussore litico o, pi\u00f9 raramente, incidendo con uno strumento a punta. La cronologia delle istoriazioni del Parco si colloca tra il Neolitico (V-IV millennio a.C.) e l\u2019et\u00e0 del Ferro (I millennio a.C.), anche se non mancano incisioni di et\u00e0 storica. L\u2019epoca meglio rappresentata \u00e8 sicuramente l\u2019et\u00e0 del Ferro, quando la Valle era abitata daiCamunni\u0026nbsp;delle fonti romane.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nAlcune rocce sono di notevoli dimensioni, come la Roccia 1, che colpisce il visitatore per la straordinaria ricchezza e variet\u00e0 delle figure incise, circa un migliaio. Sono presenti molte figure di animali, uomini armati, telai verticali a pesi, palette, edifici, coppelle e un labirinto.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nMolte rocce sono dominate da figure umane realizzate in modo schematico, nella posizione detta dell\u2019orante: hanno braccia rivolte verso l\u2019alto, gambe contrapposte e corpo lineare, con alcune varianti. Gli studi mostrano la lunga durata di questo tipo di figura che ha inizio nel Neolitico e perdura fino agli inizi et\u00e0 del Ferro. Sulle rocce del Parco possono essere presenti guerrieri, cavalieri, animali, edifici, figure simboliche ed iscrizioni camune, a volte interpretati come elementi di scene di significato complesso, ma \u00e8 necessaria molta prudenza. Molto spesso le superfici rocciose erano ripetutamente incise, sovrapponendo tra loro figure di et\u00e0 diverse. \u00c8 cos\u00ec che ad esempio \u00e8 nata la cosiddetta \u201cscena del villaggio\u201d della roccia 35, dove alcuni edifici che si sovrappongono a precedenti scene di caccia al cervo sembrano mostrare un villaggio con le sue attivit\u00e0. Alcune figure presentano una particolare valenza artistica, come la famosa raffigurazione del sacerdote che corre della roccia 35. In alcuni casi abbiamo vere e proprie raffigurazioni divine, come nel caso della Roccia 70, dove una figura di grandi dimensioni, dalle evidenti corna di cervo, \u00e8 interpretata come il dio Cernunnos, che trova confronti con il celebre calderone di Gundestrup (Danimarca).\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003E\u003Cstrong\u003ECome arrivare\u003C\/strong\u003E\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EUna volta giunti a Capo di Ponte, seguire le indicazioni per la Stazione dei Carabinieri e per la Chiesa delle Sante, nei pressi della quale \u00e8 possibile posteggiare l\u0027auto: di qui, seguendo i cartelli, si raggiunge in pochi minuti a piedi l\u0027ingresso del Parco. I pullman possono\u0026nbsp; parcheggiare nel piazzale dell\u0027Hotel Graf\ufb01ti; attraversata la Strada Statale 42, si pu\u00f2 imboccare il percorso pedonale che raggiunge il Parco per la via Ronchi di Zir.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cp\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-naquane.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EORARI D\u0027APERTURA DEL SITO\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2110","website":"http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-naquane.php?lang=it","address":"Via Naquane Capo di Ponte (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/22_0.jpg","image_gallery":[],"events":["597545"],"coupons":["248053"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346639,46.029861]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2119","name":"Parco Tematico Energia Ambiente","phone":"+39 036442104","email":"agenzia.capodiponte@libero.it","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2119","website":"www.capodiponte.eu","address":"Loc. Prada Capo di Ponte (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346639,46.029861]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2108","name":"Percorso pluritematico \u0022Coren delle Fate\u0022","phone":"+39 036475030","email":"info@comune.bs.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cdiv\u003E\r\n\u003Cdiv\u003E\u0026nbsp;\u003C\/div\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl Percorso Pluritematico del \u201cCoren delle Fate\u201d di Sonico, posto all\u2019interno dell\u2019esteso Parco dell\u2019Adamello, \u00e8 stato oggetto nel 2007 di un intervento di valorizzazione.