{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":1,"name":"Campo Lomaso: La disputa farmaceutica","description":"<em>&quot;Dalla chiesa ritornando al paese, troviamo l&rsquo;antica farmacia Alimonta ora condotta dal sig. Vero Sartorelli che ne fece un gioiello da contentare le più delicate esigenze e da assicurare pienamente medici e medicati...&quot;</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 16 luglio 1887</b><br><br>Una testimonianza inedita, comparsa sul giornale farmaceutico del febbraio 1892, permette di far luce su un contrasto sorto nel 1892 tra il farmacista di Campo Lomaso Vero Sartorelli e don Guetti, quale rappresentante del consorzio per acquisto e smercio di generi di Villa di Bleggio. Un contrasto interno alla stessa cooperativa visto che il nome di Vero Sartorelli compare tra la lista dei soci. Le critiche del farmacista di Campo Lomaso erano imputabili alla vendita di medicinali all&rsquo;interno della cooperativa di Villa di Bleggio. Questa, secondo Vero Sartorelli, danneggiava la sua farmacia, introducendo una forma di concorrenza sleale <em>&quot;Sarebbe lo stesso come voler pretendere, Dio ci perdoni il paragone, che quando egli don Guetti non vuole approfittare del diritto di dire la Messa possa dirla il farmacista&quot;.</em><br>Don Lorenzo rispose con veemenza alle critiche comparse sul Giornale Farmaceutico asserendo che il farmacista di Campo Lomaso non aveva ingerenza legale nel circondario di Santa Croce e che <em>&quot;Qui non si vende nulla e molto meno medicine. La nostra società forma una famiglia sola, sarà grande, alla patriarcale quanto si voglia, ma è una famiglia. Ora sarà proibito al capo di famiglia per le eventuali evenienze tenersi in casa per proprio uso e consumo un po&rsquo; d&rsquo;olio di ricino, un po&rsquo; di sale amaro, quattro sanguisughe, un po&rsquo; di seme di lino per qualche pappa ammolliente?&quot;</em>","npercorso":3,"ncartello":2,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/3-2.jpg","color":"#D63E2A"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8648562,46.0241408]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":2,"name":"Da Villa Banale a Tavodo","description":"<em>&quot;Questa volta non sono solo nella lunga gita; un asinello compagno viene in aiuto propizio. Dalla Fonte Cumana per ripidissimo calle siamo presto a Villa, ove parecchi miei compagni, bevitori d&rsquo;acqua, prendono e vitto e alloggio...&quot;<br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 2 agosto 1887</b><br><br>&quot;...Qui mi colpisce il campanile di nuovissima costruzione, il quale disgraziatamente non sta in proporzione colla medesima chiesuola. Sperasi che i buoni villani penseranno anche al principale, dopo aver compiuto l&rsquo;accessorio. Nel circondario del paese e su su fino a Sclemo vedonsi molte viti coltivate, in qualche luogo, secondo le regole di Nane Gastaldo; peccato che quest&rsquo;anno le abbia rovinate il gelo. Da Sclemo, discendendo per romantica valletta tra boschi e prati, poco dopo eccoci a Tavodo, sede della Parrocchia del Banale. Banale è nome generale, come quello di Lomaso e Bleggio né più né meno. La Chiesa è di antica architettura, di buon gusto e ben posta. Tra la serie dei parochi di Banale, la quale comincia già dal 1208, poco su poco giù come di quelle di Lomaso e Bleggio, trovo di ricordar qui Carlo Orlando de Lutti di Poja, Dottore di S. Teologia &#40;1707-1763&#41;. Questi era ancora poeta e diede alle stampe coi tipi di Gio. Ant. Brunati un opuscoletto sotto il titolo &quot;Le litanie della Vergine contate in Pindo dalla Musa Toscana, di Carlo Orlando Lutti, Trentino, Arciprete del Banale. &#40;Si vede che la parola Trentino è da un pezzo in bocca ai nostri sacerdoti, e non è già una moda moderna come bestemmiano gli Austriaci ed i Tirolenses.&#41; Questo sacerdote era poi dotato di tale memoria che ripeteva subito e nel medesimo ordine 200 parole delle più strambe ed esotiche che gli fossero state dette una volta sola! Morì di 89 anni, dopo 56 di parrocchia e fu sepolto nella Chiesa parrocchiale, facendogli l&rsquo;elogio funebre il Dottore Carlo Agapito Mosca, Arciprete del Bleggio. Morì il nostro Dottor poeta in tale povertà che il fratello Lodovico, Capitano di Brentonico e poscia Consigliere Aulico di Trento, dovette sostenere lui le spese del funerale. Nella facciata di questa Chiesa, sotto l&rsquo;atrio, evvi pure una lapide alla memoria del D.r Giovanni Serafini di Ragoli, medico distinto e peritissimo nelle scienze naturali, &#40;n&rsquo;era stato professore all&rsquo;università di Pavia&#41; morto ai 27 luglio 1850 &#40;gettato a terra sulla piazza di Dorsino dal proprio cavallo ch&rsquo;egli volea arrestare, mentre imbizzarito scorazzava attorno senza ritegno. Chi aggiunge questa nota, si rammenta benissimo la grave figura del dottore e l&rsquo;obito grandioso che gli fu fatto con un concorso straordinario di popolo. R.&#41; Egli è chiamato dal Perini Genio benefico di queste Valli giudicariesi&quot;</em>.