{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":7901,"name":"Caff\u00e8 dell&#8217;Ussero","description":"<p>Il caff\u00e8 &#8211; conosciuto nell&#8217;Ottocento anche come Caff\u00e8 delle Stanze per il collegamento al piano superiore con il circolo delle Stanze Civiche (fondato l&#8217;8 agosto 1818) e Caff\u00e8 dell&#8217;Unione &#8211; ospit\u00f2 le riunioni del primo Congresso Italiano degli Scienziati nel 1839 ed ha le pareti coperte di ricordi dei suoi illustri frequentatori: Filippo Mazzei (l&#8217;italiano che sugger\u00ec uno degli emendamenti della costituzione americana: la ricerca della felicit\u00e0), Francesco Domenico Guerrazzi, Antonio Guadagnoli, Giuseppe Giusti (che lo rese famoso nelle sue Memorie di Pisa), Renato Fucini, Enrico Panzacchi, Giosu\u00e8 Carducci (primo italiano vincitore di un Premio Nobel), Cesare Abba, Giuseppe Montanelli, Alessandro D&#8217;Ancona (primo direttore del quotidiano La Nazione), Bino Sanminiatelli e molti altri personaggi quali Paolo Mascagni, Charles Didier (che vi ambient\u00f2 il suo romanzo Chavornay[4]), Giovanni Battista Niccolini, Pietro Bastogi, Carlo Bombrini, Pietro Gori, Enrico Ferri, Giovanni Gentile, Filippo Tommaso Marinetti, Giuseppe Lipparini, Luigi Puccianti, Titta Ruffo, Curzio Malaparte, Ezra Pound, Giovanni Gronchi, Mario Tobino, Mario Praz, Giovanni Spadolini, Enzo Carli, Indro Montanelli, Tiziano Terzani, Renata Tebaldi, Luigi Comencini, Arnoldo Fo\u00e0, Carlo Azeglio Ciampi, Antonio Tabucchi, Romano Battaglia.<\/p>\n<p>Il nome del caff\u00e8, riportato gi\u00e0 in un contratto di affitto del 1799, deriva da ussero, variante toscana e letteraria di ussaro.<\/p>\n<p>Foto &#8220;Caff\u00e8 dell&#8217;ussero 01&#8221; di I, Sailko. Con licenza CC BY 2.5 tramite Wikimedia Commons<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palazzo_Agostini_%28Pisa%29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wikipedia<\/a><\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4004104,43.7166609]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7902,"name":"Cateratte Ximeniane &#8211; San Giovanni alla Vena","description":"<p>Le cateratte avevano la funzione di regolare lo sfocio nel fiume Arno delle acque del lago di Bientina mediante il canale della Serezza Vecchia e, in particolare, del Canale Imperiale, aperto dallo stesso Ximenes. Per consentire una navigazione continua del Canale Imperiale furono, inoltre, previsti due &#8220;sostegni&#8221; o chiuse che consentivano il passaggio alle barche in prossimit\u00e0 delle cateratte. I due canali sono oggi interrati e gli edifici necessiterebbero di un opportuno intervento di restauro.<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/cateratteximeniane?fref=ts\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pagina Facebook &#8211; Cateratte ximeniane<\/a><\/p>\n<p>Foto: Eleonora Staccioli.<\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5807443,43.6885951]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7946,"name":"Il Cisternone","description":"<p>Durante la seconda met\u00e0 del 1500 nacque l\u2019esigenza di incanalare l&#8217;acqua che sgorga dalla Valle delle Fonti per portarla verso Pisa. Iniziarono cos\u00ec le prime opere di canalizzazione delle sorgenti pi\u00f9 importanti fino alla costruzione dell\u2019 Acquedotto Mediceo, che tuttora collega Asciano a Pisa con 954 archi ed una lunghezza di circa 6 Km, per alimentare le varie fontane della citt\u00e0. L\u2019opera fu iniziata nel 1588 e terminata nel 1613 grazie a Ferdinando I ed in seguito Cosimo II de\u2019 Medici. La rete delle prese sulle fiancate della Valle passava attraverso edifici di filtro con vasche contenenti ghiaia di varie dimensioni, sabbia o addirittura carbone per raggiungere un notevole grado di purezza, fino ad essere convogliate nel Cisternone. La struttura attualmente visibile \u00e8 il frutto dell\u2019ampliamento delle precedenti strutture e i lavori furono condotti sotto il Granducato di Cosimo III nel 1695. All\u2019interno vi \u00e8 una grande vasca di decantazione utilizzata per chiarificare le acque sorgive durante i periodi di pioggia. Dal fondo della vasca una tubazione scorre dentro una galleria sotterranea percorribile, in quanto larga 1 metro e alta circa 1,30 metri, che arrivava alla Casa del Fontaniere.