{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":3850,"name":"Massaciuccoli romana","description":"<p>Le prime scoperte archeologiche risalgono al 1756 ma i risultati sono scarsi. Nel 1770 vengono riorganizzate alcune indagini e viene ritrovata una fistula acquaria. Tuttavia, il primo segno di un interesse pubblico intorno alle antichit\u00e0 di Massaciuccoli si data al 1819 per volont\u00e0 di Maria Luisa di Borbone.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione delle Istituzioni, al pi\u00f9 alto livello, si ripeter\u00e0 ancora nel XX secolo all&#8217;inizio degli anni Venti, con l&#8217;esplorazione intrapresa dalla Soprintendenza (allora alle Antichit\u00e0 dell&#8217;Etruria) nel piazzale su cui sorge la Pieve di San Lorenzo e nella terrazza sottostante, tra i muri eccezionalmente monumentali delle \u201cTerme\u201d. Negli anni Trenta, uno scavo d&#8217;emergenza lungo via Pietra a Padule, rinviene il settore occidentale di un altro complesso, con balneum e mosaici, interpretato come parte di una villa romana.<\/p>\n<p>\u00c8 il Comune di Massarosa che negli anni 2000 si fa promotore del prosieguo dei lavori. Nel 2004 le indagini preventive alla costruzione di un nuovo Museo sul sito della Scuola elementare gi\u00e0 dismessa, posta su un alto terrazzo a monte di via Pietra a Padule, mettono in evidenza l&#8217;estensione dell&#8217;area occupata da strutture di epoca romana e determinano un mutamento di rotta. Si sceglie di musealizzare il complesso a valle della via Pietra a Padule sotto un Padiglione costruito nel 2007. Nel frattempo, il sito destinato a Museo si trasforma in un cantiere finalizzato all&#8217;esplorazione dell&#8217;area dove i sondaggi preventivi (2006) restituiscono sicuri indizi della parte nord\u2010orientale dello stesso complesso edilizio scoperto negli anni Trenta. Successivamente, gli studi che affrontano l&#8217;interpretazione delle \u201cTerme\u201d sulla collina e della \u201cVilla\u201d ai suoi piedi rivoluzionano le letture precedenti e rivelano relazioni a vari livelli tra i due complessi: con questi presupposti vengono avviate le indagini del 2006\u20102009 e quella del 2011-2012. Obiettivo di queste ultime campagne \u00e8 stato ricostruire gli avvenimenti, dalla costruzione dell&#8217;impianto fino al suo completo abbandono, scandendone cronologicamente i momenti salienti, cercare di ridisegnare gli spazi che caratterizzavano l&#8217;edificio e comprenderne le funzione.<\/p>\n<p>Massaciuccoli preromana<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rimane del periodo pi\u00f9 antico attestato nell&#8217;area di scavo sono resti di strutture irregolari e ormai difficilmente leggibili, che assieme ai pochi frammenti ceramici rinvenuti permettono di collocare il primo periodo di utilizzo in un generico momento compreso tra il VII e il IV secolo a.C. Nonostante l&#8217;assenza di elementi certi, la storia del sito di Massaciuccoli comincia con strutture, probabilmente capanne, costruite in materiali deperibili quali terra, paglia e legno collocate sopra ad un deposito privo di ulteriori tracce antropiche. In un momento successivo, anch&#8217;esso di difficile interpretazione, sui resti di parte delle fondazioni delle strutture appena descritte si costruisce un edificio in pietra con andamento curvilineo, identificata in struttura abitativa o difensiva, ma tali ipotesi sono ancora aperte nell&#8217;attesa che emergano nuovi dati.<br \/>\nMassaciuccoli romana<\/p>\n<p>Le prime tracce dell&#8217;occupazione di epoca romana corrispondono ai resti di un edificio in muratura databile attorno al I secolo a.C., localizzato nel settore nord-orientale dell&#8217;area di scavo. Le strutture rinvenute sono riferibili ad un edificio con un unico vano, forse un rustico isolato oppure parte di un edificio pi\u00f9 ampio che si estendeva a nord, oltre il limite dell&#8217;area di scavo. Questo rimane in uso fino agli inizi del I secolo d.C. quando si procede alla riorganizzazione dell&#8217;area attraverso l&#8217;impianto di un esteso complesso rustico connesso allo sfruttamento agricolo.<\/p>\n<p>L&#8217;\u00e9quipe di archeologi ha messo in luce una struttura pi\u00f9 complessa: ai resti monumentali della villa dell&#8217;otium dei Venulei si aggiungono anche resti di strutture produttive. Si vengono cos\u00ec a delineare due aspetti importanti della vita: l\u2019otium e il negotium. L&#8217;area archeologica \u201cMassaciuccoli romana\u201d si divide quindi in due complessi principali: in alto sulla collina i resti monumentali della villa dell&#8217;otium con le terme; in basso, diviso in due sezioni dalla strada moderna, l&#8217;\u201cedificio con mosaico\u201d. Bench\u00e9 manchino elementi per risalire alla data di costruzione, non si esclude la contemporaneit\u00e0 dei complessi e si ipotizza una funzione \u201cdi servizio\u201d dell&#8217;edificio in basso rispetto a quello sulla collina. Con le ultime ricerche si \u00e8 riusciti a restituire il complesso nella sua diacronia, ovvero nella sequenza di momenti che vedono la nascita, lo sviluppo, le trasformazioni, il declino e il riuso, fino al seppellimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonte Wikipedia]<\/em><\/p>\n","modified":"2019-11-12T17:32:44","color":"#81d742","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2538-001.jpg","id":1886,"caption":"Massaciuccoli romana"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2539-002.jpg","id":1892,"caption":"Massaciuccoli romana-2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2544-006.jpg","id":1890,"caption":"Massaciuccoli osservatorio"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/P3150014-768x503.jpg","id":1888,"caption":"Massaciuccoli Canoa"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/IMG_2539-002-300x225.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[248]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.massaciuccoliromana.org"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3850","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3850&action=edit","translations":{"en":{"id":3853,"name":"Roman Massaciuccoli","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/roman-massaciuccoli\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3853","description":"<p>Considering also the mild climate, the beauty of the landscape with the close green mountains, the lake district with 260 different species of birds and the sea in the distance, it is not difficult to understand the reason why a roman family decided to build its holidays residence here.<br \/>\nView of the mountains from the lake<\/p>\n<p>At the archaeological site of Massaciuccoli Romana you can admire the rest of a roman villa, the rest of a building with a fabulous mosaic and the job of the archaeologists in the dig. I discovered this site only few months ago and it surprised me: it\u2019s small but nice with many events organized by the people of the archaelogical group.<br \/>\nThe attractions of the archaeological site of Massaciuccoli Romana<br \/>\nVenulei Villa Massaciuccoli Romana<\/p>\n<p>The Venulei Villa<\/p>\n<p>The Venulei were one of the most important and rich family of Pisa. They made their economic fortune owning and managing several Furnaces to produce bricks. Moreover, they decided to build in Massaciuccoli, in the first century, their magnificent holiday residence where to laze and rest.<br \/>\nView of the lake from the villa<\/p>\n<p>The Villa was built on the top of the hill overlooking the lake. From the terrace of the church of San Lorenzo, you can admire the rest of the thermarium and other areas of relax and feasting on the terrace below. Unfortunately, we cannot see rests of the residence because the church was built over them.<br \/>\nthe mosaic Massaciuccoli Romana<\/p>\n<p>The building with the mosaic.<\/p>\n<p>At the feet of the hills, there is the building with the mosaic. Previously it was considered as a villa, but then it has been considered as lodging house with a small thermal bath and several resting rooms facing the interior gardens.<\/p>\n<p>Here there is the restored mosaic in white and black tiles representing fantasy creatures and several finds and marble sculptures found in the archaeological site.<\/p>\n<p>The archaeological dig.<\/p>\n<p>Ten new rooms were revealed after a deep excavation. The entrance under a brand new huge structure is free and you have the chance to see the archaeologists at work.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/massaciuccoli-romana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.360170799999992,43.8365574]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3843,"name":"Centro visitatori Massaciuccoli","description":"<p>La \u201cRiserva Naturale del Chiarone\u201d fu istituita nel 1979 con la nascita del Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Nel 1985 fu affidata alla Lega Italiana Protezione Uccelli \u2013 BirdLife Italia, cos\u00ec nacque l\u2019Oasi LIPU Massaciuccoli.<\/p>\n<p>Le prime attivit\u00e0 dell\u2019Oasi si concentrarono sull\u2019educazione ambientale (rivolta ai visitatori ed alle scolaresche), sulla sensibilizzazione della popolazione locale ed in piccola parte, a causa delle scarse risorse economiche, alla gestione ambientale.<\/p>\n<p>Grazie ai risultati ottenuti e dall\u2019impegno dei volontari che allora frequentavano l\u2019Oasi, a partire dal 1998 fu istituita una vera e propria convenzione con l\u2019Ente Parco.<\/p>\n<p>Da allora le attivit\u00e0 svolte e i progetti realizzati sono tanti, innumerevoli. I risultati ottenuti ci spingono a continuare su questa strada, basti dire che ogni anno visitano l\u2019Oasi oltre 30.000 persone, oltre 200 tra bambini e ragazzi partecipano alle attivit\u00e0 estive, circa 200 classi scolastiche vengono a visitare la Riserva Naturale. I risultati pi\u00f9 soddisfacenti sono di certo quelli che otteniamo attraverso la gestione ambientale e che monitoriamo attraverso le ricerche scientifiche, come la nidificazione o lo svernamento di alcune specie avifaunistiche rare, la conservazione degli habitat peculiari della riserva e l\u2019aumento della presenza di alcune specie floristiche molto rare.<\/p>\n<p>In questo campo c\u2019\u00e8 ancora molto da lavorare, gli elementi di criticit\u00e0 sono ancora tanti e interessano non solo la nostra Riserva, ma tutto il Lago di Massaciuccoli; gravi fenomeni di eutrofizzazione che inquinano le acque, aumento di salinit\u00e0, presenza massiccia di specie alloctone invasive, attivit\u00e0 venatoria illegale, sono solo alcuni dei problemi ancora oggi presenti.<\/p>\n","modified":"2019-11-12T17:12:50","color":"#dd9933","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/bandieroneLIPU-768x521.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[246]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.oasilipumassaciuccoli.org\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3843","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3843&action=edit","translations":{"en":{"id":3847,"name":"Visitor Center Massaciuccoli","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/visitor-center-massaciuccoli\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3847","description":"<p>Lake Massaciuccoli surface area is 6.9 km\u00b2. It is located mainly in the municipality of Massarosa and partly in Torre del Lago, a civil parish of Viareggio. It is one of the largest remaining fragments of the large swamps and marshes that once covered entirely the coastal plain of Versilia. The lake was known in ancient times as the Fossis Papirianis, a name used in the Tabula Peutingeriana. The composer Giacomo Puccini lived nearby and frequently hunted around the lake; the nearby village of Torre del Lago is sometimes mentioned with suffix &#8220;Puccini&#8221; in his honour.<\/p>\n<p>The lake is home to the large extent of<em> Cladium mariscus<\/em> in Italy. However, vegetation and wildlife have shrunken substantially since the 20th century, due to eutrophication and expansion of Louisianan Crayfish, which are now disappearing from the lake because of predatory birds.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/centro-visitatori-massaciuccoli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"0584 975567","contact:email":"oasi.massaciuccoli@lipu.it","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.356545448303223,43.83635319861165]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3835,"name":"Piazza dei Miracoli","description":"<p>A differenza di altre citt\u00e0, il Duomo non sorge nel mezzo del centro storico, ma in una zona decentrata, pi\u00f9 precisamente l&#8217;angolo nord-ovest. Tale scelta deriva sia dall&#8217;espansione della vecchia citt\u00e0 altomedioevale, molto pi\u00f9 piccola e quindi come segno di potere, sia perch\u00e9 vicino all&#8217;arcivescovado e costruito sopra una precedente chiesa sempre intitolata a Santa Maria. Il mantenimento, insieme a quello del complesso monumentale, \u00e8 affidato fin dai tempi della sua costruzione all&#8217;Opera della Primaziale Pisana. I monumenti della piazza secondo alcuni sono disposti secondo lo schema della Bilancia zodiacale di cui la Torre \u00e8 il fulcro<\/p>\n<p>La piazza \u00e8 pedonalizzata ed \u00e8 ricoperta da un grande prato. Assunse l&#8217;aspetto definitivo solo nel XIX secolo, soprattutto ad opera dell&#8217;architetto Alessandro Gherardesca, che demol\u00ec alcune costruzioni preesistenti, innalz\u00f2 la nuova residenza capitolare (abbattuta nel 1863) e si interess\u00f2 al restauro dei celebri monumenti.<br \/>\nLe edificazioni nella piazza non nascono nel medioevo. Sappiamo infatti che fu utilizzata gi\u00e0 dal periodo etrusco e sicuramente in quello romano[3]. Infatti l&#8217;Ozzeri scorreva a ridosso della parte nord, mentre ad est si trovava un porto fluviale. L&#8217;intera area era un declivio verso, appunto, l&#8217;area portuale. Di epoca romana sono state ritrovate le fondamenta e parti di mosaico pavimentale di due domus nell&#8217;area tra la Cattedrale e il Campo Santo.[3] Successivamente la piazza si trasforma dall&#8217;uso civile a quello sacro, probabilmente con la caduta dell&#8217;Impero romano d&#8217;Occidente e la contrazione della civitas. \u00c8 forse in questo periodo che il terreno viene approssimativamente appianato. Al periodo longobardo risalgono numerose sepolture su tutto il piazzale.<\/p>\n<p>In epoca altomedioevale fu edificata una chiesa, intorno al X secolo, che si suppone fosse intitolata a Santa Maria. Tale chiesa era dotata di un battistero a s\u00e9 stante. Recenti scavi archeologici hanno mostrato come tale chiesa effettivamente sia esistita, ma mai completata. Un edificio di forma ottagonale le cui fondamenta si conservano all&#8217;interno del chiostro del Campo Santo, che era ritenuto essere il battistero di questa prima cattedrale \u00e8 stato invece fatto risalire al XIV secolo e quindi facente parte del Campo Santo stesso in una delle sue differenti fasi di costruzione.<\/p>\n<p>La piazza per come la conosciamo inizia ad avere forma nel 1063 (1064 secondo il calendario in stile pisano vigente all&#8217;epoca) quando viene fondato il nuovo duomo della citt\u00e0 intitolato a Santa Maria Maggiore. Tale opera fu finanziata grazie all&#8217;impresa militare pisana in Sicilia, ai danni dei musulmani, guidata da Giovanni Orlandi appartenente alla famiglia Orlandi. All&#8217;epoca la zona rimaneva al di fuori delle mura per le quali era previsto un ampliamento realizzato poi nel 1156 dal console Cocco Griffi. Tre anni prima delle mura inizia anche la costruzione del nuovo Battistero, stavolta posto di fronte alla chiesa e con un diametro pari alla larghezza della facciata del duomo. La porta d&#8217;accesso delle mura \u00e8 la Porta del Leone, che si configura come uno dei principali punti d&#8217;accesso alla citt\u00e0.<\/p>\n<p>Tale porta \u00e8 aperta nell&#8217;angolo nord ovest della piazza in una piccola area maggiormente fortificata e protetta da tre torri: Santa Maria, del Leone e di Catallo. Nel 1173 si inizia la costruzione del campanile. Verso la fine di questo secolo si inizia anche la costruzione della residenza dei canonici a sud del campanile, chiudendo cos\u00ec la piazza sul lato est. La piazza viene poi delimitata a sud dall&#8217;edificio dello Spedale Nuovo di Santo Spirito (occupato adesso dal museo delle sinopie) nel 1257 ed a nord, a ridosso delle mura, dal Campo Santo (1277).<\/p>\n<p>La disposizione dei tre principali edifici, le loro relazioni spaziali, la particolare configurazione e volumetria del Battistero sono oggetto di studio interdisciplinare, fra architettura, geometria, teologia<\/p>\n<p>Il volto della piazza cambia profondamente durante il dominio mediceo della citt\u00e0: la Porta del Leone viene chiusa per sempre e l&#8217;area davanti a tale accesso viene concessa alla comunit\u00e0 ebraica per il loro cimitero; viene aperta una nuova porta chiamata, per l&#8217;appunto, Porta Nuova sul lato ovest della piazza lungo la strada davanti all&#8217;ospedale. Quest&#8217;ultimo viene totalmente modificato in stile fiorentino, perdendo ogni connotazione gotica originale.<\/p>\n<p>Durante tutto il periodo mediceo e lorenese furono edificati diversi edifici negli spazi liberi: venne costruito un altro edificio dei canonici a nord del campanile e quello a sud venne ampliato con la chiesa di San Ranierino e la casa dei Battezieri; il campanile stesso fu circondato da un muretto di collegamento tra i due edifici vicini; a ovest del Battistero vi era la casa dell&#8217;ortolano e il recinto del suo orto; sempre ad ovest, adiacente alle mura, c&#8217;era la Dogana, essa pure con il suo piccolo orto; a nord, tra il Campo Santo e la porta del Leone vi era la casa del becchino. Altri piccoli edifici sorgevano poi nell&#8217;area a sud della Cattedrale.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;intervento di Alessandro Gherardesca, che contribu\u00ec alla formazione della piazza per come si presenta oggi, alla fine del XIX secolo si decise un ripristino alle presunte condizioni originali: pian piano vennero abbattuti tutti gli edifici sorti durante il dominio mediceo-lorenese dando cos\u00ec respiro alla piazza.<br \/>\nLe ultime modifiche che vi sono state apportate si hanno solo all&#8217;inizio del XX secolo durante l&#8217;epoca fascista con il monumento alla Lupa di Roma nel pratino a nord del campanile, i diciassette cipressi piantati lungo l&#8217;estremit\u00e0 est della piazza in memoria di altrettanti militanti fascisti deceduti e l&#8217;apertura di due portelli ai fianchi di Porta Nuova. La colonna che sorregge la lupa proveniva dalla vicina cisterna demolita nel secolo precedente.<\/p>\n<p>Fra il 1912 e il 1952 la piazza fu interessata dalla presenza dei binari e di una fermata dedicata della rete tranviaria di Pisa.<\/p>\n<p>Nel 2007 fu affidato, in conclusione ad una gara internazionale svoltasi in due fasi, a David Chipperfield il pi\u00f9 importante progetto dei 19 contenuti all&#8217;interno del PIUSS, riguardante l&#8217;area adiacente dell&#8217;ospedale Santa Chiara . La realizzazione era prevista entro il 2015 ma a causa dei ritardi del trasferimento di tutte le funzioni dell&#8217;ospedale presente verso quello di Cisanello al 2018 non \u00e8 ancora iniziato ancora alcun lavoro.<\/p>\n<p>La disposizione dei monumenti, sebbene edificati in diverse epoche, non \u00e8 casuale: essi fanno parte di uno stesso progetto che includeva fin dall&#8217;inizio la chiesa, il battistero e il campanile secondo uno schema ben preciso. Quale esso fosse \u00e8 ancora oggetto di studi: alcuni ci ritrovano costellazioni (la Bilancia)[1], altri invece riferimenti alla latitudine e longitudine. Diversamente invece Campo Santo e Spedale di Santo Spirito che furono costruiti come &#8220;cornice&#8221; alla piazza per assolvere ad alcuni obblighi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cuore del complesso \u00e8 la Primaziale. Fondata nel 1063 e dedicata a Santa Maria Assunta, ma inizialmente nota come Santa Maria Maggiore, \u00e8 una chiesa a cinque navate col transetto a tre navate: architettonicamente \u00e8 composta da tre basiliche (corpo centrale e i due transetti). Non \u00e8 consacrata come basilica (l&#8217;unica basilica di Pisa \u00e8 San Piero a Grado). Essa \u00e8 anche il Duomo di Pisa, essendone la chiesa principale e sede arcivescovile, quindi una Cattedrale. Nel caso particolare di Pisa, essendo stato conferito il titolo di Primate di Corsica e Sardegna all&#8217;arcivescovo Daiberto da Papa Urbano II nel 1092, il Duomo di Pisa \u00e8 una Primaziale. Tale onorificenza rimane oggi soltanto formale.<\/p>\n<p>Cominciata nel 1063 dall&#8217;architetto Buscheto, ha dato origine al distintivo stile Romanico pisano. La ricchissima decorazione comprende marmi multicolori, mosaici (importantissimo quello del catino absidale, eseguito da varie maestranze fra cui Cimabue) e numerosi oggetti di bronzo provenienti dal bottino di guerra, fra cui il Grifone utilizzato come acroterio est del tetto. Gli archi a profilo acuto fanno riferimento ad influenze musulmane e del meridione d&#8217;Italia, soprattutto la seconda Abbazia di Montecassino.<\/p>\n<p>Le porte sulla facciata in bronzo massiccio furono fuse da vari artisti riconducibili alla scuola di Fra Domenico Portigiani nel XVII secolo. Esse vengono a sostituire le originali porte distrutte dall&#8217;incendio che devast\u00f2 gran parte dell&#8217;interno della chiesa nel 1595. L&#8217;unica porta originale salvatasi \u00e8 la cosiddetta Porta di San Ranieri, situata di fronte al campanile: essa venne fusa intorno al 1180 da Bonanno Pisano.<\/p>\n<p>L&#8217;interno \u00e8 rivestito di marmi bianchi e neri, ha un soffitto a cassettoni dorati e alcuni affreschi. Fu ampiamente ridecorato dopo l&#8217;incendio del 1595, che distrusse la maggior parte delle opere medievali; furono aggiunti allora gli altari laterali e i grandi dipinti lungo le pareti delle navate laterali.<\/p>\n<p>L&#8217;impressionante mosaico absidale del 1302, del Cristo in Maest\u00e0, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista, generalmente attribuito a Cimabue (ma che fu autore solo del San Giovanni), sopravvisse comunque all&#8217;incendio. La cupola in legno strutturale, all&#8217;intersezione della navata e del transetto, dall&#8217;inusitato profilo ellittico, fu decorata da Riminaldi con l&#8217;Assunzione della Vergine. La leggenda vuole che Galileo abbia formulato la sua teoria sull&#8217;isocronismo del pendolo guardando l&#8217;oscillazione del lampadario per incenso che scendeva dal soffitto della navata. Il lampadario presente tutt&#8217;oggi, noto come Lampada di Galileo, non \u00e8 quello che vide all&#8217;epoca lo scienziato, ma risale a qualche anno dopo. L&#8217;originale lampada, molto pi\u00f9 piccola e semplice (e che quindi poteva oscillare col vento), \u00e8 oggi presente nel Campo Santo all&#8217;interno della cappella Aulla. Le impressionanti colonne granitiche in stile corinzio fra la navata e l&#8217;abside provengono dalla moschea di Palermo, bottino della battaglia nella Cala dai Pisani nel 1063.<\/p>\n<p>Il pergamo, capolavoro di Giovanni Pisano (1302-1310), sopravvissuto all&#8217;incendio, fu per\u00f2 smontato durante i lavori di restauro e non fu rimontato fino al 1926. Mostra nove scene del Nuovo Testamento, in formelle convesse, e si articola con grande libert\u00e0 nello spazio, costituendo un progresso formale notevolissimo rispetto ai pergami di Siena e del Battistero di Pisa, opera di Nicola Pisano, padre di Giovanni. Non essendoci documentazione di come fosse il pergamo prima dello smantellamento, esso \u00e8 stato ricostruito in una posizione diversa da quella originaria e, sicuramente, con le parti non nello stesso ordine e orientamento di come era stato pensato. \u00c8 assai probabile che la sua posizione originaria fosse vicino l&#8217;altare maggiore, addossato al coro, anch&#8217;esso sparito durante le ristrutturazioni. Quest&#8217;ultimo si trovava nella zona sotto alla cupola e il cui pavimento, in mosaico cosmatesco si \u00e8 conservato ai nostri giorni. Tale coro doveva assomigliare a quello della Basilica di San Clemente a Roma. Altri frammenti di pavimentazione cosmatesca si trovano sotto i marmi seicenteschi, nel particolare nella cappella della Madonna di Sotto gli Organi.<\/p>\n<p>Parte integrante della Cattedrale erano i sarcofagi di epoca romana riutilizzati come sepolture di nobili ed eroi il primo, e pi\u00f9 bello, dei quali era quello utilizzato per la sepoltura di Beatrice di Lotaringia madre di Matilde di Canossa, morta nel 1076. I sarcofagi furono tutti traslati tra il XVIII e il XIX secolo in Campo Santo con l&#8217;eccezione di quello di Buscheto, tuttora presente in facciata.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio, come la torre campanaria, \u00e8 sprofondato percettibilmente nel suolo, e alcuni dissesti nella costruzione sono ben visibili, come le differenze di livello tra la navata di Buscheto e il prolungamento ad opera di Rainaldo (le campate verso ovest e la facciata).<\/p>\n<p>Battistero<\/p>\n<p>Il Battistero, dedicato a San Giovanni Battista, s&#8217;innalza di fronte alla facciata ovest del Duomo. L&#8217;edificio fu iniziato a met\u00e0 del XII secolo: &#8220;1153 Mense Augusti fundata fuit haec&#8230;&#8221; (Nel mese di agosto 1153 fu fondata&#8230;). Sostituisce un precedente battistero, pi\u00f9 piccolo, che si trovava a nord della Cattedrale. Fu costruito inizialmente in stile romanico da Diotisalvi e nella struttura originaria, voleva essere un misto tra l&#8217;Anastasis del Santo Sepolcro in Gerusalemme e la Moschea d&#8217;Omar, sempre in Gerusalemme e ritenuta all&#8217;epoca il Tempio di Salomone.<\/p>\n<p>Presenta una curiosa cupola troncoconica, come quella della chiesa degli Ospitalieri a Pisa, che copre solo il giro interno di pilastri (la tecnica costruttiva per una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni, come a Firenze, era quasi ignota): originariamente la parte superiore era aperta lasciando un osculo, ma a differenza del Pantheon, da cui entrava la pioggia per andare a riempire la fonte battesimale, qui era solo simbolico, dato che il fonte \u00e8 privo di scarichi per l&#8217;acqua.<\/p>\n<p>In epoca posteriore la cupola fu mascherata da un&#8217;altra calotta emisferica e l&#8217;osculo fu chiuso. Rimase incompiuto fino al XIV secolo, quando la loggia, il piano superiore e la cupola furono terminati in stile gotico da Nicola Pisano e il figlio Giovanni, modificando quindi il progetto di Diotisalvi. La struttura \u00e8 fortemente simbolica, infatti al suo interno presenta: 12 colonne come il numero degli apostoli; una fonte battesimale a 8 lati, numero che indica il giorno non creato, posta su 3 scalini, a simbolo del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. \u00c8 il pi\u00f9 grande battistero in Italia: la sua circonferenza misura 107.25 m.<\/p>\n<p>L&#8217;interno, sorprendentemente semplice e privo di decorazioni, ha inoltre una eccezionale acustica (\u00e8 famoso in tutto il mondo l&#8217;eco che si forma e che ricorda il suono dell&#8217;organo). Spicca il pulpito, scolpito fra il 1255 e il 1260 da Nicola Pisano. Le scene sul pulpito e specialmente la figura dell&#8217;Ercole nudo e di Marina (nel bassorilievo con i 3 magi) mostrano bene come l&#8217;influsso classico rendesse Nicola un precursore del Rinascimento.<\/p>\n<p>Campanile<br \/>\nIl campanile<br \/>\nMagnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Torre di Pisa.<\/p>\n<p>La Torre di Pisa \u00e8 la pi\u00f9 famosa torre pendente del mondo, nonch\u00e9 un monumento universalmente noto. Iniziata nel 1173, cominci\u00f2 a inclinarsi sul lato prima che fosse completato il terzo ordine (1274), per via del suolo di limo sabbioso sul quale poggiano le fondazioni poco profonde, di solo tre metri. La costruzione continu\u00f2 comunque fino al completamento nel 1350, quando fu ultimata la cella campanaria e vi furono poste le sette campane, essendo la torre il campanile della cattedrale. Sei degli otto piani sono circondati da una loggetta con archi a tutto sesto, che riprendono il motivo della facciata della cattedrale. L&#8217;altezza \u00e8 di circa 56 metri (nella parte di contropendenza), la pendenza di circa cinque metri rispetto alla verticale nel punto pi\u00f9 alto. In seguito ai restauri della fine del Novecento, che ne hanno assestato la pendenza, \u00e8 stata riaperta al pubblico, seppure con un accesso limitato e controllato.<\/p>\n<p>Non si conoscono con esattezza i vari architetti che hanno lavorato al campanile. Per anni era stato attribuita a Bonanno Pisano, negli stessi anni autore delle porte bronzee del Duomo, ma studi recenti confutano questa ipotesi e la attribuiscono piuttosto a Diotisalvi, gi\u00e0 autore del Battistero. Pare altres\u00ec che la cella campanaria sia stata opera di Giovanni Pisano nelle vesti, stavolta, di capomastro dell&#8217;Opera.<br \/>\nCampo Santo<br \/>\nMagnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Camposanto monumentale di Pisa.<br \/>\nCampo Santo<\/p>\n<p>Il Campo Santo, noto anche come Camposanto monumentale o Camposanto vecchio, si trova al limite nord della Piazza. Si tratta essenzialmente di un cimitero cinto da mura. Si dice, secondo uno schema di leggenda di fondazione tipica di altri edifici simili in tutta Europa, che il Campo Santo sia nato intorno ad uno strato di terra portato dalla Terrasanta via nave dopo la Terza Crociata dall&#8217;arcivescovo Ubaldo Lanfranchi nel XII secolo.<\/p>\n<p>La sua struttura, iniziata nel 1278 da Giovanni di Simone, \u00e8 quella di un chiostro oblungo in stile gotico fiorito, che per\u00f2 non fu completato fino al 1464, a causa della crisi provocata della sconfitta pisana nella battaglia della Meloria avvenuta nel 1284. Il muro esterno \u00e8 composto di 43 archi ciechi con due porte.<\/p>\n<p>I muri erano una volta affrescati: il primo affresco fu eseguito nel 1360, l&#8217;ultimo circa tre secoli pi\u00f9 tardi. Le Storie dell&#8217;Antico testamento di Benozzo Gozzoli (XV secolo) si trovavano nella galleria nord, mentre quella sud era famosa per le Storie della Genesi di Piero di Puccio (fine del XV secolo). L&#8217;affresco pi\u00f9 interessante \u00e8 il realistico Trionfo della Morte, opera di Buonamico Buffalmacco.<\/p>\n<p>Il 27 luglio 1944 una scheggia di bomba alleata provoc\u00f2 un inizio di incendio il quale, non potendo essere spento rapidamente a causa delle cisterne sotto vigilanza militare, fece scaturire un vero e proprio incendio che bruci\u00f2 le travi in legno del tetto del Campo Santo il quale collass\u00f2 arrecando ingenti danni alle opere custodite. Il piombo della copertura del tetto, fuso dal calore, danneggi\u00f2 gli affreschi in modo gravissimo. Dal 1945 ad oggi sono ancora in corso lavori di restauro, che fra l&#8217;altro hanno portato al recupero delle preziose sinopie oggi esposte nel Museo delle Sinopie, situato nell&#8217;antico ospedale del XIII secolo a sud della piazza.<br \/>\nAltri edifici<\/p>\n<p>Il complesso monumentale della piazza comprende altri tre edifici di particolare importanza.<\/p>\n<p>L&#8217;ex-Spedale di Santo Spirito, edificato probabilmente sotto la direzione di Giovanni di Simone nel 1257 fu voluto da papa Alessandro. La struttura rettangolare fu creata per chiudere a sud la piazza. Pesantemente modificato negli anni, soprattutto durante il periodo di dominazione medicea, durante il quale vennero a perdersi le connotazioni gotiche, \u00e8 arrivato fino a noi come parte dell&#8217;attuale ospedale di Santa Chiara. Alcune aree dell&#8217;antico ospedale sono state date in gestione a terzi: una parte per anni \u00e8 stata utilizzata da un istituto di credito locale, mentre un&#8217;altra, quella centrale, fu restaurata e parzialmente ripristinata nella sua forma originale per accogliere il Museo delle sinopie (1979). Internamente sono ancora visibili le pareti dipinte a righe orizzontali bianche e nere, richiamando i marmi degli edifici sacri in romanico pisano, e le nicchie al pian terreno. La struttura superiore, che all&#8217;epoca dell&#8217;ospedale era in legno e serviva ai medici per assistere a distanza i malati di peste, chiaramente non esiste pi\u00f9. Del soffitto pre-restauri \u00e8 rimasto solo un piccolo pezzo, il resto fu rifatto in stile moderno.<\/p>\n<p>L&#8217;edificio che chiude la piazza ad est ha una storia molto complessa. Nato come residenza dei canonici del Duomo nel XII secolo conserva ben poco di questo periodo, essenzialmente una struttura a torre che oggi fa parte dell&#8217;angolo sud-est dell&#8217;edificio stesso e che reca nella sua pianta bassa delle volte affrescate con Ges\u00f9 Cristo e i simboli degli evangelisti. Varie furono le modifiche e le espansioni fatte negli anni, tra le quali l&#8217;aggiunta della chiesetta di San Ranierino (poi demolita nel XIX secolo) e, nel XVII secolo, la trasformazione dell&#8217;edificio in seminario diocesano. Nel 1784, col trasferimento del seminario, il palazzo pass\u00f2 a mani private diventando un&#8217;accademia di belle arti. Nel 1887 infine l&#8217;edificio torn\u00f2 ad una gestione religiosa divenendo un convento di suore di clausura. Infine, nel 1989, il palazzo fu acquistato dall&#8217;Opera del Duomo per trasformarlo definitivamente in museo, in modo da poter raccogliere le opere d&#8217;arte che fino ad allora erano custodite nei magazzini della fabbriceria.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo edificio di interesse si trova nel lato nord-est lungo le mura, a continuazione del Campo Santo, e si tratta del Palazzo dell&#8217;Opera del Duomo. Tale edificio, anch&#8217;esso molto modificato nei secoli, conserva parti antiche unite a moderne. Con lo spostamento degli uffici amministrativi e del Capitolo della Primaziale, dal 2014 parte del primo piano \u00e8 diventata visitabile e viene utilizzata per mostre temporanee. Nell&#8217;ingresso principale \u00e8 possibile vedere una pianta del complesso datata 1917 assieme ad alcune foto d&#8217;epoca. Altre parti visitabili sono nella libreria e nella biglietteria dove risultano ancora visibili parti di affreschi o bozzetti sulle pareti e qualche bassorilievo, oltre alla struttura muraria originaria.<\/p>\n","modified":"2019-11-12T14:42:31","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Bici-Pisa-e1510312161527-300x276.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3835","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3835&action=edit","translations":{"en":{"id":3837,"name":"Miracles' square","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/miracles-square\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3837","description":"<p>Cathedral<\/p>\n<p>The heart of the Piazza del Duomo is the Duomo, the medieval cathedral of the Archdiocese of Pisa, dedicated to Santa Maria Assunta (St. Mary of the Assumption). The cathedral has two aisles on either side of the nave. The transept consists of three aisles. The church is known also as the Primatial, the archbishop of Pisa being a Primate since 1092.<\/p>\n<p>Its construction began in 1064 by the architect Buscheto. It set the model for the distinctive Pisan Romanesque style of architecture. The mosaics of the interior, as well as the pointed arches, show a strong Byzantine influence.<\/p>\n<p>The fa\u00e7ade, of grey marble and white stone set with discs of coloured marble, was built by a master named Rainaldo, as indicated by an inscription above the middle door: Rainaldus prudens operator.<\/p>\n<p>The massive bronze main doors were made in the workshops of Giambologna, replacing the original doors destroyed in a fire in 1595. The original central door was of bronze, made around 1180 by Bonanno Pisano, while the other two were probably of wood. However, worshippers have never used the fa\u00e7ade doors to enter, instead entering by way of the Porta di San Ranieri (St. Ranieri&#8217;s Door), in front of the Leaning Tower, built around 1180 by Bonanno Pisano.<br \/>\nPisa Cathedral with the Leaning Tower of Pisa<\/p>\n<p>Above the doors are four rows of open galleries with, on top, statues of Madonna with Child and, on the corners, the Four evangelists.<\/p>\n<p>Also in the fa\u00e7ade is found the tomb of Buscheto (on the left side) and an inscription about the foundation of the Cathedral and the victorious battle against the Saracens.<\/p>\n<p>At the east end of the exterior, high on a column rising from the gable, is a modern replica of the Pisa Griffin, the largest Islamic metal sculpture known, the original of which was placed there probably in the 11th or 12th century, and is now in the Cathedral Museum.