<br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 2 agosto 1887</b>","npercorso":5,"ncartello":2,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/5-2.jpg","color":"#D252B9"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8886743,46.0479037]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":3,"name":"Dasindo: La collana della Madonna","description":"La Madonna di Dasindo porta in grembo il Bambino Gesù. Nel passato le mamme della valle con un neonato ammalato ricorrevano con particolare devozione e fiducia alla sua intercessione.<br>Anche gli uomini onoravano nella fede e nella preghiera questa immagine taumaturga partecipando sempre numerosi alla solenne processione dell&rsquo;Assunta di agosto. A proposito del corteo degli uomini si diceva:<br><em>&quot; ... che si svolgeva lungo e devoto per le strade del paese precedendo i sacerdoti e la statua della Madonna che in quella circostanza appariva con una bellissima collana al collo, dono fatto alla madonna nel 1737 dall&rsquo;ingegnere Fortunato de Prati, nativo di Dasindo e residente per ragioni di lavoro a Budapest in Ungheria&quot;.</em><br>Gli studi storici svolti da monsignor Lorenzo Dalponte in merito alla provenienza della collana hanno rivelato come questa fosse un regalo di Carlo VI d&rsquo;Asburgo, imperatore d&rsquo;Austria e re di Ungheria dal 1711 al 1740, ad un grande magnate ungherese. La sua realizzazione è opera del più famoso orefice dell&rsquo;epoca, Von Becker. Questo magnate, rimasto senza discendenza, demandò a Fortunato de Prati, originario di Dasindo, di donarla a qualche chiesa. Quest&rsquo;ultimo si prodigò per farla avere, nel 1737, alla chiesa di Dasindo. Don Guetti, come sopra riportato, suggeriva nel 1887 di venderla, liberandosi così del peso delle tasse che il possesso del gioiello comportava. Il donatore tuttavia, nella lettera che accompagnava l&rsquo;arrivo della collana a Dasindo, chiariva: <em>&quot;si deve anche dare un autentico reversale di sicurtà che questa collana imperiale con suo parato di gioie non sia mai imprestato ad altre chiese, non sia mai impegnato, né tampoco venduto, quantunque la chiesa fosse in estrema necessità o cadesse o venisse diroccata, devesi tuttavia lasciare e conservare detta gioia intatta&quot;.</em><br><br><em>&quot;Ma ecco a sera la bella Dasindo ci attende; studiamo il passo chè l&rsquo;ora del ritorno s&rsquo;appressa. La Chiesa del luogo è di classica architettura; bellissima la porta, ricchissimi gli altari dorati e lavorati in legno. Era una volta un Santuario di M. V. Assunta in cielo; conservasi ancora un regalo di illustre divoto, consistente in una collana d&rsquo;oro con brillanti e pietre preziose, di gran valore, ma presentemente di danno alla fabbriceria, dovendone pagare il relativo equivalente d&rsquo;imposta. Non essendo preziosa per la rarità né per la storia, ma solo pell&rsquo;entrinseco valore, non sarebbe forse miglior cosa, previo permesso, venire alla vendita di quella, onde col ricavato formarne un&rsquo;altra di poco valore ma eguale nella forma, e col resto capitalizzato conservare in miglior stato la Chiesa monumentale? Videant consules! Dasindo è il paese natio di Prati, e come non correre a salutare la sua culla?&quot;</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 16 luglio 1887</b>","npercorso":2,"ncartello":2,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/2-2.jpg","color":"#38AADD"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8602965,46.0108826]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":4,"name":"Fiavé: Un imprenditore per la comunità","description":"&#200; Fiavé il fulcro dell&rsquo;attività guettiana di promozione e sviluppo della cooperazione. Sotto l&rsquo;impulso di Guetti nacque in questo paese la seconda Cassa Rurale trentina a sistema Raiffeisen e una cooperativa di cui don Lorenzo fu il primo presidente.<br>Numerose testimonianze dimostrano l&rsquo;impegno profuso da don Guetti, il quale intratteneva dei rapporti epistolari con i commercianti per richiedere i prodotti necessari alla cooperativa. In questi scritti spesso denunciava il prezzo troppo alto o la scarsa qualità della merce, minacciando l&rsquo;interruzione del rapporto commerciale. Altro tema rilevante, emerso dai carteggi, è la trattativa sugli sconti dei beni, ritenuti da Guetti di fondamentale importanza.<br><br>La lettera che trascriviamo testimonia il piglio commerciale di don Guetti:<br><em>&quot;Sig. Mario ferrari,<br>&#91;.. &#93; Vi osserviamo che non fummo contenti della commissione fatta tramite il Sig. Vielmetti giacché invece di un barile di aringhe ci mandò un barile di sardelle; 100 pacchi fiammiferi ce ne spedisce 500! Non è il modo di soddisfare gli avventori, ciò ci servirà per altra volta di regola. Distintamente p. Guetti&quot;.</em><br><br>La cooperazione infatti non era <em>&quot;il risultato della scienza moderna, o della moderna filantropia&quot;</em> ma <em>&quot;nientemeno che il Vangelo di Cristo messo alla pratica nel punto più pratico della vita materiale, qual è il vitto ed il vestito&quot;.</em> La documentazione ci restituisce quindi una figura di don Guetti molto forte e determinata, capace di far valere i diritti dei più deboli: <em>&quot;un imprenditore al servizio della comunità&quot;.