{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":899,"name":"Montopoli in Val d&#8217;Arno","description":"<p>La storia del Valdarno Inferiore \u00e8 ricca di eventi, di battaglie che artisti e letterati hanno citato nelle loro opere. Boccaccio, colpito dalle possenti fortificazioni, defin\u00ec il castello di Montopoli \u201cinsigne\u201d e della sua importanza si accorsero sia i Pisani che i Lucchesi e i Fiorentini, che si contesero il castello con ripetute e aspre battaglie, fino al 1349 quando la popolazione decise di sottomettersi a quest\u2019ultimi. Questa zona fu teatro della famosa battaglia di San Romano, immortalata da Paolo Uccello in tre dipinti conservati attualmente agli Uffizi, al Louvre e alla National Gallery di Londra. Montopoli fu oggetto delle attenzioni del condottiero Castruccio Castracani, come testimoni l\u2019Arco che portano il suo nome e, nel \u2018500, vi vennero costruiti importanti edifici sacri e laici, quali la Chiesa della Madonna del Soccorso, l\u2019Oratorio di San Sebastiano e il Conservatorio di Santa Marta. La peste colp\u00ec duramente queste campagne, ma, per merito dei Lorena, Montopoli rifior\u00ec e attir\u00f2 per secoli, grazie alla sua quiete e alle sue acque minerali, importanti famiglie che vi fecero costruire le loro residenze estive. Attualmente \u00e8 il Museo Civico \u201cPalazzo Guicciardini\u201d a occuparsi della tutela dei molti beni artistici presenti sul territorio.<br \/>\nLe colline intorno a Montopoli in Val d\u2019Arno regalano panorami piacevoli e una ricchezza nota per le propriet\u00e0 terapeutiche, l\u2019acqua minerale della Sorgente Tesorino.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.739380100000062,43.6744773]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1089,"name":"Volterra","description":"<p>Il nome Volterra deriva dall\u2019etrusco <em>Velathri.\u00a0<\/em>Gi\u00e0 nel VII secolo a.C. gli Etruschi fondarono un importante insediamento, che assunse le dimensioni e il potere di una Locumonia, cio\u00e8 di una citt\u00e0 stato, sede del Lucumone (il magistrato supremo delle citt\u00e0 etrusche), dotata di un potentissimo giro murario che superava i sette chilometri di lunghezza. Di questo periodo possiamo ancora ammirare la Porta all\u2019Arco e la Porta Diana. Risale invece al periodo romano il Teatro, successivamente utilizzato come impianto termale e che oggi ospita un festival estivo di teatro, musica e poesia.<br \/>\nLa posizione alla confluenza dei fiumi Era e Cecina nonch\u00e9 la ricchezza di risorse minerarie ne determinarono l\u2019ascesa alto-medievale, che port\u00f2 alla costruzione di grandi edifici e torri, e della Piazza dei Priori. Fu un periodo di lotte interne tra Vescovi e Comune, che la spunt\u00f2, salvo poi dover cedere il passo, nel Trecento, alla famiglia Belforti. Accusati di aver tentato di vendere la citt\u00e0 a Pisa, i Belforti vennero cacciati nel 1361 dai Fiorentini, interessati a Volterra per le ricchezze naturali e la posizione strategica. Il dominio fiorentino, durato secoli, \u00e8 tuttora ben testimoniato dalla Fortezza Medicea, voluta nel 1475 da Lorenzo il Magnifico e dai palazzi di importanti famiglie volterrane, come Ricciarelli, Minucci e Gherardi, che furono trasformati ispirandosi ai modelli architettonici del Rinascimento.<br \/>\nTra le valli dell\u2019Era, a nord, e del Cecina, a sud, si estende il territorio collinare volterrano, costituito da balze, calanchi e dalla riserva naturale di Berignone-Tatti. Un ottimo modo per scoprire la bellezza naturalistica di questi luoghi \u00e8 dedicarsi ad escursioni a piedi o in bicicletta.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.859491700000035,43.4009264]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1078,"name":"Vicopisano","description":"<p>In epoca medievale, il borgo di Vicopisano venne aspramente conteso tra Pisa, Lucca e Firenze per la sua posizione strategica: furono i Fiorentini a spuntarla, nel 1406, ma qui, a differenza di altri borghi che furono praticamente rasi al suolo e i loro castelli smantellati, fu deciso di potenziare il complesso fortificato. Il progetto fu affidato Filippo Brunelleschi che, nel 1440, eresse la <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-rocca-e-le-mura-del-brunelleschi\/\">Rocca Nuova e potenzi\u00f2 il giro murario<\/a>. Tali opere conferirono una nuova importanza a Vicopisano, tanto che divenne sede del Vicariato del Valdarno Inferiore. Oltre alla rocca, che svetta con la sua torre angolare alta 31 metri, nell\u2019antico borgo sono tuttora in piedi ben dodici torri oltre a due palazzi medievali. Il prestigio e il potere che questo bellissimo borgo ebbe in quel tempo sono rievocati, ogni anno a settembre, durante una festa che permette di rientrare nel clima quotidiano di quel tempo cos\u00ec remoto.<br \/>\nVicopisano pu\u00f2 anche essere scelto come punto di partenza per un itinerario alla scoperta di chiese e pievi romaniche: la Pieve di Santa Maria del XII secolo, la Chiesa di San Jacopo in localit\u00e0 Lupeta e, spostandosi a Caprona, la Pieve di Santa Giulia. Proseguendo verso San Giovanni alla Vena, \u00e8 possibile visitare la Pieve di San Giovanni, documentata dal 975 d.C., mentre nel Parco Termale di Uliveto si trova la chiesetta romanica di San Martino al Bagno Antico.<br \/>\nLa posizione strategica di Vicopisano \u00e8 la principale causa della sua importanza storica e commerciale. Il paese si \u00e8 sviluppato su un colle che sorge alla confluenza tra due fiumi, l\u2019Arno e un ramo del Serchio oggi prosciugato. Quella tra il fiume Arno e il Monte Pisano \u00e8 una natura rigogliosa, ideale per le attivit\u00e0 <i>outdoor.<br \/>\n<\/i>L\u2019agricoltura \u00e8 rivolta soprattutto alla produzione di olio d\u2019oliva, tant\u2019\u00e8 che Vicopisano fa parte della Strada dell\u2019Olio Monti Pisani, che nel 1998 ha ottenuto il marchio IGT (Indicazione Geografica Protetta).<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583821100000023,43.6992762]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1065,"name":"Pisa","description":"<p>I primi insediamenti risalgono probabilmente al IX secolo a.C., anche se furono gli Etruschi a sviluppare in modo considerevole il nucleo abitato, favoriti dalla vicinanza dell\u2019Arno e del mare. La posizione strategica attir\u00f2 le mire dei Liguri, dai cui attacchi Pisa si difese diventando alleata e poi colonia romana. L\u2019importanza di Pisa come porto del Tirreno crebbe nel periodo longobardo e sempre poi si espanse per mare, assumendo il controllo della Sardegna e partecipando attivamente alla prima Crociata. Grazie alle ricchezze accumulate durante gli scontri marittimi venne edificato, a met\u00e0 dell\u2019XI secolo, il Duomo, capolavoro dello stile romanico. Il Battistero, il Camposanto e il Campanile (la Torre Pendente) furono invece aggiunti nei secoli successivi.<br \/>\nL\u2019ambiziosa politica pisana si scontr\u00f2 con le mire di Genova, Amalfi e Venezia, mentre internamente alla rivalit\u00e0 delle famiglie Della Gherardesca e Visconti segu\u00ec l\u2019istituzione del governo dei Dodici Anziani del Popolo. La sconfitta inflitta dai Genovesi nella Battaglia della Meloria, nel 1284, diede avvio ad un lungo periodo di decadenza, costellato di scontri con i Fiorentini, che assunsero il definitivo controllo della citt\u00e0 nel 1509, attuando una serie di provvedimenti volti a ridurre drasticamente l\u2019importanza della principale rivale commerciale e politica.