<\/p>\n<p>The interior is faced with black and white marble and has a gilded ceiling and a frescoed dome. It was largely redecorated after a fire in 1595, which destroyed most of the Renaissance art works.<\/p>\n<p>The impressive mosaic of Christ in Majesty, in the apse, flanked by the Blessed Virgin and St. John the Evangelist, survived the fire. It evokes the mosaics in the church of Monreale, Sicily. Although it is said that the mosaic was done by Cimabue, only the head of St. John was done by the artist in 1302, his last work, since he died in Pisa the same year. The cupola, at the intersection of the nave and transept, was decorated by Riminaldi showing the assumption of the Blessed Virgin.<br \/>\nPisa Cathedral interior and Galileo&#8217;s Lamp<\/p>\n<p>Galileo is believed to have formulated his theory about the movement of a pendulum by watching the swinging of the incense lamp (not the present one) hanging from the ceiling of the nave. That lamp, smaller and simpler than the present one, is now kept in the Camposanto, in the Aulla chapel.<\/p>\n<p>The granite Corinthian columns between the nave and the aisle came originally from the mosque of Palermo, captured by the Pisans in 1063.<\/p>\n<p>The coffer ceiling of the nave was replaced after the fire of 1595. The present gold-decorated ceiling carries the coat of arms of the Medici.<\/p>\n<p>The elaborately carved pulpit (1302\u20131310), which also survived the fire, was made by Giovanni Pisano, a masterwork of medieval sculpture. Having been packed away during the redecoration, it was not rediscovered and restored until 1926. The pulpit is supported by plain columns (two of which are mounted on lion&#8217;s sculptures) on one side and by caryatids and a telamon on the other: the latter represent St. Michael, the Evangelists, the four cardinal virtues flanking the Church, and a bold, naturalistic depiction of a naked Hercules. A central plinth with the liberal arts supports the four theological virtues.<br \/>\nPulpit<\/p>\n<p>The present-day pulpit is a reconstruction of the original. It does not lie in its original position, which was nearer the main altar, and the columns and panels are not original. The original stairs (perhaps of marble) were lost.<\/p>\n<p>The upper part has nine narrative panels showing scenes from the New Testament, carved in white marble with a chiaroscuro effect and separated by figures of prophets: the Annunciation, the Massacre of the Innocents, the Nativity, Adoration of the Magi, the Flight into Egypt, the Crucifixion, and two panels of the Last Judgement.<\/p>\n<p>The church also contains the bones of St. Ranieri, Pisa&#8217;s patron saint, and the tomb of Holy Roman Emperor Henry VII, carved by Tino da Camaino in 1315. That tomb, originally in the apse just behind the main altar, was disassembled and moved many times over the centuries for political reasons. While the sarcophagus is still in the Cathedral, some of the statues were put in the Camposanto or in the top of the church&#8217;s fa\u00e7ade. The original statues are now in the Museum of the Opera del Duomo.<\/p>\n<p>Pope Gregory VIII was also buried in the cathedral. The fire of 1595 destroyed his tomb.<\/p>\n<p>The Cathedral has a prominent role in determining the beginning of the Pisan New Year. Between the tenth century and 1749, when the Tuscan calendar was reformed, Pisa used its own calendar, in which the first day of the year was March 25, the feast day of the Annunciation of Mary. Years were counted such that the Pisan New Year begins 9 months before the ordinary one. The exact moment is determined by a ray of sun that, through a window on the left side, falls on an egg-shaped marble, just above the pulpit by Giovanni Pisano; this occurs at noon.<\/p>\n<p>Some relics brought back during the Crusades can also be found in the Cathedral: alleged remains of three Saints (Abibo, Gamaliel, and Nicodemus), and a vase that is said to be one of the jars of Cana.<\/p>\n<p>The building, as have several in Pisa, has tilted slightly since its construction, though not nearly to the extent of the nearby Tower.<\/p>\n<p>Baptistery<\/p>\n<p>The Baptistery, dedicated to St. John the Baptist, stands opposite the west end of the Duomo. The round Romanesque building was begun in the mid 12th century: 1153 Mense August fundata fuit haec (&#8220;In the month of August 1153 was set up here&#8230;&#8221;). It was built in Romanesque style by an architect known as Diotisalvi (&#8220;God Save You&#8221;), who worked also in the church of the Holy Sepulchre in the city. His name is mentioned on a pillar inside, as Diotosalvi magister. the construction was not, however, finished until the 14th century, when the loggia, the top storey and the dome were added in Gothic style by Nicola Pisano and Giovanni Pisano.<\/p>\n<p>It is the largest baptistery in Italy, with a circumference measuring 107.25 m. Taking into account the statue of St. John the Baptist (attributed to Turino di Sano) atop the dome, it is even a few centimetres taller than the Leaning Tower.<\/p>\n<p>The portal, facing the fa\u00e7ade of the cathedral, is flanked by two classical columns, while the inner jambs are executed in the Byzantine style. The lintel is divided into two tiers, the lower one depicting several episodes in the life of St. John the Baptist, and the upper one showing Christ between the Madonna and St. John the Baptist, flanked by angels and the evangelists.<\/p>\n<p>The immensity of the interior is overwhelming, but it is surprisingly plain and lacking in decoration. It has notable acoustics also.<\/p>\n<p>The octagonal baptismal font at the centre dates from 1246 and was made by Guido Bigarelli da Como. The bronze sculpture of St. John the Baptist at the centre of the font is a remarkable work by Italo Griselli.<\/p>\n<p>The pulpit was sculpted between 1255-1260 by Nicola Pisano, father of Giovanni Pisano, the artist who produced the pulpit in the Duomo. The scenes on the pulpit, and especially the classical form of the naked Hercules, show at best Nicola Pisano&#8217;s abilities as the most important precursor of Italian renaissance sculpture by reinstating antique representations. Therefore, surveys of the Italian Renaissance usually begin with the year 1260, the year that Nicola Pisano dated this pulpit<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Campanile-<br \/>\nLeaning Tower of Pisa<\/p>\n<p>The campanile (bell tower), commonly known as the Leaning Tower of Pisa, is located behind the cathedral. The last of the three major buildings on the piazza to be built, construction of the bell tower began in 1173 and took place in three stages over the course of 177 years, with the bell-chamber only added in 1372. Five years after construction began, when the building had reached the third floor level, the weak subsoil and poor foundation led to the building sinking on its south side. The building was left for a century, which allowed the subsoil to stabilise itself and prevented the building from collapsing. In 1272, to adjust the lean of the building, when construction resumed, the upper floors were built with one side taller than the other. The seventh and final floor was added in 1319. By the time the building was completed, the lean was approximately 1 degree, or 80 cm (2.5 feet) from vertical. At its greatest, measured prior to 1990, the lean measured approximately 5.5 degrees. As at 2010, the lean was reduced to approximately 4 degrees.<\/p>\n<p>The tower stands approximately 60 m high, and was built to accommodate a total of seven main bells, cast to the musical scale:<\/p>\n<p>L&#8217;Assunta, cast in 1654 by Giovanni Pietro Orlandi, weight 3,620 kg (7,981 lb)<br \/>\nIl Crocifisso, cast in 1572 by Vincenzo Possenti, weight 2,462 kg (5,428 lb)<br \/>\nSan Ranieri, cast in 1719\u201321 by Giovanni Andrea Moreni, weight 1,448 kg (3,192 lb)<br \/>\nLa Terza, the first small bell, cast in 1473, weight 300 kg (661 lb)<br \/>\nLa Pasquereccia or La Giustizia, cast in 1262 by Lotteringo, weight 1,014 kg (2,235 lb)<br \/>\nIl Vespruccio, the second small bell, cast in the 14th century and again in 1501 by Nicola di Jacopo, weight 1,000 kg (2,205 lb)<br \/>\nDal Pozzo, cast in 1606 and again in 2004, weight 652 kg (1,437 lb)<\/p>\n<p>There are 296 steps leading to the top of the tower.<\/p>\n<p>Camposanto Monumentale<\/p>\n<p>The Camposanto Monumentale (Monumental Cemetery), also known as Campo Santo or Camposanto Vecchio (Old Cemetery), is located at the northern edge of the square. This walled cemetery is said to have been built around a shipload of sacred soil from Calvary, brought back to Pisa from the Fourth Crusade by Ubaldo de&#8217; Lanfranchi, the archbishop of Pisa in the 12th century. This is where the name Campo Santo (Holy Field) originates.<\/p>\n<p>The building itself dates from a century later and was erected over the earlier burial ground. The building of this huge, oblong Gothic cloister began in 1278 by the architect Giovanni di Simone. He died in 1284 when Pisa suffered a defeat in a naval battle of Meloria against the Genoans. The cemetery was only completed in 1464. The outer wall is composed of 43 blind arches. There are two doorways. The one on the right is crowned by a gracious Gothic tabernacle and contains the Virgin Mary with Child surrounded by four saints. It is the work from the second half of the 14th century by a follower of Giovanni Pisano. Most of the tombs are under the arcades, although a few are on the central lawn. The inner court is surrounded by elaborate round arches with slender mullions and plurilobed tracery.<\/p>\n<p>The Camposanto Monumentale once contained a large collection of Roman sculptures and sarcophagi, but now there are only 84 remaining. The walls were once covered in frescoes, the first were applied in 1360, the last about three centuries later. The Stories of the Old Testament by Benozzo Gozzoli (c. 15th century) were situated in the north gallery, while the south arcade was famous for the Stories of the Genesis by Piero di Puccio (c. late 15th century). The most remarkable fresco is The Triumph of Death, a realistic work by Buonamico Buffalmacco. On 27 July 1944, incendiary bombs dropped by Allied aircraft set the roof of the building on fire and covered them in molten lead, all but destroying them. Since 1945, restoration works have been going on and now the Campo Santo has been brought back to its original state.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ospedale Nuovo di Santo Spirito<\/p>\n<p>The Ospedale Nuovo di Santo Spirito (New Hospital of Holy Spirit) is located on the southeast corner of the square. Built in 1257 by Giovanni di Simone over a preexisting smaller hospital, the function of this hospital was to help pilgrims, poor, sick people, and abandoned children by providing a shelter. The name of the hospital was later changed to Ospedale della Misericordia (Hospital of Mercy) or di Santa Chiara (Sant Claire), which was the name of the small church included in the complex.<\/p>\n<p>The hospital exterior was constructed with brick walls with two-light windows in gothic style; the hospital interior was painted in two colours, black and white, to imitate the marble colours of the other buildings. In 1562, during the time when the Medici dominated the city, the hospital was restructured according to Florentine renaissance canons; all the doors and windows were modified with new rectangular ones encased in grey sandstone.<\/p>\n<p>Today, the building is no longer entirely a hospital. Since 1976, the middle part of the building contains the Sinopias Museum, where original drawings of the Campo Santo frescoes are kept.<\/p>\n<p>Palazzo dell&#8217;Opera<\/p>\n<p>The Opera Palace is a complex of houses in the north east[clarification needed] corner of the square. They have been built in different periods, with the main building dating back to at least the 14th century and the latest to the 19th century.<\/p>\n<p>Originally these houses belonged to the workmen of the cathedral complex: the tailor, the gardener, the bell ringers, etc., until the 19th century when the administration offices of the Opera della Primaziale were moved in. In the same years the chapter house was also moved inside the complex. In the course of time the complex was rearranged several times but the fa\u00e7ade of the main building still conserves its original aspect.<\/p>\n<p>In the first years of the 21st century the administration offices and the chapter moved again to a nearby palace close to the archbishopric. Only a few rooms on the ground floor are still used as offices for the surveillance and technical staff. After the move, the upper rooms were transformed in a platform for temporary exhibitions (2014). This is the first time people can actually visit those rooms.<\/p>\n<p>The most interesting rooms open to the public are the President room, the Deputation room, the chapel and the Chapter room. Among the closed ones are the &#8220;Loggetta&#8221; room (with frescoes by Agostino Ghirlanda), the &#8220;Scrittoio&#8221; room (with a fresco by Il Sodoma), the &#8220;Viola&#8221; room and the technical room<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/piazza-dei-miracoli\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.394424699999945,43.7226597]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3823,"name":"Marina di Pisa","description":"<p>Il territorio di Marina di Pisa \u00e8 nato da cambiamenti sia naturali che artificiali del letto del fiume Arno come il famoso taglio di Ferdinando II che spost\u00f2 la foce del fiume Arno nel 1606 dalla zona sud di Marina di Pisa dove attualmente si trova il bagno Foresta che un tempo si chiamava anche Arnovecchio o Arnino, in modo da non far insabbiare continuamente la foce a causa della poca velocit\u00e0 del fiume nell&#8217;ultimo tratto verso il mare.<br \/>\nSi strapp\u00f2 cos\u00ec all&#8217;Arno e alle paludi un territorio di circa due chilometri lungo il mare sul quale vennero costruite le prime case di Marina di Pisa verso la fine del XVIII secolo, il fortino della Finanza e Dogana che attualmente si affaccia sul porto turistico.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio del XIX secolo vennero costruite le prime case di tipo civile a Marina di Pisa ed una fattoria chiamata Arnovecchio di propriert\u00e0 della famiglia Apolloni che era proprietaria di tutti i terreni che arrivavano fino al mare.<br \/>\nGli apolloni vendettero al comune di Pisa buona parte di quei terreni che poi vennero soggetti a piano regolatore per la costruzione del nuovo paese.<\/p>\n<p>Venne costruito un primo stabilimento balneare e nei mesi estivi venivano organizzate gite in vaporetto per portare i nobili al mare nel parco naturale e nella nuova cittadina che stava nascendo.<br \/>\nIl comune di Pisa nel 1872 dette mandato all&#8217;Ingegner Corsani di elaborare un primo piano regolatore del paese di Marina, una griglia di case lungo il mare interrotte da tre piazze principali con una grossa lingua di litorale sabbioso ad ovest ed una pineta di macchia mediterranea molto profonda ad est.<\/p>\n<p>Nel 1885 nacque il primo negozio di alimentari ad opera di Sestilio Caprili,<\/p>\n<p>Grosso impulso allo sviluppo fu dato il 23 giugno del 1892, quando\u00a0 venne inaugurata la nuova ferrovia che collegava Pisa a Marina: il servizio era operato mediante una tranvia a vapore che, costruita come prolungamento della linea Pisa-Pontedera\/Calci, partendo da Pisa e scavalcando il bastione Stampace, il canale dei Navicelli e la ferrovia Genova-Pisa con un maestoso ponte ad arcate metalliche, raggiungeva il lungarno servendo San Giovanni al Gatano, San Piero a Grado, Bocca d&#8217;Arno e Marina di Pisa. La tranvia Pisa-Marina di Pisa cess\u00f2 il servizio nel 1932, in conseguenza dell&#8217;inaugurazione della ferrovia elettrica Pisa-Tirrenia-Livorno, a sua volta chiusa nel 1960, che proprio a San Piero a Grado possedeva una sua stazione.<\/p>\n<p>Nel 1896 venne terminata anche la chiesa di Santa Maria Assunta.<br \/>\nDa li in poi fu un vero e proprio susseguirsi di alberghi, pensioni, ristoranti e case fino agli anni venti del novecento, marina di Pisa era la nuova cittadina turistica e balneare della Toscana.<br \/>\nNel 1925 alla foce dell&#8217;Arno vennero costruiti i cantieri aeronavali (C.M.A.S.A.) che costruirono idrovolanti per l&#8217;esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, questa industria cambi\u00f2 l&#8217;economia di Marina trasformandola da localit\u00e0 turistica a localit\u00e0 industriale soffocando anche la valorizzazione del parco naturale e delle bellezze di questo territorio.<\/p>\n<p>Durante gli anni &#8217;30 del novecento tutti i nuovi borghesi si spostarono verso la nuova localit\u00e0 che stava nascendo sul litorale 5 chilometri pi\u00f9 a sud di Marina di Pisa, Tirrenia.<br \/>\nMarina di Pisa rimase in bilico tra la localit\u00e0 turistico-balneare e l&#8217;industria attraendo persone meno abbienti di quelle che l&#8217;avevano costruita e da molti pendolari di tutti i paesi vicini.<br \/>\nNel dopoguerra con l&#8217;abbandono dei cantieri industriali, c&#8217;\u00e8 stato un lento ritorno alla prima vocazione della cittadina, ovvero il turismo e la balneazione.<\/p>\n<p>Sono nati nuovi stabilimenti balneari, ristoranti e locali oltre che essere il paese delle seconde case al mare dei pisani, recentemente \u00e8 stato costruito uno splendido porto turistico al posto dei vecchi capannoni industriali alla foce del fiume Arno e stanno nascendo nuovi ristoranti e attrazioni proprio intorno al porto turistico di Marina di Pisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonti: Wikipedia, visitpisa.it ]<\/em><\/p>\n","modified":"2019-11-12T09:04:26","color":"#81d742","icon":" wm-icon-panorama-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Marina_di_Pisa_Italy_Aerial_View-768x521.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3823","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3823&action=edit","translations":{"en":{"id":3827,"name":"Marina di Pisa","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/marina-di-pisa\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3827","description":"<p>Behind the town are forested sections of the Parco Regionale San Rossore, Migliarino, e Massaciucoli. From Marina di Pisa, it is possible to see the islands of Corsica, Elba and Gorgona; and the mountains of the Apuan Alps, Apennines, and Monti Pisani above Pisa.<br \/>\nHistory<\/p>\n<p>Marina di Pisa was mostly built during the economic boom of the late 1800s, as a seaside resort. It was further developed in the 1930s. Many marine support industries developed at the mouth of the Arno river and in the area along its banks.<br \/>\nEconomy<\/p>\n<p>The German aviation company Dornier Flugzeugwerke based most of their production in the town from 1922 to 1932, after The Treaty of Versailles of 1919 banned construction of engine-powered aircraft in Germany. Here they built the &#8220;Wal&#8221; twin-engine flying boat. The huge &#8216;Savigliano&#8217; hangar (1925) which remained standing till 2007, was used for the production of the Wals, and work on the Do-X2 and 3 in the early 1930s. Then the world&#8217;s largest airplanes, they were broken up for scrap here in 1937.<\/p>\n<p>The village is mostly inhabited during summer, however there are many people that live here all year. A redevelopment project is under way at the mouth of the Arno, known as &#8220;Bocca d\u2019Arno&#8221;, in a disused industrial area where a new touristic port has been built[1] and a new residential district will be inaugurated in the next years.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/marina-di-pisa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.274518451867607,43.679074893323246]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3815,"name":"San Piero a Grado","description":"<p>In epoca medioevale, prima dell&#8217;inesorabile avanzata della linea di costa, la localit\u00e0 si trovava ai margini dello scalo portuale di Pisa. Il nome deriva dalla particolare morfologia del territorio in epoca medievale, caratterizzata da terrazzamenti naturali, o gradoni, generati dalle costanti esondazioni del fiume Arno che in quel luogo si diramava creando il grande bacino del porto fluviale e marittimo di Pisa. In epoca romana il nome del piccolo insediamento era infatti Gradus Arnensis.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione qui approd\u00f2 san Pietro nell&#8217;anno 44 d.C., proprio nel luogo in cui oggi si erge una grande basilica. Infatti, sulla strada carrozzabile Viale Gabriele d&#8217;Annunzio, che corre lungo l&#8217;Arno fino alla foce, prima di giungere a Marina di Pisa e facendo una breve deviazione, si trova la Basilica di San Pietro Apostolo, il principale edificio della localit\u00e0.<\/p>\n<p>La basilica di San Piero a Grado \u00e8 in stile romanico pisano (si vedano le affinit\u00e0 con l&#8217;abside della piccola chiesa di Santa Cristina in Lungarno Gambacorti), costruita in tufo livornese e pietra di San Giuliano bianca e nera e presenta la singolarit\u00e0 di quattro absidi ed ha i muri esterni ritmati da lesene e coronati da archetti pisani con scodelle maiolicate (molte delle quali ora conservate al Museo nazionale di San Matteo). Il campanile della chiesa fu demolito il 22 luglio 1944 dalle truppe tedesche in ritirata durante la seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra inizi\u00f2 la ricostruzione, ma l&#8217;intervento cess\u00f2 dopo pochi metri.<\/p>\n<p>La basilica di San Piero a Grado \u00e8 oggi riconosciuta &#8220;Monumento messaggero di Pace&#8221; dai Club UNESCO, come ricorda una targa posta su di un cippo di granito collocato in prossimit\u00e0 del sacro edificio. Nel 2009 \u00e8 iniziata la ricostruzione del campanile anche se non sar\u00e0 una ricostruzione completa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonte Wikipedia]<\/em><\/p>\n","modified":"2019-11-12T08:14:26","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Pisa_Grado_01-768x547.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[242]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3815","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3815&action=edit","translations":{"en":{"id":3819,"name":"San Piero a Grado","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/san-piero-a-grado\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3819","description":"<p>Back in medioeval times, this location was just outside Pisa harbour, before the coastline started to advance toward the actual position.<\/p>\n<p>Its name reminds of the medioeval morfology of its territory appearing in terraces ( &#8220;a grado&#8221;)dued to frequent floodings of river Arno, but used for coltivations thanks to the fertility of soils. According to a legend,\u00a0 St.Peter desembarked\u00a0 here in 44 a.c in a meander of river Arno.<\/p>\n<p>The style of the Church is in Romanic ( see similarities with Santa Cristina church along Lungarno Gambacorti in PIsa).<\/p>\n<p>Its bell tower was detroyed during 1944 by nazis withdrawing, and still need refurbishments (last ones in 2009)<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/san-piero-a-grado\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.346855998672481,43.679825066686085]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3805,"name":"Monte Pisano Store","description":"<h6 class=\"mkdf-subtitle\">Lavoriamo insieme per creare un ambiente attraente per i residenti e i turisti.<\/h6>\n<h6 class=\"mkdf-subtitle\">La rete facilita e sostiene le attivit\u00e0 delle piccole imprese che ne fanno parte, valorizza le capacit\u00e0 dei suoi componenti, propone ospitalit\u00e0, servizi e prodotti di un intero territorio.<\/h6>\n","modified":"2019-11-09T19:00:19","color":"#000000","icon":"wm-icon-wrench","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/esternimontepi-768x496.jpeg","id":3808,"caption":"esternimontepi"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/montepisanostore-768x576.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[21]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.montepisano.travel"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3805","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3805&action=edit","translations":{"en":{"id":3813,"name":"Monte Pisano Store","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/monte-pisano-store\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3813","description":"<h6 class=\"mkdf-subtitle\">We work together to create an attractive environment for residents and tourists.<\/h6>\n<h6 class=\"mkdf-subtitle\">\nThe network facilitates and supports the activities of small businesses that are part of, It enhances the capacity of its members, It offers hospitality, services and products of an entire area.<\/h6>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/monte-pisano-store\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"+39 050 7846847","contact:email":"info@montepisano.travel","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.442056099999945,43.7628579]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3789,"name":"Colonnata","description":"<div>Circondata da una suggestiva quanto spesso devastante cornice di cave di marmo, in parte ancora attive, questo antico centro di <strong>produzione marmifera<\/strong> esiste sin dall&#8217;epoca romana e pare aver preso il suo nome proprio perch\u00e9 il marmo qui estratto veniva utilizzato per costruire le colonne dei templi romani.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il borgo di Colonnata ha origine con gli insediamenti romani del I secolo a.C., quando nella zona furono impiantati i primi cantieri per lo sfruttamento del marmo. Dalla vicina colonia romana di Luni, parte degli schiavi fu trasferita per estrarre il marmo di ottima qualit\u00e0 che veniva inviato a Roma per abbellire palazzi e monumenti.<br \/>\nLa popolazione locale e gli schiavi, successivamente, si unirono, dando origine a una forte comunit\u00e0 montana.<\/div>\n<div>Sviluppatasi soprattutto sul lavoro delle cave e con una storia ricca di lotte continue per il miglioramento delle dure condizioni di lavoro in questo regno degli anarchici, negli ultimi anni i nuovi metodi estrattivi del marmo hanno portato al calo del lavoro nelle cave. Successivamente l\u2019economia di Colonnata si \u00e8 risollevata grazie alla gastronomia con la riscoperta del lardo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il <strong>lardo di Colonnata<\/strong> deve la sua eccezionale bont\u00e0 alla stagionatura, la cui origine risale intorno all\u2019anno Mille.<br \/>\nIl lardo viene prodotto prendendo lo strato grasso della schiena del maiale e viene posto in una <em>conca,<\/em>\u00a0scavata in un blocco di marmo poche ore dopo la macellazione. La conca viene strofinata con aglio e aromi, sale naturale in grani, pepe nero, aglio fresco, rosmarino, salvia e altre erbe aromatiche; successivamente la conca viene riempita a strati alternando il lardo al sale e agli aromi per essere poi coperta da una lastra di marmo. Il lardo rimane nella conca da sei a dieci mesi per la stagionatura.<br \/>\nOriginariamente il lardo veniva tagliato a strisce sottili dai cavatori e gustato con il pane, la cipolla cruda e un buon bicchiere di vino<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><em> [Testi da www.e-borghi.com ]<\/em><\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n","modified":"2019-10-21T14:31:36","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Colonnata-696x464.jpg","id":3792,"caption":"Colonnata-696x464"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/colonnata-768x346.jpg","id":3790,"caption":"colonnata"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/colonnata-768x346.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3789","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3789&action=edit","translations":{"en":{"id":3796,"name":"Colonnata","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/colonnata\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3796","description":"<section class=\"container\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row text-block main-block \">\n<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<p>\u00a0The town perched 532 meters above sea level is situated at around 8 kilometres from <strong>Carrara<\/strong> and dates back to Roman times, when slaves had to work in the caves. The quarries of Colonnata are by far the most imposing of the Apuan area.<\/p>\n<p>Marble isn\u2019t the only thing associated with this place, even though it is connected: the other one is the famous <strong>lardo di Colonnata<\/strong> (lard), a traditional salami made with pork lard seasoned in basins of Carrara marble. It has been awarded the IGP quality certification and is so special because of the storage and for its flavour: there is sea salt, ground black pepper, fresh rosemary sprigs and garlic cloves.<\/p>\n<p>The village has kept part of its original historic features that were primarily marked by the use of marble. You can admire the north gate that is the access to the village, which belonged to the medieval walls now vanished; the <strong>square paved with marble<\/strong> with a modern sculpture dedicated to the Christ of the miners; the bell tower with clock and stones at sight; the parish church of the sixteenth century dedicated to Saint Bartholomew. The streets of the village are narrow and climb steeply.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<div class=\"container-fluid\">\n<div>\n<section class=\"container margin-bottom-4\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row double-margin-mobile slider-margin-mobile\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 no-padding-mobile\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<section class=\"container margin-bottom-4\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row double-margin-mobile slider-margin-mobile\"><\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<div class=\"row \">\n<div class=\"container \">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<section class=\"section-block row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12\">\n<div class=\"title-block\">\n<div class=\"title\" data-reveal-effect=\"fade_in_left\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div><\/div>\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>How to reach it<\/strong> <strong>By car<\/strong>:<br \/>\nColonnata is located in the Apuan Alps, between the mountains Maggiore, Spallone and Sagro, 8 km east of Carrara. It can be reached from the old road that passes through the villages of Vezzala and Bedizzano.<\/p>\n<p>The road is very winding and sometimes steep, but this is not a problem for the car, even if not 4&#215;4. The marble quarries can be visited with organized tours by bus.<\/p>\n<p>A trip to Colonnata and the marble quarries, it is particularly recommended as an alternative to a day at the beach while on holiday in Versilia.<br \/>\n<strong>By bus<\/strong>: Here is the <a title=\"timetable\" href=\"http:\/\/www.atnsrl.it\/orari.php?idzona=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">timetable<\/a> for this summer.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>[Text from www.visittuscany.com ]<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/colonnata\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.156670500000018,44.086362]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3780,"name":"Carrara","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nucleo pi\u00f9 antico della citt\u00e0 era costituito dalla Pieve di Sant\u2019Andrea, poi divenuta la splendida Cattedrale, che nel XIII secolo era protetta da una cinta muraria che inglobava anche la Rocca e il Palazzo Comunale.<br \/>\nLeggi la storia Carrara su logo toscana ovunque bella Toscana Ovunque Bella &#8211; Tutte le storie di Carrara Carrara Tutte le storie di Carrara Leggi la storia<\/p>\n<p>Anche lo stemma e perfino il nome del comune erano legati al marmo: il simbolo della citt\u00e0 rappresenta infatti la ruota, e lo stesso sembra fare il toponimo, che alcuni fanno derivare da Cararia, \u201cluogo dei carri\u201d, quei carri su cui venivano trasportati i blocchi di marmo. La ruota dello stemma (citata esplicitamente anche nel bel rosone del Duomo), \u00e8 sempre associata al motto: FORTITUDO MEA IN ROTA.<\/p>\n<p>Per concludere la panoramica storica, nel 1557 Alberico I Cybo Malaspina ampli\u00f2 e modific\u00f2 l\u2019assetto della citt\u00e0, la nuova cinta muraria racchiuder\u00e0 da quel momento anche i borghi esterni alle mura medievali, Caffaggio e Grazzano, e all\u2019interno del nuovo impianto fu posta la bella piazza Alberica. Nell\u2019Ottocento la citt\u00e0 subir\u00e0 una seconda espansione, determinata dallo sviluppo dell\u2019industria lapidea. Sempre nel XIX secolo fu cos\u00ec costruito un porto per la spedizione del marmo e un pontile collegato prima alla stazione ferroviaria di Avenza e poi alla Ferrovia Marmifera che conduceva direttamente alle cave.<\/p>\n<p>Una visita a Carrara non pu\u00f2 che partire del Castello Malaspina, rocca che ha rappresentato per la citt\u00e0 la conquistata autonomia dal potere dei vescovi di Luni. Infatti, nel XIII secolo, le forze laiche rafforzarono l\u2019organizzazione militare del borgo rinforzando proprio la rocca. Il passare dei secoli ha poi trasformato lo strumento difensivo in una stupenda residenza signorile, sede dal 1805, dell\u2019Accademia di Belle Arti.<\/p>\n<p>Per conoscere storia e vocazione della citt\u00e0 \u00e8 invece fondamentale una visita al bel Museo Civico del Marmo. Aperto nel 1982 il suo spazio espositivo \u00e8 articolato in sei sezioni interne e un\u2019area esterna che offrono al visitatore un\u2019immagine complessa e affascinante del patrimonio locale, partendo dall\u2019Archeologia romana e storia del territorio sino a illustrare le tecniche pi\u00f9 innovative di Scultura moderna in marmo e in altri materiali.<\/p>\n<p>La visita di Carrara non pu\u00f2 dirsi compiuta senza una gita nel Parco delle Alpi Apuane, le vette che circondano la citt\u00e0. Questa catena montuosa, unica per le sue caratteristiche, si sviluppa per 60 km lungo le aree di Versilia, Lunigiana e Garfagnana, ed \u00e8 conosciuta, oltre che per la bellezza dei propri marmi, per i profondi abissi che si aprono tra le montagne, per le suggestive cave e per gli splendidi panorami che permettono di far spaziare lo sguardo dalle cime candide al vicino mare.<\/p>\n","modified":"2019-10-21T14:23:44","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/carrara-768x432.jpg","id":3781,"caption":"carrara"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/carrara-from-above-768x518.jpg","id":3783,"caption":"carrara-from-above"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/carrara-from-above-768x518.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":true,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3780","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3780&action=edit","translations":{"en":{"id":3787,"name":"Carrara","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/carrara\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3787","description":"<p>Carrara has always been a centre of extraction and manufacturing of this fine material. The exploitation of the quarries, indeed, started with the Roman Empire and since then the production has never stopped.<\/p>\n<p>Territorial development is strictly linked to the marble industry and specifically to the transformation process of this material into manufactures for the buildings, street furniture, architecture and artistic fields. Marble also facilitates the engineering industry as regards the production of innovative machineries to excavate and produce the granite.<\/p>\n<p>Carrara is world-famous for its white marble, pure and without veining. You just need to look up and see the uncovered mountains of the Apuan Alps: it\u2019s there the origin of statues, monuments and buildings.<\/p>\n<p>Michelangelo himself used to go up to the Altissimo mountain (1589 meters) to take the marble to sculpt and create its works. As a result, the David kept in Florence and the Piet\u00e0 in San Pietro in Rome, were born. Even Donatello, Bernini and Canova have always been fascinated by this precious typical material of Carrara.<\/p>\n<p>The operating quarries today are in the three large extraction basins in Colonnata, Ravaccione e Fantiscritti, behind Carrara and facing the slopes of Maggiore mountain.