</em><br><br><em>&quot;Da qui per Curè &#40;anticamente Cugoredo&#41; passando per Stumiaga, l&rsquo;ombrosa, &#40;è nientemeno che coperta di rame... di noci&#41; deviando a destra ove c&rsquo;invita un campanile alla ghibellina, siamo presto a Fiavè. È questo senza confronto il paese più popolato del Lomaso e, se vuolsi, anche meglio fabbricato, mentre forma quasi una sola contrada lunga assai. Oltre due piccole chiesette ai capi, nel mezzo, a fianco di spazioso piazzale, s&rsquo;erge il nuovo tempio&quot;</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 11 agosto 1887</b>","npercorso":2,"ncartello":1,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/2-1.jpg","color":"#38AADD"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8413923,46.0041908]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":5,"name":"Gli incendi nelle Giudicarie Esteriori","description":"Il 9 maggio 1895 <em>&quot;due case della piccola frazione di Biè nel Bleggio Inferiore, coperte di paglia ed abitate da 5 famiglie, in pochi momenti venivano abbruciate&quot;</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Cronaca</em>, La Famiglia Cristiana, 9 maggio 1895</b><br><br>In numerosi articoli don Lorenzo descrisse i vari incendi che si svilupparono sul finire dell&rsquo;ottocento nei paesi delle Giudicarie coperti a paglia. Solo per ricordarne alcuni: quello di Bivedo del 19 ottobre 1879 e quello del 18 ottobre 1884 a Rango, dove il paese fu distrutto completamente e si salvarono unicamente <em>&quot;la Chiesa e due casupole&quot;</em>. In diversi articoli don Lorenzo sottolineò l&rsquo;importanza di reintegrare i paesi delle Giudicarie Esteriori nell&rsquo;istituto patrio di assicurazione contro gli incendi provvedendo, nel 1885, tramite il consorzio agrario di Santa Croce, all&rsquo;acquisto di sei pompe idrauliche.<br><br>Ultima, ma non meno importante, l&rsquo;attività di don Guetti quale prete pompiere:<br><em>&quot;Quadra, 14 &#40;L&rsquo;incendio di Marazzone&#41;. Scrivo ad ore 11 pomeridiane, dopo otto ore di lavoro... non so come dirlo, se di prete, di pompiere od altro... Oggidì si dava termine alla solita annuale e solenne funzione delle quarant&rsquo;ore in Bleggio. &#91;..&#93; Indi si avviava la solenne processione di chiusa che doveva finire col Te Deum. Tutti gli uomini erano già usciti di chiesa, quando sul limitare della porta, all&rsquo;uscita del clero col Venerabile portato dal m. r. Sig. Parroco, al curato di Quadra che gli stava a destra si affaccia un fumo che s&rsquo;alza diritto di pochi metri in direzione della sua Curazia. Veder quel fumo ed esclamare egli tosto &quot;brucia Marazzone&quot; fu un punto. Il curato di Quadra si spoglia tosto della cotta, si precipita in mezzo alla processione, e grida: &quot;fuoco a Marazzone!&quot; e lasciati i confratelli del SS. Sacramento per finire il sacro rito, tutto l&rsquo;altro popolo corre con lui sul luogo del disastro. &#91;..&#93;&quot;</em>.<br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>L&rsquo;incendio di Marazzone</em>, La Famiglia Cristiana, 17 maggio 1893</b>","npercorso":4,"ncartello":2,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/4-2.jpg","color":"#F69730"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8411026,46.0380885]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":6,"name":"Il Passo Durone","description":"Per secoli il passo fu la più importante via di comunicazione tra il porto di Riva del Garda e Tione con la Val Rendena. Fu inoltre una delle vie di divulgazione del sistema cooperativo da Larido verso la Val Rendena e la Valle del Chiese.<br>La strada-sentiero sterrato che da Larido conduce al passo Durone fu una delle vie di promozione e di divulgazione del sistema cooperativo in Val Rendena e in Val del Chiese. Acquistò rilevanza in particolare dal 1890, in seguito alla fondazione della prima cooperativa di Villa di Bleggio.<br>Numerose testimonianze delle visite di don Guetti sono rintracciabili sui giornali dell&rsquo;epoca e negli articoli che egli stesso pubblicava. È proprio don Lorenzo che scrive: <em>&quot;Pregato dagli amici delle Giudicarie Interiori, ed in specie dalle direzioni di quelle società cooperative di acquisto o smercio che nacquero nel corrente anno sull&rsquo;esempio di queste delle Giudicarie esteriori, venni costì per dare un rapido sguardo ai loro registri ed azienda sociali &quot;.<\\/em><br>Emblematica di questo ruolo è la seguente testimonianza, relativa alla nascita della Famiglia Cooperativa di Saone:<br>&quot;<em>Ieridì si festeggiava a Saone il titolare si S. Brizio.&#91;..&#93; Tra gli altri c&rsquo;era Renzo, l&rsquo;apostolo, scusate la frase, delle Cooperative trentine &#91;..&#93; Difatti calate le tenebre quei popolani si unirono tutti in canonica per sentire un po&rsquo; di conferenza sullo scopo di queste associazioni rurali di recente istituzione. Il modo facile e popolare ed insieme faceto del conferenziere, col quale faceva andare in sugo e sangue il fine ed i mezzi per conseguirlo di queste società, conquise gli animi in modo che seduta stante ben oltre a 30 furono i capi-famiglia che diedero il loro nome per una Famiglia cooperativa in Saone&quot;.