<br \/>\nCon Cosimo I de\u2019 Medici, amante del pi\u00f9 mite clima pisano, la citt\u00e0 rinacque artisticamente: vennero ricostruiti i Lungarni; vennero edificate Piazza dei Cavalieri e le Logge dei Banchi; Pisa assunse sempre pi\u00f9 l\u2019aspetto che ancora oggi mostra ai visitatori. Grazie a Pietro Leopoldo, Granduca di Toscana, l\u2019universit\u00e0 divenne fondamentale fulcro della vita pisana, mentre a Napoleone si deve l\u2019istituzione della Scuola Normale Superiore. L\u2019Ottocento fu caratterizzato da un vivace fermento risorgimentale, tanto che Mazzini visse a Pisa fino alla morte (1872). Purtroppo parte della ricchezza artistica pisana non \u00e8 pi\u00f9 visibile a causa dei pesanti bombardamenti del secondo conflitto mondiale, che distrussero interi quartieri.<\/p>\n<p>Pisa sorge su un\u2019area pianeggiante di origine alluvionale, chiusa dai Monti Pisani a nord e attraversata dal corso dell\u2019Arno. Si tratta, per estensione, della seconda pianura alluvionale italiana, dopo quella padana. In epoca romana l\u2019Arno sfociava proprio di fronte alla citt\u00e0, mentre adesso il mare dista 8 km. Essendo stato causa di molte inondazioni, il corso del fiume venne pi\u00f9 volte deviato e adesso presenta alcune anse che ne rallentano in parte il deflusso, oltre a un canale scolmatore che devia le acque in eccesso verso Calambrone. Ad ovest, la piana pisana \u00e8 delimitata da una vasta area verdeggiante che rientra nel territorio del <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/vecchiano-e-il-parco-naturale-di-migliarino-san-rossore-e-massaciuccoli\/\">Parco Naturale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli<\/a>.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.401688799999988,43.7228386]}},{"type":"Feature","properties":{"id":885,"name":"Fauglia","description":"<p>Tra i paesi delle Colline Pisane troviamo Fauglia, che si sviluppa sul crinale di una collina: fu tra Seicento e Ottocento che conobbe il periodo di maggiore ricchezza, quando furono costruiti i palazzi pi\u00f9 importanti, ville signorili e la chiesa. Gi\u00e0 nel Medioevo la collina di Fauglia era abitata da contadini e dominata da un castello, che venne distrutto nel 1433 dai Fiorentini.<br \/>\nOltre alla collina, tagliata dalla via su cui si \u00e8 sviluppato il paese, Fauglia ha delle \u201cpropaggini\u201d in pianura, ovvero le frazioni di Valtriano e di Acciaiolo.<br \/>\nLe principali fonti di reddito sono la coltivazione di vitigni, dai quali si ottengono vini DOC, e le aziende del mobile.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.517158800000061,43.5694998]}},{"type":"Feature","properties":{"id":903,"name":"Palaia","description":"<p>Il periodo di prosperit\u00e0 attraversato dal borgo di Palaia nel XIII secolo \u00e8 testimoniato dalla Pieve di San Martino, edificio a tre navate caratterizzato da elementi romanici e gotici. In Piazza Sant\u2019Andrea si trova poi l\u2019omonima chiesa, preziosamente decorata da opere del Valdambrino, di Andrea Pisano e di Luca Della Robbia.<br \/>\nLa Mostra Permanente della Civilt\u00e0 Contadina di Montefoscoli conserva il patrimonio di trattori d\u2019epoca e attrezzi da lavoro utilizzati da generazioni di agricoltori.<br \/>\nMolti paesi e paesini costellano il territorio comunale, che negli ultimi anni \u00e8 stato scelto non solo come meta di soggiorno turistica ma anche come location di matrimoni e cerimonie.\u00a0\u00a0Da Palaia \u00e8 possibile perdersi per stradine che conducono a borghi medievali, raggiungere Villa Saletta, dove sono stati girati film di Virz\u00ec e dei fratelli Taviani, arrivare a Toiano, borgo abbandonato incastonato tra colline e calanchi di sabbia.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.77135670000007,43.60511880000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":901,"name":"Orciano Pisano","description":"<p>Le origini di Orciano, seppure incerte, risalgono probabilmente all\u2019VIII secolo, visto che un documento di quel periodo descrive un castello denominato Ursiano. Questa fortificazione deve il nome alla famiglia longobarda che la controllava. La storia di Orciano \u00e8 simile a quella di tanti altri borghi delle Colline Pisane, che nel 1406 passarono dal dominio pisano a quello fiorentino e successivamente fecero parte dei territori del Granducato di Toscana. Fu costituito in feudo col titolo di marchesato, mediante diploma del 19 aprile del 1630 conferito dal Granduca Ferdinando II alla famiglia Obizzi da Padova.<br \/>\nIn paese si erge la Chiesa di San Michele in stile neoclassico che conserva al suo interno una copia della tela agiografica del San Michele Arcangelo di Raffaello e l&#8217;altare maggiore in marmi policromi. Interessante la frazione di Scotriano, con l&#8217;antica pieve incorporata in una villa privata, ora semplice oratorio.<br \/>\nDevastato quasi completamente dal terremoto del 1846 risulta oggi un piccolo centro rurale la cui ricchezza \u00e8 costituita dalle sue colline, dai paesaggi piacevoli e rilassanti attraversati da molti sentieri, che permettono di apprezzare a pieno i campi lavorati e la macchia pi\u00f9 selvaggia.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.510332400000038,43.49442369999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":895,"name":"Monteverdi Marittimo","description":"<p>Il borgo di Monteverdi Marittimo, e della sua frazione Canneto, legano la propria storia alla fondazione del Monastero di San Pietro in Palazzolo, per opera del longobardo Walfredo a met\u00e0 del VII secolo. Il guerriero, divenuto poi Santo, e che viene attribuito come uno dei capostipidi della famiglia Gherardesca, ha lasciato tracce da riscoprire nel territorio monteverdino. La posizione dei due borghi, a cavallo tra la Val di Cornia e la Val di Cecina, pone Monteverdi, come la naturale porta di accesso tra mare e <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-geotermia\/\">geotermia<\/a>. Qui l&#8217;aria del mare si fonde con il respiro caldo della terra ed il verde spazia dai dolci vigneti di Bolgheri fino alla esuberante forza del vapore sotterraneo che produce energia pulita.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.714856899999972,43.17708409999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":893,"name":"Montescudaio","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Montescudaio, inserito tra i borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia, ha origini antichissime che risalgono alla civilt\u00e0 villanoviana, come testimoniano alcuni rari reperti archeologici rinvenuti nel territorio. La storia documentata ha per\u00f2 inizio nel 1092 con la donazione della chiesa di Sant\u2019Andrea al Monastero delle Benedettine, da parte di Gherardo Della Gherardesca. Di poco successiva \u00e8 l\u2019edificazione della Torre Civica, che fungeva da ingresso al castello. La Repubblica Pisana domin\u00f2 a lungo queste zone, prima che Montescudaio passasse ai fiorentini e quindi ai Marchesi Ridolfi, che ne mantennero il controllo fino a met\u00e0 Settecento. L\u2019aspetto medievale del borgo fu sconvolto dai terremoti del 1846 e del 1871.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il pi\u00f9 illustre artista nato a Montescudaio \u00e8 lo scultore Italo Griselli, che volle donare al borgo nat\u00eco il monumento ai Caduti, scolpito nel 1924.<br \/>\nOlivi, viti e macchia mediterranea ornano riccamente queste colline alle spalle di Cecina, da cui si pu\u00f2 godere di una splendida vista sul mare, magari sorbendo un sorso di Montescudaio DOC. Il clima favorevole contribuisce ad attirare turisti che vogliono rilassarsi senza allontanarsi dal mare. Oltre che per il vino, Montescudaio \u00e8 conosciuto per la produzione di salumi di qualit\u00e0.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.626565400000004,43.32616499999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":891,"name":"Montecatini Val di Cecina","description":"<p>La storia di Montecatini Val di Cecina \u00e8 densa di eventi concentrati nei secoli medievali, quando Pisa e Volterra combatterono a pi\u00f9 riprese per prendere possesso di questi luoghi. Dapprima a spuntarla fu Pisa, nel 1316, ma gi\u00e0 nel 1350 il dominio pass\u00f2 ai signori Belforti di Volterra, che fecero costruire un castello per difendersi dalle mire delle citt\u00e0 vicine. La fortificazione non bast\u00f2 per\u00f2 a difendersi dai Fiorentini che dal 1472 ripresero con la forza il borgo.