<\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.478051039656,43.75073519278]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7960,"name":"Palazzo Arcivescovile &#8211; Piazza Arcivescovado","description":"<p>Foto \u00a9 Jos\u00e9 Luiz Bernardes Ribeiro\u00a0\/\u00a0, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File%3APalazzo_Arcivescovile_-_Piazza_Arcivescovado_-_Pisa_2014.JPG\">via Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3985864,43.7222767]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7887,"name":"Palazzo Blu","description":"<p>Posto sul Lungarno meridionale nel cuore del centro storico della citt\u00e0, a pochi passi dal Ponte di Mezzo e dal Palazzo Gambacorti, sede del Comune, l&#8217;antico palazzo nobiliare restaurato dalla Fondazione Pisa, e gestito dalla Fondazione Palazzo Blu, si propone come moderno strumento per l&#8217;arricchimento dell&#8217;offerta culturale della citt\u00e0 e s&#8217;inserisce nel pi\u00f9 ampio progetto di valorizzazione turistica del circuito di musei che si affacciano sul Lungarno, l&#8217;arteria di grande valore storico e culturale che attraversa la citt\u00e0 da est a ovest.<\/p>\n<p>BLU | Palazzo d&#8217;Arte e Cultura ospita:<\/p>\n<p>Ampi spazi per esposizioni temporanee<\/p>\n<p>Un moderno auditorium<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione permanente delle opere d&#8217;arte \u00e8 articolata in tre sezioni: le collezioni d&#8217;arte della Fondazione Pisa, poste al Secondo Piano; la dimora aristocratica e le Collezione Simoneschi al Primo Piano<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"http:\/\/www.palazzoblu.it\/index.php?id=2&amp;lang=it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Palazzo Blu<\/a><\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.3997505,43.7156724]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7891,"name":"Palazzo Pfanner","description":"<p>Furono i Moriconi, membri del patriziato mercantile lucchese, a commissionarlo.\u00a0Travolti dal fallimento economico essi furono costretti nel 1680 a vendere l&#8217;edificio ai Controni, anch&#8217;essi mercanti della seta ascesi al rango nobiliare. I Controni si dedicarono all&#8217;ampliamento dell&#8217;edificio: intorno al 1686 sovrintesero ai lavori per la realizzazione dello scalone monumentale su progetto, si presume, di Domenico Martinelli, architetto e ingegnere lucchese noto per la sua intensa attivit\u00e0 presso le corti europee di Vienna e Praga; ai primi del Settecento commissionarono, con ogni probabilit\u00e0 a Filippo Juvarra, la riqualificazione del retrostante giardino; sempre nello stesso periodo affidarono a pittori &#8216;quadraturisti&#8217; locali l&#8217;affrescatura delle volte dello scalone e degli interni della residenza nobiliare. \u00c8 nella residenza che i Controni, nel 1692, ospitarono il principe Federico di Danimarca di passaggio a Lucca nel corso del suo Grand Tour, famoso per il &#8220;flirt&#8221; con la giovane locale Maria Maddalena Trenta.<\/p>\n<p>La vicenda della famiglia Pfanner s&#8217;intrecci\u00f2 con la secolare storia del palazzo verso la met\u00e0 dell&#8217;Ottocento. Fu infatti Felix Pfanner (1818-1892), birraio nativo di H\u00f6rbranz (Austria), ma di famiglia bavarese, ad acquistare progressivamente l&#8217;intera struttura dopo avervi installato, a partire dal 1846, la sua birreria, la prima del Ducato di Lucca e una delle prime in Italia. La storica Birreria Pfanner, ameno luogo di produzione e mescita collocato tra il giardino e le cantine del palazzo, chiuse nel 1929.<\/p>\n<p>Il palazzo \u00e8 tuttora di propriet\u00e0 della famiglia Pfanner la quale, a partire dal 1995, ha intrapreso un&#8217;impegnativa opera di restauro promuovendone altres\u00ec la valorizzazione attraverso l&#8217;apertura al pubblico e l&#8217;organizzazione di esposizioni e concerti.