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nL\u2019area, segnalata per la prima volta nel 1950, \u00e8 studiata in un primo momento da Emmanuel Anati, fondatore e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici, che scopre e pubblica l\u201didolo di Sonico\u201d, figura geometrica sulla roccia 1. Successivamente, il lavoro di Ausilio Priuli (anni \u201990) permette una pi\u00f9 larga indagine dell\u2019area con l\u2019individuazione di nuove superfici incise e la creazione del parco.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nSituata in Alta Valle Camonica, l\u2019area \u00e8 caratterizzata dalla presenza di rocce micascistiche (Scisti di Edolo), rocce dure e rugose, difficili da incidere. Tipiche anche del vicino parco comunale archeologico e minerario di Sellero, queste pietre differiscono dalle superfici dei parchi della media valle: arenarie permiane di colore violaceo pi\u00f9 facili da scalfire.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nLasciata l\u2019auto nei pressi del centro storico del paese di Sonico, si intraprende il percorso segnalato dai pannelli del Parco dell\u2019Adamello. Il sentiero si inoltra lungo un affascinante bosco di castagni in leggera salita per alcuni minuti fino a giungere a un bivio dove, seguendo le indicazioni dei pannelli, si imbocca il ripido percorso che conduce alle rocce incise.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nGiunti alla roccia 1, la prima superficie che si incontra lungo il sentiero, non si pu\u00f2 non rimanere incantati dalla visuale circostante: queste incisioni sono tra le pi\u00f9 settentrionali della valle e si trovano in un luogo strategico, posto in posizione dominante rispetto all\u2019abitato moderno. Da questa terrazza naturale \u00e8 possibile ammirare l\u2019inizio della Valle di Corteno, collegamento con la Val Tellina, e il paese di Edolo, superato il quale si pu\u00f2 raggiungere il Passo del Tonale e quindi il Trentino.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nLe incisioni che si possono ammirare sulle superfici affioranti sono quasi esclusivamente di due tipologie: figure geometriche e palette. Cerchi, linee e coppelle (piccole incisioni circolari) si alternano e abbinano in svariati modi creando giochi e composizioni spesso uniti tra loro da linee e canalette. Secondo un primo studio, avanzato dal prof. Anati negli anni \u201960 del \u2018900, alcune figure circolari della roccia 1 avrebbero rappresentato un \u201cidolo\u201d, databile al Neolitico (V-IV millennio a.C.). Successive ricerche hanno avanzato l\u2019ipotesi che si tratti di rappresentazioni topografiche, riscontrabili in molte zone della valle.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u003Cbr \/\u003E\r\nTra le varie figure presenti, molto interessanti sono le ruote raggiate, probabilmente legate alla ciclicit\u00e0 del sole e alla sacralit\u00e0 del fuoco. A fianco delle numerose raffigurazioni geometriche, sono invece rare le incisioni figurative. Tra queste, molto diffuse sono le figure di \u201cpalette\u201d.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cdiv\u003E\r\n\u003Cdiv\u003E\u003Cstrong\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size:16px;\u0022\u003ECome arrivare\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/div\u003E\r\n\r\n\u003Chr \/\u003E\r\n\u003Cdiv\u003E\r\n\u003Carticle\u003E\r\n\u003Cp\u003EArrivati a Sonico, percorrendo la Strada Statale 42, si raggiunge il Municipio, sulla sinistra del quale si imbocca una strada che porta al percorso di visita al Parco.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-sonico.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EORARI DI APERTURA\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\u003C\/article\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n\u003C\/div\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2108","website":"www.comune.sonico.bs.it www.vallecamonicaunesco.it","address":" Sonico (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/08.