<br \/>\nSeguirono secoli caratterizzati dalla sempre maggiore espansione dell\u2019attivit\u00e0 di estrazione del rame, che raggiunse l\u2019apice nell\u2019Ottocento, per poi interrompersi nel 1907.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.748860899999954,43.39222910000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":889,"name":"Lajatico","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sorge su una collina che si affaccia sulla Valle dell\u2019Era, a 313 metri d\u2019altezza. Fondato dai Longobardi, fu successivamente governato dai conti Pannocchieschi, per poi finire nelle mani del vescovo di Volterra. Pisa e Firenze si contesero queste zone, fino a che i fiorentini ebbero la meglio.<br \/>\nOggi, \u00e8 divenuto meta di turisti appassionati d\u2019opera, che ogni anno, a luglio, vengono ad assistere al concerto organizzato dal pi\u00f9 illustre nativo di Lajatico, Andrea Bocelli.<br \/>\nL\u2019area della Mofeta di Borboi \u00e8 caratterizzata da fenomeni geotermici, legati all\u2019emissione di anidride carbonica dal sottosuolo. Il CNR e diverse universit\u00e0 internazionali hanno studiato l\u2019ecosistema dell\u2019area, per valutare l\u2019impatto delle emissioni sulla vegetazione.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.727887699999997,43.47565789999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":887,"name":"Guardistallo","description":"<p>Il primo insediamento di Guardistallo risale forse al Neolitico, stando ai ritrovamenti conservati al Museo Archeologico di Firenze. Gi\u00e0 terra di un probabile insediamento etrusco \u00e8, invece, certa una stabile presenza longobarda visto che il toponimo viene dal germanico <em>Wardan<\/em> (guardia) e <em>Stall<\/em> (luogo). Dopo essere stato assoggettato ai Della Gherardesca e alla Repubblica Pisana, fin\u00ec nelle mani dei fiorentini. Nel 1447 le truppe del re di Napoli, Alfonso d\u2019Aragona, ne distrussero case e palazzi, ma quella non fu l\u2019unica devastazione che colp\u00ec il paese: il forte terremoto del 1846, infatti, distrusse il 70% delle case e il castello. Una volta ricostruito il centro urbano fu progettato ed eretto il piccolo e grazioso teatro Marchionneschi, voluto dalla famiglia pi\u00f9 influente a testimoniare l\u2019opulenza raggiunta dal paese, ribattezzato nella zona \u201cla piccola Parigi\u201d. Un\u2019altra tragedia si abbatt\u00e9 violentemente su Guardistallo nel 1944: l\u2019esercito nazista uccise 63 civili, in risposta alle azioni partigiane, e il ricordo di questo evento \u00e8 testimoniato ancora oggi dalla medaglia di bronzo assegnata al Comune per il sacrificio della popolazione e la partecipazione attiva alla lotta partigiana.<br \/>\nPer la piacevolezza del clima e l\u2019avanzato sviluppo del turismo alberghiero Guardistallo \u00e8 un ricercato luogo di vacanza. Da qui inoltre, \u00e8 facile raggiungere i principali centri della regione.<br \/>\nLa campagna che si distende intorno all\u2019abitato \u00e8 ricca di secolari oliveti che regalano la caratteristica e tradizionale qualit\u00e0 all&#8217;olio extravergine di oliva estratto dalle olive lazzare.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.631691100000012,43.3143547]}},{"type":"Feature","properties":{"id":883,"name":"Crespina Lorenzana","description":"<p>Dal 1 gennaio 2014 \u00e8 stato istituito il Comune di <strong>Crespina Lorenzana<\/strong>, risultante dalla fusione tra il Comune di Crespina e il Comune di Lorenzana.<br \/>\nIl primo documento che attesta l\u2019esistenza di &#8220;<strong>Crespina<\/strong>&#8221; \u00e8 del 16 agosto 983 e si riferisce al Vescovo di Lucca, ospite nel vicino castello di Santa Maria a Monte. Nel 1115 il centro pass\u00f2 sotto il controllo di Lucca per poi, nel 1165 essere occupato dai Pisani che, dieci anni pi\u00f9 tardi, lo restituiranno a Lucca. Dal XIII secolo ritorna stabilmente sotto la sovranit\u00e0 pisana ed \u00e8 inserito nella Capitana delle colline inferiori. Con la crescita del potere fiorentino in Toscana anche il castello di Crespina, nel 1405, sar\u00e0 costretto a cedere la armi all\u2019assedio di Firenze entrando a far parte del suo dominio. Nel 1431, infine, dopo una sanguinosa insurrezione della popolazione, i fiorentini smantellarono il castello ed elessero Crespina a Podesteria dipendente del vicariato di Lari.<br \/>\nSe del castello che un tempo difendeva \u201c<strong>Crespina\u201d<\/strong> purtroppo non rimane traccia \u00e8 ancora possibile ammirare, nelle colline circostanti, ville che offrono suggestivi panorami e amate da Silvestro Lega, da Giovanni Fattori, da Luigi Gioli e Giorgio Kienerk, tutti esponenti di punta della nota corrente dei Macchiaioli. Le pi\u00f9 significative sono Villa Belvedere, con tanto di giardino all\u2019inglese e limonaia, Villa Ott, Villa Corsini Valdisonzi e Villa Il Poggio, oggi villa-museo del critico d\u2019arte Carlo Pepi.<br \/>\nLa storia di &#8220;<strong>Lorenzana<\/strong>&#8221; inizia con due documenti del X secolo, redatti dai vescovi di Pisa, che ne documentano la nascita. Se per diversi secoli fece parte della Repubblica Pisana, dal 1406 fin\u00ec sotto il dominio fiorentino, salvo ribellarsi ai nuovi dominatori quasi un secolo dopo: rivolta che per\u00f2 non port\u00f2 alla liberazione del paese. Divenne, nel 1722, insieme a Crespina, feudo granducale per volere del Granduca Cosimo III de\u2019 Medici.<br \/>\nIl territorio di Crespina Lorenzana ha un\u2019antica tradizione di ottima produzione vinicola, testimoniata gi\u00e0 dagli Annali Camaldolesi. Col tempo, in particolare negli ultimi anni, le aziende vinicole hanno adottato tecniche innovative, continuando a regalare ottimi vini.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.562677500000063,43.5688951]}},{"type":"Feature","properties":{"id":881,"name":"Chianni","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Famoso pi\u00f9 come zona di caccia al cinghiale e di escursioni paesaggistiche, Chianni fu conteso tra Volterra e Pisa nel Medioevo, per poi essere assoggettata al potere fiorentino. Proprio in onore della caccia al cinghiale ogni anno si svolge, a novembre, una sagra che permette di gustarlo con i classici condimenti in umido, con la polenta e con le olive.\u00a0Chianni non \u00e8 solo circondato da boschi di querce e castagni, ma anche da oliveti che regalano un olio dal colore intenso e dal sapore fruttato, con un tasso di acidit\u00e0 inferiore all\u20191%.<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.642695600000025,43.48577030000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":879,"name":"Castelnuovo Val di Cecina","description":"<p>Castelnuovo Val di Cecina \u00e8 un piccolo borgo addossato su un colle, che si sviluppa intorno a poche strade e ha i suoi fulcri principali nella Chiesa del SS. Salvatore e nella Cripta Santa. Nella parte bassa \u00e8 ancora conservata l\u2019antica cinta muraria, da cui si dipartono percorsi naturalistici come quello che conduce al ponte sul torrente Pavone o quello che permette di apprezzare il panorama della Valle del Cornia. \u00c8 zona di miniere, di resti etruschi e di vapori geotermici: il sottosuolo ammonisce gli abitanti con acri odori e regala acque calde, come quelle dell\u2019area termale del Bagnone.\u00a0Il borgo ha una forma particolare e caratteristica, simile a un grappolo d&#8217;uva, che lo distingue dagli altri borghi della Val di Cecina e dalle numerose frazioni vicine.