<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Palazzo_Pfanner\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wikipedia<\/a><\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.50298,43.84552]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7941,"name":"Real Collegio","description":"<p><strong>Gli Spazi del Real Collegio<\/strong><\/p>\n<p>Il C.d.A. del Real Collegio con l\u2019approvazione del regolamento nella seduta del 25 febbraio 2010, ha deliberato di promuovere il complesso monumentale del Real Collegio quale struttura da destinare a polo espositivo aperto ad eventi di natura culturale, mostre, esposizioni e di promozione turistica della citt\u00e0 e di tutto il territorio Provinciale.<\/p>\n<p><strong>La storia del Real Collegio di Lucca<\/strong><\/p>\n<p>Il Real Collegio di Lucca vanta una storia di oltre duecento anni ed ha sede in quello che era stato l\u2019antico convento della basilica di S. Frediano, le cui origini risalgono al VI secolo. Sulle fondamenta del primo edificio sacro voluto dal Santo, e a pi\u00f9 riprese aumentato, la basilica ebbe la sua conclusiva configurazione agli inizi del XII secolo.<\/p>\n<p>Le prime notizie di una canonica di San Frediano, che nel secolo successivo adott\u00f2 la regola di S. Agostino, risalgono gi\u00e0 al 1046.<\/p>\n<p>Per la sua importanza, dalla canonica dipendevano una serie di chiese tra le quali in Roma S. Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme.<\/p>\n<p>Nel 1517 il priorato dei Canonici di S. Frediano venne unito alla Congregazione dei Canonici Lateranensi e la chiesa e il monastero passarono sotto la giurisdizione della Congregazione riformata di S.ta Maria di Fregionaia.<\/p>\n<p>Nel tempo il monastero antico \u00e8 stato profondamente trasformato e l\u2019organismo originatosi per accrescimenti successivi \u00e8 stato in gran parte uniformato nel corso del secolo XVII con l\u2019innalzamento dei due grandi chiostri che prospettano le mura urbane.<\/p>\n<p>Nel susseguirsi dei percorsi coperti con strutture voltate si \u00e8 tuttavia conservato pressoch\u00e9 inalterato il terzo e pi\u00f9 antico chiostro di S.ta Caterina, in collegamento con Piazza S. Frediano, le cui origini si possono fare risalire al secolo XIII.<\/p>\n<p>La storia del Real Collegio di Lucca pu\u00f2 dirsi iniziata a partire dal 1770, con la soppressione del convento di Fregionaia e la devoluzione dei suoi beni all&#8217;Ospedale della Misericordia.<\/p>\n<p>La Repubblica Lucchese valut\u00f2 infatti la possibilit\u00e0 di istituire uno \u201cStudio universitario\u201d nella citt\u00e0 e a questo fine nel 1779 propose a Papa Pio VI la soppressione del monastero di S. Frediano.<\/p>\n<p>L&#8217;incameramento dei beni fu accordato con la bolla del 19 luglio 1780, attraverso la quale si disponeva che il patrimonio della comunit\u00e0 lateranense di S. Frediano fosse impiegato per la costituzione del nuovo istituto.<\/p>\n<p>Nel 1783 il Consiglio nomin\u00f2 una commissione per provvedere all&#8217;organizzazione di tale Universit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione avvenne nel 1785 ma i primi concreti sviluppi si avviarono solo nel 1802, grazie ad alcuni lasciti destinati alla pubblica istruzione.<\/p>\n<p>E\u2019 in questo periodo, sul volgere del Settecento, che venne edificato lo stabile sull\u2019attuale via della Cavallerizza, destinato a sede della Biblioteca Pubblica, traslata circa un secolo dopo nell\u2019ex Convento di S.ta Maria Corteorlandini nell\u2019attuale sede della Biblioteca Statale di Lucca.<\/p>\n<p>Con la caduta della Repubblica Lucchese, nel 1805 il governo Baciocchi avvi\u00f2 la riforma degli ordinamenti scolastici e con il decreto del 28 novembre il principe Felice, marito di Elisa Buonaparte, fond\u00f2 il Collegio Felice, dopo aver riorganizzato l\u2019Universit\u00e0, l\u2019Accademia di Belle Arti e le scuole secondarie.<\/p>\n<p>Questo venne aggregato al preesistente Seminario arcivescovile, in modo che seminario e collegio fossero due sezioni, ecclesiastica e laica, di uno stesso istituto.