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/carrara\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.097676999999976,44.0793245]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3700,"name":"Villa Catureglio","description":"<div id=\"block-yui_3_17_2_1_1555078221738_7413\" class=\"sqs-block html-block sqs-block-html\" data-block-type=\"2\">\n<div class=\"sqs-block-content\">\n<p><strong>Villa Catureglio, originally a 13C fortified tower, has magnificently proportioned rooms, with high beamed ceilings, cool tiled floors and some original frescoes. The rooms are furnished with a mixture of contemporary and antique Italian furniture.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sleeps 16, in 6 double bedrooms, each pair sharing a shower suite, plus 1 bedroom with 4 single beds and bathroom.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Drawing room, kitchen, dining\/living room, 2 TV\/sitting\/playrooms, laundry, cloakroom, central heating, Internet link, 12m swimming pool and private gardens.<\/strong><\/p>\n<p><strong>There is also separate cottage accommodation sleeping 25 in total, sharing the 2nd swimming pool <\/strong><\/p>\n<p><strong>Cleaning and cooking can be provided on request<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-09-19T15:08:38","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO_N108-768x513.jpg","id":3705,"caption":"CATUREGLIO_N108"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO2-768x512.jpg","id":3703,"caption":"CATUREGLIO2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO1-768x512.jpg","id":3701,"caption":"CATUREGLIO1"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/CATUREGLIO1-768x512.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[239]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.catureglio.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3700","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3700&action=edit","translations":{"en":{"id":3708,"name":"Villa Catureglio","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/villa-catureglio\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3708","description":"<div id=\"block-yui_3_17_2_1_1555078221738_7413\" class=\"sqs-block html-block sqs-block-html\" data-block-type=\"2\">\n<div class=\"sqs-block-content\">\n<p><strong>Villa Catureglio, originally a 13C fortified tower, has magnificently proportioned rooms, with high beamed ceilings, cool tiled floors and some original frescoes. 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<\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">Il Mulino del Rancone<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> &#8221; that could not be different if only because since the dawn of time, the life-and middle <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">income<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> of the <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">area<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> surrounding it was the\u00a0 <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">mill<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> to <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">water\u00a0<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> on <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">the banks<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> of the <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">river Serchio<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> , in fact one of the <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">cottages<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> where today after appropriate restructuring have made the <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">accommodation<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> for<\/span><\/span><strong><span>guests<\/span><\/strong><span> . <\/span><br \/>\n<span><span class=\"\"> The flow &#8216; <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">water<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> Serchio that here is still a limpid <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">stream<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> , prior to the construction of dams, guaranteeing valuable <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">energy<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> \u00a0constant throughout the year for <\/span><\/span><strong><span><span class=\"\">millstones<\/span><\/span><\/strong><span><span class=\"\"> \u00a0in stone. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span> The complex of\u00a0 <\/span><strong><span>houses<\/span><\/strong><span> in <\/span><strong><span>stone<\/span><\/strong><span> \u00a0including that of <\/span><strong><span>farmers<\/span><\/strong><span> and <\/span><strong><span>millers<\/span><\/strong><span> , retains all the <\/span><strong><span>charm<\/span><\/strong><span> of yesteryear and is structured on different levels, in keeping with a <\/span><strong><span>slope<\/span><\/strong><span> that leads to the\u00a0 <\/span><strong><span>stream<\/span><\/strong><span> , where over the years, It has formed a pretty little <\/span><strong><span>beach<\/span><\/strong> <strong><span>river<\/span><\/strong><span> \u00a0very popular with <\/span><strong><span>kids<\/span><\/strong><span> and much more!<\/span><\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-mulin-del-rancone\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.334761000000071,44.16511000000001]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3667,"name":"Agriturismo Al Vecchio Tino","description":"<p>Un luogo da considerare come punto tappa o come sosta ristoratrice durante le giornate escursionistiche in Lunigiana, tra i comuni di Fivizzano e Fosdinovo<\/p>\n","modified":"2019-09-19T14:16:43","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-lodging-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Agriturismo-Al-Vecchio-Tino2.jpg","id":3672,"caption":"Agriturismo Al Vecchio Tino2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Agriturismo-Al-Vecchio-Tino-768x576.jpg","id":3670,"caption":"Agriturismo Al Vecchio Tino"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/agriturismo-al-vecchiotino.jpg","id":3668,"caption":"agriturismo-al-vecchiotino"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/agriturismo-al-vecchiotino-300x169.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["https:\/\/www.alvecchiotino.com\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3667","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3667&action=edit","translations":{"en":{"id":3675,"name":"Agriturismo Al Vecchio Tino","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-al-vecchio-tino\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3675","description":"<p>A great spot to consider when visiting Lunigiana between Fivizzano and Fosdinovo<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-al-vecchio-tino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.125714000000016,44.173917]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3655,"name":"Castello dell&#8217;Aquila","description":"<div class=\"post-content padd-x-25\">\n<p>Il Castello dell\u2019Aquila appartiene, e con grande dignit\u00e0, a quell\u2019insieme di rocche, palazzi fortificati, torri di avvistamento che hanno fatto della Lunigiana un territorio unico nel suo genere. Domina dall\u2019alto di un colle il borgo medievale di Gragnola, abitato posto alla confluenza tra i torrenti Aulella e Lucido. Le origini dell\u2019insediamento fortificato sul colle sono incerte, probabilmente da correlare al controllo sui transiti medievali che dal centro Europa raggiungevano Roma, incrociandosi in corrispondenza del nodo viario del borgo sottostante. Secondo alcuni storici Gragnola sarebbe Forum Clodi, localit\u00e0 riportata nel pi\u00f9 antico \u201catlante stradale europeo\u201d che la storia ricordi, noto come Tabula Peutingeriana e risalente ai primi secoli dell\u2019alto medioevo.<\/p>\n<p>La prima struttura fortificata fu forse edificata da antichi nobili locali tra il IX e il X secolo, i Bianchi d\u2019Erberia. Il castello e i suoi feudi passarono a Spinetta II il Grande nel periodo che coincise con la sua espansione in gran parte nella Lunigiana orientale, ovvero tra il 1327 e il 1352, data della sua morte.<\/p>\n<p>Due sono le dinastie di marchesi che prendono il nome da Castel dell\u2019Aquila, entrambe provenienti dal ramo malaspiniano di Fosdinovo: la prima ebbe origine da Galeotto di Fosdinovo nel XIV secolo, la seconda inizi\u00f2 con Lazzaro, figlio di Antonio Alberico marchese di Fosdinovo, la cui discendenza si estinse nella prima met\u00e0 del XVII secolo. E` il Novecento per\u00f2 il secolo buio del Castel dell\u2019Aquila, danneggiato dal terremoto del 1920 e da anni di incuria, abbandonato dopo che gli ultimi proprietari ne minarono la torre, allora pericolante, con la dinamite. Sono serviti due anni per liberarlo dalla sterpaglia, dieci per riportarlo alla sua originale imponenza, grazie ad un importante lavoro di restauro fatto eseguire con passione dall\u2019attuale propriet\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-09-19T14:07:50","color":"#eded00","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castello-aquila-sito-768x472.jpg","id":3658,"caption":"castello-aquila-sito"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castelloaquila-768x432.jpeg","id":3656,"caption":"castelloaquila"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Castello-dellAquila-Gragnola-Lunigiana1.jpg","id":3660,"caption":"Castello dell'Aquila Gragnola Lunigiana\n"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Castello-DellAquila-photos-Exterior.jpeg","id":3662,"caption":"Castello-DellAquila_INTerno"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/castelloaquila-768x432.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195,239]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.castellodellaquila.it"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3655","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3655&action=edit","translations":{"en":{"id":3665,"name":"Castello dell'Aquila","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/castello-dellaquila\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3665","description":"<div class=\"post-content padd-x-25\">\n<p>Castello dell\u2019Aquila belongs, and with great dignity, to that set of castles, fortified palaces, sightseeing towers that have made Lunigiana a unique territory of its kind. The castle overlooks from above the medieval village of Gragnola, located at the confluence between the Aulella and Lucido creeks. The origins of the fortified settlement on the hill are uncertain, probably related to the control of medieval transitions that reach Rome from the center of Europe, crossing at the road node of the village. According to some historians Gragnola would be Forum Clodi, a place reported in the oldest &#8220;European road atlas&#8221; that history remembers, known as Tabula Peutingeriana and dating back to the early Middle Ages.<\/p>\n<p>The first fortified structure was perhaps built by ancient local nobles between the IX and the X century, the Bianchi d&#8217;Erberia. The castle and its fiefs passed to Spinetta II the Great during the period that coincided with his expansion in much of Eastern Lunigiana, or between 1327 and 1352, the date of his death.<\/p>\n<p>Two are the dynasties of the Marquises named after Castel dell&#8217;Aquila, both from the Malaspinian branch of Fosdinovo: the first originated from Galeotto di Fosdinovo in the 14th century, the second began with Lazzaro, son of Antonio Alberico Marquis of Fosdinovo, whose descent extinguished in the first half of the seventeenth century. It is the twentieth century, however, the darkest century of the Castel dell&#8217;Aquila, damaged by the 1920 earthquake and years of neglect, abandoned after the last owners mined the tower, then detrimental, with dynamite. It took two years to free it from the brushwood, ten to bring it back to its original grandeur, thanks to an important restoration work done with passion from the current property.<\/p>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-dellaquila\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.113651600000026,44.1912485]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3647,"name":"Giaredo Canyon","description":"<p>The <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/ideas\/running-along-the-river\/\">Stretti di Giaredo<\/a>\u00a0have to be seen to be believed. This protected nature reserve stretches for two kilometres across the border of the Pontremoli and Zeri municipalities, walk in and out of the water as well as swimming through pristine pools hemmed in by naturally multicoloured rock faces.<\/p>\n","modified":"2019-09-19T13:45:01","color":"#1e73be","icon":"wm-icon-waterfall-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/37869168_2073378519553683_533406398105518080_o-768x576.jpg","id":2565,"caption":"SearchingEmotionsCanyoning4"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/37634811_2068281580063377_7221173650576113664_o-768x576.jpg","id":2563,"caption":"SearchingEmotionsCanyoning3"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/36029607_2040286766196192_1900987589322604544_o-768x576.jpg","id":2561,"caption":"SearchingEmotionsCanyoning2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/36029607_2040286766196192_1900987589322604544_o-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[191]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3647","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3647&action=edit","translations":{"en":{"id":3649,"name":"Giaredo Canyon","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/giaredo-canyon\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3649","description":"<p>The <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/ideas\/running-along-the-river\/\">Stretti di Giaredo<\/a>\u00a0have to be seen to be believed. This protected nature reserve stretches for two kilometres across the border of the Pontremoli and Zeri municipalities, walk in and out of the water as well as swimming through pristine pools hemmed in by naturally multicoloured rock faces.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/giaredo-canyon\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.843653399999994,44.36873219999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3604,"name":"Stazzema","description":"<p>Il territorio stazzemese fu abitato fin dall&#8217;et\u00e0 del ferro e poi dagli etruschi come testimoniano dei ritrovamenti di sepolture preromane: il primo accenno di queste popolazioni si ha attorno all&#8217;800 a.C.\u00a0 dislocati nella Versilia antica, la cosiddetta &#8220;Wasser&#8221; con pi\u00f9 precisione a Stazzema, al tempo &#8220;Stathieme&#8221;. Fu abitato in seguito da trib\u00f9 di\u00a0 Liguri Apuani.<\/p>\n<p>Molti dei nomi delle frazioni e localit\u00e0 di Stazzema ricordano la vocazione all&#8217; estrazione di questo territorio: Il paese di Gallena prende il nome dalla galena argentifera estratta in zona. Due localit\u00e0 sono chiamate \u201cargentiera\u201d: a Sant&#8217;Anna e vicino a Ruosina di Seravezza. Troviamo inoltre anche le localit\u00e0 di Calcaferro e di Buca della Vena dove veniva estratto il minerale di ferro<\/p>\n<p>Oggi Stazzema \u00e8 un piccolo borgo, che merita una visita per passeggiare lungo i vicoli e godere del panorama dalla sua importante Pieve (Santa Maria Assunta):<\/p>\n<p>Secondo ultimissime ricerche risalenti all&#8217;anno 2013; dove oggi \u00e8 collocata la Pieve, intorno al <i>200 a.C.<\/i> fu costruito un tempio di culto romano; che poi fu ampliato con i secoli, per ottenere la chiesa di oggi.<\/p>\n<p>I primi accenni sulla pieve di oggi, si hanno, nell&#8217;850 d.C., nata in origine ad una sola navata, con il tetto a capriata; che veniva usato per le costruzioni dai romani. La pieve attuale risale nelle sue forme architettoniche al XIII secolo. La facciata, chiusa sul lato meridionale da un portico, \u00e8 spartita orizzontalmente da archetti su mensole scolpite a motivi zoomorfi e si apre in alto con un grande rosone, che \u00e8 patrimonio delle Belle Arti. Sopra il portale d&#8217;ingresso si trova un affresco (battesimo di Ges\u00f9) del maestro Marcello Tommasi. L&#8217;interno, a tre navate, ristrutturato nel Cinquecento quando ricevette il bel soffitto a cassettoni, conserva l&#8217;<i>Assunzione della Vergine<\/i>, di Pietro da Talata, eccentrico pittore attivo tra Versilia e Garfagnana poco dopo la met\u00e0 del Quattrocento, una predella di Zacchia il Vecchio datata 1525 e un <i>Sant&#8217;Antonio abate<\/i> in marmo attribuito a Niccol\u00f2 Civitali. L&#8217;organo instaurato nella mat\u00e0 dell&#8217;Ottocento da famosi organari Fiorentini; che venne costruito alla fine del 1700.<\/p>\n<p>Inoltre nella parte sinistra della facciata, sotto il loggiato, nel muro \u00e8 stata murata un&#8217;antica urna romana risalente al I secolo d.C., ed \u00e8 l&#8217;unica parte rimanente del tempio Romano di Mercurio, edificato attorno al 200 a.C. con l&#8217;arrivo da parte dei Romani in Versilia; questo fa s\u00ec che sia il sito di culto pi\u00f9 antico di tutto il territorio della Versilia.<\/p>\n","modified":"2019-09-10T12:35:01","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/1280px-Stazzema-768x551.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3604","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3604&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/stazzema\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.313263900000038,43.9940159]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3530,"name":"Hotel La Pergola","description":"<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo un hotel tre stelle con 18 camere doppie, 4 singole e una junior suite nell\u2019attico.<\/p>\n<p>Dalla nostra stupenda terrazza avrete una vista mozzafiato sul centro storico di Barga e un panorama a 360\u00b0 delle montagne circostanti.<br \/>\nIn estate, la terrazza \u00e8 comprensiva di piano bar e jacuzzi.<\/p>\n<p>Tutte le stanze hanno in dotazione tv, wi-fi, bagno privato, kit di cortesia e phon.<\/p>\n<p>L\u2019hotel \u00e8 disposto su tre piani ed \u00e8 dotato di ascensore e parcheggio privato.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T17:05:02","color":"#81d742","icon":"wm-icon-lodging","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/lapergola.jpg","id":3529,"caption":"lapergola"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/hotel-pergola-barga-idromassaggio.jpg","id":3527,"caption":"hotel-pergola-barga-idromassaggio"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/hotel-la-pergola.jpg","id":3525,"caption":"hotel-la-pergola"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/hotel-pergola-barga-idromassaggio-300x200.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[10]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3530","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3530&action=edit","translations":{"en":{"id":3532,"name":"Hotel La Pergola","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/hotel-la-pergola\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3532","description":"<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>We are a three stars hotel with 18 double\/twin rooms, 4 single rooms and one single in the attic.<br \/>\nOur enchanting terrace has a view of the walled town of Barga and a 360\u00b0 panoramic view of the sourrounding mountain chains.<br \/>\nDuring the summer we fit out with jacuzzi and bar.<\/p>\n<p>All rooms have a tv, wi-fi, private bathroom, courtesy kit and hairdryer.<br \/>\nThe hotel has two floors with a lift and private parking for cars and buses.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/hotel-la-pergola\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.480138300000021,44.0740378]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3508,"name":"Barga","description":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Barga \u00e8 dominata dal <strong>castello<\/strong> che, situato su uno sperone roccioso mostra la tipica struttura del <strong>borgo medioevale<\/strong> protetto da una cinta muraria e accessibile da tre porte: Porta Reale, Porta Macchiaia e Porta di Borgo. Passeggiando tra i vicoli e le piccole piazze conservatesi nel corso dei secoli, si potr\u00e0 scoprire nella ragnatela delle suggestive traiettorie tutta la piacevole irregolarit\u00e0 degli antichi edifici.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Seguendo via del Pretorio vedrete aprirsi, a destra quanto a sinistra, vicoli e carraie, lacerti di edifici medievali e scorci prospettici finch\u00e9, oltrepassata Piazza Ser Barghesano, vi si schiuder\u00e0 davanti la bella vista del <strong>Duomo di San Cristoforo<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da segnalare in particolare il <strong>Conservatorio di Santa Elisabetta<\/strong>, in origine un antico monastero delle Clarisse, fondato dal Beato Michele Turignoli nel XV\u00b0 secolo e trasformato nel <strong>1788<\/strong> da Pietro Leopoldo Granduca di Toscana in Conservatorio per l\u2019istruzione delle fanciulle. L\u2019imponente edificio a pianta rettangolare si sviluppa su tre ordini e cela internamente un <strong>ampio chiostro<\/strong>, dotato di ricchissime cisterne. Intorno vi corre il fronte delle mura originali del castello di Barga, costruite nel XVI\u00b0 secolo. Tra gli arredi della piccola chiesa delle monache si nota una bellissima <strong>pala d\u2019altare di scuola robbiana<\/strong>, interessanti anche il grande Crocifisso del Quattrocento e due quadri seicenteschi. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Giunti finalmente in cima al castello, \u00e8 il momento di contemplare la <strong>mole imponente del Duomo<\/strong>, incorniciato iconograficamente dalle fughe asimmetriche dei tetti del centro storico e, pi\u00f9 lontano, oltre il verde dei colli punteggiati di paesi e casolari, la <strong>superba corona della catena apuana<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Per gli appassionati di letteratura segnaliamo che ad appena quattro chilometri da Barga si trova la frazione di <strong>Castelvecchio Pascoli<\/strong>, dove il poeta <strong>Giovanni Pascoli<\/strong> dimor\u00f2 diversi anni (\u00e8 possibile <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/it\/attrazioni\/la-casa-museo-di-giovanni-pascoli-a-barga\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">visitare la casa<\/a> in cui abit\u00f2 con le sorelle) e a cui dedic\u00f2 la nota silloge dei <em>Canti di Castelvecchio<\/em>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sebbene Barga e tutta la zona che la circonda siano una meta suggestiva, per diverse ragioni, in tutti i periodi dell\u2019anno, pu\u00f2 essere una buona idea programmare un viaggio da queste parti d\u2019<strong>estate<\/strong>, magari in occasione di una delle tipiche sagre che accendono il paese in questo periodo &#8211; come la <strong>Festa delle Piazzette<\/strong>\u00a0o <strong>Fish&amp;Chips<\/strong> &#8211; circostanze in cui da queste parti state pur certi che non avrete ragione di lamentarvi delle porzioni (n\u00e9 per quanto riguarda il cibo, n\u00e9 per l\u2019alcol&#8230;)<\/span><\/p>\n<p>(da visittuscany.com)<\/p>\n","modified":"2019-08-22T15:52:42","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga5-768x430.jpg","id":737,"caption":"Selfguided Barga"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04293-768x512.jpg","id":2730,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04295-e1566488973387-768x1152.jpg","id":2732,"caption":"Barga Duomo"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04300-768x512.jpg","id":2734,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC04035-768x512.jpg","id":2728,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga13-768x431.jpg","id":751,"caption":"Barga13"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga12-768x428.jpg","id":749,"caption":"Panorama da Barga"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga6-768x435.jpg","id":739,"caption":"Barga6"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Barga12-768x428.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3508","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3508&action=edit","translations":{"en":{"id":3510,"name":"Barga","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/barga\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3510","description":"<p>On a rocky spur of the mountain range lies a castle that overlooks Barga\u2019s cityscape. It exemplifies the typical structure of a medieval village and is surrounded by a perimeter wall that is accessible via three gates: Porta Reale, Porta Macchiaia and Porta di Borgo. When walking through the intricate web of alleys and piazzas preserved throughout the course of centuries, you can discover the quirky irregularities of the ancient architecture almost everywhere you look. If you follow via del Pretorio alleys and roads on both the left and right open up before you, where you glimpse tatters of medieval buildings until, going beyond the Piazza Ser Barghesano, you walk out in front of the beautiful vista that is the Cathedral of San Cristoforo.<\/p>\n<p>It is worth noticing in particular the Conservatorio di Santa Elisabetta &#8211; originally a monastery of the Clarisse and founded by Beato Michele Turignoli in the 15th century. Then in 1788 it was transformed by Pietro Leopoldo, Grand Duke of Tuscany, into a Conservatory for educating young girls. Its impressive rectangular design was built with three levels, completely surrounding an immense cloister, fitted with extravagant cisterns. Around here, you\u2019ll come across the original walls of Barga\u2019s castle, constructed int eh 16th century. Amongst the furnishings inside the small church belonging to the monks, you can see a beautiful altarpiece of Robbianan design alongside a large 5th-Crucifix and two 6th-century paintings.<\/p>\n<p>The awe-inspiring size of the Cathedral can only be properly understood upon arriving at the top of the castle. Its asymmetrical midpoint is framed by the rooftops of the historic city centre and, more distantly &#8211; past the green of the hills punctuated by hamlets and farmsteads \u2013 the magnificent crown of the Apuan mountain range.<\/p>\n<p>For literature enthusiasts, only four kilometres from Barga you can discover the hamlet of Castelvecchio Pascoli, where the poet Giovanni Pascoli resided for several years. It is possible to visit the house where he lived with his sisters, and Pascoli even dedicated the memo in the anthology of Canti di Castelvecchio to this hamlet.<\/p>\n<p>Although Barga and all the surrounding areas are an exciting destination throughout the year (for different reasons) it can be a good idea to plan a trip during the summer, possibly even during one of the typical festivals that occur in the area during this time \u2013 like the \u2018Festa della Piazzette\u2019 or \u2018Fish&amp;Chips\u2019 \u2013 events where you will certainly have no reason to complain about the portions (of neither food nor alcohol).<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/barga\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.482283300000063,44.0756341]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3501,"name":"Grotta del Vento","description":"<p>Le concrezioni vive e brillanti, la bellezza e le sfumature dei colori, la straordinaria variet\u00e0 degli aspetti morfologici fanno della Grotta del Vento una meraviglia naturale del mondo sotterraneo. La Grotta si trova a Fornovolasco, nel comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca e nel cuore delle Alpi Apuane, sul versante rivolto alla Garfagnana.<\/p>\n<p>Il suo nome \u00e8 dovuto alle forti correnti d\u2019aria che la percorrono, provocate dalla differenza fra la temperatura esterna e quella interna, che \u00e8 sempre intorno ai 10 gradi: questa corrente era conosciuta sin dall\u2019antichit\u00e0 ma solo all\u2019inizio del Novecento \u00e8 iniziata l\u2019esplorazione della grotta.<br \/>\nQui si possono attraversare sifoni, gallerie levigate dall\u2019acqua, sale adornate di \u201cspaghetti\u201d che pendono dal soffitto, per poi costeggiare ruscelli e laghetti, ammirare stalagmiti e stalattiti millenarie fino a raggiungere, nella parte pi\u00f9 interna, un pozzo di circa 90 metri.<\/p>\n<p>La visita alla Grotta prevede tre itinerari, diversi per lunghezza e durata.<br \/>\nNel primo itinerario di circa un\u2019ora, pi\u00f9 pianeggiante, si possono vedere una straordinaria abbondanza di concrezioni calcaree di diversi colori (stalattiti, stalagmiti, colonne, colate), poi percorrendo una ripida scalinata si arriva all\u2019orlo del Baratro dei Giganti, profondo 50 metri, dove comincia il secondo itinerario, che dura due ore.<br \/>\nSi scende cos\u00ec nella Sala delle Voci, la cui risonanza crea inquietanti illusioni acustiche, per proseguire verso il Salone dell\u2019Acheronte, dove tre piccoli corsi d\u2019acqua formano un fiume sotterraneo, mentre sulla via del ritorno si percorre una galleria tappezzata da piccole concrezioni grige di limo cementato, che ricorda una foreste di abeti.<\/p>\n<p>Il terzo itinerario di tre ore aggiunge la visita di una zona ricca di concrezioni calcaree purissime, molte delle quali \u201cda splash\u201d, cio\u00e8 generate dagli spruzzi e dalla nebulizzazione dell\u2019acqua che ricade sulle stalagmiti. Il sentiero si arrampica lungo le pareti a strapiombo di un imponente pozzo alto quasi 90 metri, tuttora percorso da una copiosa cascata durante le piene, fino a raggiungere uno strettissimo canyon sotterraneo.<\/p>\n<p>Per informazioni: www.grottadelvento.com<\/p>\n","modified":"2019-08-22T15:41:32","color":"#dd9933","icon":"wm-icon-cave-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/grotta-vento.jpg","id":3504,"caption":"grotta vento"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Grotta-del-Vento-garfagnana-768x583.jpg","id":3502,"caption":"Grotta-del-Vento-garfagnana"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Grotta-del-Vento-garfagnana-768x583.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[167]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3501","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3501&action=edit","translations":{"en":{"id":3516,"name":"Grotta del Vento (The Wind cave)","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/grotta-del-vento-the-wind-cave\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3516","description":"<p>La <strong>Grotta del Vento<\/strong>, or the <strong>Windy Cave<\/strong>, is in Fornovolasco, near Vergemoli, right in the middle of the <strong>Apuane Alps Nature Reserve<\/strong>. It is known as one of the most interesting and unique caves in Europe thanks to an extraordinary variety of phenomena found inside. Experts in the subject take visitors on guided tours of the cave.<\/p>\n<p><strong>Convenient footpaths run<\/strong> through the cave and allow visitors to safely admire the light reflecting off the cave\u2019s natural wonders. <strong>Stalagmites, stalactites, alabaster walls, small lakes<\/strong> encrusted with crystal, underwater streams and bizarre shapes carved out of the rock by years of erosion all combine to make this a truly stunning place to visit.<\/p>\n<p>Visitors can chose from <strong>three different tours<\/strong>: the first takes one hour and is all along a flat limestone surface; the second takes two hours and goes along the same route as the first, as well as following an underground stream; the third tour takes three hours and covers the whole cave, including some vertical slopes.<\/p>\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p><strong>The name of the cave comes from the strong wind that blows through it through the two different entrances<\/strong>. The tourist entrance is at 627m while another impassable entrance is 800m higher up at an altitude of over 1400m. The temperature inside the cave stays at a constant 10,7 degrees centigrade. As a consequence of this constant temperature, in the summer the cool air inside the cave causes warmer air outside to blow into the upper entrance and out of the cave through the lower entrance. During opening hours this strong draft is almost completely blocked by covering the entrance.<\/p>\n<p>The first documented evidence of the cave dates back to the <strong>seventeenth century <\/strong>when it was noted that a sharp draft of air came out of a tight fissure in the rock. Currently, only 4kms of the cave\u2019s depths are known and at least 30 tunnels remain to be explored.<\/p>\n<p><strong>Info: <a href=\"http:\/\/www.grottadelvento.com\/ENG\/home.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">grottadelvento.com\/ENG<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-md-3 col-xs-12 directionBox-tappa\"><\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/grotta-del-vento\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.35783200000003,44.033835]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3491,"name":"Equi Terme","description":"<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p>Da secoli le acque piovane vengono raccolte dall\u2019imponenza delle Apuane, filtrate nel sottosuolo, arricchite di sali minerali preziosi per la salute e quindi riaffidate alla superficie, dove, poco distante dal borgo medioevale vengono raccolte e sfruttate: il cuore di marmo delle Apuane \u00e8 l\u2019origine delle acque curative che alimentano <strong>le Terme di Equi<\/strong>.<\/p>\n<p>Le acque\u00a0<strong>salso-solfato-alcaline <\/strong>sono classificate fra le sorgenti minerali. La loro temperatura \u00e8 variabile fra i 17 e i 27\u00b0C con un valore medio di <strong>24\u00b0C circa<\/strong>, che le fa rientrare nel campo delle sorgenti ipotermali.<\/p>\n<p>Sono utilizzate per <strong>curare le affezioni dell&#8217;apparato respiratorio e otorinolaringoiatriche<\/strong> (faringiti, sinusiti, riniti, laringiti, tracheiti, bronchiectasie, sordit\u00e0 rinogena), le <strong>affezioni cutanee <\/strong>(eczemi, acne giovanile, dermatosi pruriginose, psoriasi), le <strong>affezioni osteoarticolari<\/strong> (artrosi, poliartriti croniche primarie, reumatismi articolari, fibrositi, distrazioni articolari, postumi di fratture, lombosciatalgie) e l&#8217;<strong>angiologia <\/strong>(vasculopatie, flebopatie di tipo cronico), attraverso il bagno termale in vasca da 36\u00b0 a 39\u00b0C ed in piscine termali a temperatura 27\u00b0C, ma anche l&#8217;idromassaggio generale e localizzato con acqua termale, le inalazioni, aerosol, nebulizzazioni, docce nasali, irrigazioni nasali, massaggi generali e parziali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T11:36:18","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/eqiterme2-768x1148.jpg","id":3492,"caption":"equiterme2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equi-terme-768x479.jpg","id":3494,"caption":"equi-terme"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equi-terme-768x479.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3491","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3491&action=edit","translations":{"en":{"id":3497,"name":"Equi Terme","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/equi-terme\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3497","description":"<p>For centuries rainwater has been collected by the majesty of the mountains here, filtered into the subsoil, enriched with mineral salts that are beneficial to our health and then put back on the surface where they are collected and used not far a short distance from the medieval village. The marble core of the Apuan Alps is the origin of the healing waters that fuel the Terme di Equi baths.<\/p>\n<p>The chloride-sulphate-sodium waters are classed as mineral springs. Ranging between 17 and 27\u00b0C, with an average of 24\u00b0C, these waters are regarded as hypothermal.<\/p>\n<p>The waters are used to heal health problems affecting the respiratory and otolaryngology systems (pharyngitis, sinusitis, rhinitis, laryngitis, tracheitis, bronchitis, rhinogenic deafness), skin complaints (eczema, acne, itchy skin, psoriasis), bone and joint problems (arthrosis, chronic primary polyarthritis, rheumatism in the joints, fibrositis, joint distractions, post-fractures, sciatic and lumber pain) and angiology (vasculopathy, chronic phlebopathy) through bathing from 36\u00b0 to 39\u00b0C and in thermal pools at 27\u00b0C, as well as the general and localized hydromassage with thermal water, inhalations, aerosols, vaporizers, nasal irrigation, and general and partial massages.