<br \/>\nIl borgo si trova ai confini tra la province pisana, senese e grossetana, a 576 metri d\u2019altezza. La collocazione in collina ma vicina alla costa, favorisce l\u2019afflusso di turisti in cerca di un panorama suggestivo, tra monti de Le Cornate, il torrente Pavone e paesaggi che, fra i boschi di castagni e faggi delle zone pi\u00f9 elevate, diventano macchia mediterranea man mano che ci si avvicina al mare. I numerosi siti archeologici, testimoniano la presenza di etruschi e romani, che gi\u00e0 poterono apprezzare le favorevoli condizioni ambientali della zona, tanto da stabilirvi loro insediamenti.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.866771987363563,43.2029714554005]}},{"type":"Feature","properties":{"id":927,"name":"Castellina Marittima","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0 gli Etruschi di Volterra conoscevano questi luoghi per le cave di alabastro; da sempre, insomma, Castellina Marittima \u00e8 legata alle sue cave, tant\u2019\u00e8 che \u00e8 stato istituito un Ecomuseo dell\u2019alabastro in collaborazione con gli altri comuni che pi\u00f9 hanno sfruttato la grande presenza di questa roccia sedimentaria nel sottosuolo, ovvero Volterra e Santa Luce. Il comune medievale di Castellina si trovava in una posizione di importanza strategica, vicino alla costa, e venne dominato prima dai Conti della Gherardesca e poi dai Medici, che lo eressero a marchesato. Un terremoto, nel 1846, distrusse parte del paese, senza provocare vittime.<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.57131791274412,43.409989965471624]}},{"type":"Feature","properties":{"id":877,"name":"Castelfranco di Sotto","description":"<p>Castelfranco deve il suo nome al fatto che qui non si pagavano le tasse: i Lucchesi, infatti, per controllare questa zona di confine, dispensarono dal pagamento dei tributi chi fosse andato ad abitarvi. Ci\u00f2 avvenne nel Duecento, quando il borgo era difeso da mura e da sedici torri, che non impedirono, tuttavia, frequenti assedi a questo piccolo centro molto importante dal punto di vista strategico. Per porre fine agli attacchi, gli abitanti di Castelfranco decisero di assoggettarsi prima ai Medici e poi ai Lorena.\u00a0Negli ultimi trent\u2019anni del \u2018900 Castelfranco di Sotto ha visto crescere in modo rilevante le sue industrie, soprattutto nel settore calzaturiero.<br \/>\nIl territorio di Castelfranco di Sotto ha una notevole valenza paesaggistica, visto che comprende l\u2019area delle <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/le-cerbaie\/\">Cerbaie<\/a>, che si snoda fra colli dalla flora rigogliosa. Su parte di queste lievi alture si estende la Riserva Naturale di Montefalcone.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.744853700000021,43.6997373]}},{"type":"Feature","properties":{"id":870,"name":"Casale Marittimo","description":"<p>Dove oggi sorge Casale Marittimo si trovava, nel VII secolo a.C., un importante insediamento etrusco, avamposto della citt\u00e0 di Volterra verso il mare. Anche in epoca romana questi luoghi erano intensamente abitati, come dimostra la ricca villa della Pieve. Il fulcro della vita del paese, dal Medioevo a oggi, \u00e8 il Castello, che si erge sulla sommit\u00e0 dello sviluppo ad anelli concentrici del borgo: la strada si inerpica tra le case per giungerlo, preceduto dalla Torre dell\u2019Orologio e dalla Casa del Camarlingo. Casale Marittimo si sviluppa quindi tra strette e ripide strade che conducono agli edifici pi\u00f9 rappresentativi, di origine medievale, tra i quali possiamo annoverare anche la Pieve di Sant\u2019Andrea &#8211; oggi divenuta sede del municipio &#8211; e il Palazzo della Canonica ristrutturato nel secolo scorso.<br \/>\nLa palude costiera che si estendeva di fronte al colle di Casale fu, nei secoli, via d\u2019accesso per pirati, oltre che luogo molto inospitale, tanto da causare lo spopolamento del colle stesso. Da met\u00e0 Settecento, per\u00f2, con la bonifica della piana, anche Casale si ripopol\u00f2, divenendo il borgo pi\u00f9 salubre dell&#8217;intera zona e sviluppando le coltivazioni di cereali, olivo e vite, che hanno costituito la fonte di reddito principale per le famiglie dell\u2019antico borgo, a cui si \u00e8 aggiunta poi negli ultimi decenni la fondamentale voce del turismo.<br \/>\nIl Comune fa parte dell\u2019Associazione Paesi Bandiera Arancione del Touring Club.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.614267299999938,43.2963952]}},{"type":"Feature","properties":{"id":976,"name":"Cascina","description":"<p>A Cascina si respira un\u2019aria medievale, non \u00e8 difficile immaginarsi in un\u2019altra epoca data la presenza di resti di una cinta muraria, della Pieve di Santa Maria in stile romanico-pisano e di una Torre Civica. Numerose, insomma, le testimonianze di un passato molto vivo, che vide Cascina al centro di scontri tra Pisa e Firenze, che se ne contesero il possesso. Persino il Vasari document\u00f2 uno di questi scontri in una sua opera del 1364. Il territorio comunale abbonda poi di pievi romanico-pisane, come quella di San Casciano a Settimo o quella di San Jacopo a Zambra.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.531840019037759,43.682186580833985]}},{"type":"Feature","properties":{"id":929,"name":"Vecchiano","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vecchiano, cio\u00e8 terra di Venuleio. Probabile, infatti, che il toponimo derivi proprio dal Senatore romano e Console di Pisa nel 123 d.C., Lucio Venuleio Aproniano Ottavio Prisco, la cui famiglia era proprietaria di questi territori sotto Antonino Pio. Ma le prime notizie certe risalgono all\u2019VIII secolo, citato come vasta riserva di caccia che dal Monte Pisano arrivava fino al mare. Appartenne alla Repubblica di Pisa e poi pass\u00f2 sotto il dominio della Repubblica fiorentina.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Interessanti, a tre chilometri dal paese, i resti del castello-rocca di Avane, oggi meta per arrampicatori di buona esperienza.<br \/>\nPuntando verso Lucca il grazioso borgo di Filettole, con la sua caratteristica Torre Mozza, delimita il confine fra le due citt\u00e0, un tempo rivali. Agli inizi del \u2018900, in questa zona, fu realizzata una centrale idrica che and\u00f2 a sostituire il cinquecentesco acquedotto mediceo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Molte sono le <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">chiese, le pievi, i resti di castelli o torri, le ville sparse sul territorio. Tra queste la villa Salviati e il complesso di Migliarino rappresentano un tipo di villa che univa la funzione di\u00a0 rappresentanza a quella di centro di produzione delle attivit\u00e0 agrarie nei poderi. Caratteristica \u00e8 la forma dei nuclei urbani sul territorio, strettamente legati alla campagna e costituiti da case basse, con orti e giardini. L\u2019insediamento si organizzava, e si conserva ancora, in edifici allineati e con gli spazi aperti comuni delle corti.<br \/>\nL\u2019intero territorio ha una forte identit\u00e0 olivicola, tanto che da qui inizia la Strada dell&#8217;Olio del Monte Pisano che arriva fino a Buti. Da Vecchiano in direzione mare si consiglia una sosta a Marina di Vecchiano all&#8217;interno del <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/vecchiano-e-il-parco-naturale-di-migliarino-san-rossore-e-massaciuccoli\/\">Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli<\/a>, 24.000 ettari, creato nel 1979 per la tutela dell\u2019ambiente. La localit\u00e0, che si allunga dalla foce del Serchio fino a Torre del Lago Puccini, rappresenta un\u2019isola naturalistica di bellezza selvaggia, cui fa da prologo una foltissima pineta, in cui vivono un gran numero di specie di uccelli. La spiaggia scorre per quattro chilometri fra dune di sabbia e macchia mediterranea di piante endemiche e spesso rare che inebriano l\u2019aria con i loro spiccati profumi.