<\\/em><br><b>La Famiglia Cristiana, 17 novembre 1893, firmato O.P.</b>","npercorso":1,"ncartello":3,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/1-3.jpg","color":"#72B026"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.793134,46.0341633]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":7,"name":"Larido: La casa della cooperazione","description":"&quot;La casa della Cooperazione&quot; si trova nel sottotetto della Famiglia cooperativa di Quadra. Qui è ospitata una mostra permanente alla scoperta della radici della cooperazione trentina allestita dall&rsquo;Associazione don Lorenzo Guetti ieri, oggi e domani.<br>Il percorso è corredato da pannelli descrittivi e fotografie storiche che si collocano in un arco temporale compreso tra la fine dell&rsquo;Ottocento e i giorni nostri. In un ampio stanzone, con travi a vista, sono esposti attrezzi, macchinari e oggetti tipici della società contadina del Trentino nella seconda metà del secolo XIX; particolare attenzione è riservata alla descrizione del fenomeno dell&rsquo;emigrazione trentina di cui don Lorenzo Guetti fu uno dei primi studiosi. Si entra poi in una stanza più piccola, all&rsquo;interno della quale è stato ricostruito lo studio di don Guetti con alcuni documenti autentici riguardanti la sua vita e la nascita delle prime istituzioni cooperative. Rientrati nello stanzone si può ammirare, al centro, un grande plastico che raffigura il nucleo storico del paese di Marazzone: di particolare interesse è l&rsquo;architettura dei villaggi giudicariesi. La mostra si sofferma su alcuni momenti salienti dello sviluppo del movimento cooperativo: il periodo fascista e il dopoguerra, fino a giungere alla situazione odierna della cooperazione trentina, con i suoi valori e i diversi tipi di cooperative presenti sul territorio.<br>","npercorso":1,"ncartello":1,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/1-1.jpg","color":"#72B026"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8240008,46.0289866]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":8,"name":"Larido: La prima cassa rurale","description":"<em>&quot;Addì 17 cor. venne tenuta una prima riunione in Quadra per la fondazione di una cassa rurale di prestiti e risparmio, e già nella prima conferenza 17 soci diedero il loro nome. In una delle prossime domeniche vi sarà la formale costituzione della Società. Nasce modesta e senza pretese, ma sembra animata a fare però sul serio quel poco che farà. Auguro sia scintilla di maggiori incendi. Addio&quot;<\\/em><br><b>Don Lorenzo Guetti, Bollettino C.P.A., 22 luglio 1892</b><br>Nel 1892 don Guetti fu eletto rappresentante del distretto alla Dieta di Innsbruck ed è quindi presumibile che nella sua canonica accogliesse le istanze politiche e i reclami della gente. Nello stesso anno nacque la prima Cassa Rurale trentina nella canonica di don Guetti a Larido, che quindi divenne un centro economico-finanziario per la zona. La garanzia illimitata, la quota irrisoria di compartecipazione &#40;2 corone&#41;, il raggio di azione circoscritto al paese, l&rsquo;esclusione di affari arrischiati e l&rsquo;aderenza al motto &quot;Uno per tutti e tutti per uno&quot;, furono gli aspetti innovativi che caratterizzarono la prima Cassa Rurale a sistema Raiffeisen. Proprio dal nucleo originario dei 17 soci scaturì il nome del primo presidente Antonio Fustini detto &quot;Bressanel&quot;. Gli altri soci erano Giovanni Battista Fustini di Larido &#40;1835-1910&#41;, Giovanni Andreolli &quot;Raiso&quot; di Larido &#40;1835-1909&#41;, Luigi Bellotti di Cavaione &#40;1838-1906&#41;, Francesco Baroni di Larido &#40;1842-1922&#41;, Angelo Caliari di Larido &#40;1843-1909&#41;, Clemente Fina &quot;Finaro&quot; di Marazzone &#40;1845-1905&#41;, Antonio Rocca &quot;Pilon&quot; di Cavaione.","npercorso":1,"ncartello":2,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/1-2.jpg","color":"#72B026"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8242798,46.0294186]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":9,"name":"Pieve di Vigo Lomaso: La prima messa","description":"Il 14 agosto 1870, dopo l&rsquo;ordinazione sacerdotale avvenuta il 31 luglio dello stesso anno, don Guetti celebrò, nella pieve di Vigo Lomaso, la sua prima messa.<br><br>Come dimostrano i numerosi articoli pubblicati sui giornali dell&rsquo;epoca, don Lorenzo rimase particolarmente legato al suo paese natale e alla pieve di Vigo Lomaso. La costruzione del nuovo campanile e la sostituzione delle campane interessò infatti la famiglia Guetti: il padre di don Lorenzo, Girolamo Guetti, offrì 10 fiorini in valuta e 100 &quot;in Carreggi&quot; al Comitato pro campanile della chiesa parrocchiale di Lomaso che era presieduto dal fratello don Pietro Guetti, zio di don Lorenzo.