<br \/>\nEqui caves in Lunigiana<br \/>\nEqui caves in Lunigiana &#8211; Credit: GAL Lunigiana<\/p>\n<p>For those seeking relaxation and wellness at Terme di Equi, try the steam room, solar shower, massages that tone and soothe, algae, mud and cold-compress treatments, beauty services and even a range of cosmetic products for the face and body.<\/p>\n<p>Close to the bath, the Grotte di Equi are worth a visit, a karst complex of caves in the Apuan Alps Regional Park and acknowledged by UNESCO as a Geopark, formed over thousands of years by water erosion, carving underground tunnels, lakes and wells that are fascinating to see.<\/p>\n<p>Info: termediequi.it<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/equi-terme\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.152819399999998,44.1693124]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3481,"name":"Grotte di Equi","description":"<p>Il complesso carsico delle Grotte di Equi \u00e8 censito come \u2018geosito\u2019 dal Parco Regionale delle Alpi Apuane, riconosciuto come Geoparco nell\u2019ambito della \u2018European Geoparks Network\u2019 UNESCO (EGN-GGN).<br \/>\nSi \u00e8 formato nel corso di centinaia di migliaia di anni grazie all\u2019azione dell\u2019acqua che, penetrando per millenni nelle fratture del calcare, ha formato pozzi, gallerie, sale e laghi sotterranei di grande interesse e suggestione.<\/p>\n<p>Le grotte di Equi si sviluppano per circa 1000 metri e si dividono in tre parti:<\/p>\n<p>La Buca, conosciuta dagli inizi del 1700 e attrezzata per le visite turistiche nei primi anni del 1960, \u00e8 attualmente considerata la parte fossile (\u201cmorta\u201d) in cui l\u2019acqua non scorre pi\u00f9;<br \/>\nLe grotte vere e proprie, scoperte verso la met\u00e0 del 1900, e attrezzate intorno alla met\u00e0 del 1980, Sono la parte viva in cui si susseguono varie sale adorne di ogni forma di concrezione naturale;<br \/>\nLa terza e ultima parte \u00e8 esclusivamente speleologica, da oggi accessibile al pubblico con percorso attrezzato in sicurezza con imbrago, casco e torcia.<\/p>\n<p>Il percorso illuminato e accessiibile ai interessa la \u2018Buca\u2019 e le \u2018Grotte\u2019 e si sviluppa per circa 500 metri (50 minuti di visita guidata).<\/p>\n<p>Maggiori informazioni https:\/\/www.grottediequi.it\/le-grotte\/ [sito ufficiale www.grottediequi.it]<\/p>\n","modified":"2019-08-22T11:26:20","color":"#dd9933","icon":"wm-icon-cave-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equigrotte.jpg","id":3482,"caption":"equigrotte"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equigrotte2.jpg","id":3484,"caption":"equigrotte2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/equigrotte-300x201.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[167,190]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3481","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3481&action=edit","translations":{"en":{"id":3487,"name":"Equi caves","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/equi-caves\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3487","description":"<div>\n<p><em>The Grotte di Equi karst complex is a registered geosite of the Apuan Alps Regional Park, which is a recognized Geopark in the European and Global Geoparks Networks (EGN-GGN) under the auspices of UNESCO. <\/em><\/p>\n<p><em>The Equi cave complex developed over the course of hundreds of thousands of years thanks to the action of water, which over for millennia penetrated into fractures in the calcareous rock, eroding it and leaving behind features of great beauty and naturalistic interest: shafts, galleries, chambers, and underground lakes.<\/em><\/p>\n<p><em>The Equi cave system extends for more than 1000 meters and may be subdivided into three parts. <\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>The \u201cBuca\u201d has been known since the early 1700s and was outfitted for excursions in the early 1960s. It is considered a fossil (\u201cdead\u201d or inactive) area, since water no longer flows in it. <\/em><\/li>\n<li><em>The \u201cGrotte,\u201d or caves as such, were discovered in the mid-1900s and fitted out for excursions in the mid-1980s. This area comprises the active portion of the complex and features a series of linked halls and chambers adorned with an infinite variety of natural mineral formations. \u00a0<\/em><\/li>\n<li><em>The third and last part of the complex is not open to the general public and is accessible only to speleologists. <\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>The cave tour itinerary passes through the Buca and the Grotte on a path about 500 meters in length. <\/em><\/p>\n<p><em>An underground river runs through the Equi caves and surfaces near the entrance. In case of heavy rains, the cavity is liable to flood and spectacular and violent water outflows into the Fagli stream may occur.<\/em><\/p>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/grotte-di-equi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.152048499999978,44.1674658]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3471,"name":"Ponte Bosio","description":"<section class=\"container\">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<div class=\"row text-block main-block \">\n<div class=\"col-md-9 text\">\n<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p>Sulla sponda sinistra del torrente <strong>Taverone<\/strong>, a valle del borgo di Licciana Nardi, si trova il piccolo <strong>borgo di Pontebosio<\/strong>. Il toponimo deriva dalla presenza di un antico ponte a basse arcate piedi (passaggio obbligato verso le<strong> pievi di Soliera e Venelia<\/strong>), che a sua volta deve il nome a quello di un personaggio, Boso o Bosio, forse parte della nobile famiglia \u2013 i <strong>Bosi della Verrucola<\/strong> \u2013 che vollero probabilmente la costruzione di un castello in questa localit\u00e0. Nella piazza del borgo sorge il <strong>Castello<\/strong> (risalente al XVII secolo), che in passato \u00e8 stato una <strong>raffinata residenza signorile<\/strong>, quindi un seminario, e infine anche sede di una scuola media (mentre oggi ospita delle residenze di lusso), e il cui aspetto lascia tuttora intuire un passato di possente struttura militare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<div class=\"container-fluid\">\n<div class=\"row \">\n<div class=\"container \">\n<div class=\"slim-container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-12\">\n<section class=\"section-block row\">\n<div class=\"col-md-9 col-xs-12 section-left text-block\">\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"text\" data-reveal-effect=\"fade_in\">\n<div class=\"animated-links\">\n<p>La chiesa parrocchiale, in stile barocco, fu costruita per volont\u00e0 di<strong> Ferdinando Malaspina<\/strong> in sostituzione del vecchio oratorio. Davanti, a ridosso della strada, c\u2019\u00e8 il <strong>Castello di Poderetto<\/strong>, voluto dai Malaspina di Podenzana. Dal borgo, passando sotto la \u201cvota\u201d (volta) si arriva all\u2019<strong>antico mulino<\/strong>, le cui macine, ora inattive sono disposte all\u2019intorno. Sul fiume si pu\u00f2 osservare quel che resta di una antica cartiera. (da visittuscany.com)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2019-08-22T11:13:31","color":"#eded00","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontebosio_licciana_nardi-panorama-768x331.jpg","id":3474,"caption":"pontebosio_licciana_nardi-"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/pontebosio-768x390.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3471","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3471&action=edit","translations":{"en":{"id":3478,"name":"Ponte Bosio castle","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/ponte-bosio-castle\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3478","description":"<p>On the left bank of the <strong>Taverone<\/strong> torrent, downstream of <a href=\"https:\/\/www.visittuscany.com\/en\/destinations\/licciana-nardi\/\">Licciana Nardi<\/a>, you\u2019ll find the small hamlet of <strong>Pontebosio. <\/strong>Its name derives from an old arched bridge (a necessary throughway going towards the <strong>parish churches of Soliera and Venelia<\/strong>), which owes its name to a famed historic figure, Boso or Bosio, a member of the noble\u00a0<strong>Bosi della Verrucola\u00a0<\/strong>family &#8211; the family most likely behind the construction of the town&#8217;s main castle. In the hamlet&#8217;s piazza you\u2019ll find the beautiful 17th-century <strong>castle <\/strong>that once functioned as a noble residence. It was later transformed into a seminary and eventually a middle school, while today it contains luxury homes. Its current appearance still flaunts its history as an imposing military structure.<\/p>\n<p>The Baroque-style parish church was built by order of <strong>Ferdinando Malaspina<\/strong>, a structure that replaced the old oratory. Across the street you\u2019ll find the <strong>Poderetto Castle<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>built by the Malaspina di Podenzana family. From town, passing under the \u201cvota\u201d (vault) check out the\u00a0<strong>age-old mill<\/strong>, a structure still boasting inactive millstones. And be sure to head to riverbank where you\u2019ll find the remains of an old paper mill. [from visittuscany.com]<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ponte-bosio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.02023429999997,44.2489015]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3467,"name":"Fortezza della Verrucola","description":"<p>La fortezza, le cui prime notizie documentate risalgono agli inizi del XII secolo, conserva tutti gli elementi di un castrum medievale con un vero sistema di fortificazioni che risponde all&#8217;organizzazione militare e giuridica di un dominio feudale. Le mura castellane includono la corte, la cappella, e diverse torri.<br \/>\nNella documentazione medievale il toponimo Verrucola viene associato al nome di una famiglia nobile, i Bosi, che detiene il dominio dell&#8217;insediamento. Strutture difensive vengono documentate a Verrucola dei Bosi gi\u00e0 alle soglie del XII secolo. Nel 1104 un atto notarile \u00e8 rogato in caminata domini Bosonis: si pensa faccia riferimento ad una casa-torre, forse collegata ad un castrum citato in un documento del 1148, anno in cui in una bolla di papa Innocenzo III c&#8217;\u00e8 riferimento alla ecclesiam S. Margarite de castro Verucula.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza strategica dovuta alla presenza di percorsi viari transappenninici fa s\u00ec che nel corso dei secoli XIII e XIV Verrucola sia contesa tra diverse forze. L&#8217;antica signoria dei Bosi, i Dallo, i Nobili di Castello Aghinolfi, i Lucchesi ed i Malaspina lottano tra loro per assumerne il dominio. Questi ultimi rivendicano antichi privilegi imperiali basati su diritti legati alla propria genealogia. Sulla base di questi privilegi comprendono Verrucola nella loro prima divisione del 1221 tra Corrado e Opizzone Malaspina ma non ne avranno il pieno dominio che oltre un secolo dopo.<\/p>\n<p>Nel 1277 Cubitosa, vedova del marchese Isnardo Malaspina, perde il dominio su Verrucola, che torner\u00e0 ai suoi legittimi possessori con il figlio Gabrile, padre di Spinetta Malaspina, che poi deve ridividere nel 1291 il feudo con i Dallo ed i Nobili di Castello Aghinolfi. La situazione degenera ben presto e nel 1299 i Dallo si fanno vassalli di Lucca, a cui consegnano il castello, pur non riuscendo ad espugnarne il cassero. Solo nel 1312 Spinetta rientra in possesso della Verrucola, sconfiggendo i lucchesi, e nel 1315 compra la parte del feudo che era dei Nobili di Castello Aghinolfi.<\/p>\n<p>Nei primi del XIV secolo Spinetta perde quasi tutti i suoi beni e va esiliato a Verona in seguito alla sconfitta riceuta da Castruccio Castracani, il cui esercito invade la Lunigiana distruggendo il castello di Agnino e altre fortificazioni minori. Solo l&#8217;improvvisa morte del nemico permette a Spinetta di rientrare in possesso della Verrucola e degli altri possedimenti. Assegna la fortezza per testamento ai figli di Isnardo II, e suoi nipoti. Nel 1399 i Visconti di Milano calano in Lunigiana, espugnano la Verrucola mandando in esilio il marchese Niccol\u00f2, l&#8217;ultimo dei quattro figli di Isnardo II, e la sua famiglia. Questi, che governa il feudo fin dal 1348, nel 1402 rientra in possesso delle sue terre ma nel giugno del 1418 assieme alla famiglia \u00e8 assassinato nel castello da sicari dei marchesi Leonardo e Galeotto di Castel dell&#8217;Aquila, loro congiunti. Gli unici scampati alla strage sono la figlia Giovanna e il figlio Spinetta, che chiedono protezione alla Repubblica fiorentina.<br \/>\nAltare della chiesa di Santa Margherita dei Bosi all&#8217;interno della fortezza della Verrucola<\/p>\n<p>I marchesi dell&#8217;Aquila s&#8217;impadroniscono del feudo espandendosi nella Lunigiana orientale, ma incontrano l&#8217;opposizione di Firenze che lo recupera a favore del superstite Spinetta. Tuttavia i coinvolgimenti bellici di Verrucola non sono ancora finiti ed il castello viene conquistato nel 1437 da Niccol\u00f2 Piccinino, per conto del ducato di Milano, e ancora nel 1450 del marchese Giacomo I Malaspina. Spinetta prima di morire nel 1478 lascia il suo feudo per testamento alla Repubblica Fiorentina che vi consolida il suo dominio.<\/p>\n<p>La struttura subisce gravi danneggiamenti nel 1481 a seguito di un terremoto. Parzialmente recuperata \u00e8 trasformata per conto del monaco agostiniano Alessio Casani nel XVI secolo in un monastero di monache agostiniane e la cappella castrense prende titolo di chiesa di Santa Margherita. Nel 1977 il castello viene recuperato dallo scultore Pietro Cascella e dalla moglie Cordelia von den Steinen che ne fanno la loro dimora.<\/p>\n<p>\u00c8 del gennaio 2014 lo studio del ricercatore fivizzanese Rino Barbieri che ha identificato, lungo le mura castellane che guardano a levante, le rovine di una Chiesa avente una architettura preromanica: la pi\u00f9 volte citata nei documenti medievali come Chiesa di Santa Margherita che ai pi\u00f9 appariva solo come un muro di contenimento o romano. \u00c8 in questa chiesa che il grande condottiero e feudatario Spinetta Malaspina voleva essere sepolto allorch\u00e9 nel 1352 dett\u00f2 il suo testamento. Del vecchio edificio religioso si sono perse le tracce da secoli, forse da quel terremoto rovinoso del 1481 che fracass\u00f2 anche il Castello. Da allora la popolazione utilizz\u00f2 la cappella del maniero malaspiniano e della vecchia chiesa si perse la memoria. La rivelazione del sito originario della chiesa protoromanica potrebbe portare a nuove scoperte archeologiche.<br \/>\nDescrizione<br \/>\nVeduta<\/p>\n<p>La planimetria della fortezza corrisponde ai caratteristici nuclei urbani medievali. La moltitudine di torri, edifici e palazzi costruiti dai diversi possessori fa s\u00ec che non si possa identificare un unico nucleo architettonico. Ci\u00f2 nonostante sono evidenti i connotati medievali che sono rimasti anche in et\u00e0 rinascimentale. L&#8217;imponenza e il prestigio del palazzo hanno fatto s\u00ec che i feudatari successivi a Spinetta, che apport\u00f2 al complesso possenti torri di fiancheggiamento e complet\u00f2 la cinta muraria, non ne abbiano modificato la struttura.<\/p>\n<p>Nella parte alta del colle sorge un edificio di ridotte dimensioni di pianta rettangolare, forse la casa-torre dei Bosi o il cassero che i Lucchesi nel 1300 non riuscirono ad espugnare. All&#8217;interno del borgo si erge un grande palazzo di forma quadrangolare che si articola su tre livelli sovrapposti, la probabile residenza di Spinetta: distrutta da Castruccio nel 1319, ricostruita dopo il 1328, viene citata nel testamento del marchese. Maestosa \u00e8 la sua sala del pian terreno, chiamata sala d&#8217;armi, coperta da una struttura voltata gravante in parte sulla muratura perimetrale e in parte su di un unico pilastro centrale di pianta ottagonale.<\/p>\n<p>Una grossa torre rettangolare di architettura trecentesca si alza sul lato orientale a difesa del borgo. Sul perimetro dell&#8217;intero complesso si ergono circuiti murari: quello pi\u00f9 esterno, del XV secolo, racchiude il borgo che \u00e8 accessibile dall&#8217;estreno tramite due porte. Quello pi\u00f9 interno circonda la casa-torre ed il palazzo di Spinetta, posti sulla sommit\u00e0 del colle. La porta principale della fortezza a nord \u00e8 affiancata ad una torre quadrangolare. [da www.visittuscany.it]<\/p>\n","modified":"2019-08-22T11:00:57","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","id":3457,"caption":"Fivizzano- Verrucola"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3467","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3467&action=edit","translations":{"en":{"id":3465,"name":"Verrucola fortress","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verrucola-fortress\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3465","description":"<p>A square-shaped building divided into three layers is located inside the fortified village, they suppose it was the residence of Spinetta, destroyed by Castruccio in 1319, but it was completely rebuilt in the following years. The Palace has a huge room on the ground floor, called \u201carmory room\u201d, covered by a vaulted structure.<\/p>\n<p>On the eastern side of the Verrucola Fortress there is a large rectangular tower of fourteenth-century architecture, built to defend the village.<\/p>\n<p>The complex is protected by multiple city walls, erected over the centuries. The outer walls (fifteenth century), enclose the entire village and the access is limited to only two doors.<\/p>\n<p>The internal walls protect the tower house and the palace of Spinetta (photo above: the tower on the left surrounded by cypresses), placed on top of the hill.<\/p>\n<p>The fortress main gate is located to the north, under the big square-shaped tower.<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-della-verrucola\/","icon":"wm-icon-castle2_15","color":"#eded00","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.136541599999987,44.24252839999999]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3461,"name":"Fivizzano","description":"<p>Nota per la storia, per il folklore e per la spiccata cultura umanistica, Fivizzano \u00e8 uno dei centri pi\u00f9 interessanti della Lunigiana. Per le sue singolari caratteristiche nel corso dei secoli si \u00e8 conquistata diversi soprannomi: \u201cTerra insigne\u201d, \u201cpaese dalle belle finestre\u201d, \u201cbel cantuccio di Firenze\u201d e \u201cAtene della Lunigiana\u201d, la citt\u00e0 \u00e8 nata come e cresciuta grazie alla funzione di stazione di sosta, fondamentale prima di affrontare il valico montano che divide \u2013 non lontano da qui \u2013 la strada fra Lucca e Parma (l\u2019antica Via Nuova Clodia).<br \/>\nLeggi la storia Fivizzano su logo toscana ovunque bella Fivizzano &#8211; Amori e prigionieri nella Firenze di Lunigiana &#8211; Toscana Ovunque Bella Fivizzano Amori e prigionieri nella Firenze di Lunigiana La storia del Conte Giuseppe Maria Felicini, il Don Rodrigo di FivizzanoLeggi la storia<\/p>\n<p>Nel Medioevo Fivizzano era identificata col Castello della Verrucola, ampliato nella prima met\u00e0 del XIV secolo da Spinetta Malaspina e ancor oggi visibile sulla collina davanti al paese. Governato dai Malaspina per secoli, il borgo pass\u00f2 nel 1477 sotto il dominio di Firenze, citt\u00e0 per cui questo territorio \u2013 circondato dalle repubbliche di Lucca e Genova, dai Ducati di Massa e Carrara, Parma e Modena e dal Marchesato di Fosdinovo \u2013 divent\u00f2 un centro strategico, nonch\u00e9 un importante punto d\u2019incontro per gli scambi commerciali.<\/p>\n<p>Nel bel centro storico del paese sono visibili le antiche mura volute da Cosimo de\u2019 Medici nel 1540, cos\u00ec come il Palazzo e la tomba dell\u2019arcade Labindo e la bella fontana del 1683, costruita per volont\u00e0 di Cosimo III in stile barocco. La grande Piazza medicea \u00e8 ancor oggi il centro della vita fivizzanese, con la chiesa prepositurale restaurata dopo i gravi danni subiti in seguito al tremendo terremoto che nel 1920 colpi il paese.<\/p>\n<p>Forse potrebbe stupire qualcuno ma Fivizzano ha rivestito un ruolo niente affatto marginale nella cultura umanistica nazionale, proprio qui infatti Jacopo da Fivizzano apr\u00ec una delle prime stamperie di tutta Italia, nella quale fu ideata e utilizzata la prima macchina da scrivere mai costruite. In suo onore \u00e8 stato allestito all\u2019interno del Palazzo Fantoni, un antico edificio signorile recuperato da un illustre medico e scrittore fivizzanese, Loris Jacopo Bononi, il Museo della Stampa. Un importante ruolo nella storia culturale della citt\u00e0 \u00e8 stato poi rivestito dall\u2019Accademia degli Imperfetti, istituzione sorta nel 1500 che continu\u00f2 con fervore la sua attivit\u00e0 sino ad arrivare a rendere possibile la costruzione del Teatro degli Imperfetti \u2013 inaugurato nel 1807 e provvisto di ben seicento posti a sedere. Gli amanti delle lettere non mancheranno poi di visitare il complesso degli Agostiniani e la relativa biblioteca, dotata di una bella collezione di opere provenienti dall\u2019annessa chiesa; l\u2019ostello e, sull\u2019esterno, il monumento in bronzo che ricorda l\u2019origine fivizzanese di Niccolo V, il Papa che ide\u00f2 la biblioteca vaticana.<\/p>\n<p>Appena fuori dal cuore del paese si pu\u00f2 ammirare il Castello della Verrucola, voluto da Spinetta Malaspina, e oggi residenza dello scultore Pietro Cascella. Una volta da queste parti sono certamente da visitare anche la Pieve di San Paolo di Vendaso, il borgo di Soliera col suo santuario della Madonna dei Colli, le belle frazioni di Gragnola, di Vinca (alta sulle Apuane e con un pane inimitabile), e Ceserano (nota per la fattoria e i vigneti del Conte Picedini-Benettini). Il grande territorio di Fivizzano \u00e8 del resto conosciuto come \u201cterra dei cento borghi\u201d e come ultimo tra quelli che segnaliamo vale certamente la pena indicare Equi Terme, rinomata sede termale in cui \u00e8 possibile visitare delle belle grotte.<\/p>\n<p>Fivizzano \u00e8 una meta ideale per gli amanti della natura, gran parte del suo territorio \u00e8 infatti compreso all\u2019interno del Parco Nazionale dell\u2019Appennino Tosco-Emiliano e di quello Regionale delle Alpi Apuane. A chi piacciono i parchi potrebbe interessare l\u2019Orto Botanico di Frignoli, cos\u00ec come una visita all\u2019alpestre paesino di Sassalbo (sede del Parco Nazionale).<\/p>\n<p>Gli amanti del folklore possono visitare Fivizzano in estate, quando la cittadina si trasforma in una esemplare giostra d\u2019arme. I fatti rievocati nell\u2019occasione risalgono al 1571, quando nella Piazza Medicea si tenne una singolare sfida fra gli arcieri del quartiere Terra e quelli di Guardia, Verrucola, Fittadisio e Montechiaro: il duello consisteva nel tirare con l\u2019arco una freccia che doveva colpire un bersaglio a 30 metri di distanza. Dal 1971 ogni luglio si rinnova questa antica tradizione che prende il nome di Disfida fra Arcieri di Terra e Corte, grazie a cui si assiste, nella bella cornice della citt\u00e0 imbandierata, alla suggestiva sfilata di oltre trecento figuranti in costume cinquecentesco accompagnati da sbandieratori, musicisti e cavalieri. [da www.visittuscany.it]<\/p>\n","modified":"2019-08-22T10:19:36","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/fivi-768x507.jpg","id":3453,"caption":"Fivizzano"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Fivizzano-panorama_da_SS_63-768x576.jpg","id":3455,"caption":"Fivizzano-panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/la-verrucola-4_p_b681bfa1c58023befc5e82611b3d1603_160431c0191b0729f44ed023e993e098-768x576.jpg","id":3457,"caption":"Fivizzano- Verrucola"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/piazzafivi.jpg","id":3459,"caption":"Fivizzano Piazza"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Fivizzano-panorama_da_SS_63-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3461","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3461&action=edit","translations":{"en":{"id":3451,"name":"Fivizzano","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/fivizzano\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3451","description":"<p>Known for its history, folklore and strong humanistic culture, Fivizzano is one of the most interesting towns in the Lunigiana. Thanks to its unique characteristics, it\u2019s had many nicknames over the course of centuries: \u201cCelebrated land,\u201d \u201c the town with beautiful windows,\u201d \u201cbeautiful corner of Florence\u201d and \u201cAthens of the Lunigiana\u201d. The town was founded and developed thanks to its role as a rest stop, fundamental before taking on the mountain crossing that divides \u2013 not far from here \u2013 the road between Lucca and Parma (the historic Via Nuova Clodia).<br \/>\nRead the story of Fivizzano on logo toscana ovunque bella Fivizzano &#8211; Lovers and prisoners in the Florence of Lunigiana &#8211; Tuscany, Beautiful Everywhere Fivizzano Lovers and prisoners in the Florence of Lunigiana The story of Count Giuseppe Maria Felicini and Don Rodrigo di FivizzanoRead the story<\/p>\n<p>In the Middle Ages, Fivizzano was home to the Verrucola Castle, expanded in the first half of the 14th century by Spinetta Malaspina and which can still be seen today on the hill in front of the town. Governed by the Malaspina for centuries, the village passed into the hands of Florence in 1477, for whom this area \u2013 surrounded by the Republics of Lucca and Genoa, the Duchies of Massa Carrara. Parma and Modena and the Marquisate of Fosdinovo \u2013 became a strategic centre and an important meeting place for commercial exchanges.<\/p>\n<p>In the town\u2019s splendid historic centre, visitors can see the defense walls built by Cosimo de\u2019 Medici in 1540, as well as the Palace and tomb of the Arcadian Labindo and the beautiful Baroque fountain from 1683, built on the commission of Cosimo III. The large Piazza Medicea is still the centre of life in Fivizzano today, with the provostorial church that was restored after it was severely damaged by a major earthquake that hit the city in 1920.<\/p>\n<p>It may be surprising to learn but Fivizzano hasn\u2019t played a minor role in Italy\u2019s humanistic culture. This is where Jacopo da Fivizzano opened one of the first print houses in the entire country, where the first typewriter ever built was created and used. He\u2019s honoured in the town with the Museum of Printing, housed inside the Palazzo Fantoni, a historic noble residence recovered by the famous Fivizzano-born doctor and writer, Loris Jacopo Bononi. The Accademia degli Imperfetti played an important role in the cultural history of the town. The institution was founded in the 1500s and operated with enthusiasm until the mid-1800s; they were responsible for building the Teatro degli Imperfetti \u2013 inaugurated in 1807 and fitted with 600 seats. Lovers of literature shouldn\u2019t miss a visit to the Augustinian complex, with its library, home to a beautiful collection of works coming from the adjacent church; the hospice and, outside, the bronze monument that celebrates the Fivizzano origins of Nicholas V, the pope responsible for creating the Vatican Library.<\/p>\n<p>Just outside the town centre, visitors can admire the Verrucola Castle, built by Spinetta Malaspina and today the residence of the sculptor Pietro Cascella. Once in this area, a visit to the Parish Church of San Paolo di Vendaso is a must, as is one to the village of Soliera, home to the sanctuary of the Madonna dei Colli, and the charming hamlets of Gragnola, Vinca (high up in the Apuans and with unparalleled bread) and Ceserano (known for the farm and vineyards belonging to Conte Picedi-Benettini). The large territory of Fivizzano is also called the \u201cland of one hundred villages\u201d and among these, it\u2019s worth mentioning Equi Terme, a renowned thermal resort with stunning grottos.<\/p>\n<p>Fivizzano is the ideal destination for nature lovers as most of the area is located inside the Appennino Tosco-Emiliano National Park and the Apuan Alps Park. For those who like parks, the Botanical Gardens in Frignoli could be of interest, as would a visit to the mountain village of Sassalbo (the headquarters of the National Park).<\/p>\n<p>For those interested in folklore, visit Fivizzano in the summer, when the town celebrates an exemplary medieval tournament. The origins of the event date to 1571, when Piazza Medicea was the site of a unique challenge between archers from the Terra neighbourhood and those from the neighbourhoods of Guardia, Verrucola, Fittadisio and Montechiaro: the duel consisted of launching an arrow that had to hit a target 30 metres away. Since 1971, this historic tradition has been re-enacted every July, under the name Disfida fra Arcieri di Terra e Corte. This is also when, against the backdrop of the flag-draped town, there\u2019s a fun parade with over 300 people in 16th-century costume, accompanied by flag-throwers, musicians and knights. [from www.visittuscany.it]<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fivizzano\/","icon":"wm-icon-farm-15","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.12716069999999,44.2382456]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3440,"name":"Pontremoli","description":"<p>Posta su un pianoro circondato da colli e poi da monti, la cittadina \u00e8 un piccolo scrigno di memorie artistiche e monumentali: attraversare i suoi ponti medioevali, percorrere il lastricato delle sue vie \u00e8 anche un modo per viaggiare indietro nel tempo raggiungendo un\u2019epoca mitica, \u00e8 infatti opinione diffusa tra gli storici quella di riconoscere in Pontremoli la mitica Apua, l\u2019antica capitale dei Liguri-Apuani.<br \/>\nLeggi la storia Pontremoli su logo toscana ovunque bella Toscana Ovunque Bella &#8211; Tutte le storie di Pontremoli Pontremoli Tutte le storie di Pontremoli Leggi la storia<\/p>\n<p>Non \u00e8 per caso infatti che proprio qui, e precisamente nel Castello del Piagnaro, sia ospitato il Museo delle Statue Stele, che raccoglie la bellissima serie di sculture antropomorfe che rappresentano la testimonianza pi\u00f9 importante della preistoria lunigianese. Tali opere \u2013 misteriose, affascinanti e inserite in un contesto capace di farle risaltare grazie al contrasto tra le statue e le antiche mura del Castello \u2013 sono state prodotte in un arco temporale che va dall\u2019Et\u00e0 del rame fino alla romanizzazione. Il significato di questi affascinanti reperti \u00e8 una questione aperta anche se, secondo la tesi pi\u00f9 diffusa, rappresenterebbero divinit\u00e0 maschili e femminili protettrici dei vari aspetti della vita umana.<\/p>\n<p>Tra le principali attrazioni del centro di Pontremoli c\u2019\u00e8 il Duomo, che progettato nel XVII secolo dal cremonese Alessandro Capra, presenta una pianta a croce latina sormontata da una vasta cupola. L\u2019interno \u00e8 rischiarato da uno scenografico impianto d\u2019illuminazione alla \u201cligure\u201d e abbellito da numerosi altari in marmi policromi. Passeggiando per il paese l\u2019attenzione verr\u00e0 poi certamente catalizzata da quello conosciuto come il Campanone, la torre centrale della cortina di Cazzaguerra, innalzata nel XIV secolo e oggi vero e proprio simbolo della citt\u00e0. La cortina che un tempo divideva l\u2019antica grande piazza centrale (e di cui sono intuibili i resti), venne fatta costruire da Castruccio Castracani degli Antelminelli, per tenere separate le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, in questo modo confinati in parti diverse della citt\u00e0. Nel 1578 la torre fu trasformata in campanile.<\/p>\n<p>Da segnalare anche il settecentesco Teatro dell\u2019Accademia della Rosa, fatto edificare da venticinque nobili famiglie pontremolesi, che costituisce un tipico esempio di teatro rococ\u00f2 e risulta il pi\u00f9 antico della provincia apuana. Meritano una visita anche la Chiesa e Convento di San Francesco (oggi parrocchia dei Santi Giovanni e Colombano). L\u2019interno della basilica \u00e8 caratterizzato dagli stucchi realizzati nel \u2018700 dalla bottega ticinese dei Portugalli e conserva interessanti opere d\u2019arte, tra cui il bassorilievo di Agostino di Duccio raffigurante la Madonna col Bambino, il Coro ligneo realizzato da Luchino da Parma, l\u2019Estasi di San Francesco di Gianbettino Cignaroli e una Crocifissione di Guido Reni. Notevole, appena fuori dal paese, anche la grande Chiesa della Santissima Annunziata, all\u2019interno della quale \u00e8 presente un bellissimo tempietto in marmi policromi opera da Sansovino.<\/p>\n<p>Pontremoli \u00e8 un punto di partenza ideale per gli amanti della natura che intendano esplorare le verdi valli della Lunigiana. Percorrendo i tanti sentieri che in questa zona si intrecciano all\u2019ombra di boschi di castagni, cerri e faggi, ci si trova immersi in un vero \u201cparadiso\u201d di frutti del sottobosco e si raggiunge, cos\u00ec, nel silenzio della natura, condizione ideale per godere della bellezza naturalistica di questa regione. Tra i tanti percorsi \u00e8 particolarmente suggestivo quello lungo il corso del Magra e i suoi affluenti, ricco di notevoli scorci paesaggistici e immerso in una natura incontaminata.<\/p>\n<p>Qualunque gita in Lunigiana non pu\u00f2 dirsi pienamente compiuta senza un viaggio tra i ricchi e diversi sapori della tipica cucina di questa storica terra di confine. Pontremoli in particolare \u00e8 famosa per i testaroli, ma sono molto apprezzati anche i suoi dolci tipici, come gli squisiti amor e la spongata (tradizionale dolce natalizio preparato con noci, nocciole, miele, mandorle, pinoli, cioccolato e canditi). 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This terrain in the valley of the Magra also made Pontremoli a target for numerous conquests from rival Italian and foreign lords. Pontremoli was controlled by various aristocratic families, including the <a title=\"Malaspina family\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Malaspina_family\">Malaspina<\/a> (in 1319) and the <a class=\"mw-redirect\" title=\"Antelminelli\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Antelminelli\">Antelminelli<\/a> (in 1322). The conflict between the rival <a class=\"mw-redirect\" title=\"Guelfi\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Guelfi\">Guelfi<\/a> and <a class=\"mw-redirect\" title=\"Ghibellini\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ghibellini\">Ghibellini<\/a> factions in the early fourteenth century resulted in the construction of the Great Bell Tower (<i>Il Campanone<\/i>) to separate the rival camps. During these Medieval times Pontremoli was often visited by pilgrims travelling from <a title=\"Canterbury\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Canterbury\">Canterbury<\/a> (England) to Rome.<\/p>\n<p>In 1331 Pontremoli was sold by <a class=\"mw-redirect\" title=\"John I of Bohemia\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/John_I_of_Bohemia\">John I of Bohemia<\/a> to <a title=\"Mastino II della Scala\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mastino_II_della_Scala\">Mastino II della Scala<\/a> (Lord of <a title=\"Verona\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Verona\">Verona<\/a>). Pontremoli was later taken over by the <a class=\"mw-redirect\" title=\"House of Visconti\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/House_of_Visconti\">Visconti of Milan<\/a> in 1339. In 1404 the ownership of Pontremoli once again changed hands as it was seized by the Fieschi family of <a title=\"Genoa\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Genoa\">Genoa<\/a>. However, by 1433 Pontremoli was again under the control of the Milanese. In 1495 Pontremoli was sacked by the troops of <a title=\"Charles VIII of France\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Charles_VIII_of_France\">Charles VIII of France<\/a>. During this time Pontremoli was a territory owned by the <a class=\"mw-redirect\" title=\"Sforza\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sforza\">House of Sforza<\/a>, who were the new <a class=\"mw-redirect\" title=\"Duke of Milan\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Duke_of_Milan\">Dukes of Milan<\/a>.