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.353373,46.163501]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"25770","name":"Ponte di Montecchio","phone":null,"email":null,"category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":"\u003Cp\u003E\u003Cspan style=\u0022color: rgb(0, 0, 0); font-family: \u0027Times New Roman\u0027; font-size: 14px; line-height: normal;\u0022\u003EIl\u0026nbsp;\u003C\/span\u003E\u003Cb style=\u0022color: rgb(0, 0, 0); font-family: \u0027Times New Roman\u0027; font-size: 14px; line-height: normal;\u0022\u003EPonte di Montecchio\u003C\/b\u003E\u003Cspan style=\u0022color: rgb(0, 0, 0); font-family: \u0027Times New Roman\u0027; font-size: 14px; line-height: normal;\u0022\u003E, \u00e8 uno scenografico ponte sul Fiume Oglio, ultimato nel 1686 su progetto di Francesco Cifrondi, \u00e8 monumento nazionale.\u003C\/span\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/25770","website":null,"address":"","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/dsc_0077.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.193016,45.885501]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"264075","name":"Pro Loco Capo di Ponte","phone":"0364-426619","email":"proloco.capodiponte@invallecamonica.it","category":"Siti di interesse","other_categories":[],"body":null,"url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/264075","website":"http:\/\/www.proloco.capo-di-ponte.bs.it\/","address":"Via S. Briscioli 42 Capo di Ponte (BS)","img":null,"image_gallery":[],"events":null,"coupons":["248051"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.345653,46.027518]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2113","name":"Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo","phone":"+39 0364433465","email":"riservaincisioni.museo@arterupestre.it","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003ELa Riserva \u00e8 l\u2019area archeologica protetta pi\u00f9 grande della Valcamonica, con oltre 400 rocce incise..\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nSi estende per circa 300 ettari abbracciando i tre paesi di Nadro di Ceto, Cimbergo e Paspardo.\u003Cbr \/\u003E\r\nLe rocce incise sono calate in un ambiente naturale di mezza montagna che conserva le tracce dell\u2019intervento dell\u2019uomo nel tempo.\u003Cbr \/\u003E\r\nLa visita inizia dal Museo didattico della Riserva con sede a Nadro (infopoint, biglietteria, audio guide, bookshoop, wi-fi, servizi) e prosegue in uno dei numerosi percorsi di visita con accesso da Nadro di Ceto (per Foppe), da Cimbergo (per Campanine - Figna) e da Paspardo (per Plas - Capitello, In Vall e Sottolaiolo).\u003Cbr \/\u003E\r\nGli itinerari di visita consentono, in poche ore o pi\u00f9 giorni, di ammirare molteplici aspetti della riserva: siti archeologici, aspetti etnografici ed ambientali.\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EL\u2019area di Foppe di Nadro\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EL\u2019area di Foppe di Nadro \u00e8 un susseguirsi di superfici fittamente istoriate organizzate in un piacevole percorso ad anello. Le incisioni ritrovate vanno dal V mill. a.C. fino all\u2019alto medioevo; particolarmente importanti le figurazioni dell\u2019et\u00e0 del Bronzo (II mill. a.C. con una ricca tipologia di armi) e i leggiadri guerrieri riferibili alla fase di influenza etrusca (et\u00e0 del Ferro medio). All\u2019ingresso dell\u2019area istoriata, su un leggero pianoro, \u00e8 allestita un\u2019area di sosta dedicata all\u2019attivit\u00e0 didattica con una simulazione di scavo archeologico, la ricostruzione di una capanna neolitica e di una casa retica di et\u00e0 del Ferro.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESentieristica interna al circuito:\u0026nbsp;circa 2000 metri, percorso semplice ma non infrastrutturato per la visita di disabili motori o con difficolt\u00e0 motorie\u003Cbr \/\u003E\r\nTempo previsto per la visita:\u0026nbsp;circa 3 ore\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003ELa rocca di Cimbergo\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ELa rocca di Cimbergo (XII-XIII sec.) incombe sul sentiero che conduce a Campanine, dove le ricerche archeologiche, da poco concluse, hanno individuato pi\u00f9 di 100 rocce istoriate, di cui solo una dozzina organizzata nel percorso di visita turistico. L\u2019area inizi\u00f2 ad essere istoriata durante l\u2019et\u00e0 tardo-neolitica (fine IV mill. a.C.), fu momentaneamente abbandonata durante i secoli successivi (poche le incisioni del II mill. a.C.) e il suo utilizzo riprese nell\u2019ultimo millennio a.C. Vi \u00e8 stata inoltre individuata una ricchissima e finora unica concentrazione di istoriazioni eseguite dalla fine dell\u2019epoca romana fino alla piena et\u00e0 moderna.