<br><br><em>&quot;Ieri sera alle ore 9 si suonarono per la prima volta queste campane dall&rsquo;alta torre. Tutta la popolazione della vasta parrocchia era in aspettazione dell&rsquo;esito del nuovo concerto, e si può dire che la maggior parte di questa era uscita dalle proprie case per assistere al compimento dei voti di mezzo secolo. Finalmente la campana minore si fece sentire con gratissimo suono, ed un colpo di mortaretto salutava la sua bella armonia. Segue il suono della sorella maggiore, e due altri colpi di mortaretto la salutano, così avviene della terza e della quarta. Finalmente squilla con larga ondata, come regina del distretto, la campana maggiore, ed un urrà di esultanza scoppia da tutte le alture, il fuoco bengalico a vari colori illumina le alture di Lomaso e il magnifico campanile nell&rsquo;oscura notte fa pompa di sua maestà e dell&rsquo;ornamento delle sue buonissime campane; i mortaretti fanno ripetutamente risuonare le giulive loro salve, e tutto il concerto si mette in moto e si sperde nell&rsquo;aere si grata armonia da metterci al colmo del visibilio&quot;.</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Le campane di Lomaso</em>, La Famiglia Cristiana, 28 agosto 1895</b>","npercorso":2,"ncartello":3,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/2-3.jpg","color":"#38AADD"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8722162,46.0125368]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":10,"name":"Rango: Don Carlo Festi","description":"Dal 1835 al 1892 Don Carlo Festi fu curato a Rango. Egli divenne amico di don Lorenzo Guetti durante il periodo in cui il padre della cooperazione fu curato di Quadra.<br>I due furono tra i protagonisti di una vicenda di presunto spiritismo che colpì una giovane ragazza del paese di Rango. Don Carlo fu incaricato di impartire delle lezioni di catechismo per la ragazza mentre a don Lorenzo, su mandato del vescovo di Trento, venne ordinato di visitare periodicamente la giovane e di relazionare sulle strane manifestazioni che si verificavano durante il suo sonno.<br>I due ebbero modo di approfondire la loro amicizia in questa occasione. Lo testimoniano gli articoli che don Lorenzo pubblicò sui giornali dell&rsquo;epoca per il 50° anno di sacerdozio di don Carlo e il necrologio che egli pubblicò nel giugno 1892, in occasione della morte del curato:<br><em>&quot;Vero tipo di giudicariese, fu di carattere schietto, gioviale, costante. Sacerdote zelantissimo ed esemplare, era tutto a tutti. Generoso per carità ed ospitalità per chiunque batteva alla sua canonica sia laico che religioso. Sempre pronto ad accogliere coloro che amavano confidare a lui i segreti della propria coscienza, tra cui i primati della Parocchia e la maggior parte dei confratelli sacerdoti che si andavano succedendo nelle vicine stazioni di cura d&rsquo;anime di S. Croce. Lui, che suppliva le varie vacanze curaziali di oltre mezzo secolo, lui che componeva i dissidii e le divergenze della intiera parocchia, lui l&rsquo;amico del povero e del ricco, del laico e del sacerdote, del dotto e dell&rsquo;idiota, il padre, anzi il Nonno di tutti. Di robustezza diamantina, di forza erculea, lavorò indefesso nella cura d&rsquo;anime, e sebbene pensionato per l&rsquo;età da pochi anni, continuò la cura fino alla Pentecoste di quest&rsquo;anno nelle quali feste celebrò la S. Messa e cantò i Vespri. Il freddo insolito dei giorni seguenti lo colpiva di dissenteria, indi di enterite e marasmo senile, e confortato da tutti gli aiuti di nostra S. Religione assistito continuamente dì e notte dai suoi colleghi sacerdoti, sereno e tranquillo fino all&rsquo;ultimo, fidando in Dio benedetto ed in Maria patrona speciale sua e della sua curazia, spirava la sua bella anima ben matura pel cielo. - O Don Carlo, mentre noi suffraghiamo all&rsquo;anima tua perché breve le sia il volo a Dio, deh! impetra a noi coraggio nel camminare la diritta via nel difficile arringo della cura d&rsquo;anime, di cui tu ci fosti modello perfetto!&quot;</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, La Famiglia Cristiana, 17 giugno 1892</b>","npercorso":1,"ncartello":4,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/1-4.jpg","color":"#72B026"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8121944,46.018834]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":11,"name":"San Lorenzo in Banale: la nascita di una cassa rurale","description":"Anche a San Lorenzo, come in molti altri paesi giudicariesi, fu l&rsquo;intervento diretto di don Guetti a dare il via alla fondazione di istituzioni cooperative. Così avvenne nel dicembre 1895 per la fondazione di una Cassa Rurale.<br><br>Una lettera scritta da don Lorenzo Guetti, datata aprile 1893, e inviata a don Antonio Prudel, curato di San Lorenzo, chiarisce tuttavia alcune problematiche che avevano impedito la nascita di una Cassa Rurale a San Lorenzo. Nell&rsquo;aprile 1893, in seguito ad una conferenza tenuta da don Guetti, era nata a San Lorenzo la seconda cooperativa di consumo trentina.<br>Nella lettera don Lorenzo esprimeva dissenso alla condotta di appoggio, da parte del curato di San Lorenzo, nei confronti della banca cattolica di Ponte Arche allineata sul modello Schulze Delitzsch e non sul modello Raiffeisen, propugnato da don Guetti. La parrocchia di San Lorenzo aveva infatti istituito tramite don Prudel una forma di mutuo soccorso prestando somme di denaro e depositando le somme ricevute proprio presso la filiale della banca cooperativa di Riva al Ponte delle Arche.