<\/p>\n<p>Pontremoli was a French territory from 1508 until 1522 as several northern Italian areas were conquered. In 1526, Pontremoli was captured by <a title=\"Charles V, Holy Roman Emperor\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Charles_V,_Holy_Roman_Emperor\">Charles V<\/a> of the <a title=\"Holy Roman Empire\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Holy_Roman_Empire\">Holy Roman Empire<\/a>. Pontremoli was controlled by Spain until 1647, when it was bought by the <a title=\"Republic of Genoa\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Republic_of_Genoa\">Republic of Genoa<\/a>. Three years later, Pontremoli was made part of the (Medici) <a title=\"Grand Duchy of Tuscany\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Grand_Duchy_of_Tuscany\">Grand Duchy of Tuscany<\/a>. It stayed as such (with the exception of a period of <a title=\"Apennins\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Apennins\">French control<\/a> from 1805 to 1814) until <a title=\"Italian unification\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Italian_unification\">Italian unification<\/a> in the nineteenth century.<\/p>\n<p>With the Leopoldine reforms, Pontremoli became an autonomous community (whilst still part of the Grand Duchy of Tuscany) in 1777.<sup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pontremoli#cite_note-5\">[5]<\/a><\/sup> In 1778, it officially became a City.<\/p>\n<p>The area was heavily damaged by an earthquake in 1834. In November 1847 Pontremoli was occupied (along with <a title=\"Fivizzano\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fivizzano\">Fivizzano<\/a>) by the Duke of <a title=\"Modena\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Modena\">Modena<\/a>, due to a dispute over trade routes.<\/p>\n","audio":null}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pontremoli\/","icon":"wm-icon-farm-15","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.881287408912954,44.37087631444225]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3399,"name":"Trattoria i 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di cent\u2019anni e li dimostrano tutti, una di queste costruzioni la pi\u00f9 grande rivela ampiamente le tracce dell\u2019attivit\u00e0 che in essa si svolgeva, un grosso rotone di granito steso sul pavimento, all\u2019esterno un condotto di acqua ormai franato in pi\u00f9 parti ed una piccola zona recintata in muratura che evidentemente serviva da deposito per raccogliere l\u2019acqua E\u2019 chiaro che si trattava di un vecchio mulino ad acqua, i vecchi contadini del luogo raccontano che era il pi\u00f9 grande dell\u2019Elba .<\/span><\/p>\n<p>Moncione ormai \u00e8 divenuto nel suo abbandono un luogo della memoria di pochi anziani che ricordano con commozione una giovent\u00f9 con pochi svaghi , tempi di lavori massacranti, e poco benessere, gli eredi del mulino tacciono e lasciano queste mura preda del tempo che ogni giorno se ne sfama producendo danni che tra breve saranno irreparabili.<\/p>\n<p>Erano quattro i mulini nel comune del Campese, tre nella pianura di Campo e l\u2019altro il pi\u00f9 maestoso era questo, il mulino del Moncione.<br \/>\nQuesto mulino lavor\u00f2 per circa venti anni, si dice, fino al 1911 quando Assunta Battaglini la proprietaria fu colta da quello che allora chiamavano \u201cun malaccio\u201d che la port\u00f2 alla morte a soli 59 anni , il luogo fu abbandonato e tutto and\u00f2 in malora<\/p>\n<p>(testo tratto da\u00a0 www.mucchioselvaggio.org di Fabrizio Prianti)<\/p>\n","modified":"2019-08-19T16:18:15","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/DSC02979-768x511.jpg","id":3228,"caption":"Mulino di Moncione 2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/DSC02978-768x511.jpg","id":3226,"caption":"Mulino di Moncione 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Le Viste","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio l\u2019imperatore era solito frequentare la spiaggia delle Viste scendendo da un passaggio durante l\u2019estate calda del 1814.<\/p>\n<p>La spiaggia \u00e8 lunga 100 metri, con un fondo di sabbia e ciottoli colorati medio fini, dall\u2019acqua trasparente che degrada dall\u2019azzurro chiaro al blu intenso.<\/p>\n<p>Il piccolo lido fa parte della Riserva Marina dello Scoglietto, dall\u2019isolotto che si trova di fronte con il suo faro, ricca di fauna marina protetta e m\u00e9ta degli amanti delle immersioni.<\/p>\n<p>Servizi: Noleggio lettini e ombrelloni, bar, ristorante. 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Dal centro di Antona si arriva in breve a Pian della Fioba, dove \u00e8 situato l&#8217;orto botanico Pietro Pellegrini dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa in cui si trovano esemplari floreali delle Alpi Apuane. Pi\u00f9 in l\u00e0,oltrepassata la galleria alla Tecchia, si inizia un itinerario che porta al passo del Pitone, utilizzato dalle forze partigiane per superare la Linea Gotica. Dal percorso si ammira la dorsale delle Apuane coi monti Sagro, Contrario, Tambura, Sumbra e Altissimo, e il crinale meridionale, col monte Folgorito , lungo il quale si snodava il primo tratto occidentale della Linea Gotica gi\u00f9 fino al Lago di Porta<\/p>\n<p>Il toponimo probabilmente discende da Antognano, nome presente in un documento che risale al 988 e con il quale si indicavano dei terreni appartenenti al vescovo di Lucca. Comune indipendente durante il Medioevo, vide nel territorio lo svolgersi di attivit\u00e0 economiche legate alla terra e all&#8217;estrazione del ferro, e alla lavorazione della lana e dei panni, a cui segu\u00ec nel Cinquecento lo sviluppo dell&#8217;industria del cappello e di quelle legate al trattamento del cuoio e del legno. La chiesa di San Geminiano (la cui presenza \u00e8 accertata gi\u00e0 dal 1297) costitu\u00ec il cardine attorno a cui crebbe l&#8217;abitato, che nei secoli XV e XVI era difeso da una cerchia muraria che concedeva l&#8217;accesso attraverso due porte, Soprana e Sottana, con delle torrette circolari a protezione. Durante il XVII secolo, Antona divenne il luogo di vacanza della famiglia dei Malaspina, che la abbellirono installando al centro del borgo una fontana con una grande vasca, tuttora presente in Piazza San Rocco.<\/p>\n<p>Nel periodo della Resistenza contro il nazifascismo, Antona fu un centro delle azioni partigiane e diede protezione a migliaia di sfuggiti alla persecuzione politica, e per questo motivo sub\u00ec rappresaglie e devastazioni. Una lapide posta al Sacrario &#8220;La Tecchia&#8221; ricorda i partigiani caduti ad Antona, fra cui le medaglie d&#8217;oro al valor militare Arnaldo Pegollo, Mario Paolini, Andrea Marchini, Aldo Salvetti e Marcello Garosi (Tito)<\/p>\n<p><strong>Monumenti e luoghi d&#8217;interesse<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chiesa di San Geminiano<\/strong><\/p>\n<p>La chiesa di San Geminiano sorge su un rialzo roccioso che sovrasta il paese. Originariamente constava di una navata, alla quale nei secoli XV e XVI vennero aggiunte le due navate laterali, dando all&#8217;edificio l&#8217;aspetto del romanico toscano dell&#8217;epoca. Nello stesso periodo la vicina torre che aveva funzione di osservatorio di avvistamento fu ristrutturata come campanile[9]. L&#8217;accesso alla chiesa avviene attraverso un portale marmoreo opera dello scultore locale Felice Palma[5]. Di Ippolito Ghirlanda \u00e8 l&#8217;affresco di San Geminiano visibile nella lunetta che sormonta il portale di ingresso. Alla semplicit\u00e0 delle tozze colonne e dei capitelli fanno da contrappeso i ricchi arredi della chiesa: un altare di terracotta invetriata, opera di Benedetto Buglioni, in cui sono rappresentati la Vergine col Bambino e i quattro santi; una balaustra di marmo del Cinquecento, un altare marmoreo risalente al 1711 e intitolato alla Beata Vergine del Rosario, un altro altare dedicato a San Gennaro, in parte affrescato nel 1606 da Francesco Martelli, un fonte battesimale seicentesco che reca il blasone dei Cybo Malaspina e un altro stemma con immagini agropastorali, probabilmente l&#8217;insegna di Antona del periodo Medievale<\/p>\n<p><strong>Casa Piccianti<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di un edificio a quattro piani costruito nel Quattro-Cinquecento e che nasce con funzione di dimora signorile, come si ricava anche dagli interni conservati nella forma originaria. Abbonda la presenza di legno nei pavimenti, nei soffitti e negli arredi; sono presenti un&#8217;ampia cucina e le cantine. La casa interpret\u00f2 ruoli diversi secondo le epoche attraversate: casa nobiliare, rivendita del latte, mensa negli anni della guerra, oggi Circolo sociale che occupa il piano terra. \u00c8 visibile anche un enorme frantoio a vite utilizzato un tempo per la produzione dell&#8217;olio. La casa \u00e8 ingentilita da un giardino in cui si trovano rose ed erbe aromatiche, e che offre una splendida vista che spazia fino alla costa e al mar Tirreno.<\/p>\n<p><strong>Cultura:\u00a0<\/strong> Il Maggio e la raccolta delle castagne appartengono da tempo alla tradizione popolare di Antona.<\/p>\n<p>Il Maggio era uno spettacolo teatrale in cui gli abitanti del borgo, vestiti con costumi creati da loro stessi, si esibivano narrando storie in versi. I Maggianti erano divisi in compagnie, e si spostavano da un paese all&#8217;altro a svolgere le loro recitazioni improvvisate. Il rito vuole celebrare il ritorno della primavera ed \u00e8 perci\u00f2 legato alle radici agrarie della cultura di Antona, e si \u00e8 mantenuto pur con qualche interruzione; da qualche anno i giovani dei villaggi si organizzano per andare in giro in corteo al suono di violini e fisarmoniche.<\/p>\n<p>Anche la raccolta delle castagne era un rito collettivo nel quale gli abitanti di Antona mettevano in comune tutti i frutti raccolti che venivano poi seccati per un periodo di quaranta giorni, durante il quale un fuoco sempre acceso veniva a turno tenuto sotto controllo e poi si procedeva all&#8217;eliminazione della buccia tramite la battitura delle castagne raccolte in sacchi che venivano percossi; infine i frutti erano divisi in proporzione alle spettanze di ciascuna famiglia e portati al mulino, cos\u00ec da ottenere pregiata farina[5]. Questa manifestazione \u00e8 stata assorbita dalla Sagra del Neccio, che si svolge in agosto, e nella quale per tre giorni vengono sfornati castagnacci e torte di castagne, e un padellone di circa due metri di diametro riceve la squisita farina di castagne che viene fritta ottenendo frittelle; cibi accompagnati da ricotta, salumi e altre specialit\u00e0 gastronomiche del luogo, gustati assieme a vino prodotto in zona. Alle vivande si uniscono balli e canti, in una festa che riscuote un grande successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(tratto da Wikipedia)<\/em><\/p>\n","modified":"2019-07-16T14:57:25","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Antona_Massa-panorama_da_Altagnana-768x576.jpg","id":3098,"caption":"Antona_(Massa)-panorama_da_Altagnana"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Antona_Massa-panorama_da_Altagnana-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3097","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3097&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/antona\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.182571718633994,44.05809015228545]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3081,"name":"Rifugio Citt\u00e0 di Massa","description":"<h5 class=\"paragraphtitle\">Alloggio rifugio Citt\u00e1 di Massa<\/h5>\n<ul>\n<li>13 camere con 2-4 letti (totale 30 posti letto) con bagno in comune<\/li>\n<li>vista panoramica dalla maggior parte delle camere<\/li>\n<li>ampia terrazza con solarium<\/li>\n<li>56 posti a sedere intorno ai due camini<\/li>\n<li>conessione wi-fi gratuita nelle due sale<\/li>\n<li>salone adatto per conferenze e eventi di vario genere<\/li>\n<li>piano terra e il primo piano sono acessibile con l\u2018 ascensore<\/li>\n<li>autogestione, mezza pensione e pensione completa<\/li>\n<li>nel periodo estivo cena sotto le stelle guardando la versilia illuminata<\/li>\n<li>struttura attrezzata anche per persone diversamente abili<\/li>\n<li>raggiungibile in macchina d&#8217;estate e d&#8217;inverno<\/li>\n<li>a 880m s.l.m.<\/li>\n<li>Per quanto riguarda la cucina verranno utilizzati prodotti tipici locali sia del versante massese ma anche della Lunigiana e della Garfagnana. Cucina vegetariana e vegana con cuochi specializzati. Corsi di cucina casalinga. Possibilit\u00e0 di cuocere carne alla griglia nel camino a legna nella sala del rifugio.<\/li>\n<li>rifugio costruito nel 1966 dalla sezione CAI di Massa. Uno dei suoi fondatori \u00e8 Nino Mignani<\/li>\n<li>gestito da giovani dal 2013<\/li>\n<li>struttura consigliata dal Parco Apuane per le sue scelte ecosostenibili<\/li>\n<\/ul>\n","modified":"2019-07-16T14:43:40","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-alpine-hut-cai","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/cittadimassa09.jpg","id":3092,"caption":"cittadimassa int"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Rifugio-Citt\u00e0-di-Massa-1_030717_1753591135_o.jpg.ashx_.jpeg","id":3090,"caption":"Rifugio-Citt\u00e0-di-Massa-"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/image.jpgfdetail_558h720w1280pfhwd5eb06a-768x432.jpeg","id":3094,"caption":"Rifugio Citt\u00e0 di Massa"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Rifugio-Citt\u00e0-di-Massa-1_030717_1753591135_o.jpg.ashx_-300x180.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[4]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.il-sentiero.it\/cittadimassa.html"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3081","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3081&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rifugio-citta-di-massa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.20510256,44.05834044]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3080,"name":"FERMATA 3- PARTACCIA","description":"","modified":"2019-08-23T14:43:33","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[147]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3080","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3080&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fermata-3-partaccia\/","icon":"wm-icon-clock","color":"#e8e400","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.06929963,44.02702137]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3079,"name":"FERMATA 2- MARINA DI MASSA","description":"","modified":"2019-08-23T14:43:22","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[147]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3079","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3079&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fermata-2-marina-di-massa\/","icon":"wm-icon-clock","color":"#e8e400","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.10052055,44.00904465]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3078,"name":"FERMATA 1- RONCHI","description":"","modified":"2019-08-23T14:43:11","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[147]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3078","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3078&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fermata-1-ronchi\/","icon":"wm-icon-clock","color":"#e8e400","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.11734873,43.99650401]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3070,"name":"Orto botanico Pellegrini-Ansaldi Pian della Fioba (MS)","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le peculiarit\u00e0 naturalistiche qui presenti hanno spinto fin dai tempi pi\u00f9 remoti numerosi studiosi, in gran parte botanici, ma anche zoologi e geologi, all&#8217;esplorazione di queste montagne. I primi riferimenti botanici alla regione apuana si trovano nelle pubblicazioni di ANGUILLARA (1561) e di LOBEL e PENA (1570), oltre che in diversi manoscritti e nell&#8217;erbario di ALDROVANDI, dove si narra di un&#8217;escursione del 1553 (SOLDANO, 2004). Successivamente si rinvengono notizie botaniche sulle Alpi Apuane in BOCCONE (1697); nel secolo successivo si registra un crescente interesse nei lavori di VITMAN (1773) e di TARGIONI-TOZZETTI (1777).<\/p>\n<p>La conoscenza floristica delle Apuane si accresce notevolmente nell&#8217;Ottocento, quando vengono prodotti diversi studi sulla flora apuana (SAVI, 1804, 1808-1825; BERTOLONI, 1819, 1832 e SIMI, 1851) e descritte nuove specie di piante esclusive del territorio apuano (VIVIANI, 1804, 1808; SAVI, 1804; BERTOLONI, 1819, 1832; SOMMIER, 1894). In un&#8217;opera unica seguita da due supplementi, vengono sintetizzate le conoscenze complete della flora toscana (CARUEL, 1860, 1866, 1870). Successivamente PELLEGRINI (1942) fornisce dati assai dettagliati per la parte del territorio che rientra nella provincia di Massa-Carrara. Nella seconda met\u00e0 del XX secolo si moltiplicano vertiginosamente gli studi dedicati alla regione apuana in vari filoni: studi floristici, studi vegetazionali, studi su specie minacciate, ricerche sui pollini fossili, studi citotassonomici e biosistematici. Di fondamentale importanza dal punto di vista floristico sono certamente i tre volumi del Prodromo alla Flora della Regione Apuana (FERRARINI &amp; MARCHETTI, 1994; FERRARINI et al., 1997; FERRARINI, 2001), ultimo lavoro globale sulla flora apuana.<\/p>\n","modified":"2019-07-16T12:31:11","color":"#8224e3","icon":"wm-icon-flora-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_770x510_a_Pian-della-Fioba-768x509.jpg","id":3073,"caption":"Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_Pian-della-Fioba"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/ortobot.jpeg","id":3071,"caption":"ortobotanico Pian della Fioba"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Hundsrose.jpg","id":3026,"caption":"Hundsrose"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Planimetria_dell-Orto_Botanico_Pietro-Pellegrini_770x510_a_Pian-della-Fioba-768x509.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[168]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.parcapuane.toscana.it\/orto\/1_Giardino.asp?sb=3"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3070","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3070&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/orto-botanico-pellegrini-ansaldi-pian-della-fioba-ms\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.206942558288574,44.05758459430318]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3056,"name":"Agriturismo Montagna Verde &#8211; Albergo Diffuso","description":"<p>Siamo nel cuore della Lunigiana, in localit\u00e0 Apella di Licciana Nardi, provincia di Massa Carrara, nell\u2019alta Toscana, a 660 mt. d\u2019altitudine, circondati dai secolari castagneti del Parco Nazionale dell\u2019Appennino Tosco-Emiliano, dove, un tempo, i Malaspina erano signori incontrastati dell\u2019intero Territorio. L\u2019ambiente e la natura incontaminata si sposano con l\u2019ospitalit\u00e0 e la gentilezza del personale dell\u2019agriturismo, valori che hanno un\u2019antica tradizione in queste terre di Lunigiana. Quel che ci si aspetta da una ottima struttura ricettiva, qui c\u2019\u00e8. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa in pi\u00f9: la cornice irripetibile, tutt\u2019intorno, di un paesaggio ancora vergine e intatto, dove la Storia si unisce alla Natura, in un\u2019area riconosciuta da maggio 2015 Riserva MAB UNESCO.<br \/>\nE\u2019 qui che sorge l\u2019agriturismo della famiglia di Mario Maffei, e a far da vedetta, spunta una torre di avvistamento costruita nel 1000 d.C. che fu poi ampliata in rocca di difesa nel tredicesimo secolo, mentre, nel 1700 venne elevata a torre campanaria ed abbazia. Dopo anni di abbandono e incuria, grazie all\u2019idea e all\u2019impegno di Mario Maffei, nel 1995 il monastero ha ritrovato il suo antico splendore, e oggi la sua imponenza si erge su oltre 600 ettari di riserva, nella quale effettuare escursioni a cavallo, trekking, e magari raccogliere frutti di stagione come fragoline di bosco, mirtilli, castagne e funghi. Il tutto da soli o accompagnati da guide esperte. Saranno frequenti gli incontri con gli animali dell\u2019azienda come le mucche e le pecore allevate allo stato brado, in un\u2019atmosfera bucolica che permetter\u00e0 agli ospiti di conoscere lo spirito di un tempo e la genuinit\u00e0 offerta dalla struttura.<br \/>\nSi potr\u00e0 poi godere del relax offerto dalla piscina dell\u2019azienda, prima di avere accesso a una gustosa cena preparata con cibi tipici locali, biologici e sani, di propria produzione.<br \/>\nL\u2019Agriturismo \u201cMontagna verde\u201d dispone di alloggi sia nel corpo centrale Torre che nel ristrutturato borgo medievale di Apella, a meno di 800 m dal monastero, con appartamenti e camere, tutti dotati di servizi privati, recuperati secondo i criteri di edilizia sostenibile. Su richiesta sar\u00e0 poi possibile visitare il laboratorio dove viene prodotto il miele, gli essiccatoi delle castagne, il bioparco e l\u2019azienda agricola biologica.<br \/>\nAd accogliere gli ospiti, la cortesia della famiglia Maffei, che da sempre cerca di rendere saldo il binomio tra produzione propria e ristorante, garantendo un men\u00f9 a Km Zero di altissima qualit\u00e0.<br \/>\nIl posto ideale per chi desidera una vacanza tranquilla, a contatto con la natura, la storia e il buon cibo, in una posizione strategica invidiabile: pochi chilometri di distanza dal Parco dei Cento Laghi e dal favoloso mare delle Cinque Terre e del Golfo dei Poeti, cos\u00ec come dalle bianche spiagge della Versilia, a meno di un\u2019ora di macchina da Lucca, Pisa e Genova.<\/p>\n","modified":"2019-06-25T14:38:10","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-lodging-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/torre-apella.jpeg","id":3057,"caption":"torre apella"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/apella-borgo-antico-2-768x506.jpeg","id":3059,"caption":""},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/apella-borgo-antico.jpeg","id":3061,"caption":""},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/apella2.jpeg","id":3063,"caption":"Apella 2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/apella2-300x224.jpeg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/montagnaverde.it\/"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3056","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3056&action=edit","translations":{"en":{"id":3419,"name":"Agriturismo Montagna Verde - Diffuse Hotel","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/agriturismo-montagna-verde-diffuse-hotel\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3419","description":"<div class=\"fusion-text\">\n<p>We are in the heart of <strong>Lunigiana<\/strong>, in <strong>Apella<\/strong>, near Licciana Nardi, in the province of Massa Carrara, north <strong>Tuscany<\/strong>. We are 660m above sea level, surrounded by the ancient chestnut woods of the <strong>Tuscan-Emilian National Apennine Park<\/strong>, in an area where, at one time, the undisputed masters of the territory were the Malaspina. Here, a special environment and unspoilt nature are combined with hospitality and kindness, values that have a long tradition in Lunigiana.<\/p>\n<p>We have everything you would normally expect from a <strong>great tourist accommodation structure.<\/strong> But there is more: a unique setting, which fully surrounds us, an untouched and intact landscape, where history merges with nature in an area which was recognised by <strong>UNESCO as a MAB (Man and the Biosphere) Reserve in May 2015<\/strong>.<\/p>\n<p>This is where you will find us, <strong>Agriturismo<\/strong> <strong>Montagna Verde<\/strong>, and the farm of <strong>Mario Maffei <\/strong>and his <strong>family<\/strong>, overlooked by a watchtower built in 1000 BC. This was later expanded into a defensive fortress in the thirteenth century and in 1700 turned into a bell-tower and abbey. After years of being abandoned and neglected, thanks to the initial idea and commitment of Mario Maffei, in 1995 the monastery was restored to its former glory.<\/p>\n<p>Today it stands majestically overlooking 600 hectares of nature reserve, where visitors can enjoy excursions on horseback, hiking, and maybe pick seasonal fruits like wild strawberries, blueberries, chestnuts and mushrooms, either alone or with the help of expert guides.<\/p>\n<p>Almost certainly you will get to meet our cows and sheep who live free range in the area. It is a rural idyll, one which will enable guests to experience the spirit of the past and gain insight into the authenticity offered by Montagna Verde.<\/p>\n<p>Afterwards, you can choose to relax by our <strong>pool<\/strong>,\u00a0 before a <strong>delicious dinner prepared with local products<\/strong>, <strong>organic and healthy<\/strong>, grown by ourselves.<\/p>\n<p>Montagna Verde has accommodation in both the main Tower and in the restored medieval village of Apella, less than 800 metres from the former monastery as <strong>Albergo Diffuso<\/strong> (Diffused Hotel). There is a choice of <strong>apartments or rooms<\/strong>, all with <strong>private bathrooms<\/strong>, renovated in accordance with principles of <strong>sustainable construction<\/strong>.<\/p>\n<p>On request you can visit the workshop where we make <strong>honey<\/strong>, the buildings where we <strong>dry chestnuts<\/strong>, the <strong>Biopark<\/strong> and also our organic farm.<\/p>\n<p>Guests are welcomed by members of the Maffei family, who always aim to sustain the balance between home produced products and <strong>the restaurant<\/strong>, ensuring a <strong>Zero Km menu<\/strong> of the highest quality.<\/p>\n<p>We offer an ideal place for those who want a peaceful holiday in contact with the natural environment, history and good food. We enjoy an enviable position: a few kilometres away from the \u201cParco dei Cento Laghi\u201d (Park of the Hundred Lakes), the fabulous coast of the <strong>Cinque Terre<\/strong> and the <strong>Gulf of Poets<\/strong>, and the white beaches of <strong>Versilia.<\/strong> We are also less than an hour\u2019s drive from <strong>Lucca<\/strong>, <strong>Pisa<\/strong>,\u00a0<strong>Genova and Parma<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fusion-sep-clear\"><\/div>\n<div class=\"fusion-separator fusion-full-width-sep sep-none\"><\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/agriturismo-montagna-verde-albergo-diffuso\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.073288083076477,44.312898049184916]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3025,"name":"Orto botanico &#8220;Maria Ansaldi&#8221; -Pania di Corfino","description":"<p>Istituito nel 1984 per iniziativa della Comunit\u00e0 Montana della Garfagnana, che ne cura la gestione, l&#8217;Orto Botanico Pania di Corfino \u00e8 situato a 1370 metri s.l.m. sull&#8217;omonimo gruppo montuoso in localit\u00e0 Pi\u00e8 Magnano e occupa una superficie di circa un ettaro. Dopo alcuni anni di attivit\u00e0 mirate alla strutturazione dello spazio, l&#8217;orto botanico \u00e8 diventato operativo al pubblico a partire dall&#8217;estate del 1989 con l&#8217;attivazione di un servizio di visite guidate e la costruzione di uno stabilimento con la funzione di foresteria e laboratorio<sup id=\"cite_ref-8\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Parco_dell%27Orecchiella#cite_note-8\">[8]<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p>Inserito nel gruppo degli orti botanici della Provincia di Lucca, l&#8217;orto ha lo scopo di raccogliere e preservare la flora dell&#8217;Appennino lucchese.<\/p>\n<p>Suddiviso in sezioni specifiche, riproduce la vegetazione di alcuni ambienti tipici degli Appennini e delle Alpi Apuane. A seconda delle sezioni si possono trovare:<\/p>\n<ul>\n<li>la flora delle brughiere, presente in zone prossime al crinale appenninico<\/li>\n<li>la flora dei pascoli<\/li>\n<li>un arboreto che ospita la flora dei boschi<\/li>\n<li>un laghetto artificiale e la circostante zona umida che ospitano la flora delle torbiere<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una delle sue zone, denominata Hortus Sanitatis, \u00e8 dedicata alle piante medicinali e commestibili della tradizione della Garfagnana.<\/p>\n<p>L&#8217;Orto \u00e8 dotato anche di una collezione xilologica composta da sezioni longitudinali e trasversali del fusto di varie specie arboree presenti nel territorio della Garfagnana. La raccolta riveste notevole interesse ai fini didattici, in quanto consente di toccare con mano le sezioni delle piante che si possono incontrare dentro e fuori dall&#8217;Orto Botanico.<\/p>\n<p>Nel 1997 \u00e8 stato istituito un Giardino Fenologico, che fa parte della Rete dei Giardini Fenologici internazionali, che studia gli effetti del clima sullo sviluppo di piante clonate dalla stessa pianta madre, secondo la differenza di latitudine.<\/p>\n<p>All&#8217;entrata dell&#8217;Orto \u00e8 esposto un abete bianco sub-fossile databile al 1200 d.C., ritrovato nelle vicinanze. Oltre a svolgere un&#8217;intensa attivit\u00e0 didattica, l&#8217;Orto promuove studi e ricerche, curando l&#8217;organizzazione di convegni dedicati alla conoscenza del patrimonio vegetale della Toscana.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[fonte Wikipedia]<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-05-06T11:16:17","color":"#8224e3","icon":"wm-icon-flora-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Hundsrose-300x276.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[168]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3025","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3025&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/orto-botanico-maria-ansaldi-pania-di-corfino\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.374832460821494,44.202638366251534]}},{"type":"Feature","properties":{"id":3017,"name":"Corfino","description":"<p>Antico paese, di cui le vestigia risalgono all&#8217;alto medioevo, quando il passaggio di animali, merci e persone attir\u00f2 poco a poco un nucleo abitativo appollaiato su di un pianoro ai marginio del fiume che discende dal crinale appeninico, in una zona protetta dalla mole calcare della Pania che dal paese\u00a0 prende il nome.<\/p>\n<p>Si pensa che l&#8217;origine del nome sia quella di <em>&#8220;confinus&#8221;.<\/em><\/p>\n","modified":"2019-05-06T11:06:01","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/corfino-300x258.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3017","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=3017&action=edit","translations":{"en":{"id":3513,"name":"Corfino","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/corfino\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3513","description":"<p>Ancient village, whise settling dates back early middle age, when passages of animals, gods and pilgrims made happening a slow but steady settling, nested onto a perched plateau at the margins of a canyon and foothills of the mountain Pania di Corfino<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>It is believed that its toponimous is coming from &#8220;confinus&#8221; 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Pi\u00f9 in alto, non lontano si incontra l\u2019oasi di Nostra Signora di Fatima, recente cappella del 1993 e quindi la piccola chiesa di San Maurizio. Circondata dal cimitero, risale al XIII-XIV secolo ed \u00e8 costruita in bozze di pietra squadrata.<br \/>\nMocrone accoglie nella piazza d\u2019entrata un monumento dello scultore Riccardo Rossi dedicato ad Alberico Benedicenti (1866 Mondov\u00ec -1961 Mocrone), farmacologo e biologo di fama internazionale. 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At its entrance is a monument (sculptorist Riccardo Rossi) dedicated to Alberico Benedicenti (1866 Mondovi(CN) -1961 Mocrone), farmacologist and biologist known internationally. 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I discendenti di Bernab\u00f2 tennero tale dominio per due secoli e mezzo e alternarono momenti di quiete con turbolente vicende determinate specialmente dalle bramosie degli stati di Firenze e di Milano per la supremazia in Lunigiana.<\/p>\n<p>Queste contese resero difficile la sopravvivenza dell&#8217;autonomia politica della dinastia dei Bernab\u00f2 e provocarono preoccupazioni, contrasti coi sudditi, contese coi feudatari vicini ed invasioni. Le maggiori tensioni si ebbero nel XV secolo: durante le guerre tra il duca di Milano Filippo Maria Visconti e la Repubblica di Firenze, gi\u00e0 alleata con i Bernab\u00f2, questi ultimi tradirono in favore di Milano la repubblica Fiorentina, che con l&#8217;aiuto della popolazione ribelle al marchesato occup\u00f2 il castello per tre anni. Con la pace di Ferrara del 1433 e dopo un atto di sottomissione nei confronti della repubblica i Malaspina ripresero il possesso del loro feudo. Questo fatto provoc\u00f2 il risentimento di Filippo di Milano, tanto che nel 1445 egli fece assalire dalle sue truppe il castello e distruggere le fortificazioni.<\/p>\n<p>Nel 1615 Cesare II, fortemente indebitato e privo di figli maschi, vendette il feudo alla Camera Ducale di Milano che dopo averlo tenuto per ventisei anni e bisognosa di denaro lo rivendette nel 1641 alla nobile famiglia degli Ariberti di Cremona. La famiglia cremonese govern\u00f2 con giustizia e liberalit\u00e0 e in seguito a una revisione della struttura port\u00f2 alla definitiva trasformazione della fortezza da strumento di guerra a residenza borghese.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;estinzione della famiglia degli Ariberti, Malgrate pass\u00f2 nel 1745 ai Freganeschi di Milano, congiunti agli Ariberti per parte delle donne, che ne conservarono il dominio fino all&#8217;epoca della Rivoluzione francese. Nel XIX secolo, smantellato e spogliato dei suoi beni, il castello rovin\u00f2 quasi interamente[2].<\/p>\n<p>Oggi il castello di Malgrate, acquisito al patrimonio dello stato, \u00e8 stato completamente consolidato e restaurato grazie ai Fondi Strutturali dell&#8217;Unione Europea e ai fondi del Progetto Speciale Castelli della Lunigiana[3].<br \/>\nArchitettura<br \/>\nLa torre circolare<\/p>\n<p>Il complesso presenta le caratteristiche di una classica fortezza medievale con torre adatta alla difesa piombatoia, mastio centrale e cortina muraria guarnita di merli e camminamenti di ronda. L&#8217;ingresso del castello \u00e8 preceduto da fossato e un ponticello sostituisce un vecchio ponte levatoio.<\/p>\n<p>Le mura trapezoidali sono di epoca post-medievale e sono percorse in tutto il loro perimetro da camminamenti per le guardie e contrafforti con gli archetti. Le mura recingono il nucleo medievale che ha forma planimetrica rettangolare.<\/p>\n<p>La torre, risalente con ogni probabilit\u00e0 al XII secolo, \u00e8 alta oltre venticinque metri e si trova sul lato ovest del castello. Di forma circolare e affiancata da una costruzione fortificata a pianta rettangolare \u00e8 dotata di sei vani voltati sovrapposti collegati attraverso botole da scale retrattili, con lo sporto superiore su beccatelli in pietra[4].<\/p>\n<p>Accanto alla torre sorgono i resti di un mastio centrale, residenza del signore feudale, probabilmente su tre piani e con corte interna. Risalgono al XV secolo le grandi feritoie adatte all&#8217;uso di armi da lancio come archi e balestre. La porta di accesso al borgo creata da Giuseppe Malaspina nel 1566 \u00e8 saldata al fianco orientale delle mura del castello.<\/p>\n","modified":"2019-04-18T14:11:51","color":"#eded00","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1280px-Villafranca_in_Lunigiana-Malgrate4-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2905","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2905&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malgrate\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.97118682617031,44.31413062488173]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2891,"name":"Cave Monte Altissimo- Cervaiole","description":"<p>Il versante sud-occidentale della montagna \u00e8 caratterizzato da un&#8217;imponente parete subverticale di oltre 700 m di altezza che lo rendono maestoso e ben individuabile da tutta la costa della Versilia, alla quale \u00e8 piuttosto vicino. Il suoi versante nord-orientale \u00e8 assai meno dirupato ed \u00e8 localmente coperto da faggete.<br \/>\nLa montagna \u00e8 rinomata per i pregiati marmi cavati principlamente in localit\u00e0 Le Cervaiole di propriet\u00e0 della societ\u00e0 Henraux s.r.l.. La sequenza dei marmi di Monte Altissimo \u00e8 costituita da una parte basale formata da marmo bianco e grigio alternati in banchi regolari con spessore ridotto di 0,8-1,20 metri , seguita da una parte intermedia formata da banchi ben strati\ufb01cati di marmi bianchi e statuari con limitati marmi di colore grigio. Nella parte pi\u00f9 alta della sequenza il marmo assume un aspetto pi\u00f9 massiccio ed i banchi non sono pi\u00f9 facilmente de\ufb01nibili. 