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.387845599999991,43.77972349999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":925,"name":"Terricciola","description":"<p>Il nome Terricciola deriva dal fatto che questo borgo di origine etrusca era difeso da torri (in latino <i>turris<\/i>) e in epoca medievale venne conteso, come molti altri borghi delle campagne pisane, tra Pisa e Firenze. Non a caso il simbolo comunale \u00e8 rappresentato da met\u00e0 della croce pisana e met\u00e0 giglio fiorentino.<br \/>\nLe prime notizie ufficiali sul territorio di Terricciola risalgono al 1109, quando viene citata la &#8220;Pieve a Pava&#8221; (oggi Pieve a Pitti) , dopo una donazione al Vescovo Ruggeri di Volterra<br \/>\nIl tessuto urbano attuale rimanda alle origini medievali, con stretti vicoli e gallerie che hanno preso il nome di &#8220;Antiche Cantine&#8221; e che attraversano per intero il paese. Le origini etrusche sono oggi visibili nell\u2019Ipogeo del Belvedere (IV sec. a.C), in seguito riadattato ad usi agri-vinicoli, dove \u00e8 conservata la raccolta dei cippi funerari\u00a0 del territorio, fra cui il Cippo dei Poggiarelli.<br \/>\nLe principali attrattive artistico-culturali\u00a0sono la Badia Camaldolese di Morrona, dell\u2019XI secolo, e Villa Gherardi del Testa, rilevante soprattutto per le opere contenute nella annessa cappella di famiglia. Nei dintorni i piccoli ma graziosi borghi rurali di Morrona, Soiana e Casanova hanno negli ultimi anni conosciuto un notevole sviluppo di attivit\u00e0 vinicole e turistico-ricettive grazie ad importanti investitori italiani e stranieri che hanno creduto nelle potenzialit\u00e0 di questo territorio.<br \/>\nTerricciola rimanda anche a \u201cterreno\u201d, e il terreno \u00e8 appunto la vera grande ricchezza di questi luoghi: la sua composizione sabbiosa, ricca di depositi fossili, \u00e8 ideale per la coltivazione della vite.<br \/>\nTerricciola \u00e8 citt\u00e0 del vino, fa parte dell&#8217;Associazione Nazionale Citt\u00e0 del Vino.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.677142600000025,43.5245221]}},{"type":"Feature","properties":{"id":923,"name":"Santa Maria a Monte","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di fondazione lucchese, Santa Maria a Monte, fra le colline delle <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/le-cerbaie\/\">Cerbaie<\/a> e il fiume Arno, fu il primo avamposto militare del Valdarno, perci\u00f2 conteso tra Firenze, Lucca e Pisa, fino a che, nel 1327, dovette cedere all\u2019assedio fiorentino. In quegli anni il paese sub\u00ec profonde trasformazioni, il Castello venne rinforzato con la costruzione di una Rocca, e tuttora, sui muri delle case, si individuano gli esiti dei precedenti edifici medievali: archi, pareti nascoste, tamponamenti, finestre cieche. Di rilievo il Palazzo del Podest\u00e0 con l\u2019adiacente Torre dell\u2019Orologio e la Pieve Collegiata. Al suo interno, sono conservati un pulpito lucchese del XIII secolo, un fonte battesimale, opera quattrocentesca di Domenico Rosselli, la Madonna lignea con bambino, attribuibile a un allievo di Giotto e risalente al 1255, e il crocifisso, realizzato dal Maestro di Camaiore e databile alla met\u00e0 del XIV secolo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Santa Maria a Monte dette i natali al padre di Galileo Galilei, Vincenzo, insigne compositore e suonatore di liuto. Anche la famiglia d\u2019origine del poeta Giosu\u00e8 Carducci visse a Santa Maria, dove il padre svolgeva la professione di medico condotto. Ogni anno, durante il Luned\u00ec dell\u2019Angelo, per il paese si snoda la Processione delle Paniere, un momento di festa in cui le ragazze portano paniere fiorite sulla testa, in onore della Beata Diana Giuntini, ricca dama del Trecento che abbandon\u00f2 i suoi averi per vivere in povert\u00e0.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il Comune si presenta con una struttura urbanistica molto particolare: il suo vecchio nucleo \u00e8 tra i pi\u00f9 interessanti esempi di borgo medievale toscano, con una forma a spirale che rispecchia abbastanza fedelmente i tre cerchi di mura che cingevano in antico il castello.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.68943349999995,43.6987603]}},{"type":"Feature","properties":{"id":921,"name":"Santa Luce","description":"<p>Santa Luce fu gi\u00e0 abitata dagli Etruschi, mentre del periodo medievale si \u00e8 conservata la planimetria:\u00a0ancora oggi sono, infatti, visibili i tratti caratteristici del Castello con borgo, di forma circolare, con due o tre cinta murarie. Esistono diverse chiese, tutte di\u00a0epoca romanica:\u00a0la pi\u00f9 antica \u00e8 quella di Pieve, della quale ci sono notizie storiche fin dal 877.\u00a0Nel suo territorio non mancano interessanti risorse naturalistiche e artistiche, in particolare l\u2019<a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/riserva-naturale-lago-di-santa-luce\/\">Oasi LIPU Lago di Santa Luce<\/a>, la Pieve e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/lalabastro\/\">Ecomuseo dell\u2019Alabastro<\/a>. Infine una curiosit\u00e0: la frazione di\u00a0Pomaia \u00e8 meta ogni anno di praticanti buddisti e appassionati di filosofie orientali che frequentano i corsi dell\u2019Istituto Lama Tzong Khapa, tra i pi\u00f9 apprezzati in occidente.<br \/>\nI boschi di Santa Luce sono attraversati da sentieri che conducono al lago. Nato negli anni Sessanta come bacino della Solvay Chimica, ha via via attratto varie specie di uccelli migratori che ogni anno aumentano perch\u00e9 qua trovano un ambiente ideale dove fare tappa. La LIPU fin dagli anni Ottanta ha rivolto particolare attenzione a quest\u2019area, che nel 2000 \u00e8 diventata Riserva Naturale Provinciale. I birdwatcher possono scorgere, in mezzo alla ricca vegetazione palustre, picchi, gheppi, gufi, poiane o imbattersi in caprioli, daini, istrici e volpi.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.564949200000001,43.4726689]}},{"type":"Feature","properties":{"id":919,"name":"Santa Croce sull&#8217;Arno","description":"<p class=\"p1\">La <i>Terra nuova <\/i>di Santa Croce sull\u2019Arno fu cinta dalla fondazione nel 1253, sotto la reg\u00eca lucchese, da un \u2018rettangolo\u2019 di mura con due porte e relative torri: Porta Fiorentina e Porta Pisana, la porta e la torre Reale si aggiunsero in un secondo tempo quando la direttrice della via Nuova (l\u2019attuale via del Bosco), raggiunse la piazza Matteotti nota come il Prato dei Fossi. Nel 1289 il podest\u00e0 di Santa Croce, Ser Gherardo Manni di Lucca, ricevette da Oringa Menabuoi, la futura Beata Cristiana, la domanda di poter costruire un edificio abitabile vicino al muro del castello fino alla casa a terra del monastero. Le mura furono in gran parte atterrate dalla terribile inondazione dell\u2019Arno del 1333 quando Santa Croce, da poco, era stata sottomessa a Firenze. Fu questo il periodo di maggiore accrescimento urbano e territoriale. La situazione peggior\u00f2 quando Firenze assoggett\u00f2 Pisa nel 1406 e Santa Croce perse l\u2019importanza strategica del secolo precedente, aggravata dalla diminuzione della consistenza demografica, anche a causa della peste del 1348 e le conseguenti carestie. Le mura e molte torri divennero oggetto di approvvigionamento di materiale da costruzione per case e strade.<br \/>\nUn importante sviluppo, abitativo ed economico, si ebbe solo nel Settecento, ma soprattutto nel secolo successivo, grazie alla nascita delle prime concerie per la lavorazione del cuoio. Oggi Santa Croce sull\u2019Arno \u00e8 il principale centro del <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/comprensorio-del-cuoio\/\">Distretto conciario di Santa Croce<\/a> caratterizzato per essere l\u2019unico la cui specializzazione costituisce di fatto l\u2019intera filiera produttiva della pelle: dalla concia della pelle al prodotto finito calzatura o pelletteria.