<br>Il modello Raiffeisen prevedeva vantaggi per i contadini che potevano accedervi versando basse quote sociali, senza cambiali e senza guadagni a priori, ma con un dividendo finale. L&rsquo;altro modello di banca cooperativa Schulze Delitzsch, già esistente in Trentino, risultava invece di quasi impossibile accesso per i contadini ed era pensato per i ceti produttivi e artigiani delle città. Lo stesso don Guetti era stato consigliere della banca cooperativa di Ponte Arche, ma <em>&quot;me ne ritirai per dirigere con più frutto la Cassa Rurale di Quadra&quot;</em>.<br>Come testimonia l&rsquo;articolo sopra riportato fu proprio don Guetti a promuovere la nascita di una Cassa Rurale a modello Raiffeisen a San Lorenzo in Banale. La frase terminale dell&rsquo;articolo sembra quasi quella di una pacificazione con le altre istituzioni cooperative promosse da don Guetti che, probabilmente, sulla scia del fondatore non avevano visto di buon occhio l&rsquo;appoggio dato alla banca cooperativa di Ponte Arche.<br><br><em>&quot;Ieri sera ci onorò di una gradita visita il m. r. d. Lorenzo Guetti. Scopo della visita di quel benemerito sacerdote, si popolare per le belle sue istituzioni in pro specialmente di noi contadini e montanari, era darci un po&rsquo; d&rsquo;istruzione riguardo all&rsquo;impianto d&rsquo;una Cassa rurale nei circondari comunali di S.Lorenzo e Dorsino. &#91;..&#93; Quando l&rsquo;uomo del popolo fu in mezzo al suo elemento, principiò con quel suo dire chiaro e persuasivo a spiegare gli scopi dell&rsquo;associazione in modo che l&rsquo;uditorio, tosto ch&rsquo;ebbe finito disse; che si deve fare? giacché siamo qui uniti facciamo l&rsquo;impianto ancora questa sera. Al detto seguì il fatto. &#91;..&#93; Le società consorelle vogliano guardare anche la nostra con occhio amico&quot;</em>.<br><b>La Famiglia Cristiana, <em>Una nuova cassa rurale</em>, 13 dicembre 1895, firmato ge. be.</b><br><br>Nacque così la prima Cassa Rurale di San Lorenzo.","npercorso":5,"ncartello":1,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/5-1.jpg","color":"#D252B9"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.9094775,46.0768255]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":12,"name":"Santa Croce del Bleggio: La croce monumentale","description":"Nella chiesa rinascimentale di Santa Croce è custodita la croce lignea con poteri taumaturgici testimoniati dai &quot;miracoli&quot; che ancora oggi la gente racconta.<br><br>Nel 1895 don Guetti realizzò l&rsquo;opuscolo intitolato &quot;La croce taumaturga di Bleggio&quot;, in cui veniva descritto anche il monumento marmoreo dello spiazzo di Santa Croce. La popolazione, esortata dal parroco don Pietro Slanzi, fece voto di innalzarla nel 1848 e nel 1854 iniziarono i lavori ultimati nel 1863 sotto la guida del parroco don Pellegrino Merli di Andogno. Sarà lo stesso don Merli, in alcuni documenti, a sottolineare l&rsquo;impegno e l&rsquo;entusiasmo dei parrocchiani nella realizzazione dell&rsquo;opera <em>&quot;quantunque in armi assai penuriosi, e avendo a lottare i più col bisogno, tuttavia senza venir mai eccitati, anzi frenati nella generosità, si arrivò al compimento&quot;.</em><br>Il progetto del monumento marmoreo fu stilato dall&rsquo;architetto Pietro Parolari di Seo ed eseguito dal comacino Giuseppe Valsecchi con la collaborazione di Giuseppe e Rocco Giordani di Stumiaga, tra i primi maestri muratori della vallata. La gradinata d&rsquo;accesso fu costruita nel 1876 da Antonio Rocca e Antonio Frerotti su disegno del parroco Niccolò Guadagnini da Primiero. La spesa ammontava a 406 fiorini, molte erano tuttavia prestazioni gratuite.<br>Alla benedizione solenne del 14 settembre 1863 accorsero oltre 4000 persone, sebbene in giorno feriale.<br>Il monumento alla croce è stato restaurato nel 2013 in occasione del 150° anniversario della sua costruzione.<br><br><em>&quot;Ancora 15 minuti di piccola ascesa ed eccoci a S. Croce. Chi v&rsquo;arriva per la prima volta, si ferma estatico innanzi alla Croce colossale, di granito grigio, che gli si presenta innanzi con una maestà monumentale. Stando un po&rsquo; da lungi le giuste proporzioni ingannano l&rsquo;occhio sulla sua altezza; ma arrivati al piede, si capisce subito quanto sia reale la sua imponente elevazione di 18 m. Basti solo il dire che la pietra ottagona, ove discende l&rsquo;asta della Croce, porta 8 nicchie di 1,5 metri di altezza. &#91;...&#93; Questo monumento, votato in tempi di calamità, venne solennemente eretto nel 1863 a spese di divoti offerenti; volesse il cielo che, senza verificarsi altre circostanze simili, la pietà de&rsquo; nipoti venga presto a compiere questa solenne espressione di vera fede, che forma una delle meraviglie del Trentino&quot;.</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 19 luglio 1887</b>","npercorso":3,"ncartello":1,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/3-1.jpg","color":"#D63E2A"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8390427,46.0246809]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":13,"name":"Stenico: La capitale delle Giudicarie","description":"Stenico era sede burocratica del Giudizio distrettuale, degli uffici del Censo e Forestale e posto di gendarmeria austriaca.