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La tipologia della cava \u00e8 un raro esempio di cantiere estrattivo con una cortina di roccia attraversata da un grande taglio a filo elicoidale. Nell\u2019area sono ancora preservati alcuni gli edifici di servizio dell&#8217;attivit\u00e0 di escavazione del marmo. La zona di Tre Fiumi \u00e8 stata sede del terminal di carico dei blocchi e misure dei marmi della ferroviaria marmifera dell\u2019Alta Versilia, attiva dal 1923 al 1947 e \u201cpoggio caricatore\u201d di molte delle cave della societ\u00e0 Anonima S.Henraux nell\u2019area di Arni. 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Dopo 250 m si raggiunge il corso d&#8217;acqua che, di regola, si presenta completamente secco, poich\u00e9 caratterizzato da una circolazione subalvea. Dopo aver percorso il fondo arido in direzione nord, mentre l&#8217;asta fluviale disegna un meandro incassato, si incontra subito la confluenza da sinistra del fosso Anguillaja (650 m di quota), in gran parte modificata dai vecchi tagli e dai residui abbandonati di una cava di marmo. L&#8217;attivit\u00e0 estrattiva ha pure cancellato le prime &#8216;marmitte&#8217; che esistevano nella parte pi\u00f9 bassa dello stesso fosso, sagomando artificialmente il suo fondo e le sue pareti laterali.<br \/>\nL&#8217;Anguillaja \u00e8 un corso d&#8217;acqua intermittente a regime temporaneo, in occasione di piogge consistenti, che presenta alcune notevoli &#8216;marmitte&#8217;, descritte per la prima volta da Masini (1929). A quel tempo, gli ultimi 300 m del fosso discendente dal M. Sumbra, mostravano ben 13 grandi cavit\u00e0 a paiolo. Il loro numero si \u00e8 poi ridotto per le distruzioni prodotte anni fa dalla cava dismessa del suo tratto inferiore. Le &#8216;marmitte&#8217; superstiti, oggi tutelate dal Parco Regionale, sono facilmente osservabili proseguendo il breve itinerario lungo l&#8217;Anguillaja. La risalita del fosso \u00e8 relativamente facile all&#8217;inizio e, il primo salto morfologico, viene superato grazie ad una piccola scala in ferro. Si giunge cos\u00ec alla successione spettacolare di tre &#8216;marmitte&#8217; di proporzioni rilevanti, completamente scavate nel marmo (vedi foto a lato).<br \/>\nPi\u00f9 oltre, il percorso richiede pratica nell\u2019uso della corda doppia e nell\u2019arrampicata d\u2019aderenza su roccia.<\/p>\n<p>Morfogenesi: le &#8216;marmitte dei giganti&#8217; devono spesso la loro origine all&#8217;azione abrasiva di ciottoli ruotanti. Lo sviluppo richiede pi\u00f9 condizioni coincidenti, tra cui il movimento vorticoso della corrente fluviale e un substrato roccioso coerente ed omogeneo, come il marmo del M. Sumbra.<br \/>\nA questo modello sembrano riferirsi anche le &#8216;marmitte&#8217; dell&#8217;Anguillaja e del Fatonero, come dimostrerebbero i segni dell&#8217;erosione meccanica sui bordi interni della grande cavit\u00e0 a paiolo raffigurata a lato.<br \/>\nTuttavia, alcuni Autori hanno ipotizzato una genesi di queste &#8216;marmitte&#8217; in regime forzato, attraverso cunicoli subglaciali che dovevano trovarsi nel versante meridionale del Sumbra e del Fiocca, in corrispondenza di ghiacciai o nevai perenni formatisi durante l&#8217;ultima glaciazione.<br \/>\nPer altri, la dissoluzione chimica (carsismo superficiale) pu\u00f2 aver preparato inizialmente le cavit\u00e0, su cui l&#8217;azione idrodinamica ha poi avuto ragione prevalente o esclusiva (Federici et alii, 1981).<\/p>\n<p>Un sguardo al fosso Fatonero, al Fiocca e al Sumbra<br \/>\nDalla strada provinciale di Val d&#8217;Arni, 700 m pi\u00f9 a monte dell&#8217;Anguillaja, \u00e8 facilmente individuabile il fosso Fatonero, di cui si possono osservare gli ultimi 400-500 m di tratto, discendenti dal M. Fiocca. Le &#8216;marmitte&#8217; sono state numerate in modo decrescente al risalire del fosso: in tutto sono 21 e di dimensioni analoghe a quelle del fosso gemello. Anch&#8217;esse sono scavate nel Marmo.<br \/>\nNel risalire il M. Fiocca, dal fosso Fatonero, s&#8217;incontrano, in successione, Marmi, Calcari selciferi, Diaspri, Calcari selciferi ad Entrochi, Scisti sericitici e Pseudomacigno, con diverse ripetizioni dovute a pieghe minori. Si segnala anche la presenza di tre minuscole klippe di Calcare cavernoso. Il M. Sumbra invece, \u00e8 costituito prevalentemente da Marmi e Calcari Selciferi. I versanti meridionali di questi due rilievi sono caratterizzati soprattutto da forme di modellamento carsico e glaciale. I solchi arrotondati della parete sud del Sumbra sono legati a processi crionivali, dovuti a nevai perenni o a piccole masse effimere di ghiaccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T17:37:49","color":"#1e73be","icon":"wm-icon-geology-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/marmitte_anguillaia.jpg","id":2879,"caption":"marmitte_anguillaia"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/marmitta_erosa.jpg","id":2877,"caption":"marmitta_erosa"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/marmitta_erosa-300x224.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159,166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.apuanegeopark.it\/apuanegeopark_geotur_marmitte.html"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2876","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2876&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/marmitte-dei-giganti\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.290417978704795,44.06228137000644]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2853,"name":"Isola Santa","description":"<p>Si tratta di un piccolo paese ormai disabitato, che sorgeva lungo la valle della Turrite Secca a circa 550 m s.l.m.<br \/>\nFu probabilmente fondato originariamente come ospizio nell&#8217;alto medioevo, sulla strada che collegava la Garfagnana alla Versilia. Alcuni scavi condotti dall&#8217;Universit\u00e0 di Pisa tra il 1976 e il 1977 hanno permesso il ritrovamento di importanti dati archeologici, che testimoniano la presenza di un insediamento all&#8217;aperto occupato per molto tempo da gruppi della fase finale del Paleolitico e poi del Mesolitico, che pi\u00f9 volte si accamparono in questo luogo .<\/p>\n<p>Questo borgo, fu sacrificato e sommerso come altre zone apuane nel dopo guerra (1949-1950) creando lo sbarramento di\u00a0 acque correnti e costruire bacini artificiali per la produzione di energia elettrica. Il sacrificio fu in parte dovuto al massiccio spopolamento che tutta la montagna aveva gi\u00e0 subito in quell&#8217;epoca. I pochi abitanti rimasti furono spostati in un nuovo insediamento, poco pi\u00f9 a monte sulla strada verso Capanne di Careggine\u00a0 chiamato Isola Santa Ater ( lo vedrete percorrendo la strada che porta a La Ceragetta)<br \/>\nRisultato \u00e8 che qui si \u00e8 formato un nuovo paesaggio, con parte del paese sommerso, e parte che si trova oggi sulle sponde di questo invaso artificiale dalle acque cristalline e riflessi verdi.<br \/>\nSpicca l&#8217;antica chiesa dedicata a San Jacopo, citata nel 1260 e ormai sconsacrata.<br \/>\nAd oggi sono state ristrutturate alcune case ad uso residenza estiva, mentre sorgono anche un bar e servizi di ristoro. Una breve passeggiata sulle sponde del lago \u00e8 possibile sul lato Nord, fino ad ammirare la risorgenza de &#8220;La Pollaccia&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; altres\u00ec possibile scendere sulla diga ( accesso lungo la strada direzione Castelnuovo Garfagnana) ed ammirare il cospicuo salto (circa 40m) creato come dislivello dallo sbarramento. Da qui inoltre si accede ai sentieri che proseguono irti verso Col di Favilla, Mosceta e Puntato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:37:55","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IsolaSanta-768x512.jpg","id":2842,"caption":"Isola Santa Panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/P1290089-768x576.jpg","id":2854,"caption":"Isola Santa Inverno"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/IsolaSanta-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2853","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2853&action=edit","translations":{"en":{"id":3514,"name":"Isola Santa","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/isola-santa\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3514","description":"<p>Already on 1260 somebody wrote about a \u201cHospitale\u201d in Isola Santa, that used to assist and give hospitality to those wayfarer who went through the Apuan Alps to reach the Versilia Coast or the Garfagnana in the opposite sense. Along this long and difficult journey Isola Santa was a fixed meeting point, was therefore probably fortified and had a watch tower (lost with centuries, but the street \u201cvia della Torre\u201d still remains). Despite its strategic position, the little village was isolated and very difficult to reach due to the bad conditions of the communication routes, and its economy was very poor and simple. This isolation has been preserved for centuries, and ended only with the construction of the road and gallery of Cipollaio at the beginning of the 20th century. After this, in 1949 the construction of the dam changed radically the scene of this valley: the lake caused some troubles to the stability of the village, and the inhabitants of Isola Santa slowly abandoned their houses. 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Il suo nome, &#8220;Piagnaro&#8221;, deriva dalle &#8220;piagne&#8221;, lastre in arenaria utilizzate in Lunigiana per realizzare i tetti delle abitazioni. Il nucleo originario viene costruito per volont\u00e0 della famiglia di origine longobarda degli Adalberti. Pi\u00f9 volte distrutto ad opera di truppe imperiali e dagli stessi pontremolesi per discordie interne, fu sempre ricostruito per la sua posizione strategica che permetteva di dominare le strade del Bratello e della Cisa, di fondamentale importanza per i traffici commerciali medioevali. La struttura primitiva della fortezza, pertanto, ha subito profonde modifiche nei secoli: nel 1329 subisce una prima distruzione per mano dei guelfi e ghibellini, alleati contro l&#8217;odiato vicario di Ludovico di Baviera.<\/p>\n<p>Nei secoli successivi subisce altri attacchi con conseguenti ricostruzioni, affiancate a restauri, rifacimenti e aggiornamenti della struttura difensiva. Il castello, comunque, viene utilizzato con scopo militare fino al 1790, anno in cui il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo consegna al Comune l&#8217;ultimo cannone per fonderne il bronzo e realizzare la campana civica. Negli anni successivi viene utilizzato come sede di governatori militari e di nuovo come caserma fino ai primi anni del Regno d&#8217;Italia, dunque fino alla seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, dopodich\u00e9 viene adibito ad abitazione di famiglie non abbienti. Nel primo Novecento viene per questo considerato una sorta di ghetto, evitato dalla maggior parte della popolazione.<br \/>\nDal 1975 gli ambienti della parte inferiore del Castello ospitano il museo delle Statue Stele della Lunigiana. In occasione dell&#8217;apertura del museo, inoltre, il castello \u00e8 stato completamente restaurato all&#8217;interno e all&#8217;esterno.<br \/>\nDescrizione<br \/>\nLa parte pi\u00f9 antica visibile al giorno d&#8217;oggi \u00e8 il torrione semicircolare del Quattrocento posto a nord, mentre la parte mediana \u00e8 il risultato di un rifacimento operato nel Seicento e nel Settecento. Questo corpo contiene l&#8217;attuale ingresso al castello e, sul retro, un vasto cortile con un antico pozzo dal cortile; da qui tramite una gradinata, si sale sulla terrazza, dominante la vallata e l&#8217;abitato di Pontremoli. Un secondo nucleo di et\u00e0 posteriore, posto pi\u00f9 in basso sull&#8217;altura, comprende invece costruzioni con il tipico aspetto di caserma, utilizzate per l&#8217;alloggio delle truppe<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testo da Wikipedia]<\/p>\n<h3>Museo delle Statue Stele Lunigianesi<\/h3>\n<h5>Castello del Piagnaro &#8211; Pontremoli<br \/>\nTel. 0187.831439 &#8211; info@statuestele.org.<\/h5>\n<p><strong>Orari di apertura 01 Ottobre &#8211; 31 maggio<\/strong><br \/>\norario continuato 09.30 &#8211; 17.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura 01 giugno &#8211; 30 Settembre<\/strong><br \/>\norario continuato 10.00 &#8211; 18.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura 01 agosto &#8211; 31 agosto<\/strong><br \/>\norario continuato 10.00 &#8211; 19.30 &#8211; tutti i giorni<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:30:49","color":"#eded00","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/piagnaro2.jpg","id":2775,"caption":"piagnaro2"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/piagnaro2-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195,196]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2762","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2762&action=edit","translations":{"en":{"id":3432,"name":"Piagnaro Castle","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/piagnaro-castle\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3432","description":"<p>Pontremoli has been labeled &#8220;Porta dell&#8217;Appennino&#8221; (the door to the Apennines) for centuries, thanks to its highly strategic position at the junction of the Magra and Verde rivers. It overlooks Francigena street (also known as Monte Bardone street) and the large crowds of passersby, armies and pilgrims that it carried between the north and south of the peninsula.<\/p>\n<p>The area developed along the narrow strip of land dividing the two rivers. A &#8220;pons tremulous&#8221; (wooden bridge) once crossed the Verde river, and is how the city got its name: Pontremoli. The birth of the settlement is obscure. Although the presence of Ligurian people in the area since early history seems certain, Pontremoli was referred to for the first time in 994 (as &#8220;Puntremel&#8221;) by Sigerico, Archbishop of Canterbury, in the description of his travels in Italy. The original center of village and castle rose up a few years before, in the middle of the 10th century, around a tower erected on Molinatico mountain&#8217;s meridional hill by the Longobarda deli Adalberti family in defense of Hungarian attack. The name Pignaro comes from a nearby slate slab quarry, the characteristic roof material of Lunigianian houses. (&#8220;Piagne&#8221; means &#8220;shingles&#8221;).<\/p>\n<p>The advantage of Pontremoli&#8217;s strategic position was simultaneously the cause of war and destruction for the city and its castle. Due to the stratification of its walls from continual demolition and reconstruction, today, it&#8217;s difficult to clearly identify the fortification&#8217;s diverse phases of construction (from the year 1000 to the end of the 1700s) accounting for the structure&#8217;s complexity. To call out some of the principal damage: the first destruction took place in 1110 with the passing of Enrico V&#8217;s army; the most dramatic in 1495 with the invasion of Carlo VII; and the last during the WWII, during the retreat of the German army, with the allied bombing also responsible for the loss of many buildings in the historic center.<\/p>\n<p>The ancient heart of Piagnaro is its highest point, which rose up around the fortified complex&#8217;s principal, 20-meter high, semioval stone tower. It is actually a four-sided figure linked to a semicircle with curved surfaces outside the city walls. The original entry was through a door in the internal facade, almost 10 meters from the ground, reachable by a wooden structure no longer in existence, and protected by a drawbridge of which traces have remained. Some elements suggest that the tower dates back to the 1430s.<\/p>\n<p>Under the tower, a square courtyard defined on the west by a perimeter wall from the late middle ages, and on the south and east by a large building, the result of the unification of several diverse structures that were probably home to the castle&#8217;s barracks. The west side makes use of the preexisting perimeter wall and a supporting cylindrical tower.<\/p>\n<p>A second courtyard lies below, with access by means of a ramp leading from a large door. The court, which houses a beautiful sandstone well, is defined on its southern and eastern sides by a perimeter with wallwalk. Its steep, sloping walls were built with a technique similar to that used to construct the tower. An addition on the eastern side includes a protruding defensive apparatus with angled gatekeeper&#8217;s room, and most likely dates back to the 18th century. There is a chapel on the northern side, while the western side is made up of an outstretched, two-floor building, home to the Museum of the Luingiana Stone Statues since 1975, and once the residence of the castle&#8217;s authorities.<\/p>\n<p>The principal entrance, under a coat of Medicean arms, is down even further. It was once equipped with a drawbridge, reached by crossing the narrow village streets. The castle was &#8220;in arms&#8221; until 1790, the year that Grand Duke of Tuscany, Pietro Leopoldo, gave the community the last cannon from its battlements. The bronze was used to construct a new bell for the city tower.<\/p>\n<p>In addition to the castle, Ponteremoli has an interesting medieval city center. The village was encircled in walls and well-defended by three fortresses (in addition to Piagnaro, there once were the Cacciaguerra and Castelnuovo Fortresses, of which ruins remain that were incorporated into the urban architectural structures to be touched on later) and six towers: two, in the upper part of the city, flanked Porta Parma; Seratti tower defended the bridge over the Verde river; and three were lined up along the eastern side of the lower part of the perimeter walls (since there was no running river to defend them, they were protected by a moat). Of the six ancient doors that opened into the walls of the city, only 4 remain: the upper, called San Giorgo (now known as Parma door); those defended by two, 14th century, humpbacked bridges, the Cresa and the Casotto (or Busticca), towards the Verde river; and the last, leading to the bridge over the Magra river.<\/p>\n<p>One of the village&#8217;s particularities was its division into two distinct centers, one in the mountains and one in the valley, occupied by the Guelfs and the Ghibellines, respectively. In 1322, Castruccio Castracani built the Cacciaguerra Fortress in the autonomous space in the middle, in order to prevent the frequent conflicts between the inhabitants of the two zones. The fortress was endowed with three towers: the central one was converted into the municipal tower (called il Campanone); that on the East, on the Magra River, became the church bell tower; the other on the West, on the Verde river, was destroyed. Subsequently, Pontremoli expanded onto the left bank of the Magra river, where the Castelnuovo Fortress was erected, of which one tower and a door with pointed arch remain.<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-del-piagnaro\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.881510138,44.37986754]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2752,"name":"Castello Malaspina di Fosdinovo","description":"<p>Il castello di Fosdinovo \u00e8 stato residenza principale del marchese, reggitore dell&#8217;omonimo feudo, appartenente ad uno dei rami dei Malaspina dello Spino Fiorito, dal XIV al XVIII secolo. La costruzione dell&#8217;imponente fortezza, che si fonde perfettamente con la roccia arenaria, ebbe inizio nella seconda met\u00e0 del XII secolo, anche se si parla del Castrum Fosdinovense gi\u00e0 in un documento di Lucca del 1084. Innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, nel 1340 venne ufficialmente ceduta dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina, morto nel 1352.[1] Egli cre\u00f2 cos\u00ec il marchesato di Fosdinovo risiedendo nel castello che il nipote Galeotto I, scomparso nel 1367,[2] in seguito ingrandir\u00e0 e abbellir\u00e0. Nella parte finale del Quattrocento fu restaurato razionalmente da Gabriele II Malaspina. Nel Cinquecento, grazie all&#8217;opera del suddetto regnante e del suo successore Lorenzo Malaspina, il castello acquist\u00f2 l&#8217;aspetto di dimora gentilizia e la dimensione di corte rinascimentale, mentre nel Seicento, durante il marchesato di Giacomo (Jacopo) II Malaspina, il borgo si ingrand\u00ec ulteriormente fino a contare, nel 1636, ben ottocento \u201cfuochi\u201d.<\/p>\n<p>Il castello di Fosdinovo si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni (uno centrale), camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un avamposto verso il paese, detto anticamente lo \u201cspuntone\u201d, formidabile strumento difensivo (una sorta di rivellino). Protetta, nei tempi trascorsi, da un ponte levatoio, la porta d&#8217;ingresso duecentesca introduce in un piccolo cortile in stile romanico dove una colonna marmorea, anch&#8217;essa del Duecento, ne sostiene i loggiati superiori. Dal cortile, dove si trovavano i cannoni difensivi, partono le larghe rampe di scale (ci si passava con i cavalli) che conducono a quello pi\u00f9 grande centrale. Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale cinquecentesco in marmo da cui comincia il percorso per raggiungere le sale del castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800. La Sala d&#8217;ingresso, la Sala da pranzo col grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del Seicento, la Sala del trono, il vasto Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante camera delle torture. Si racconta che proprio da questa stanza, la marchesa Cristina Pallavicini, donna malvagia e lussuriosa, eliminava i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto. E proprio i trabocchetti erano una caratteristica del castello. Ne esistevano tre, due nel loggiato che dava sull&#8217;orto ed uno nella torre d&#8217;angolo. Alla loro base erano infissi affilati coltelli con la punta rivolta verso l&#8217;alto, di modo che lo sventurato, una volta caduto dalla botola attivata con una molla, veniva colto immediatamente dalla morte. Oltre a questi tremendi strumenti di tortura, ne esisteva un altro ancor pi\u00f9 terribile. Si trattava di un braccio di ferro che sporgeva dal muro della torre, ad esso era applicata una carrucola ed un anello murato in terra, collegati da una corda. Il torturato veniva appeso e lasciato penzoloni sotto gli occhi di tutti, finch\u00e9 non fosse morto.[3] Nella pi\u00f9 antica torre di levante, si trova la cosiddetta \u201ccamera di Dante\u201d, dove, secondo la tradizione, dorm\u00ec il Sommo Poeta quando fu ospitato nel castello durante il periodo di esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l&#8217;antica amicizia di Dante con i Malaspina, ricordata da Giovanni Boccaccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Museo<\/strong>:<\/p>\n<p>Il castello ospita al suo interno un percorso museale che attraversa l\u2019intera struttura dell\u2019edificio dalle prigioni alle torri panoramiche.<\/p>\n<p>La visita guidata, di circa un\u2019ora, consente di approfondire gli aspetti relativi all\u2019architettura e alla storia del castello e dalla famiglia Malaspina.<\/p>\n<p>Di particolare interesse i saloni dipinti da Gaetano Bianchi, la stanza di <strong>Dante Alighieri<\/strong>, le collezioni di monete, ceramiche, armi, attrezzi di uso quotidiano e strumenti di tortura. Per i pi\u00f9 curiosi, inoltre, \u00e8 prevista nel giro anche la sosta alla leggendaria <a href=\"http:\/\/fosdinovo.borgoognissantitre.com\/it\/node\/24\">stanza del fantasma<\/a>.<\/p>\n<p>Collezione di arte contemporanea: nel periodo estivo \u00e8 possibile percorrere il castello alla ricerca di lavori di arte contemporanea lasciati dagli artisti invitati in Residenza.<\/p>\n<p>Lo spazio museale \u00e8 stato pensato in modo tale da offrire agli spettatori un percorso interdisciplinare piacevolmente fruibile da tutte le fasce d\u2019et\u00e0. Su prenotazione, inoltre, \u00e8 possibile organizzare i laboratori per le scuole oppure \u00a0visite gestite da storici e archeologi medievisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>VISITE:<\/strong><\/p>\n<p>l museo \u00e8 aperto al pubblico per visite guidate, su prenotazione \u00e8 possibile\u00a0visitarlo in gruppi anche al di fuori degli orari previsti.<\/p>\n<p>Si organizzano visite guidate in lingua (francese e inglese), rievocazioni medievali nonch\u00e9 letture dantesche.<\/p>\n<p>Ogni <em>venerd\u00ec<\/em> alle 22.00 \u00e8 possibile prenotare visita in notturna a lume di candela alla ricerca del fantasma.<\/p>\n<p>Le giornate al castello per i gruppi possono essere accompagnate da pranzi, cene o merende predisponendo per i pi\u00f9 piccoli laboratori medievali con animatori in costume.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:38:56","color":"#eded00","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03747-768x511.jpg","id":2753,"caption":"Castello FOsdinovo 2"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03781-768x511.jpg","id":2755,"caption":"Castello FOsdinovo "}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC03781-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2752","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2752&action=edit","translations":{"en":{"id":3444,"name":"Malaspina Castle of Fosdinovo","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/malaspina-castle-of-fosdinovo\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3444","description":"<p>With its 12th century walls still intact, Fosdinovo Castle crowning a hill 550 meters high. The castle still dominates a great part of the Thyrrenian coastline. During the Middle Age its position was ideal to maintain control of the Apennines outlet to the sea and the Lunigiana region, with its roads and mountain pass linking the Thyrrenian coast to northern Italy.<br \/>\nOne of the coat of arms walled on the main gate walls.<\/p>\n<p>We have records of the existence of Fosdinovo Castle as fief of the Erberia family since the year 1124, under the direct control of Bishop-Counts of Luni. This arrangement continued until 1317, when the unstoppable rise of the marquises Malaspina, strictly connected with the Ghibelline cause, brought the Episcopal power to a rapid decline and the leader of the family Spinetta Malaspina took possession of the castle. Immediately after Fosdinovo was conquered by the great commander Castruccio Castracani, Lord of Lucca, that besieged the castle with 6000 soldiers and 1000 knights. In the 1334, after the decline of Castruccio, the castle returned into possession of the Malaspina .<br \/>\nThe front towards the town with one of the powerful round towers.<\/p>\n<p>At the beginning of the 14th century the Malaspina, now masters of the entire Lunigiana thanks to the help of the powerful family of the Scaligeri of Verona and Enrico the 7th, moved the seat of the family from the nearby castle of the Verrucola di Fivizzano to Fosdinovo, and made the village the administrative center of their lands. The castle was enlarged. The original keep of the 12th century was widened and strengthened with turrets and a new cylindrical tower, ghibelline battlements (with &#8216;tail of swallow&#8217; form), machicolation on the sides towards the Lunigiana and with towers and ramparts on the side facing the village; inside, the castle became one of the finest nobiliary residences of that time, rich of frescoed rooms. The magnificent inner courtyard was a 16th century addition. Over the main gate, defended by a breteche, is still visible a coat of arms representing a dog holding a plant with thorns (known as &#8220;Spino&#8221;) in its mouth to symbolize the strong alliance between the Malaspina and the Scaligeri. All around, in the walls are opened gun loops for cannons and other fire arms.<\/p>\n<p>The castle has the reputation of &#8216;indestructible&#8217; and even the earthquake of 1922, that destroyed great part of the Lunigiana, made no serious damage to its structure. A legend says that the great poet Dante Alighieri passed some days at the castle, an event historically impossible. Another legend is connected with the presence in one of the rooms of the castle of the &#8216;well of oblivion&#8217;: the marquise Cristina Adelaide Pallavicino, bride of Ippolito Malaspina, attracted her lovers into this room and then threw them down in this pit full of blades which ended in a water channel beyond the walls. Most likely the trap was used, but for the elimination of enemies! The castle is still owned by the marquises Torrigiani-Malaspina and managed by the cultural association Lo Spino Bianco [ Info from official website: www.castellodifosdinovo.it]<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castello-malaspina-di-fosdinovo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.020904541015625,44.13552944919728]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2750,"name":"Fortezza delle Verrucole","description":"<p>La Fortezza delle Verrucole, fondata dalla famiglia Gherardinghi sopra un precedente insediamento umano, risale a un periodo compreso tra X e XIII secolo. I Gherardinghi costruirono una prima rocca e un palazzo pubblico per tenere sotto controllo il territorio. Le mire espansionistiche di Lucca verso nord diedero per\u00f2 a questi luoghi innumerevoli battaglie nel XII e XIII secolo. Probabilmente il momento pi\u00f9 difficile fu alla fine del XII secolo quando la famiglia Gherardinghi entr\u00f2 nell&#8217;alleanza fra Pisa e i feudatari della Garfagnana e della Versilia contro la repubblica di Lucca, la quale reag\u00ec nel 1170 con una campagna militare di notevoli dimensioni. Questa comprese anche l&#8217;assedio alla &#8220;Verucola gherardenga&#8221;, antico nome dell&#8217;attuale Fortezza delle Verrucole.<\/p>\n<p>Negli anni successivi i feudatari di Verrucole riuscirono a strappare ora al Sacro Romano Impero ora al Papa promesse d&#8217;indipendenza e autonomia,promesse che si concretizzano nella stesura di uno statuto comunale datato 1271. Nel 1296, la Fortezza pass\u00f2 nelle mani dei lucchesi che la affidarono alla consorteria dei Guidiccioni. Terminata l\u2019epopea del condottiero lucchese Castruccio Castracani, la Fortezza perse importanza come presidio lucchese cosicch\u00e9 nel 1328 Spinetta Malaspina, marchese ghibellino e condottiero di ventura, se ne pot\u00e9 impadronire e la tenne fino al 1345. La Fortezza delle Verrucole fu quindi abbandonata fino all\u2019arrivo della dinastia estense. Nel 1429 una parte della Garfagnana pass\u00f2 infatti sotto il dominio della famiglia d\u2019Este di Ferrara. La Fortezza nelle sue fattezze attuali risale perci\u00f2 probabilmente a due periodi estensi: l\u2019epoca del marchese Leonello (circa 1450) e di Alfonso II (circa 1564). Fu in questo periodo che venne restaurata e trasformata in una cittadella costituita da due rocche, una quadrata e una circolare, governata da due distinti castellani. Tra il 1522 e il 1525 il poeta Ludovico Ariosto ebbe la carica di commissario della Garfagnana e si occup\u00f2 di riorganizzare i presidi militari, tra cui Verrucole. Nella seconda met\u00e0 del XVI secolo il duca Alfonso I d\u2019Este invit\u00f2 l\u2019architetto Marc\u2019Antonio Pasi ad adeguare la Fortezza alle nuove esigenze belliche. Venne cos\u00ec costruita l\u2019attuale rocca poligonale e i bastioni. Alla met\u00e0 del \u2018700 la Fortezza perse la sua originaria funzione strategico-militare. Le sue strutture vennero comunque mantenute in efficienza da ingegneri ducali. Tra la fine del \u2018700 e i primi dell\u2019800, sotto la dominazione francese, il presidio delle Verrucole fu messo all\u2019asta, ma rimase invenduto. L\u2019intero complesso fu venduto a privati nel 1866. Nel 1986 il Comune di San Romano in Garfagnana ha acquistato la Fortezza avviandone il restauro, terminato nel 2012. Come in ogni edificio plurisecolare, leggende di magie e fantasmi abbondano, forse perch\u00e9 nei secoli il forte fu anche sede di prigione. Dalle cronache storiche diventate poi leggenda emerge il seicentesco capitano Francesco Accorsini, comandante della Fortezza, condannato dall\u2019Inquisizione di Modena per pratiche di magia e stregoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testi da fortezzaverrucolearcheopark.it]<\/p>\n","modified":"2019-04-23T13:40:49","color":"#eded00","icon":"wm-icon-castle2_15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSCN7429-768x512.jpg","id":2771,"caption":"Verrucole panorama"},{"src":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC00643-768x511.jpg","id":2726,"caption":"Fortezza Verrucole"}],"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DSC00643-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[195,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2750","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2750&action=edit","translations":{"en":{"id":3515,"name":"Verrucole fortress","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/verrucole-fortress\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3515","description":"<div class=\"first-letter-transparent animated-links\" data-first-letter-no-js=\"\">\n<div>\n<p><strong>Deep in the Garfagnana<\/strong>, 3 kilometres from the municipality of San Romano, sits the <strong>imposing Verrucole Castle<\/strong>. The fortress is a very important medieval site, positioned on a hill 600 metres up, above the village of <strong>Verrucole<\/strong>.<\/p>\n<p>Built by the Gherardinghi family, it was constructed around the <strong>11th-12th century<\/strong> to dominate the area they ruled over and to oppose the Bacciano family in their claim over San Romano. The castle was made up of two distinct buildings, the <strong>Rocca Quadra<\/strong> and <strong>Rocca Tonda<\/strong>, located on each side of the hill and surrounded by a wall.<\/p>\n<p>The <strong><em>Castrum Verrucolae Gherardinghi<\/em><\/strong>, as it was called on an imperial seal in 1376 by Charles IV, was later given to <strong>Spinetta Malaspina<\/strong>, a member of another one of the medieval power-holding families that dominated the border between Tuscany, Liguria and Emilia. Following the conflict between the Guelphs and the Ghibellines, the fortress was taken by the Florentines in 1430, by Lucca four years later, and finally by the Este family, who after 1446 subjected San Romano and its territory to their rule.<\/p>\n<p><strong>The castle can be reached on foot from the village of Verrucole<\/strong>, following the trail up the slopes of the hill. The fortress is open to visitors and you can enjoy a spectacular view of the <strong>Garfagnana valley and the Apuan Alps. <\/strong><\/p>\n<p>Info: <a href=\"http:\/\/www.fortezzaverrucolearcheopark.it\/home_ita.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">fortezzaverrucolearcheopark.it<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fortezza-delle-verrucole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.33238410949707,44.17884930477805]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2745,"name":"Casa Museo Giovanni Pascoli","description":"<p>La villa di campagna dei Cardosi-Carrara, situata ai Caproni di Castelvecchio, nei pressi di Barga \u00e8 la sistemazione che Giovanni Pascoli scelse come residenza nel 1895. In questo luogo il Poeta trascorse gli anni pi\u00f9 tranquilli della sua esistenza, dal 1895 al 1912, l&#8217;anno della sua morte e dove videro la luce opere come <em>Myricae<\/em> (1903), i <em>Primi Poemetti<\/em> (1897), i <em>Canti di Castelvecchio<\/em> (1903), i<em> Poemi Conviviali<\/em> (1904), ovvero le opere innovative della poesia del Pascoli.<\/p>\n<p>Nella <b>Casa Museo<\/b> potrete scoprire gli arredi e la disposizione degli spazi identici a quelli che aveva al momento della morte del Poeta. Dopo la morte del Poeta l&#8217;edificio \u00e8 stato dichiarato monumento nazionale e di particolare interesse pubblico l&#8217;area che comprende la casa. L&#8217;archivio conserva circa 76.000 carte e la biblioteca circa 12.000 volumi. Una visita da non mancare per chi si reca in quel di Barga.<\/p>\n<p>Tra i Canti di Castelvecchio composti in questa casa c&#8217;\u00e8 anche la famosa lirica &#8220;La cavalla storna&#8221;.<\/p>\n<p><b>Museo-Casa &#8220;G. 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Altrimenti, lasciare l&#8217;auto presso l&#8217;area attrezzata camper, molto comoda (c&#8217;\u00e8 anche un distributore benzina) e proseguire a piedi verso l&#8217;ingresso al paese, in 3 minuti sarete alla porta.