<br \/>\nSanta Croce sull\u2019Arno \u00e8 ubicata sulla sponda destra dell\u2019Arno, nei dintorni, nella zona collinare delle <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/le-cerbaie\/\">Cerbaie<\/a>, si trova l\u2019area protetta di Poggio Adorno, meta di piacevoli passeggiate.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.783619000000044,43.7109248]}},{"type":"Feature","properties":{"id":915,"name":"San Giuliano Terme","description":"<p>L\u2019antico nome <i>Aquae Pisane<\/i>, attestato da Plinio il Vecchio nel I sec. a.C., documenta un\u2019origine assai remota di San Giuliano come sede di una gi\u00e0 frequentata zona termale, fiorita attorno a due diverse fonti da cui sgorgano acque a diversa temperatura.<br \/>\nDa sempre luogo di villeggiatura, il paese ancora oggi attrae un turismo internazionale. Il piccolo centro abitato, alle pendici del Monte Pisano, \u00e8 impreziosito dalla presenza di imponenti ville storiche,\u00a0cos\u00ec come i dintorni presentano interessanti pievi romaniche e resti di torri e fortezze medievaliche testimoniano le lotte nel Medioevo tra Pisa e Lucca.<br \/>\nIl territorio \u00e8 vasto e dotato di un microclima particolare per un cos\u00ec prossimo incontro fra collina e mare. Tale condizione ha dato vita a una vegetazione ricchissima e mista, in cui s\u2019individuano specie anche rare che soltanto in particolari condizioni riescono a crescere.<br \/>\nLa fauna \u00e8 altrettanto ricca di numerose specie di animali selvatici, tanto che nel territorio sono presenti due aree naturali protette: quella del Monte Castellare, caratterizzata da sempreverdi e nota per gli scavi archeologici delle cosiddette Buche delle Fate (grotte di origine carsica) e quella della Valle delle Fonti, caratterizzata dalle numerose sorgenti che sgorgano lungo l&#8217;acquedotto mediceo che arriva fino a Pisa.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.441864500000065,43.75966390000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":913,"name":"Riparbella","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come molti altri borghi della provincia pisana, anche Riparbella nacque dove sorgeva un castello medievale, voluto dai conti Della Gherardesca intorno all\u2019anno 1000, ma ci\u00f2 che lo differenzia dal consueto \u00e8 il \u00a0suo sviluppo, non circolare attorno alla fortificazione, ma lineare, lungo la via principale.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Da Riparbella si gode una splendida vista sulla costa degli Etruschi fino alle isole dell\u2019arcipelago toscano. I numerosi boschi nei dintorni consentono passeggiate o pedalate al fresco lungo i percorsi naturalistici, anche escursioni a cavallo<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.582192999999961,43.33946299999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":911,"name":"Pontedera","description":"<p>Per la sua posizione strategica, in prossimit\u00e0 della confluenza del fiume Era con l\u2019Arno, Pontedera fu contesa tra Pisa, Lucca e Firenze, assumendo fin dal Rinascimento un importante ruolo commerciale, tanto da ospitare ogni anno una fiera, che ancora si svolge a ottobre. Un grande impulso allo sviluppo della citt\u00e0 fu dato nel primo Novecento da Rinaldo Piaggio, titolare di una grande industria di costruzioni aeronautiche, che trasfer\u00ec da Genova a Pontedera la sua attivit\u00e0.<br \/>\nLa Seconda Guerra Mondiale mise in ginocchio Pontedera che, dopo la conclusione del conflitto, si affid\u00f2 alla forza trainante della Piaggio, che inizi\u00f2 la produzione di motocicli.<br \/>\nDal 2000 il Museo Piaggio, gestito dalla <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-fondazione-piaggio\/\">Fondazione Piaggio<\/a> ospita sia i modelli storici e spesso unici prodotti dall&#8217;azienda, sia l&#8217;Archivio Storico, uno dei migliori archivi d&#8217;impresa italiani. Oltre alla <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-piaggio-di-pontedera\/\">Piaggio<\/a>, va fatto presente l\u2019importante ruolo economico ricoperto dal Polo Sant\u2019Anna Valdera, centro di eccellenza della robotica.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.62869390000003,43.66349329999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":909,"name":"Ponsacco","description":"<p>La storia di Ponsacco \u00e8 densa di eventi negli ultimi cinquant\u2019anni, cio\u00e8 da quando si sono moltiplicate le imprese artigiane che producono mobili esportati in tutta Italia, come la \u201cPancina\u201d e la \u201cPonsacchina\u201d.\u00a0I mobilifici sono per\u00f2 attualmente in calo: come a <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/territorio\/cascina\/\">Cascina<\/a>, oggi rappresentano una voce economica meno importante che nei decenni passati.<br \/>\nMa, in quanto borgo di confine tra le repubbliche di Pisa e Firenze, fin dal Medioevo non mancarono avvenimenti significativi, come quando i Fiorentini ne distrussero le antiche mura prima di annetterla.<br \/>\nDi rilievo l\u2019Oratorio della Madonna della Tosse e la chiesa di San Giovanni, in cui si conservano un fonte battesimale e la campana trecentesca del borgo di Appiano.<br \/>\nNel territorio comunale spicca per bellezza la Villa dei marchesi Niccolini a Camugliano, tenuta medicea fortificata da torri.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.630395099999987,43.6203836]}},{"type":"Feature","properties":{"id":907,"name":"Pomarance","description":"<p>Porta di accesso all\u2019area geotermica pi\u00f9 estesa dell\u2019Europa continentale, ancora oggi chiamata la \u201cValle del Diavolo\u201d, rappresenta il luogo ideale da cui visitare il <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-geotermia\/\">Museo della Geotermia di Larderello<\/a> e le manifestazioni naturali geotermiche, un percorso unico che dal periodo etrusco e medievale ci porta alla sfida odierna delle energie alternative. Gi\u00e0 menzionato nel 1128, Pomarance \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 importanti castelli del territorio, ancora oggi testimoniato da resti di mura e dalle porte di accesso. Nel suo territorio spiccano numerosi borghi medievali, pievi, castelli e resti di antichi insediamenti termali e minerari.<br \/>\nArroccati su aspri e boscosi colli, Libbiano, Micciano, Montegemoli, Montecerboli, Serrazzano, Lustignano, San Dalmazio, i ruderi della Pieve romanico-normanna di Sillano, dominano paesaggi vastissimi di rara bellezza. Su tutti emerge l\u2019imponente fortilizio di Rocca Sillana (XI-XVI secolo), recentemente ristrutturato e visitabile, uno degli esempi pi\u00f9 significativi di architettura militare.\u00a0 Interessante la visita al centro urbano di Pomarance con la Pieve del XII secolo, la Piazza della Pretura ed i bei palazzi ottocenteschi di Via Roncalli tra i quali emerge la Casa Museo Palazzo Bicocchi, residenza borghese del XIX secolo, il Palazzo Ricci con la Mostra permanente Guerrieri ed Artigiani, oltre ai due raffinati teatri De Larderel e Dei Coraggiosi.<br \/>\nEstese foreste, corsi d\u2019acqua, resti di attivit\u00e0 minerarie caratterizzano il sistema delle Riserve Naturali Regionali. Lungo il fiume Cecina in localit\u00e0 \u201cMasso delle Fanciulle\u201d, si pu\u00f2 godere di un tratto di fiume balneabile di rara bellezza.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.872435198505514,43.288688538603886]}},{"type":"Feature","properties":{"id":905,"name":"Peccioli","description":"<p>Borgo premiato con la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Fa parte dei Borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia.<br \/>\nPeccioli vanta un <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/percorso\/polo-museale-di-peccioli\/\">polo museale<\/a>, gestito dalla Fondazione Peccioli<em>per<\/em>, che include Museo Archeologico, Museo di Palazzo Pretorio, Museo di Arte Sacra e Torre Campanaria.\u00a0Il profilo del borgo \u00e8 riconoscibile proprio dal campanile della Pieve di San Verano, realizzato dall\u2019architetto Luigi Bellincioni, autore anche di altri campanili in Valdera. Anche l\u2019interno vale una visita per le pregevoli opere di scuola pisana, risalenti al Duecento e conservate all\u2019interno del museo d\u2019Arte Sacra.\u00a0Palazzo Pretorio che conserva sulla facciata gli stemmi delle famiglie che governarono il borgo nei secoli passati, ospita le collezioni di icone russe \u201cF. Bigazzi\u201d e \u201cBelvedere S.p.A.\u201d, oltre alla Collezione Incisioni e Litografie \u2013 Donazione Vito Merlini. Il Museo Archeologico conserva i reperti rinvenuti negli scavi locali del sito etrusco di Ortaglia e di quello tardo antico e medievale di Santa Mustiola di Ghizzano. I dintorni sono disseminati di frazioni rurali di origine antica dai quali si gode uno splendido panorama sulle colline circostanti. Peccioli \u00e8 anche il luogo dove si svolgono importanti rassegne di spettacoli come il Festival Undici Lune (edizione estiva e invernale) con ospiti di livello nazionale e internazionale.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.721670700000004,43.5496091]}},{"type":"Feature","properties":{"id":873,"name":"Casciana Terme Lari","description":"<p>Colline che offrono splendide vedute e acque dalla propriet\u00e0 terapeutiche: sono questi gli elementi che caratterizzano maggiormente il territorio anticamente conosciuto col nome di <em>Castrum ad Aquas<\/em>, oggi <strong>Casciana Terme<\/strong>. Gi\u00e0 gli Etruschi abitarono questi luoghi (come dimostrano i recenti scavi in localit\u00e0 Parlascio e Colle Montanino) ma notizie pi\u00f9 dettagliate si possono reperire a partire dal IX secolo, quando un documento dell\u2019archivio arcivescovile di Lucca attesta l\u2019esistenza della pieve di Santa Maria ad Acquas. Successivamente, diversi altri documenti sui benefici di queste acque termali, quasi fossero un filo conduttore che attraversa i secoli, per giungere ai giorni nostri.\u00a0Si dice che la prima ad accorgersi dei benefici apportati dalle acque di Casciana sia stata Matilde di Canossa, che vide un suo vecchio merlo riacquistare vigore dopo quotidiane immersioni in \u201cacqua fumante\u201d. Da allora il merlo divent\u00f2 simbolo delle terme, ancora oggi particolarmente apprezzate per le cure cardiovascolari e la riabilitazione motoria.<br \/>\nIntorno a Casciana Terme tanti sono i piccoli paesi che svettano sui colli, tant\u2019\u00e8 che dal 2014 \u00e8 stato costituito il comune &#8220;sparso&#8221; di <strong>Casciana Terme Lari<\/strong>.<br \/>\nCome molti altri borghi della campagna pisana, <strong>Lari<\/strong> ha avuto una storia molto movimentata durante il Medioevo, perch\u00e9 oggetto di contesa per la sua posizione strategica: non a caso \u00e8 appartenuto prima alla Repubblica Pisana e poi a Firenze, sotto il controllo dei Vicari, che vi fece erigere un imponente castello che fungeva anche da prigione. Fino al 1848 i Vicari vi ospitarono importanti uomini politici toscani, appartenenti alle famiglie dei Medici e degli Asburgo. Oggi il Castello ospita il museo \u201cFilippo Baldinucci\u201d, che conserva reperti etruschi, romani, medievali e rinascimentali.<br \/>\nLari \u00e8 circondato da sentieri del CAI che si inoltrano nella campagna toccando localit\u00e0 graziose come Usigliano o si inerpicano per le strade che portano a Casciana Alta, dove \u00e8 possibile ammirare la chiesa romanica di San Martino del Colle e l\u2019Oratorio della Madonna della Cava. Nella frazione di Parlascio nella Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta sono\u00a0 conservati degli affreschi del &#8216;400 raffiguranti i santi titolari, l&#8217;immagine del Volto Santo e una\u00a0<i>Madonna del Latte<\/i>\u00a0sulla parete destra della chiesa.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.618440405493175,43.52670240733489]}},{"type":"Feature","properties":{"id":868,"name":"Capannoli","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un documento dell\u2019archivio arcivescovile di Lucca, risalente al X secolo d.C., ci informa che i ricchi signori di origine longobarda diedero vita ad un villaggio di capanne, appunto l\u2019attuale Capannoli, perch\u00e9 il precedente insediamento sulle sponde del fiume Era aveva subito inondazioni troppo frequenti.<br \/>\nFu per\u00f2 con i Della Gherardesca che il borgo assunse un\u2019importanza maggiore, perch\u00e9 la nobile famiglia vi fece costruire un castello. Dal dominio pisano dei Gambacorti, nel XIII secolo, pass\u00f2 ai fiorentini e successivamente ai Lorena. A Santo Pietro Belvedere, frazione di Capannoli, \u00e8 possibile tuttora riconoscere l\u2019antica struttura urbanistica, risalente al Medioevo.<br \/>\nNegli ultimi anni il Comune ha avuto una crescita demografica importante, conseguente all\u2019espansione urbanistica nelle zone interne del capoluogo e della frazione di santo Pietro. Molti i nuovi parchi pubblici e significativa la riqualificazione urbana degli ultimi anni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nelle dolci campagne sono ubicati numerosi agriturismi e B&amp;B di ottima qualit\u00e0; presente il Grande Percorso Naturalistico (ippovia), la pista ciclabile lungo la SP La Fila e numerosi sentieri naturalistici che si snodano nelle campagne, fino al Fiume Era. Di particolare pregio il Parco della Castellina, posto nel punto pi\u00f9 alto della frazione di Santo Pietro Belvedere, da cui si gode di panorami mozzafiato.<br \/>\n<\/span>Il territorio \u00e8 costellato da ville signorili: nobili famiglie toscane le fecero costruire in mezzo a queste dolci campagne. Dal secolo scorso Capannoli si \u00e8 notevolmente trasformata perch\u00e9 lungo la Via Volterrana sono sorte molte attivit\u00e0 artigianali e industriali, che ne hanno modificato l\u2019impianto urbanistico.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.680649899999935,43.5832755]}},{"type":"Feature","properties":{"id":917,"name":"San Miniato","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di San Miniato si hanno notizie risalenti all\u2019VIII secolo, quando i longobardi vi edificarono una chiesa dedicata al martire Miniato. La storia dell\u2019importante centro \u00e8 legata a molti personaggi celebri della storia. In questo borgo di importanza strategica, tappa dei pellegrini che percorrevano la Via Francigena, Federico II, nipote di Federico I detto il Barbarossa, stabil\u00ec la sede del Vicario imperiale in Toscana. Nel Seicento, poi, dopo aver raggiunto dignit\u00e0 di sede vescovile, fu eretto un seminario poco distante dal Duomo. Oltre a Federico II, da San Miniato pass\u00f2 Napoleone, per ben due volte: prima per ricercare negli archivi le proprie origini aristocratiche, necessarie per accedere all\u2019accademia militare francese, e poi, durante la sua celebre Campagna d\u2019Italia, per fare visita a un suo zio. Purtroppo parte delle costruzioni medievali non sono pi\u00f9 visibili in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; quando San Miniato fu, inoltre, teatro di una strage nazista, consumatasi nel Duomo, e ricordata, con grande intensit\u00e0 emotiva dai fratelli Taviani nel loro film, premiato al Festival di Cannes, \u201cLa notte di San Lorenzo\u201d.<br \/>\nNei dintorni meritano una visita paesi di origine medievale come Cigoli e Corazzano.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi, San Miniato \u00e8 conosciuto <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">soprattutto come terra di vini e\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">pregiati<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> tartufi bianchi.