<br>Nel corso della sua vita, don Lorenzo, partendo da Larido o da Fiavé, si recò a Stenico sia per rapportarsi direttamente con le autorità austriache, che per visitare i terreni coltivati dai soci del consorzio agrario distrettuale di Santa Croce: <em>&quot;Era da tempo che aveva intenzione di segnalare al pubblico, ed in ispecie a questi valligiani, la distintissima bravura nella coltivazione della vite di questo santese curaziale sig. Innocente Francescotti, e solo oggidì m&rsquo;è dato di farlo, che l&rsquo;occasione me ne venne propizia. Una commissione di questo consorzio A.D. venne appositamente sopra luogo oggidì per constatare de visu i meriti del Francescotti; era essa composta dal m. rev.do ed onorevole presidente don Lorenzo Guetti e dal delegato consorziale m. rev.do don Giovanni Trentini. Unitisi assieme alcuni soci di qui, s&rsquo;ammirò lo spettacolo imponente che davano quelle viti cariche di bellissima uva. &#200; impossibile che vi possa descrivere secondo il vero lo stato fenomenale di questo pingue vigneto. Tenterò almeno di dirvene alcunché.<br>&#200; situato sotto il castello di Stenico, impostura normale, loco detto alla Casolas. Non è un vigneto modello a sola coltura speciale, ma invece a coltura mista&quot;</em>.<br>Nel suo lavoro di corrispondente per i giornali don Lorenzo non mancò di comunicare le notizie di cronaca relative al territorio di Stenico. Interessante, in particolare, risulta una corrispondenza datata 10 giugno 1883 riguardante le notizie dalle Giudicarie dopo l&rsquo;inondazione: <em>&quot;Da Stenico: Ieri verso le 4 pom. Francesco Ferrari, giovane sui 25, sposato di fresco, mentre stava con taluni altri adoperandosi ad assicurare il ponte sul torrente Lisana affin di mantenere il passaggio almen da quella parte, sdrucciolò precipitando nel torrente stesso, e travolto dalle acque vi trovò miseramente la morte.<br><br>&quot;</em><em>&quot;Stenico, sede del Giudizio distr., degli Uffici del Censo e Forestale, d&rsquo;un posto dell&rsquo;i.r. Gendarmeria e di altri annessi e connessi, vi presenta naturalmente un ambiente burocratico che lo differenzia da tutti gli altri paesi della valle, ma il suo popolo del resto si mantiene egualmente nella gran maggioranza di puro tipo giudicariese. A cagione del suo Castello ben conservato, e che vidi con un po&rsquo; di controsenso recentemente coperto in parte a tavolette di cemento, già ab antiquo questo paese fu preposto a capo del Distretto, sebbene per rispetto alla valle si trovi nella posizione di un punto qualunque della periferia. Verissimo che per conto litiganti e paganti starebbe meglio più sù, magari al rifugio della Tosa, ma pel resto de&rsquo; mortali si desidererebbe anche questa capitale un po&rsquo; più centrica&quot;</em>.<br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 26 luglio 1887</b>","npercorso":4,"ncartello":3,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/4-3.jpg","color":"#F69730"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8538055,46.0519469]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":14,"name":"Terme di Comano: un acqua portentosa","description":"<em>&quot;Per chi nol sapesse, la Fonte Cumana scaturisce dalla viva roccia, e raccogliesi in piccolo antro &#40;Sibilla Cumana?&#41; quasi a livello della Sarca che le scorre a sinistra, ed alle falde del monte Casale, volto a settentrione. &#91;..&#93;&quot;</em><br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>Distrazioni dal Bagno di Comano</em>, La Voce Cattolica, 12 luglio 1887</b><br><br>Don Lorenzo fu uno dei primi promotori turistici delle Giudicarie Esteriori. Numerosi articoli da lui redatti e pubblicati sui giornali dell&rsquo;epoca fanno riferimento all&rsquo;attività del comitato balneare delle terme di Comano, presieduto dai parroci della valle. Le terme di Comano nascono infatti da un lascito ai poveri delle tre Pievi di Lomaso, Banale e Bleggio. Nel 1822, un medico del luogo, Gian Battista Mattei, acquistò l&rsquo;area in prossimità della fonte e, con propri mezzi, costruì un piccolo stabilimento termale affinché potesse trarne giovamento il maggior numero di persone. Alla sua morte, avvenuta nel 1826, per testamento istituì una fondazione, cui lasciò tutto il suo patrimonio, per la gestione dello stabilimento termale in favore dei poveri della valle. Furono nominati amministratori pro tempore i nove parroci delle Giudicarie Esteriori.<br>Don Lorenzo intervenne più volte, attraverso mezzo stampa, in merito alle terme. Oltre a promuovere le qualità dell&rsquo;acqua termale e i servizi disponibili criticò, in particolare, la mancanza di una cappella dove i numerosi sacerdoti potessero celebrare la messa. Non mancò di sottolineare i problemi legati alla gestione dell&rsquo;attività termale e ai rapporti tra il comitato balneare e il conduttore del bagno di Comano, Valeriano Vianini.","npercorso":5,"ncartello":3,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/5-3.jpg","color":"#D252B9"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8837605,46.0427953]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":15,"name":"Vigo Lomaso: La nascita e la famiglia di don Guetti","description":"Lorenzo Guetti nacque il 6 febbraio 1847 a Vigo Lomaso. Il registro dei nati di Vigo Lomaso reca la curiosa nota &quot;Febbraio li 5 all&rsquo;una di notte&quot;.