<\/p>\n<p>Con successivi decreti, Universit\u00e0 e scuole secondarie furono riunite in un unico corpo intitolato Collegio e Liceo Felice, stabilito nell\u2019ex convento di S. Frediano.<\/p>\n<p>L&#8217;istituto cos\u00ec organizzato entr\u00f2 in possesso dell&#8217;antico patrimonio monastico, aumentato con una dotazione di beni demaniali e, il 4 giugno 1814, venne infine ribattezzato Collegio Nazionale.<\/p>\n<p>Con la Restaurazione, nel 1819 furono apportate nuove riforme dal governo di Maria Luisa di Borbone, quando l&#8217;istituto si scisse in due parti.<\/p>\n<p>Le scuole primarie e secondarie rimasero, assieme a un convitto, nello stabile di S. Frediano, mentre l&#8217;insegnamento universitario, opportunamente rivisitato, fu trasferito nel vicino palazzo Lucchesini, attuale sede del Liceo Classico.<\/p>\n<p>Il primo istituto ebbe nome di Real Collegio Carlo Lodovico, l&#8217;universit\u00e0 si intitol\u00f2 Liceo Reale.<\/p>\n<p>Il Real Collegio Carlo Lodovico dei Borboni divenne poi Collegio Ferdinando dopo l&#8217;annessione al Granducato di Toscana (1847), continuando a fiorire sotto il Regno d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Nel suo corso, tra gli allievi pi\u00f9 illustri, Giuseppe Giusti, Guglielmo Acton e Cesare Sardi e, tra i docenti, Lazzaro Papi e Luigi Fornaciari.<\/p>\n<p>Nel nuovo regolamento del Real Collegio, approvato con Regio Decreto del 27 febbraio 1896, si riconosce che questo \u00e8 \u201cun Ente morale, autonomo, dotato di patrimonio suo proprio, che ab origine era destinato alla pubblica istruzione della citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La sua gestione venne affidata ad un Consiglio di Amministrazione che durava in carica per tre anni, ed era composto da due membri designati dal Provveditorato agli Studi, due nominati dall&#8217;Amministrazione Provinciale, e uno da quella Comunale; nel loro seno, i membri del Consiglio eleggevano il Presidente.<\/p>\n<p>L\u2019azione educativa del Real Collegio ha rappresentato per centocinquanta anni una realt\u00e0 di primo piano per la societ\u00e0 lucchese, anche se va riconosciuto che il suo percorso formativo ha trovato discepoli ben oltre il panorama locale.<\/p>\n<p>Il suo declino segue quello di analoghe istituzioni in tutta Italia e nel 1938 venne decretata la sua soppressione come convitto.<\/p>\n<p>Da allora si \u00e8 limitato all&#8217;amministrazione dei beni di propriet\u00e0, ovvero il complesso immobiliare dell\u2019ex Convento di S. Frediano, che negli anni ha ospitato istituti scolastici cittadini e varie associazioni culturali.<\/p>\n<p>Ricerca Storica D.ssa Serena Ferretti<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"http:\/\/www.realcollegiolucca.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Real Collegio<\/a><\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5040939,43.8465698]}},{"type":"Feature","properties":{"id":7888,"name":"Stazione Leopolda","description":"<p>La Leopolda, stazione della prima ferrovia granducale realizzata in Toscana (la Livorno-Pisa), sorse su progetto di Giuseppe Martelli e fu inaugurata nel 1844. Dopo l&#8217;approvazione del piano urbanistico redatto da Vincenzo Micheli, nel 1871, e la successiva realizzazione della stazione di Pisa Centrale, la Leopolda continu\u00f2 a essere utilizzata come scalo merci fino al 1929. Da allora, fino al 1993, fu sede del mercato ortofrutticolo. Nel 1996 furono avviati lavori di recupero della struttura.<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stazione_Leopolda_%28Pisa%29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Wikipedia<\/a><\/p>\n","color":"","icon":"","noDetails":true,"noInteraction":false,"addr:street":"Via Fiorentina, 167","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"Pisa (PI)","contact:phone":"+39 050 578004","contact:email":"info@caipisa.it","opening_hours":"www.caipisa.it","capacity":"","address":"Via Fiorentina, 167,  Pisa (PI)"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.4061408,43.7091966]}}]}