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESentieristica interna al circuito:\u0026nbsp;circa 2000 metri, percorso impegnativo non infrastrutturato per la visita di disabili motori o con difficolt\u00e0 motorie\u003Cbr \/\u003E\r\nTempo previsto per la visita:\u0026nbsp;circa 2 ore\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong\u003EL\u2019area archeologica di Paspardo\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EA causa della sua considerevole estensione, l\u2019area archeologica di Paspardo \u00e8 suddivisa in sottoaree immerse in un suggestivo ambiente montano, in buona parte integro, ciascuna caratterizzata da stili esecutivi e da soggetti unici non riscontrabili in altre zone della Valle. Segnaliamo le zone aperte al pubblico e dotate di infrastrutture turistiche, tutte comodamente raggiungibili a piedi dal paese: Plas - Capitello, In Vall e Sottolaiolo.\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ESentieristica interna al circuito:\u0026nbsp;circa 1000 metri, percorsi facili\u003Cbr \/\u003E\r\nIl percorso di visita di Sottolaiolo \u00e8 attrezzato per portatori di handicap visivo e motorio\u003Cbr \/\u003E\r\nTempo previsto per la visita:\u0026nbsp;circa 3 ore (Plas - Capitello, In Vall e Sottolaiolo)\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Cstrong style=\u0022line-height: 1.6em;\u0022\u003E\u003Cspan style=\u0022font-size: 16px\u0022\u003ECome arrivare\u003C\/span\u003E\u003C\/strong\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003ECome arrivare a Nadro di Ceto: SS 42 in direzione Edolo, uscita Ceto-Cimbergo-Paspardo, seguire segnaletica turistica \u201cRiserva Naturale delle Incisioni rupestri\u201d fino a Nadro di Ceto.\u003Cbr \/\u003E\r\nParcheggio pubblico gratuito nei pressi del campo sportivo e nella piazzetta antistante il Museo.\u003Cbr \/\u003E\r\nDistanza fra l\u2019area parcheggio e l\u2019ingresso del parco: circa 200 metri\u003Cbr \/\u003E\r\n\u0026nbsp;\u003Cbr \/\u003E\r\nCome arrivare a Cimbergo: SS 42 in direzione Edolo, uscita Ceto-Cimbergo-Paspardo, seguire le indicazioni per Cimbergo percorrendo la SP88. L\u2019accesso all\u2019area di Campanine si trova all\u2019ingresso del paese di Cimbergo.\u003Cbr \/\u003E\r\nParcheggio pubblico gratuito\u003Cbr \/\u003E\r\nDistanza fra l\u2019area parcheggio e l\u2019ingresso del parco: 50 m\u003Cbr \/\u003E\r\nCome arrivare a Paspardo: SS 42 in direzione Edolo, uscita Ceto-Cimbergo-Paspardo, seguire le indicazioni per Paspardo percorrendo la SP88. Tutte le sotto aree di visita sono facilmente raggiungili a piedi dal paese e sono tutte dotate di parcheggio.\u003Cbr \/\u003E\r\nParcheggio pubblico gratuito\u003Cbr \/\u003E\r\nDistanza fra l\u2019area parcheggio e l\u2019ingresso del parco: da 50 a 300 m\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u003Ca href=\u0022http:\/\/www.vallecamonicaunesco.it\/parco-ceto-cimbergo-paspardo.php?lang=it\u0022 target=\u0022_blank\u0022\u003E\u003Cstrong\u003EORARI DI APERTURA\u003C\/strong\u003E\u003C\/a\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E\u0026nbsp;\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2113","website":"www.arterupestre.it  www.incisionirupestri.com www.vallecamonicaunesco.it","address":"Via Piana Ceto (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/cim.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":["247975","248056"],"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.351625,46.002294]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"2495","name":"Santuario Annunciata - Piancogno","phone":"+39 036445005","email":"info@santuarioannunciata.net","category":"Siti di interesse","other_categories":["Tempo libero"],"body":"\u003Cp\u003EL\u0027Annunciata \u00e8 una localit\u00e0 che sorge in mezzo a terrazzamenti di vigneti sopra l\u0027abitato di Piancogno, e un sentiero che passa in mezzo al verde collega la Valle Camonica all\u0027Altipiano di Borno e Ossimo.