<br>Dai registri dell&rsquo;anagrafe ci giungono notizie riguardanti i genitori di don Guetti. Il padre, Girolamo Alberto Guetti, <em>&quot;figlio di Gio. Battista Guetti e di Lucia Serafini&quot;</em>, nacque il 4 maggio 1820. La madre, Rachele Molinari, venne nominata in occasione del battesimo di Lorenzo quale <em>&quot;Rachele Molinari di Marcello&quot;</em> e si presume che la famiglia fosse originaria di Favrio. Dopo una ricerca condotta nel catalogo online dei nati in Trentino dal 1815 al 1923 risulta il nome di <em>&quot;Candida Rachele Molinari&quot;</em> nei registri della parrocchia di Fiavé, nata il 13 settembre 1826, figlia di Marcello Molinari e di Catterina Fenici e morta il 12 febbraio 1888. Negli ultimi tre anni di vita &#40;1885-1888&#41; la madre abitò nella canonica di Larido con il figlio Lorenzo. Ella assistette il figlio durante una gravissima pleurite. Don Lorenzo ricordò quei giorni del febbraio 1888 scrivendo in latino sul diario delle messe: <em>&quot;Il giorno 7 mi fu amministrato dal Parroco il santo viatico; fu l&rsquo;inizio di un miglioramento e di un mutamento della malattia. La mamma il giorno 8 è afferrata da un male molto grave e inaspettatamente il giorno 12 ad ore 5 e trenta, tutti piangenti e stupiti, rese serenamente la sua anima a Dio&quot;</em>.<br>La famiglia Guetti rispecchiava pienamente il contesto trentino di metà ottocento. L&rsquo;economia famigliare si basava infatti principalmente su un&rsquo;agricoltura di sussistenza che non garantiva le risorse necessarie al fabbisogno di tutti i figli. Per tre fratelli di don Guetti l&rsquo;unica soluzione fu l&rsquo;emigrazione in America. Ciò spiega, in parte, l&rsquo;interesse per il fenomeno migratorio di cui don Lorenzo diverrà uno dei principali studiosi della sua epoca.","npercorso":3,"ncartello":3,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/3-3.jpg","color":"#D63E2A"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8690566,46.0140085]}},{"type":"Feature","properties":{"ogc_fid":16,"name":"Villa di Bleggio: La prima cooperativa","description":"Il 28 settembre 1890, a Villa di Bleggio, nasceva la <em>&quot;Società cooperativa di smercio e consumo&quot;</em>. La cooperativa è l&rsquo;esito della collaborazione tra don Guetti, il maestro Daniele Speranza e il parroco don Giovanni Battista Lenzi, le tre figure rappresentate nel murales che illustra la storia del padre della cooperazione.<br><br>Don Lorenzo salutò così la nuova istituzione: <em>&quot;S. Croce. 1 ottobre. Una buona notizia fresca fresca. Domenica scorsa 28 settembre fu costituita qui una Società cooperativa di smercio e consumo con futuro magazzino di generi di prima e comune necessità. Ne venne già nominata la prima Presidenza la quale deve ottenere la superiore approvazione e così dare principio a una istituzione di belle speranze&quot;</em>. Primo presidente della cooperativa di Villa fu Claudio Bleggi di Tignerone. La prima direzione era composta da Luigi Bleggi di Sesto, Giuseppe Serafini di Duvredo, Domenico Onorati <em>&quot;Marchese&quot;</em> di Bono, Luigi Martini di Santa Croce, Antonio Frerotti di Madice e dal maestro Daniele Speranza di Duvredo.<br><br><em>&quot;Due anni fa mi si presentano alcuni miei amici popolani, e mi colpiscono a bruciapelo con questa domanda: - Lei, signor Curato, ci deve fare un piacere - Ed è? - Quest&rsquo;inverno siamo stati in Piemonte; abbiamo visto e provato quanto bene fanno colà i magazzini cooperativi; Lei deve aiutarci a metter su qualche cosa di simile anche qui da noi . - Ma che? io adesso dovrò, come prete, fare il negoziante? Vi pare che sia cosa manco da pensarci? - Che negoziante? Qui si tratta di aiutare noi contadini a provvederci da noi stessi il necessario alla vita con minor spesa possibile;&#91;..&#93; E la prossima domenica, finite le funzioni della sera, gli amici puntualmente furono in canonica, e la cosa fu combinata, se non in tutte le sfumature, almeno nei tocchi principali della grande tela quale dovea poscia venire.<br>Confronti di statuti di quà, consigli e pareri di là, fatto sta che dopo due mesi si aveva abboracciato uno statuto qualunque che veniva preletto ai primi futuri soci.<br>&#91;..&#93; Consultai notai, avvocati e persino consiglieri di Tribunale, finalmente dopo un anno si poté presentare lo statuto all&rsquo;approvazione dei soci, e indi chiedere che la prima Società cooperativa di acquisto o smercio di generi di prima e più comune necessità fosse inscritta nei pubblici Registri Consorziali&quot;</em>.<br><b>Don Lorenzo Guetti, <em>La cooperazione rurale</em>, La Famiglia Cristiana, 14 novembre 1892</b>","npercorso":4,"ncartello":1,"picture_url":"http://www.webmapp.it/maps/sentiericoop/foto/4-1.jpg","color":"#F69730"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.8420467,46.0291802]}}]}