<\/p>\n","modified":"2019-04-18T11:51:48","color":"#2196d1","icon":"wm-icon-parking-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/DSC00194-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[9]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2725","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2725&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/parcheggio-fosdinovo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.02256214,44.13721598]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2724,"name":"Parcheggio Verrucole","description":"<p>Varie possibilit\u00e0 di parcheggio oltre a quello dello spazio designato. 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Come molte altre imprese che ai coevi parevano impossibili, la leggenda popolare ne attribuisce la costruzione al diavolo, il quale vien poi truffato in vari modi. La leggenda narra del capo muratore impegnato nella costruzione del Ponte che era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa opera, date le continue ed impetuose piene del fiume. Una sera preso dalla disperazione cominci\u00f2 a pronunciare sacrilegi tali da evocare Satana. Allora il Diavolo disse al capomastro che avrebbe completato lui stesso l&#8217;opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il Ponte. Il capo muratore accett\u00f2 e la costruzione fu ultimata. Il capomastro, disperato per l&#8217;imminenza del pesante tributo al Diavolo, corse dal Parroco del paese, il quale, ascoltata la confessione, escogit\u00f2 uno stratagemma: fece attraversare il Ponte ad un cane, il Diavolo infuriato per il gesto scaltro lo prese e si butt\u00f2 nelle acque del fiume senza mai pi\u00f9 farsi rivedere. Si racconta inoltre che il cane, un pastore maremmano del tutto bianco, ogni tanto si veda passeggiare sul ponte nelle ultime sere di ottobre che rappresenti il diavolo che ancora cerca l&#8217;anima del capocantiere. Si dice anche di poter osservare sul fondo del fiume il corpo pietrificato del povero animale.<\/p>\n<p>Leggende simili si narrano per altri ponti come il Ponte Gobbo sul fiume Trebbia nella localit\u00e0 di Bobbio o il Puente del Diablo a Martorell in Spagna.<\/p>\n<p>Ci sono altre versioni che parlano di un maiale che rincorreva una mela in cui il maligno adirato dalla beffa subita, si gett\u00f2 nel Serchio, aprendo cos\u00ec un varco con gli inferi scatenando un pandemonio tale da lasciare segni sul fondo del fiume e nella mente degli abitanti.<\/p>\n<p>Un altro fatto che porterebbe una giustificazione ulteriore al nome che porta \u00e8 la storia di Lucida Mansi. La nobildonna lucchese era bella, prestante, potente, ricca e giovane con una tremenda paura per la vecchiaia. Ella faceva di tutto per evitare l&#8217;avanzare dell&#8217;et\u00e0: alchimie, viaggi alla ricerca di saggi, fonti mistiche ed altro per non invecchiare. Una mattina, nella sua residenza di Monsagrati a Pescaglia, scopr\u00ec che sul suo viso era apparsa una lieve ruga. In preda alla disperazione cominci\u00f2 a piangere ed urlare. La sera di quello stesso giorno Lucida (o Lucilla) mentre vagava nervosamente per le vie di Borgo a Mozzano, pass\u00f2 presso il Ponte della Maddalena (allora ancora cos\u00ec conosciuto) dove ebbe un incontro con un bellissimo ragazzo il quale le propose trenta anni di giovinezza in cambio della propria anima. La sciagurata accett\u00f2. Cos\u00ec Lucida venne portata dal giovane sul punto pi\u00f9 alto del Ponte, a quel punto il ragazzo prese le sembianze di Lucifero e stacc\u00f2 l&#8217;anima della nobildonna dal suo corpo, gettandola nel Serchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[testo tratto da Wikipedia]<\/p>\n","modified":"2019-04-24T16:14:24","color":"","icon":"wm-icon-dam-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/PonteDiavolo-1-768x435.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[197]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2700","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2700&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/ponte-del-diavolo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.552067756652832,43.98572067085708]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2699,"name":"La Ceragetta Ristorante","description":"<p>Il giusto luogo per condire le escursioni con la giusta dose di rifocillamento, alla ricerca di sapori tradizionali della cucina garfagnina apuana<\/p>\n","modified":"2019-04-17T11:37:52","color":"#e01abc","icon":"wm-icon-w_f_tasting-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ristorante-ceragetta-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2699","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2699&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-ceragetta-ristorante\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.31712234,44.06911816]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2698,"name":"La Ceragetta Resort","description":"<p>Antico borgo di montagna sulle Alpi Apuane trasformato in un romantico albergo diffuso in caratteristiche case vacanza. Alloggio con bagno ed ingresso indipende<span class=\"text_exposed_show\">nte, cucina attrezzata, costo a persona per notte o case in affitto vacanza. Piscina panoramica, spazi conviviali e servizi nel borgo. Siamo nel Parco Alpi Apuane in splendida posizione panoramica propri davanti al Gruppo delle Panie, montagne con caratteristiche alpine che dividono il mare della Versilia dal verde della Garfagnana, lussureggiante vallata nel nord della Toscana.<br \/>\nNel luogo anche il noto ed apprezzato ristorante. Ottimo rapporto qualit\u00e0 &#8211; servizio \/ costo. Degustazioni a Km.0 a base di prodotti tipici della Garfagnana, carni di manzo di qualit\u00e0, trote Fario, formaggi d&#8217; alpeggio, farro IGP, gran turco Otto File, funghi porcini, lamponi, fragoline di bosco, castagne, miele ecc.<\/span><\/p>\n","modified":"2019-04-17T10:11:05","color":"","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ceragetta-resort-300x225.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[192]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2698","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2698&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-ceragetta-resort\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30886113,44.06823936]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2667,"name":"Castelpoggio","description":"<p>Antico borgo millenario situato sulle pendici delle Alpi Apuane, in posizione panoramica domina la piana di Luni ed \u00e8 circondato da boschi pascoli e terrazzamenti, tra castagni, corbezzoli, eriche e ginestroni. Si trova sulla Strada Carrara \u2013 Fosdinovo che costituisce confine tra Liguria e Toscana. La parte alta del paese \u00e8 quella pi\u00f9 antica e costituiva un borgo murato di cui poco \u00e8 rimasto dove si trova la chiesa parrocchiale della Nativit\u00e0 di Santa Maria. In particolare quello che tocca il sito scomparso di Volpigliano. Alcuni sentieri che arrivano da Casano, anch\u2019essi antichi e dalla Foce di Ortonovo arriva un sentiero che percorre per buona parte il confine tra Toscana e Liguria. Castelpoggio era zona di confine tra Carrara e Sarzana e poi tra lo stato Modenese e quello Sardo mediante il torrente Parmignola che nasce nella zona. Nella seconda guerra mondiale fu teatro di rappresaglie nazifasciste, verso la fine del 1944, che provocarono immani uccisioni di partigiani e civili. La sua esposizione sopra una collina, \u00e8 sempre stata strategica tra il versante marittimo e quello interno e questo spiega le numerose vie di collegamento che al Paese pervengono, antiche e pi\u00f9 recenti. Ricordiamo il sentiero per la Gabellaccia e per Campocecina. Nata come Rettoria (chiesa non parrocchiale affidata ad un ecclesiastico), al Nord-Est) di Carrara da cui dista oltre sette kilometri, su di una collina in faccia al mare, fra boschi, ulivi e castagni e lungo la via statale che conduce in Lombardia, detta la Spolverina, che transita da Fosdinovo e prosegue per Fivizzano, gi\u00e0 sulla via Francigena. Questo borgo fu chiamato Casopoci o Casapoci, dei marchesi Malaspina, donato alla Cattedrale di Luni dal marchese Alberto Rufo, nel giugno del 1085. Poi diventa Castrumpodium, in latino, poi nei primi anni del 1500, Castepoggio: \u00e8 evidente il riferimenti ad un Castello su di un poggio !<\/p>\n","modified":"2019-03-27T13:09:24","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Castelpoggio09-768x521.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2667","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2667&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/castelpoggio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.0737565848342,44.11312316673853]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2664,"name":"Ortonovo","description":"<p>Il centro storico di Ortonovo, posto su di un colle ai piedi delle pre-alpi Apuane che domina la bassa vallata del Magra, parte della Lunigiana storica, fu alle dipendenze di Firenze prima di passare nel 1454 a Genova. Un tempo era protetto da mura e da un castello, oggi scomparso, di cui resta a testimonianza l\u2019imponente \u201ctorre del Guinigi\u201d con i suoi 33 metri di altezza. Prima di giungere al borgo si incontra il cinquecentesco Santuario della Madonna del Mirteto, progettato e costruito dall\u2019architetto lucchese Ippolito Marcello, alla met\u00e0 del Cinquecento. A poca distanza da Ortonovo si trova, su un colle in splendida posizione panoramica, l\u2019antico borgo di Nicola, con la chiesa di SS. Filippo e Giacomo, costruita nel 1759 su una pre-esistente cappella edificata forse dai bizantini nei secoli VI-VII. Oltrepassando l\u2019antico ponte detto di S.Martino fatto costruire in legno nel Trecento, e, dopo innumerevoli restauri, ricostruito in pietra, si trova la chiesetta di S.Martino, pieve di epoca longobarda. In localit\u00e0 Casano, verso valle, in un antico frantoio, un Museo Etnografico che raccoglie 300 reperti della civilt\u00e0 contadina. Nella zona pianeggiante si trova una delle aree archeologiche pi\u00f9 importanti d\u2019Italia con i resti di quella che fu l\u2019antica citt\u00e0 romana di Luni, da cui prende nome la regione storica della Lunigiana, estesa tra Liguria e Toscana. Nel periodo di massimo splendore il porto di Luni era uno degli scali pi\u00f9 importanti del Mediterraneo da cui partiva verso Roma il pregiato marmo bianco delle Alpi Apuane. 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Prenota ora la tua Canyoning Experience!<\/p>\n","modified":"2019-08-23T14:45:55","color":"#1e73be","icon":"wm-icon-waterfall-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/36029607_2040286766196192_1900987589322604544_o-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[191]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2558","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2558&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/searching-emotions-canyoning\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.829968584094331,43.693096074103984]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2544,"name":"Spider Park","description":"<p>Nuovo Parco Avventura\u00a0 sulla montagna Pistoiese nel comune di Marliana. In uno stupendo Bosco di faggi a 25 minuti dal casello autostradale di Pistoia, a 2minuti da Prunetta, 5 Percorsi su alberi fantastici in totale sicurezza (linea di vita continua CoudouPro- Kong) per grandi e piccini.<\/p>\n","modified":"2019-03-13T15:14:24","color":"#ea8fcc","icon":"","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/4-spider-park-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[190]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2544","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2544&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/spider-park\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.799474716186523,43.99713676658333]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2520,"name":"Albergo LA BAITA","description":"<p>Un eccellente luogo per sperimentare l&#8217;ospitalit\u00e0 garfagnina, pur non rinunciando alle comodit\u00e0 di un albergo. La gestione familiare di Roberto,Mara e Martina vi far\u00e0\u00a0 senitre gradito ospite per un giorno, e &#8220;di famiglia&#8221; gi\u00e0 alla seconda serata..<\/p>\n","modified":"2019-03-08T16:59:19","color":"#81d742","icon":"wm-icon-lodging","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/la-baita-768x510.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[10]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2520","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2520&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/albergo-la-baita\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.379805564880371,44.18377350042344]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2384,"name":"La Corte di Ardengo &#8211;  Centro Equestre B&#038;B","description":"<p>Cavalli Maremmani, tutti iscritti all&#8217;album geneaologico,allevati e domati da noi a briglia o a filetto.<\/p>\n<p>Odalisca, Orchidea, Petronio, Arsenico, Birmania,Enea, Efeso, Eclisse e Fante vi offrono la possibilit\u00e0 per stupende passeggiate in riva al mare sulla costa degli Etruschi o per le dolci colline maremmane<\/p>\n","modified":"2019-02-25T17:32:37","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-lodging-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/corteardengo1-300x204.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[138]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2384","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2384&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-corte-di-ardengo-centro-equestre-bb\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.279792218108923,42.993910194026235]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2379,"name":"Virgoletta","description":"<p>Nella base della torre esiste tutt&#8217;oggi in un architrave un bassorilievo rappresentante un intreccio appartenente all&#8217;iconografia Longobarda, non si esclude quindi un&#8217;origine precedente.<\/p>\n<p>I primi signori di Virgoletta furono i Corbellari, una famiglia operante verosimilmente per conto del Vescovo di Luni o dei Marchesi Obertenghi. Da questa famiglia deriva il primo nome di &#8216;Verrucola Corbellariorum&#8217;. La famiglia Malaspina dominer\u00e0 a lungo nelle terre della Val di Magra dividendo nel 1221 la valle in Spino Secco e Spino Fiorito, Virgoletta entra nello spino secco.<\/p>\n<p>La prima notizia di Virgoletta \u00e8 contenuta nell&#8217;atto di divisione tra i Malaspina dello spino secco nel 1275. I Malaspina nel XIII sec. innalzano nuove mura alte 11 metri sul lato meridionale della verrucola, e realizzano un&#8217;ampia cisterna per l&#8217;acqua all&#8217;interno del castello. Nel pieno periodo malaspiniano iniziano a sorgere le prime case sull&#8217;unica via che percorre il crinale della collina in direzione ovest, dando origine a quell&#8217;aspetto unico che caratterizza il borgo di Virgoletta. L&#8217;accesso al castello viene spostato in direzione dell&#8217;abitato. In questi anni Dante viene ospitato dai Malaspina e a Corrado dedicher\u00e0 la chiusura del canto VIII del Purgatorio. Nel 1449 Galeotto Campofregoso si impadronisce di Virgoletta e fino alla sua morte (1471) tende a trasformare il maniero feudale in palazzo signorile ingentilendolo nelle forme, realizzando il loggiato interno alla corte. I Campofregoso fortificano le scarpate del colle Vignale e realizzano il barbacane, erigono inoltre la torretta cilindrica di fiancheggiamento a meridione.<br \/>\nInterno del restaurato lato Nord.<\/p>\n<p>Con la morte del Campofregoso i Malaspina rientrano in possesso del feudo per tutto il XVI sec. Proseguendo l&#8217;opera iniziata da Galeotto realizzano un amplissimo salone a volta sull&#8217;ingresso che guarda il borgo con ampi spazi, numerose decorazioni e sale signorili. A completare l&#8217;opera fu Federico Malaspina signore di Virgoletta e Villafranca che appose lo stemma col leone rampante sullo spino secco attualmente esistente sull&#8217;ingresso del castello. Nell&#8217;ampio salone esisteva fino agli inizi del novecento un&#8217;imponente camino in pietra portante anch&#8217;esso lo stemma dei Malaspina (venduto durante lo scorporo dei beni della Lunigiana agli antiquari e oggi perduto, ne resta una fotografia), inoltre l&#8217;ambiente era arricchito da decorazioni arazzi e stucchi lasciati dalle due famiglie nobili precedenti.<br \/>\nNel periodo rococ\u00f2 verranno aggiunti sulle sovrapporte del salone degli stucchi con rappresentati paesaggi e borghi.<\/p>\n<p>Nel 1705 gran voce fu data nelle cancellerie europee per la ribellione del popolo di Virgoletta contro il marchese Giovanni Malaspina. Intendevano con questo atto riconoscere la sovranit\u00e0 di Filippo V di Spagna e agevolare l&#8217;invasione franco-spagnola dei feudi lunigianesi. Le truppe imperiali del Granducato di Toscana respinsero l&#8217;invasione e il Malaspina torn\u00f2 al potere. Tutti i ribelli (praticamente l&#8217;intera popolazione) furono allontanati di otto miglia dal feudo. Nel 1796 Napoleone pone fine al sistema feudale che fino ad allora aveva retto la Lunigiana. Virgoletta si fonde col capoluogo Villafranca ed entra a far parte della Repubblica Cisalpina prima e del Regno d&#8217;Italia poi. Nel periodo post-napoleonico entra nel ducato di Modena e nel 1849 nel ducato di Parma fino al 1859, data dell&#8217;unificazione nazionale. Il terremoto del 1920 ha abbattuto parte del mastio quadrangolare e danneggiato fortemente il borgo. Durante la seconda guerra mondiale Virgoletta venne a trovarsi sulla &#8216;linea Gotica&#8217; al centro della cruentissima &#8216;battaglia della Lunigiana&#8217;, il castello divenne sede di un comando tedesco e gli archivi e il mobilio furono bruciati. Il resto dei danni al castello \u00e8 opera delle spartizioni interne degli abitanti, dell&#8217;incuria e degli adattamenti abusivi operati durante la seconda met\u00e0 del secolo. Attualmente \u00e8 in corso una lenta opera di recupero attuata da privati tra cui la ristrutturazione completata del salone di Federico Malaspina.<\/p>\n","modified":"2019-02-22T18:36:42","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC08348-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2379","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2379&action=edit","translations":{"en":{"id":3414,"name":"Virgoletta","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/virgoletta\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3414","description":"<p>In the basement of the actual tower nowadays few elements of longubard origins are present, so a prior origin is not to be excluded.<\/p>\n<p>First lords of Virgoletta were Corbellari family, who were operating on behalf of Bishop of Luni and Obertenghi Marquees. Since 1221 Malaspina family will take over and divide Lunigiana into 2 areas: &#8220;Bloomed Thorn&#8221; and &#8220;Dry Thorn&#8221;. Virgoletta will be included in the second.<\/p>\n<p>Its castle is mentioned right on these kind of documents (1275). Malaspina family will erect new walls 11mts high on the south of the castle and build a cistern inside the castle. In this historical moment the first houses are build on two wings\u00a0 along the road leading to the castle, so that the access of the castle is moved towards them.<\/p>\n<p>In 1449 Galeotto Campofregoso conquers the castle and maintain it until 1471, transforming it in a residencial palace, even thou fortifying the walls outside. Then Malaspina will take over again, until 1705 when a riot of inhabitants of Virgoletta against Giovanni Malaspina aimed to aid Filippo the 5Th of Spain and french-sanish invasion. Granduke of Tuscany was able to defend against the invasion and return Virgoletta to Malaspina family: as a consequence all the rebels were sent off the castle for at least 8miles; this gives the actual shapes of the settlement. At the moment the castle is private and is slowly going through cycles of abandoning and refurbishing<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/virgoletta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.971557088251643,44.29720421421438]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2375,"name":"Villafranca Lunigiana","description":"<p>La sua origine \u00e8 da far risalire intorno all\u2019 XI secolo, lungo la strada del monte Bardone, sul tracciato medievale della via Romea, che toccava la cappella di San Nicol\u00f2 e il castello di Malnido di Corrado l\u2019Antico, devastato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.<br \/>\nNei pressi della stazione ferroviaria si trova la chiesa di San Francesco del secolo XVI, caratterizzato dal chiostro e dall\u2019antico convento che oggi \u00e8 adibito a liceo. All\u2019interno dei mulini quattrocenteschi situati all\u2019inizio del borgo invece, ha sede il Museo Etnografico della Lunigiana che illustra, tramite raccolte di oggetti di vario genere, consuetudini, usi, costumi, attivit\u00e0 e riti della cultura popolare della Lunigiana.<br \/>\nNei pressi di Villafranca, a Filetto, furono ritrovate decine di statue stele nella sua selva, bosco sacro di divinit\u00e0 pagane. Ogni 25 agosto, si festeggia San Genesio con l\u2019omonima fiera. Nel borgo bizantino, prima dei Malaspina, poi degli Ariberti di Cremona, ad agosto si svolge il mercato medioevale, con le botteghe d\u2019artigianato, gli spettacoli e le rievocazioni storiche. A Malgrate si pu\u00f2 visitare il castello, in ottime condizioni, e la casa di Antonio da Faye, cronista del Quattrocento. Virgoletta ospita uno dei pi\u00f9 bei borghi della Lunigiana, dominato dal castello malaspiniano. Percorrendo la statale della Cisa in direzione di Aulla troviamo la Chiesaccia o chiesa di Santa Maria Assunta, fondata intorno al XII secolo, e quanto resta dell\u2019antico ospedale, nel punto in cui i pellegrini e viandanti potevano guadare con meno problemi il corso del fiume.<\/p>\n","modified":"2019-02-22T18:29:17","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC08340-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2375","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2375&action=edit","translations":{"en":{"id":3416,"name":"Villafranca Lunigiana","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/\/villafranca-lunigiana\/?lang=en","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/3416","description":"<p>Its origin is around XII century thanks to the increasing importance of the &#8220;monte Bardone way&#8221; else &#8220;Via Francigena&#8221;<\/p>\n"}},"web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/villafranca-lunigiana\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.950394630432129,44.299711555867724]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2362,"name":"Bagnone","description":"<p>Il territorio ha una morfologia essenzialmente montana, dominata dal crinale appenninico, dove stacca il Monte Sillara. Il borgo infatti si staglia su uno sperone roccioso, immerso in un fitto bosco di pini e querce. Nel Medioevo e in epoche anche pi\u00f9 recenti, Bagnone ha avuto una grande importanza grazie alla posizione strategica, essendo alL\u2019incrocio di vie di comunicazione importanti.<br \/>\nA testimonianza di ci\u00f2 , possiamo trovare a Bagnone numerosi luoghi d\u2019interesse artistico come il castello e la sua Chiesa, la chiesa di San Rocco e la chiesa di Santa Maria, la piazza. Inoltre, le numerosi frazioni ospitano il bellissimo borgo di Castiglion del Terziere con il castello e Treschietto e Iera con gli antichi ruderi dei manieri malaspiniani, luoghi di oscure leggende, Corlaga e Corvarola con i loro palazzi marchionali, la natura di Mochignano, Gabbiana e Pastina. 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In quel periodo venne organizzata una linea difensiva a ridosso dell&#8217;appennino per proteggere i porti dell&#8217;alto Tirreno, Luni in particolare, dalle milizie barbariche presenti oltre le montagne fin dal 590. E Filetto fu parte essenziale di questa imponente linea di difesa. All&#8217;interno di quello che \u00e8 il borgo attuale \u00e8 possibile isolare un settore &#8220;matrice&#8221;, una sorta di quadrilatero di circa sessanta metri di lato ed un unico accesso. Nel corso degli anni oscuri che seguono la caduta dell&#8217;impero d&#8217;oriente in Italia le strutture del &#8220;castrum&#8221; furono riadattate a residenza di popolazione che cercava protezione.L&#8217;impianto urbanistico originario si dilat\u00f2 in et\u00e0 medioevale con la costruzione di un settore dalla parte di ponente. Questa nuova &#8220;addizione&#8221; prosegue l&#8217;originario impianto mantenendone le caratteristiche quadrilatere e limitandosi a spostare l&#8217; accesso verso la Magra. Alla vasta area sgombra della piazza, si agganciarono cos\u00ec le strette vie interne di impianto medioevale: i cosidetti borghi voltati, caratteristica costante dei centri storici lunigianesi. Nel corso del XVI secolo la cinta muraria venne prolungata verso oriente e il borgo, che prima si estendeva a lato della strada tra Villafranca e Bagnone, giunse ad inglobare la strada stessa. Nel 1568 vennero erette due porte monumentali e dopo pochi anni i Marchesi Ariberti di Cremona subentrarono come nuovi feudatari ai Malaspina costretti a vendere il feudo di Filetto per debiti contratti con l&#8217;imperatore. 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Sorge in una zona strategica, frequentata fin dalla preistoria (nella zona sono state ritrovate ben sette statue stele) e conserva ancora oggi l\u2019impianto del secolo XII, capolavoro architettonico romanico, con un imponente sistema absidale interamente realizzato in ciottoli di arenaria non sbozzati. All&#8217;interno della pieve, interamente restaurata, sono conservati numerosi elementi medievali oltre a due statue stele originali (Sorano I e Sorano V).<\/p>\n<p>L&#8217;area in cui sorge la pieve \u00e8 frequentata fin dalla preistoria, come testimoniano le 7 statue stele trovate nell&#8217;area circostante e i numerosi reperti di et\u00e0 del ferro. Dopo la fase romana, testimoniata dalla presenza di una &#8220;mansio&#8221; recentemente indagata archeologicamente, Filattiera fu un importante insediamento militare bizantino, Prima della pieve attuale doveva esistere un&#8217;altra chiesa altomedievale (VIII-IX secolo) da cui potrebbe provenire l&#8217;Epigrafe di Leodegar (752 d.C.) oggi nella chiesa di San Giorgio all&#8217;interno del borgo.<br \/>\nLa pieve romanica viene edificata fra i secoli XI e XII, nell&#8217;ambito della riorganizzazione ecclesiasitca della Diocesi di Luni, di cui questa chiesa rappresenta forse la pi\u00f9 importante dipendenza in Lunigiana. La Pieve di S. Stefano di Sorano \u00e8 citata al partire dal secolo XI in tutti i principali documenti legati alla Diocesi di Luni e vive il suo periodo di massimo splendore fino al secolo XIV, quando inizia ad essere abbandonata e viene gradualmente trasformata in cappella cimiteriale.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto attuale \u00e8 frutto di un ampio restauro terminato nel 2000, che ha ripristinato l&#8217;aspetto originario. Tutto l&#8217;edificio \u00e8 realizzato con una tecnica molto particolare, con ciottoli di fiume non squadrati e messi in opera con abbondante malta.<br \/>\nLa pianta \u00e8 basilicale a tre navate, senza transetto, con la navata centrale maggiore delle altre due e il presbiterio leggermente sopraelevato. In facciata si possono notare il Rosone polilobato e alcune aperture tamponate nella muratura. Nella controfacciata interna di sinistra, in angolo, le statue stele Sorano I e Sorano V, rinvenute nell&#8217;area della chiesa: la Sorano V era reimpiegata come architrave di un piccol ingresso aperto in facciata e successivamente tamponato.<\/p>\n<p>L&#8217;interno \u00e8 sobrio, severo, poco luminoso, con grandi archi a doppia ghiera che poggiano su pilastri rotondi con brevissimi capitelli incisi. Sul lato sinistro restano alcuni archi in muratura settecenteschi inseriti tra quelli romanici.<br \/>\nLa decorazione e la simbologia sono ridotte al minimo, tuttavia sono presenti alcuni interessanti immagini, in particolare la figura mostruosa presente nella parte alta della navata centrale, sul lato sinistro.<br \/>\nLa parte architettonicamente pi\u00f9 interessante della pieve dal punto sono certamente le tre absidi, realizzate con una decorazione architettonica su diversi livelli di profondit\u00e0. Nella parte alta dell&#8217;abside maggiore si possono notare tracce di alcuni piccoli semicapitelli figurati.<br \/>\nIl campanile, forse nato come struttura difensiva, \u00e8 collegato alla chiesa ma rappresenta un elemento a se stante.<\/p>\n<p>A pochi metri dalla pieve, in direzione nord, sorge oggi il Centro Didattico di Sorano, sede di un&#8217;area attrezzata per esercitazioni di scavo, lezioni didattiche di archeologia, conferenze e convegni.<\/p>\n<p>[Fonte: turismoinlunigiana.it ]<\/p>\n","modified":"2019-02-22T18:03:15","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/DSC09789-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/2337","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=2337&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-sorano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[9.929451942443848,44.33247462200253]}},{"type":"Feature","properties":{"id":2329,"name":"Azienda Agricola Cormezzano","description":"<p>Dal fresco allo stagionato, dalla ricotta allo stracchino. 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Esso dominava su tutto il territorio che dalla Pania degrada fino al Serchio e comprendeva anche i paesi di Verni, Valico e Trassilico.<br \/>\nDispersi i Porcaresi, forse pi\u00f9 per le mutate condizioni economiche dei feudatari in genere che per fatti di guerra veri e propri, il \u201cComune di Sassi\u201d (tale \u00e8 indicato nei documenti) entr\u00f2 a far parte (con Gallicano, Molazzana, Montaltissimo e Calomini) dei territori della \u201cGran Matelda\u201d (Matilde di Canossa). Il documento, redatto e sigillato a \u201cVilla Foxana \u201c (oggi: Fosciana) porta la data del 10 luglio 1105. Appena entrata in possesso legale delle nuove terre, la \u201cGran Contessa\u201d fece riparare ed ampliare la vecchia chiesa di \u201cSan Frigdiano in Saxo \u201d.<br \/>\nL\u2019anno 1385 il paese fu occupato dalle truppe di Bernab\u00f2 Visconti e dei figli di Castruccio Antelminelli; furono prese \u201csevere misure di sicurezza e \u2013 come scrive lo storico Sercambi \u2013 \u201cfu ordinata la distruzione della Rocca, nido costante di turbolenti ed irrequieti abitatori\u201d.<br \/>\nNel 1393 essa per\u00f2, era gi\u00e0 stata ricostruita ed il vescovo di Lucca la pass\u00f2 in feudo ai nobili di Dalli.<br \/>\nIl 24 luglio 1451, con altri nove paesi, Sassi si diede al Marchese Borso d\u2019Este, che ne form\u00f2 la vicaria delle Terre Nuove.<br \/>\nIl 28 luglio 1524 Sassi ebbe l\u2019onore di ospitare Ludovico Ariosto, che nella sua veste di Governatore della Garfagnana era salito da Castelnuovo a dorso di mulo, accompagnato da un \u201cconducente, un segretario, duo balestrieri, onde far visita a quella Rocca\u201d, la quale- scrisse- \u201cin luogo molto pi\u00f9 forte ed orrido delle Verrucole.\u201d<br \/>\nIl Poeta avrebbe voluto che fosse rimessa in buono stato, nominato un castellano e vi avrebbe messo a guardia un certo numero di armigeri. Ma il Duca non voleva saper di spese in Garfagnana, n\u00e9 tanto meno a Sassi, cos\u00ec la regal\u00f2, coi territori annessi, ad un sassese, certo Iacopo da Mariano, \u201cper averla il padre di lui difesa con rara intrepidezza, contro i Lucchesi \u201c e tanto fedelmente \u201cche ne morse\u201d.<br \/>\nUna clausola importante nel documento di cessione \u00e8 questa: \u201ca patto che, necessitando, possano li vicini l\u00e0 dentro rifugiarsi con le sostanze loro, bestie comprese\u201d. E questo fa supporre che i vari alloggiamenti fossero ancora in buono stato.<br \/>\nMa \u201cli vicini \u201c, invece, preferirono costruirsi le loro abitazioni un po\u2019 pi\u00f9 in basso, dove il terreno era pi\u00f9 fertile, l\u2019acqua pi\u00f9 abbondante.<br \/>\nE cos\u00ec nacque Sassi, quello \u201cdi sotto\u201d, che \u00e8 l\u2019attuale.<br \/>\nE\u2019 convinzione che la chiesa di San Frediano in Sassi possedesse, in passato, ornamenti, pitture e arredi di notevole pregio.<br \/>\nI setaioli lucchesi (i Bonvisi, i Talenti, i Cenami) che nei secoli XII e XIII fornirono i loro drappi alle cattedrali e ai nobili di mezza Europa, tesserono anche manti, stole e pianete per varie chiese della Val di Serchio e, certamente, anche per questa, legata al nome della \u201cGran Contessa\u201d e dedicata ad un vescovo lucchese.<br \/>\nAlcuni, dunque, di questi arredi sono rimasti (una croce astile in argento sbalzato, del \u2018400, con numerose figure sacre; una pianeta (forse dello stesso secolo, tessuta in seta ,filigranata in oro), ma altri sono andati irrimediabilmente perduti.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 del secolo XV era operaio un certo Battista Bartolomei (\u201c operaius ecclesiae Sancti Frigdiani\u201d) il quale, com\u2019\u00e8 detto in un contratto del notaio Ser Lucenzio Migliori, il 28 dicembre 1814, dava incarico a Matteo Civitali di scolpire un tabernacolo in marmo di Carrara, \u201cpulcrum et compositum et ornatum\u201d(bello , ben fatto e ornato), da collocarsi (chiaramente detto) nella chiesa \u201cde Sassi in Gharfagniana\u201d. Compenso pattuito:otto ducati d\u2019oro.<br \/>\nOggi quel tabernacolo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, in nessuna delle chiese del paese, n\u00e9 in quella di Sassi-sopra, n\u00e9 in quella di S.Rocco, n\u00e9 in quella che sovrasta gli antichi casolari di Granciglia.<br \/>\nL\u2019anno 1827 fu aperta al culto la nuova chiesa parrocchiale anch\u2019essa \u00e8 dedicata a S. Frediano. Vi furono trasportati gli ornamenti, gli altari , i quadri di quella vecchia, ma il tabernacolo del grande Civitali, o and\u00f2 perduto nella rimozione, o gi\u00e0 fin da quel tempo era scomparso.<\/p>\n","modified":"2018-11-12T18:07:31","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/eglio-768x509.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1932","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1932&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/eglio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.393658500000015,44.077836]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1843,"name":"ex-Convento Cappuccini","description":"<p>Per volere del duca Francesco I d&#8217;Este e di suo padre Alfonso III, diventato cappuccino col nome di padre Giambattista, nel 1634 venne fondato il Convento di San Giuseppe, pi\u00f9 noto come &#8220;dei Cappuccini&#8221;, che in quasi quattro anni fu quasi completato assieme alla chiesa.<\/p>\n<p>Delle tele commissionate a Guido Reni (Sposalizio della Vergine), al Guercino (San Francesco che riceve le stimmate), ad Annibale Carracci (Riposo in Egitto), nessuna \u00e8 pi\u00f9 in loco.<\/p>\n<p>Qualche decennio dopo si provvide a rintonacare la facciata della chiesa, cui si accedeva da una scalinata a doppia rampa., e a demolire il portico davanti al portale del convento. Il complesso, soppresso e depredato durante il governo Cisalpino, dopo alterne vicende \u00e8 stato restaurato. (fonte:Wikipedia)<\/p>\n","modified":"2018-11-01T17:35:34","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/CastelnuovoGarfagnanaConventoCappuccini3-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1843","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1843&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/convento-cappuccini\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41352361,44.11291026]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1842,"name":"Silllico","description":"<p>In posizione strategica (in diretto rapporto visivo con il borgo fortificato di Castiglione e la fortezza di Montalfonso a Castelnuovo Garfagnana), e ricco di edifici antichi fra cui alcuni importanti palazzi rinascimentali, si sviluppa ad anelli concentrici del rilievo collinare, sulla cui sommit\u00e0 si trova la torre medioevale.<\/p>\n<p>Nella parte pi\u00f9 elevata del paese, si arriva alla torre di Sillico attraversando il tessuto edilizio antico del paese.<br \/>\nLa torre fa parte di quei presidi e piccole torri poste a difesa delle realt\u00e0 paesane e lungo il sistema viario, in questo caso della viabilit\u00e0 minore di attraversamento dell&#8217;Appennino, queste strutture difensive persero poi la loro importanza a favore dei grandi presidi fortificati che nel &#8216;500 furono realizzati in Val di Serchio.<\/p>\n","modified":"2018-11-28T09:10:06","color":"","icon":"wm-icon-farm-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/SillicoPieveFoscianaPanorama2-768x512.