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EQui in tutta la sua maest\u00e0 sorge il Santuario della Santissima Annunciata, edificato dai Frati Cappuccini nel XV secolo. Il Monastero, famoso in tutto il mondo per aver ospitato il Beato Innocenzo da Berzo, \u00e8 costituito da un\u0027incantevole chiesa in stile tardo gotico lombardo, con un portale in pietra simona riccamente decorato. L\u0027interno \u00e8 a una navata con cappellette laterali, sempre in stile gotico, che ospitano affreschi quattrocenteschi del Maestro Giovanni Pietro da Cemmo, ma anche pregevoli oli su tela di epoche differenti.\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003EIl Convento dei Padri Cappuccini, sempre edificato nel XV secolo, vanta al suo interno il bellissimo Chiostro di Sant\u0027Antonio, la cella e il Museo del Beato Innocenzo da Berzo. \u003Cem\u003Efonte: wikipedia\u003C\/em\u003E\u003C\/p\u003E\r\n\r\n\u003Cp\u003E(foto: \u00a9 Comunit\u00e0 Montana di Valle Camonica)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/2495","website":"www.santuarioannunciata.net","address":"Piazza San Francesco, 1 Piancogno (BS)","img":"http:\/\/www.turismovallecamonica.it\/sites\/default\/files\/107_0753_lorenzo-piccola_0.jpg","image_gallery":[],"events":null,"coupons":null,"ar":null,"ar_text":null,"ar_image":null,"ar_video":null},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.234984,45.933438]}},{"type":"Feature","properties":{"id":"307168","name":"Santuario di Minerva","phone":"0364344301","email":"museoarcheologico.vallecamonica@beniculturali.it","category":"Musei, castelli e parchi archeologici","other_categories":["Siti di interesse"],"body":"\u003Cp\u003EIl Santuario di Minerva \u00e8 un tempio di epoca romana, situato a Breno in localit\u00e0 Spinera. Sorge addossato ad uno sperone roccioso sulle rive del fiume Oglio, di fronte ad una grotta naturale entro la quale sgorgava una sorgente. Il sito era gi\u00e0 luogo di culto fin dall\u0027et\u00e0 del ferro e ospitava un santuario, del quale sono stati rinvenuti alcuni recinti di pietre e un brandopferplatz, cio\u00e8 uno spazio pavimentato che ospitava roghi rituali. A seguito della romanizzazione del territorio camuno, il precedente santuario venne inglobato agli inizi del I secolo in un tempio romano dedicato alla dea Minerva[3], che in et\u00e0 flavia (69-96 d.C.) fu ristrutturato e ingrandito. La struttura romana definitiva, costruita accanto a quella indigena, era costituita da una fila di ambienti addossati alla roccia e, ai lati, da due ali porticate che dirigevano verso il fiume delimitando il cortile del tempio. Una breve gradinata consentiva di salire dal cortile al pronao e di accedere alle aule centrali, decorate con pavimenti musivi e affreschi. La sala principale ospitava, in una nicchia sopraelevata, la statua di Minerva, copia romana di una statua greca del V secolo a.C., realizzata in marmo pentelico. Le stanze laterali ospitavano invece fontane e vasche, che esaltavano il legame tra l\u0027acqua e il culto della dea. Nel IV secolo il processo di cristianizzazione subito dalla Valle Camonica port\u00f2 presumibilmente al progressivo abbandono del culto di Minerva e di conseguenza del santuario, che nel secolo successivo fu infine distrutto da un violento incendio. In seguito, nelle vicinanze venne costruito un piccolo porticciolo sul fiume, tramite il quale i materiali asportati dal tempio venivano trasportati nei centri vicini per essere riutilizzati, fino a che durante il XIII secolo un\u0027alluvione dell\u0027Oglio non ricopr\u00ec l\u0027area di detriti e il sito fu definitivamente abbandonato. Venne riscoperto casualmente nel 1986 durante uno scavo per la posa di condutture pubbliche. A partire dal 2004 \u00e8 stato oggetto di un restauro conservativo che, insieme alla posa di una copertura e la realizzazione di percorsi informativi, lo hanno trasformato in un museo aperto al pubblico. In particolare, per fini illustrativi vi \u00e8 stata posizionata una copia della statua di Minerva Hygeia, il cui originale \u00e8 invece esposto al Museo nazionale della Valcamonica di Cividate Camuno.(Fonte: MiBAC)\u003C\/p\u003E\r\n","url_poi":"http:\/\/turismovallecamonica.it\/node\/307168","website":"http:\/\/www.beniculturali.it\/mibac\/opencms\/MiBAC\/sito-MiBAC\/Luogo\/MibacUnif\/Luoghi-della-Cultura\/visualizza_asset.html?id=150317\u0026pagename=50","address":"Loc. 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