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\nIl Comune si \u00e8 ben conservato, nonostante la vocazione industriale, perch\u00e9 la lavorazione della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/comprensorio-del-cuoio\/\">pelle e del cuoio<\/a> si \u00e8 sviluppata nella frazione di Ponte a Egola.\u00a0Il centro storico ha potuto quindi offrire il suo aspetto quasi intatto ai turisti, che dall&#8217;alto del colle possono ammirare un bellissimo paesaggio tipicamente toscano dove spiccano le coltivazioni della vite e dell\u2019olivo.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.855119599999966,43.68296409999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":866,"name":"Calcinaia","description":"<p>Calcinaia ha avuto due nomi dalla storia strettamente legate alle attivit\u00e0 produttive che qui si sono avvicendate nei secoli: se, infatti, il nome attuale \u00e8 dovuto alla presenza di molte fornaci di calce che fin dal Seicento producevano splendide ceramiche, anticamente Calcinaia si chiamava Vico Viltri, perch\u00e9 qui si lavoravano stoviglie vetrificate.<br \/>\nIl borgo fu governato dagli Upezzinghi, famiglia pisana ghibellina che vi si stabil\u00ec per volere del Conte Ugolino della Gherardesca. Come altri borghi dell\u2019entroterra pisano, anche Calcinaia fu al centro di aspre contese tra Pisa, Lucca e Firenze, che nel XV secolo ne prese possesso. I ceramisti pi\u00f9 famosi di Calcinaia furono i <a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-ceramica-di-montecchio-e-la-fornace-coccapani\/\">Coccapani<\/a>: a Marco Coccapani \u00e8 dedicato il museo della ceramica. Fu lui, infatti, a diffondere il nome delle \u201c<a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-ceramica-di-montecchio-e-la-fornace-coccapani\/\">maioliche di Montecchio<\/a>\u201d, pregiate lavorazioni che potevano contare su una materia prima unica e perci\u00f2 esportata anche fuori dalla Toscana, la terra di Montecchio. I grandi boschi intorno a Calcinaia facevano il resto, fornendo il legname per le fornaci.<br \/>\nPer impedire le inondazioni dell\u2019Arno, il territorio di Calcinaia fu frequentemente oggetto di lavori idraulici, a partire dal 1555, quando, per volere del Granduca Cosimo I, venne deviato il corso del fiume. Con i Lorena, poi, grazie all\u2019ingegno di Alessandro Manetti, venne prosciugato il Lago di Bientina e realizzato il canale della \u201cBotte\u201d.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.615269699999999,43.68336509999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":864,"name":"Buti","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\"><em>Buiti<\/em>, \u00e8 il toponimo da cui deriva l\u2019odierno Buti e risale a un documento del 1068, quando il borgo era gi\u00e0 dotato di chiese e di mura fortificate. Entrato, come molti altri centri abitati del territorio, nella guerre di supremazia tra Lucca, Pisa e Firenze fu pi\u00f9 volte raso al suolo e ricostruito. Le pi\u00f9 antiche testimonianze alto-medievali si rintracciano in localit\u00e0 Castel Tonini (X secolo).\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019Ottocento la zona fu sottoposta a un\u2019opera di importante investimento agricolo con la realizzazione di numerosi mulini (farina di castagne) e di frantoi (frangitura per l\u2019olio d\u2019oliva) dando vita ad un\u2019economia fiorente.<br \/>\n<\/span>Buti \u00e8 situato sulle pendici orientali del Monte Pisano, in un ambiente naturale costituito da oliveti, castagneti, sentieri e strade facilmente percorribili che consentono qualsiasi escursione. Qui, si trova la riserva Naturale del Monte Serra che si estende per 400 ettari.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.585594700000001,43.72763339999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":859,"name":"Bientina","description":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le prime notizie storiche di Bientina risalgono al 793 d.C., quando al Vescovo di Lucca venne concesso un terreno nel Monastero di Sant\u2019Andrea in luogo di Bientina. La costruzione del castello, i cui resti sono tuttora visibili, avvenne alla fine del XII secolo. Furono secoli in cui Bientina, data la sua posizione, fu contesa tra Pisa e Lucca, finch\u00e9, nel 1402, non decise di sottomettersi ai fiorentini, cui rest\u00f2 fedele per moltissimo tempo, soprattutto quando resistette all\u2019assedio pisano del 1505. Al 1699 risale l\u2019inizio della venerazione di San Valentino, la cui fama impression\u00f2 anche i governanti fiorentini, che vennero spesso qui ad omaggiarne le spoglie. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Furono i Lorena, successori dei Medici, ad avviare i lavori di bonifica del lago di Bientina. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il cosiddetto \u201cPadule\u201d, la vasta piana che si estende tra i Monti Pisani e le Colline delle Cerbaie, \u00e8 ci\u00f2 che resta del Lago di Bientina dopo i lavori di bonifica voluti da Leopoldo di Lorena tra il 1824 e il 1859. Era chiamato Lago di Sesto dai Lucchesi, perch\u00e9 si trovava a sei km dalla citt\u00e0, ed era il pi\u00f9 grande dei laghi toscani: il suo prosciugamento, completato nel 1853, e l\u2019avvento dell\u2019agricoltura industriale hanno radicalmente modificato la fauna e la flora presenti e portato all\u2019abbandono di particolari tecniche di pesca e di lavorazione delle erbe palustri.<br \/>\nAttualmente nel centro cittadino si possono ancora apprezzare i resti delle mura medievali, delle torri e del Mastio, oggi sede di una biblioteca e dell&#8217;archivio comunale.<\/span><\/p>\n<p>La quarta domenica di ogni mese e il sabato corrispondente si tiene,\u00a0nelle piazze del centro storico, il tradizionale mercato antiquario con numerosi espositori di mobili di antiquariato e oggettistica. Per l&#8217;occasione anche i negozi di antiquariato restano aperti.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.6196238,43.7103652]}},{"type":"Feature","properties":{"id":738,"name":"Calci","description":"<p>Posto al centro della Val Graziosa, nel cuore del Monte Pisano, Calci deriva il suo nome da antiche cave di calce di epoca romana. Il suo territorio rappresenta un contesto ambientale unico, una conca naturale con versanti terrazzati dall\u2019uomo e coltivati ad olivi, da cui si ricava un olio finissimo e ricercato. A partire dal Medioevo l&#8217;abbondanza di acque, raccolte e convogliate nel fiume Arno dalle due Zambre, determina il nascere di una fiorente attivit\u00e0 molitoria (olive e cereali) da cui l\u2019appellativo, fino ai primi del \u2018900, di &#8220;Paese dei cento molini&#8221;.<br \/>\n\u00c8 immerso in un contesto ambientale unico, caratterizzato dal sistema dei terrazzamenti, da scorci caratteristici e borghi affascinanti, da chilometri di sentieri percorribili per gli amanti delle passeggiate immersi nella natura e per gli appassionati delle due ruote.<br \/>\nTra i gioielli architettonici la Pieve romanica titolata ai Santi Giovanni ed Ermolao, il convento di Nicosia, i numerosi borghi, ville e palazzi ma soprattutto la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/la-certosa-di-calci\/\">Certosa Monumentale<\/a> (<em>Cartusia Pisarum<\/em>), un complesso monastico del XIV secolo che, oltre alla splendida area conventuale, ospita il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.terredipisa.it\/attrazione\/il-museo-di-storia-naturale-di-calci\/\">Museo di Storia Naturale<\/a> dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa, tra i pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa.<\/p>\n","noDetails":false,"noInteraction":false,"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"source":"unknown"},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.508130132590622,43.7172734098173]}}]}