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[176]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1842","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1842&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/silllico\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.44367432,44.13188003]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1840,"name":"Pieve Fosciana","description":"<p>La leggenda vuole che fondatore della pieve fu San Frediano, vescovo di Lucca nel VI secolo. 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Lo stesso archeologo ha fatto rilevare che questa scoperta non pu\u00f2 essere considerata la prova che siano stati proprio i Romani a costruire i bagni di Torrite: in diversi paesi si \u00e8 continuato e si continua ancora a utilizzare il cocciopesto in lavori idraulici di vario genere. Sembra comunque certo che le acque termali di Bagni di Lucca e di Equi Terme, paesi posti a non molta distanza dal nostro, fossero gi\u00e0 conosciute ed utilizzate ai tempi di Roma repubblicana\u201d.<br \/>\nAfferma:<br \/>\n<em>\u201cAlcuni studiosi vedono nel termalismo uno stimolo della viabilit\u00e0. Gi\u00e0 i Romani, nel tracciare le loro strade, tenevano presente la possibilit\u00e0 di usufruire di sorgenti termali. E certo riposare le stanche membra in una vasca di tiepida acqua, poteva rappresentare un sollievo straordinario per un viaggiatore dell\u2019antichit\u00e0! 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Consorzio Vino Nobile di Montepulciano","description":"<p>La nuova ENOLITECA CONSORTILE si affaccia sul chiostro dell&#8217;Antica Fortezza di Montepulciano e permette l&#8217;accesso su un magnifico giardino interno, con vista panoramica sul Tempio di San Biagio e sulla Val di Chiana e la Val d&#8217;Orcia.<br \/>\nUn pavimento di cristallo consente di ammirare i ritrovamenti archeologici situati nel sottosuolo.<br \/>\nE&#8217; quindi il luogo ideale dove poter degustare oltre 100 etichette al giorno di vini della denominazione, oltre a una selezione di prodotti tipici, guidati dall&#8217;esperto personale presente.<\/p>\n<p><strong>ORARIO DI APERTURA<\/strong><\/p>\n<p>Dal Luned\u00ec alla Domenica: 11.00 &#8211;\u00a0 20.00<br \/>\nGiovedi: 11.00 &#8211; 17.00<\/p>\n<p>Presso l\u2019Enoliteca Consortile \u00e8 possibile degustare i vini di tutte le aziende associate ed approfondire la conoscenza dei diversi prodotti grazie a due format di degustazione -assaggio o calice- in completa autonomia grazie agli innovativi Wine Dispenser utilizzabili con card ricaricabili ma sempre guidate grazie all\u2019assistenza di personale specializzato, alla scoperta delle DOC e DOCG di 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Pania della Croce","description":"<p>Considerata la Regina delle Apuane. Pur non essendo la cima pi\u00f9 alta e nemmeno la pi\u00f9 difficile a salire, sin dall\u2019antichit\u00e0 ha colpito visitatori ed osservatori per la sua indubbia possanza nella mole.<\/p>\n<p>Ne scrissero grandi letterati, a cominciare da Dante nella sua Commedia, e la salirono viaggiatori e naturalisti sin dal XVII secolo, ma non possiamo escludere che gi\u00e0 prima qualcuno sia arrivato alla sua sommit\u00e0. La salita per la via normale \u00e8 molto semplice ed il panorama in vetta \u00e8 splendido e domina tutta la catena apuana. Diventa severissima in inverno quando la neve si trasforma nell\u2019insidioso ghiaccio apuano e molti, troppi, l\u2019affrontano senza la dovuta cautela. Proprio sulla Pania avviene il maggior numero di incidenti in tutte le Apuane, molti purtroppo mortali, dovuti spesso ad imprudenza ed imperizia.<\/p>\n<p>Dante Alighieri nella Divina Commedia all&#8217;interno del canto XXXII dell&#8217;Inferno dal versetto 22 al 28 la cita insieme al Monte Tambura, altro massiccio delle Alpi Apuane.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00abE sotto i piedi un lago che, per gielo, \/ avea di vetro e non d&#8217;acqua sembiante, \/ [&#8230;] Che se Tambernicchi \/ vi fosse s\u00f9 caduto o Pietrapana, \/ non avria pur dall\u2019orlo fatto cricchi.\u00bb<\/em><br \/>\n<em>(Dante Alighieri, canto XXXII dell&#8217;Inferno, Divina Commedia)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","modified":"2018-10-18T11:37:18","color":"","icon":"wm-icon-mountain-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/VettaPania-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[170]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1543","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1543&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/peak_-pania-della-croce\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.32411485,44.03451521]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1540,"name":"Rifugio Del Freo","description":"<div id=\"comp-jljltty94balata\" class=\"style-jljlttzlbalata\" data-page-id=\"n4aoc\" data-enable-video=\"true\" data-bg-effect-name=\"\" data-media-type=\"\" data-render-fixed-position=\"true\" data-use-clip-path=\"\" data-needs-clipping=\"false\">\n<div id=\"comp-jljltty94balatabgcolor\" class=\"bgColor\">\n<div id=\"comp-jljltty94balatabgcoloroverlay\" class=\"bgColoroverlay\" data-background-image=\"\"><span class=\"color_15\">Di competenza della Sez.Viareggio del CAI, \u00e8\u00a0 situato in un&#8217;aperta valle caratterizzata da numerose sorgenti d&#8217;acqua, prati, boschi di faggete e conifere.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"comp-jljltty94inlineContentParent\" class=\"style-jljlttzlinlineContentParent\">\n<div id=\"comp-jljltty94inlineContent\" class=\"style-jljlttzlinlineContent\">\n<div id=\"comp-jljltty95\" class=\"txtNew\" data-packed=\"false\" data-min-height=\"196\">\n<p class=\"font_9\"><span class=\"color_15\">Antica torbiera e via di comunicazione tra Versilia e Garfagnana,\u00a0ai piedi della\u00a0Pania della Croce; l&#8217;area era utilizzata un tempo come alpeggio dei paesi di\u00a0Levigliani e Pruno.<\/span><\/p>\n<p class=\"font_9\"><span class=\"color_15\">La zona \u00e8 caratterizzata da grotte di origine carsica di notevole interesse speleologico come l&#8217;Antro del Corchia\u00a0e la\u00a0Tana dell&#8217;Omo Selvatico, luogo leggendario a pochi minuti dal rifugio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","modified":"2018-10-18T11:02:06","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-alpine-hut-cai","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/RifugioDelFreo-768x575.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[4]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1540","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1540&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rifugio-del-freo-2\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30529379,44.03262969]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1539,"name":"Tana dell&#8217;Omo Selvatico","description":"<p>L\u2019ingresso \u00e8 a 1150 metri, la profondit\u00e0 \u00e8 281 metri e lo sviluppo spaziale circa 1400.<br \/>\nLa grotta era conosciuta dai valligiani da tempo immemorabile e su di esso avevano creato leggende paurose.<br \/>\nLa prima discesa, di poche decine di metri, risale al 1912, una successiva nel 1923 si spinse pi\u00f9 avanti, ma solo nel periodo 1929-1930 una spedizione del GSF percorse la grotta per intero.<br \/>\nL\u2019ingresso \u00e8 un inghiottitoio di dimensioni imponenti nel quale si perde un piccolo corso d\u2019acqua che scende dal Corchia, la grotta consiste in una serie di gallerie e di pozzi.<br \/>\nIl nome deriva da una figura molto diffusa nel folklore locale ed in generale in tutto il mondo.<br \/>\nPeloso, mostruoso, selvaggio ed abitatore di caverne, l\u2019homo selvaticus \u00e8 un mito che nasce con l\u2019umanit\u00e0: \u00e8 il passato ancestrale che non si pu\u00f2 dimenticare.<br \/>\nAd esso si guarda da una parte con nostalgia per quello che si \u00e8 perduto e dall\u2019altra con disprezzo e senso di superiorit\u00e0 per la civilt\u00e0 che pensiamo di aver acquisito.<br \/>\nQuindi si guarda ad esso con un misto di paura e di ammirazione ed egli stesso acquista sia valenze positive che negative nell\u2019immaginario collettivo.<br \/>\nLe leggende locali dicono che egli insegnasse ai pastori come utilizzare il latte per fare formaggio e ricotta, ma poi infastidito dalle loro ulteriori richieste se ne tornasse nelle sue grotte.<br \/>\nComunque altre versioni lo considerano come un essere pericoloso che si aggira per le selve da cui esce per rapire le fanciulle ed \u00e8 dedito a riti sanguinari e pagani.<\/p>\n","modified":"2018-10-18T11:05:16","color":"#1e73be","icon":"wm-icon-geology-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/TanaOmoSelvatico-768x511.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[159]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1539","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1539&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/wild-man-spelunk\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.30677437,44.03907777]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1538,"name":"Alpeggio di Puntato","description":"<p>Situata tra i 1000 e i 1100 metri di quota in luogo in\u00a0 cui convergono i sentieri 11 da Fociomboli e 128 da Tre Fiumi per il Rifugio Del Freo, questa\u00a0 conca \u00e8 circondata dai monti Corchia,\u00a0 Freddone \u00a0 Pania della Croce e Pizzo delle Saette, che da qui appare nella sua veste pi\u00f9 imponente.<\/p>\n<p>Nei secoli passati, e fino agli anni &#8217;80, \u00e8 stato usato dai pastori della comunit\u00e0 di Terrinca, come testimoniano i vecchi casolari e ruderi della zona ed anche una chiesetta che sorge al centro dell&#8217;alpeggio. Alcuni casolari sono stati ristrutturati ed adibiti all\u2019accoglienza di escursionisti e gitanti con posti letto e cucina: la Baita \u201cIl Robbio\u201d che \u00e8 una piccola azienda agricola, la Baita \u201cCiampi\u201d e il Rifugio \u201cLa Quiete\u201d.<\/p>\n<p>La chiesa del Puntato \u00e8 dedicata alla SS. Trinit\u00e0 e risale al 1679, vicino c\u2019era una maest\u00e0 pi\u00f9 antica fatta edificare per sua devozione da Francesco Bacchelli con icona marmorea dedicata alla Madonna del Rosario col Bambino e S. Giovani Battista. Dopo lo smantellamento della maest\u00e0 l\u2019icona fu murata sul muro della chiesa e rubata successivamente nel 1973.<\/p>\n","modified":"2018-10-18T11:47:40","color":"#81d742","icon":" wm-icon-panorama-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Puntato-1-768x408.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[166]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1538","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1538&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/puntato-summer-settlement\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.297333,44.05130868]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1537,"name":"Padule di Fociomboli","description":"<p align=\"justify\">Fociomboli \u00e8 una conca prativa acquitrinosa, situata tra i 1120 e i 1150 metri di quota, che si estende per circa un ettaro al di sopra dell&#8217;alpeggio del Puntato ed ai piedi del versante settentrionale del <a title=\"vai a Monte Corchia\" href=\"http:\/\/www.escursioniapuane.com\/SDF\/MonteCorchia.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">monte Corchia<\/a> e di quello orientale del <a title=\"vai a Monte Freddone\" href=\"http:\/\/www.escursioniapuane.com\/SDF\/MonteFreddone.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">monte Freddone<\/a>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 circondata dauna faggeta ed \u00e8 percorsa da rivoli di acqua meteorica che scendono dalle rocce calcaree dei monti che lo circondano. Inoltre il bacino \u00e8 alimentato anche da sorgenti sotterranee che sgorgano nei punti di contatto tra le rocce calcaree e quelle impermeabili.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il padule \u00e8 il residuo di un piccolo lago di origine glaciale che si \u00e8 mantenuto grazie al fondo impermeabile, prevalentemente formato da dolomia scistosa, che costituisce il suo letto a contrasto con la roccia carsica delle zone circostanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">In questo modo le acque sono costrette ad affiorare e sul margine settentrionale si forma un piccolo emissario che va a formare il Canale delle Fredde, emissario della T\u00f9rrite Secca che, a sua volta, poi confluisce nel Serchio a Castelnuovo Garfagnana.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa Torbiera costituisce l\u2019unico ambiente umido in quota delle Alpi Apuane a contrasto con i numerosi laghetti e acquitrini presenti nel vicino Appennino e di conseguenza essa riveste un notevole interesse ambientalistico. Il padule \u00e8, infatti, ricco di rare specie botaniche per lo pi\u00f9 neutrofile o leggermente basofile poich\u00e9 le acque calcaree che alimentano la torbiera neutralizzano l\u2019acidit\u00e0 della stessa. Inoltre i depositi di torba conservano pollini fossili che documentano quali specie botaniche vivessero qua nel periodo glaciale e post-glaciale.<\/p>\n<p align=\"justify\">La visita al Padule \u00e8 un\u2019escursione facile ed \u00e8 consigliata agli amanti della botanica. L\u2019eccezionalit\u00e0 del biotopo richiederebbe, probabilmente, una maggiore tutela da parte del Parco delle Alpi Apuane.<\/p>\n<p align=\"justify\">Chi non conosce la sua esistenza non ha alcuna informazione sul modo di raggiungerla: forse \u00e8 meglio cos\u00ec poich\u00e9 evita i danni che qualche male intenzionato potrebbe arrecarle, ma rimane il sospetto che l\u2019importanza reale del Padule sia misconosciuta dagli amministratori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le modificazioni ecologiche della zona comportano rischio di perdita di specie rare. I pericoli sono legati al pascolo, per lo pi\u00f9 cavalli, e alla frequentazione da parte dei turisti, anche se rispettosi dell\u2019ambiente.<\/p>\n","modified":"2018-10-18T12:28:03","color":"#1e73be","icon":"wm-icon-geology-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[159]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1537","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1537&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/fociomboli-marshes-glacier-circle\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.288235,44.045587]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1536,"name":"Parcheggio Passo Croce\/Fociomboli","description":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lasciate qui l&#8217;auto per i percorsi di zona segnalati<\/p>\n","modified":"2019-04-14T13:45:30","color":"#2196d1","icon":"wm-icon-parking-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[9]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1536","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1536&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/parking\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.28073549,44.04298741]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1457,"name":"Variante Colle ValD&#8217;ELsa","description":"<p>In questo punto per optare per Colle Val D&#8217;Elsa occorre seguire a sinistra in salita nel bosco: siamo nei pressi del Molino d&#8217;Aiano.<\/p>\n<p>Se invece vuoi saltare Colle Valdelsa, prosegui dritto, ed in circa 7Km sarai alla Pieve di Badia a Coneo<\/p>\n","modified":"2018-09-10T17:39:04","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1457","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1457&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/variante-colle-valdelsa\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[11.069967250817058,43.427335204638894]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1400,"name":"Guado Attrezzato sul Morra","description":"<p>Il passaggio \u00e8 stato reso assai pi\u00f9 difficoltoso dopo l&#8217;alluvione del 1 Settembre 2017; in questa occasione lo troverete attrezzato<\/p>\n","modified":"2018-05-05T09:31:35","color":"#dd3333","icon":"wm-icon-alert-circled","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Guado-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[148]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1400","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1400&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/guado-attrezzato-sul-morra\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.44315397,43.51125013]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1399,"name":"Molini a Vento &#8211; Ruderi","description":"<p>Nel 1742 il Sig. Filippo Tidi (famiglia che possedeva mulini ad acqua sul Rio Ardenza) inizia a costruire sei mulini a vento e dieci anni dopo uno \u00e8 terminato e un altro \u00e8 \u201cpi\u00f9 che ammezzato\u201d. In realt\u00e0 alla fine solo quattro strutture verranno effettivamente costruite come si individuano in alcune carte della costa livornese, ad uso dei naviganti, relative a dei portolani (manuali per la navigazione), nelle quali i mulini della Valle Benedetta, per la loro posizione eminente, sono presi a riferimento e \u201cmira\u201d per l\u2019attraversamento delle Secche della Meloria e l\u2019ingresso in porto.<\/p>\n<p>Nella prima carta datata 1769 i mulini risultavano ancora tre, mentre nella successiva del 1795, i mulini sono diventati quattro. Essi servivano per la macinazione del grano prodotto nei non distanti terreni pianeggianti.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026vedemmo un mulino a vento gi\u00e0 terminato, ed un altro pi\u00f9 che ammezzato, de sei che il Signor Filippo [Tidi] faceva fabbricare lungo la cima di uno di questi monti. Sono tutti di un disegno molto giudizioso, comodo, e sicuro, fatto dal gi\u00e0 Vairynge macchinista di S.M.C. e professore di meccanica e filosofia sperimentale nell\u2019accademia di Nancy, poi di Firenze. Quest\u2019ultimissima invenzione dei mulini a vento sarebbe di grande sollievo per alcune province della Toscana\u2026\u201d. [<b>Citazione Collezione Minutelli, anno 1752: Targioni Tozzetti \u201cOsservazioni fatte alla Valle Benedetta\u201d (si riferisce ad una gita del 1742)]<\/b><br \/>\n<\/em><\/p>\n","modified":"2018-05-04T18:04:26","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/molino_poggio_tre_molini-768x348.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1399","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1399&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/molini-a-vento-ruderi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.41802704,43.52468638]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1398,"name":"Chiesa S.Giovanni di Valle Benedetta","description":"<p>Nel XVII secolo il vallombrosano Colombino Bassi, livornese, volle fondare in questo luogo (fino ad allora<em> &#8220;completamente selvaggio e inospitale abitato da lupi e briganti&#8221;)\u00a0<\/em> una chiesa intitolata a San Giovanni Gualberto con l&#8217;annesso monastero. Su autorizzazione del granduca Cosimo III acquist\u00f2 il terreno dal cavaliere Francesco Lante di Pisa. Disboscato e spianato il terreno il 20 maggio 1692 vi fu posta la prima pietra in presenza dell&#8217;arcivescovo di Pisa. Durante gli scavi per le fondazioni furono trovati pregevoli reperti archeologici (armi, vasi, monete ed urne) che furono donati al gran principe ereditario Ferdinando de&#8217; Medici. Il complesso, progettato dal livornese Lorenzi fu ultimato nel 1697 e fu affidato ai monaci dell&#8217;ordine benedettino, da cui prese il nome l&#8217;intera valle. Con l&#8217;aiuto finanziario del ricchissimo mercante Huygens di Amburgo, fu aperta la strada fino a Livorno (1694). Divenuto vescovo di Pistoia e Prato (1715), il Bassi viene a consacrare la nuova chiesa il 5 giugno 1717.<\/p>\n","modified":"2018-09-17T12:00:10","color":"#8e0000","icon":"wm-icon-fu_restaurant","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/vallebenedetta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[156,5,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1398","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1398&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/chiesa-s-giovanni-di-valle-benedetta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.40844619,43.52191691]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1397,"name":"Radar Poggio Lecceta","description":"<p>L&#8217; 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il punto pi\u00f9 alto del complesso dell&#8217;Acquedotto storico del Poccianti: queste sorgenti sono infatti ubicate alla sorgente del torrente Camorra ( <em>Caput Morra<\/em> )<\/p>\n","modified":"2018-05-04T17:36:27","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/terrazzafonte-768x576.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1395","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1395&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/sorgente-della-terrazza\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.42179286,43.51251842]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1394,"name":"Casotti del Poccianti","description":"<p>In questo punto, nella struttura del <strong>Bottin Tondo<\/strong> confluiscono sia le acque delle quattro <strong>Polle Maggiori<\/strong> (che si immettono trasversalmente al percorso dell\u2019acqua convogliata lungo il Camorra), sia le acque delle\u00a0 due polle che incontriamo sul nostro percorso a piedi: la <strong>polla del Mugnaio<\/strong> (in prossimit\u00e0 del grande leccio), e le <strong>polle del Fico<\/strong> (dette della Chiesina, sulla nostra destra)<\/p>\n","modified":"2018-05-05T09:54:32","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/casottipoccianti-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1394","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1394&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/casotti-del-poccianti\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.42946398,43.51212938]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1393,"name":"Mulino Orizzontale","description":"<p>In un vano di quelle che oggi sono case o villette private, si pu\u00f2 ancora notare l&#8217;alloggio per la ruota orizzontale che andava a costituire la forza motrice per i mulini: grano e castagne erano le moliture principali fino agli anni &#8217;60.<\/p>\n","modified":"2018-05-05T09:59:37","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Camorra-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1393","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1393&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/mulino-orizzontale\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.43228566,43.5132965]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1382,"name":"Organo di Colognole &#8211; Chiesa di Colognole","description":"<p>Nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo (XVIII sec.) di Colognole -il cui nome indica il passato di colonia romana &#8211; \u00e8 ospitato un organo realizzato tra il XVI e il XVII secolo per le feste di corte del Palazzo Granducale di Livorno e solo pi\u00f9 tardi convertito per usi liturgici. L\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019opera \u00e8 dovuta al fatto che lo strumento \u2013sostanzialmente integro- \u00e8 forse il pi\u00f9 antico organo positivo ottavino sopravvissuto in Toscana e possiede ancora i decori barocchi aggiunti alla severa struttura lignea tardo rinascimentale.<span style=\"font-family: Verdana;\"> L&#8217;antichit\u00e0 dello strumento \u00e8 subito rilevata dall&#8217;ambito della tastiera che nella sua ultima ottava corta termina al La4 senza Sol #4. Il limite acuto delle tastiere al La4 cessa di venir praticato almeno dagli anni 30 del Seicento e viene quindi a costituire un termine <em>ante quem<\/em> per la datazione di questo strumento. [..] (<em>Pier Paolo Donati &#8211; Renzo Giorgetti)<\/em><\/span><span style=\"font-family: Verdana;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n","modified":"2018-05-05T10:00:26","color":"#2196d1","icon":"wm-icon-parking-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/colognole_organo-251x300.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[9,146,151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1382","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1382&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/organo-di-colognole\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.447279214859009,43.50953026091664]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1375,"name":"Parcheggio Auto per inizio","description":"<p>Potete lasciare l&#8217;auto qui, a 5Km da San Miniato. 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Grazie!<\/p>\n","modified":"2018-04-15T08:16:55","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1229","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1229&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/bivio-per-evento-33\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.555355856359824,43.695598794558975]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1002,"name":"Rocca del Brunelleschi","description":"<p>La citt\u00e0, fedele alla Repubblica Pisana, difesa da forti mura e protetta dalle acque del Fiume Serezza e dell&#8217;Arno, aveva resistito a nove mesi di assedio nei quali si susseguirono assalti condotti con bombarde, catapulte, torri mobili e arieti, ma alla fine si arrese per fame. I fiorentini entrarono cos\u00ec in possesso di un centro sulle rive dell\u2019Arno dal quale dominavano i commerci fluviali e il vicino ramo della Via Francigena controllando i flussi dei pellegrini, dei mercanti e le prospere campagne intorno alle pendici del Monte Pisano. Con la caduta nelle mani di Firenze si pens\u00f2 di rinforzare questa importante conquista per scoraggiare le mire dei vicini. Venne presa la decisione di costruire una fortezza che fosse imprendibile e scoraggiasse le insidie degli eserciti dei Visconti che da lucca minacciavano la Toscana. Il governo fiorentino commission\u00f2 al celebre architetto Filippo Brunelleschi il progetto della nuova opera difensiva. La proposta del Brunelleschi risult\u00f2 subito molto innovativa: alla presentazione di fronte alla commissione governativa della quale faceva parte anche il giovane condottiero Francesco Sforza, grazie a un modello in creta e legno, il celebre architetto convinse tutti per le soluzioni innovative progettate.<br \/>\nPer realizzare la nuova opera l&#8217;abitato di Vicopisano fu pesantemente modificato: le chiese e i palazzi che si trovavano nell\u2019area della sommit\u00e0 del colle di Vico furono in buona parte abbattuti. La fortificazione del Brunelleschi incorpor\u00f2 nelle nuove atrutture la pre-esistente Torre di S. Maria (del XII secolo). Quest&#8217;ultima fu trasformata nel mastio dell&#8217;attuale Rocca. La tipologia della fortezza \u00e8 ancora medievale, con alte mura merlate poggiate su archetti con piombatoie per gettare pece greca infiammata e olio bollente sugli assalitori. Ma nel complessso difensivo ci sono anche molte innovazioni come l&#8217;abbondante uso di ponti levatoi destinati, quando ritirati, ad isolare le varie parti della fortezza nel caso il nemico fosse riuscito a penetrarvi. Per esempio, prima di accedere al cortile della Rocca, si doveva conquistare l\u2019antiporta munita di Ponte levatoio e di fossato. All&#8217;interno, in caso di perdita del cortile, i difensori potevano abbattere la scala poggiata su quattro esili archi che collega il cortile col cammino di ronda delle cortine. Se il nemico fosse riuscito a giungere fin sulle cortine, la difesa si sarebbe attestata nella torre: era possibile isolare la torre dal resto della fortificazione ritirando il ponte levatoio che collega il cammino di ronda con l\u2019unico ingresso della stessa. La torre, munita di propria cisterna e deposito di vettovaglie, poteva ancora resistere a lungo.<br \/>\nLa soluzione pi\u00f9 geniale ideata da Brunelleschi \u00e8 sicuramente il poderoso muraglione merlato che scende dalla Rocca fino ai piedi del Colle, dove termina con l&#8217;alta torre del Soccorso (21 m) edificata nelle vicinanze dell&#8217;Arno, che in quel periodo passava proprio sotto le mura di Vicopisano. Come suggerisce il nome della torre questa opera era destinata a evitare l&#8217;isolamento in caso di assedio garantendo l&#8217;approvvigionamento di viveri, armi e rinforzi via fiume in caso di assedio.<br \/>\nLe barche potevano approdare in una caletta, difesa da fortificazioni oggi scomparse, scaricare uomini e polveri che venivano fatte entrare da uno stretto portello, poi risalivano al secondo piano della torre, per accedere al muraglione e salire alla Rocca. Ma il Brunelleschi aveva pensato a tutto: infatti, se il nemico fosse riuscito a conquistare la Torre del Soccorso e avesse cercato di accedere alla rocca dal muraglione, si sarebbe trovato esposto al tiro d\u2019infilata proveniente dalla Rocca, ma soprattutto avrebbe trovato interrotto il collegamento fra il muraglione e il cammino di ronda delle cortine della Rocca da un&#8217;altro ponte levatoio, che apriva un varco di circa tre metri su uno strapiombo di quindici metri. Oggi sulla torre della rocca sventola di nuovo la bandiera pisana, ma non ci sono venti di guerra, soltanto visitatori che si arrampicano fino alla cima della fortezza per ammirare il panorama.<br \/>\n<em>(da leviedelbrigante.it<\/em>)<\/p>\n","modified":"2018-04-12T16:25:23","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roccabrunelleschi-768x510.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1002","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1002&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/rocca-del-brunelleschi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.587108135223389,43.699728796032325]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1000,"name":"La Fabbrica del Carbone","description":"<p>Con le sue strutture lacerate ed i macchinari erosi dalla ruggine, quel luogo \u00e8 in grado di suscitare un forte potere suggestivo ed evocare sensazioni e riflessioni che trascendono la superficie degli oggetti.<\/p>\n<p>La storia di questo singolare agglomerato di edifici e di vicende umane ha inizio intorno al 1858, quando il proprietario terriero Leopoldo Silvatici prese possesso di un vasto appezzamento agricolo sottostante il colle San Jacopo e costeggiato dal rio Grifone. Conosciuto anche come rio di Lupeta, questo piccolo corso d\u2019acqua, nonostante la sua portata modesta, aveva permesso in quella zona lo sviluppo di piccole attivit\u00e0 legate all\u2019acqua e all\u2019energia idrica. Sfruttando questa opportunit\u00e0, il Silvatici dette il via alla costruzione di un grande fabbricato a pianta rettangolare, di cui ancora oggi \u00e8 possibile ammirare l\u2019aspetto solido e imponente, destinandolo all\u2019uso di frantoio. Allo scopo di sopperire alle eventuali carenze idriche del modesto rio ed assicurare alla ruota del frantoio un apporto d\u2019acqua costante, vennero realizzate due gore di grande capienza. A queste ne verr\u00e0 successivamente aggiunta una terza. All\u2019attivit\u00e0 del frantoio venne affiancata, dopo qualche anno, quella del mulino, svolta in un\u2019altra ala del medesimo fabbricato. Sin dagli esordi e per tutta la seconda met\u00e0 dell\u2019800, sia il frantoio che il mulino trasformarono una grande quantit\u00e0 di prodotto, permettendo ai Silvatici di ottenere cospicui profitti. Successivamente, per\u00f2, la produzione sub\u00ec un calo sostanziale sino a giungere nei primi anni del \u2018900 ad una fase di grave crisi. Nuovi mulini, dotati di tecnologie avanzate, erano infatti stati costruiti nelle aree prospicienti la raccolta, eliminando cos\u00ec per gli utenti l\u2019onere del trasporto: di conseguenza le richieste di molitura e frangitura nei confronti dei Silvatici erano fortemente diminuite. Giuseppe Silvatici, succeduto a Leopoldo, decise di cessare attivit\u00e0 cos\u00ec poco redditizie e mise in vendita tutta la propriet\u00e0. Il 2 marzo 1934 Nicolo Crastan, comproprietario della nota azienda alimentare pontederese, acquist\u00f2 il complesso.<\/p>\n<p>Date le scarse probabilit\u00e0 di profitto, Crastan decise di abbandonare l\u2019attivit\u00e0 del mulino per intraprenderne un\u2019altra, che in quel momento godeva di una discreta richiesta: la produzione carbonifera. Dovendo far fronte alle mutate esigenze produttive, il nuovo proprietario fece edificare, fra il 1934 ed il 1940, una serie di fabbricati adiacenti al nucleo originario del frantoio. Nacquero in quel momento quei corpi di fabbrica in muratura e con copertura a capanna, adibiti a magazzino, che ancora oggi sorgono lungo i confini della propriet\u00e0 e ne caratterizzano l\u2019aspetto. Altri manufatti di analoga fattura si trovano sul lato opposto, nei pressi della riva sinistra del rio Grifone. Il frantoio, dotato di ampi volumi, fu riutilizzato in parte come sede degli uffici, in parte come magazzino per lo stoccaggio del carbone. In contrasto stridente col resto dei fabbricati, pur essendone coevi, risultano i due capannoni destinati a contenere i forni impiegati nella nuova produzione. Attraverso uno dei cancelli laterali, ancora oggi \u00e8 possibile scorgere il loro profilo aguzzo e plumbeo spezzato verticalmente dalle linee nere dei due fumaioli di scarico. In breve tempo, quel frantoio cos\u00ec perfettamente armonizzato con l\u2019ambiente circostante, attraverso una traumatica superfetazione si era trasformato in uno strano groviglio di edifici eterogenei ammassati l\u2019uno a ridosso dell\u2019altro, in totale distonia con i dolci colli di ulivi e cipressi dei Monti Pisani. L\u2019attivit\u00e0 si incentrava sulla produzione del carbone vegetale, tramite l\u2019utilizzo della brace prodotta dalla combustione di legna proveniente dai boschi circostanti. Il prodotto era destinato principalmente al riscaldamento domestico, in particolare agli &#8216;scaldaletto&#8217;, al tempo unico conforto durante le stagioni fredde. La produzione carbonifera dei Crastan venne interrotta nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale quando, a seguito degli esiti del conflitto, l\u2019economia italiana sub\u00ec un tracollo. Durante il periodo bellico l\u2019area venne utilizzata in vari modi. I magazzini antistanti il frantoio furono adibiti ad &#8216;Ammasso dell\u2019olio e del grano di Vicopisano&#8217;, del quale sono tutt\u2019ora visibili i resti dell\u2019insegna. Nella palazzina a destra del frantoio si progett\u00f2 di trasferire gli uffici della Piaggio da Pontedera, dove la vicinanza con la stazione ferroviaria, bersaglio dei bombardamenti alleati, costituiva un concreto pericolo. L\u2019avanzata alleata e la conseguente cessazione dei bombardamenti fecero venire meno le necessit\u00e0 del trasferimento. Gli uffici non furono terminati e rimasero dismessi. Vennero poi utilizzati come deposito di fortuna.<\/p>\n<p><em>(da leviedelbrigante.it )<\/em><\/p>\n","modified":"2018-04-12T16:28:46","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/phoca_thumb_l_fabbricadelcarbone_8578-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1000","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=1000&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/la-fabbrica-del-carbone\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.586500996806649,43.70430280119263]}},{"type":"Feature","properties":{"id":998,"name":"Molino di Papo","description":"<p>Il sentiero si snoda in questo tratto lungo l&#8217;antica Via dei Molini.\u00a0 Passando sotto le arcate che collegano la attuale villa al vecchio edificio sulle rive del torrente, si riescono ancora a vedere gli ingranaggi in legno ad asse verticale ed orizzontale che costituivano la forza motrice dell&#8217;impianto del Molino di Papo.<\/p>\n","modified":"2018-04-12T16:30:29","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo1-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/998","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=998&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/molino-di-papo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.568707222201851,43.698623818858486]}},{"type":"Feature","properties":{"id":995,"name":"Pieve di S.Maria di Vicopisano","description":"<div>E\u2019 la pi\u00f9 antica e la principale delle chiese che si trovavano nelle immediate vicinanze di Vico, ed \u00e8 l\u2019unica ad essere stata costruita all\u2019esterno delle mura, senza l&#8217;orientamento canonico con l&#8217;ingresso rivolto ad occidente. Infatti la facciata \u00e8 rivolta verso una delle porte di ingresso del castello, Porta Maccioni, poi divenuta porta della Rocca. La chiesa \u00e8 nominata per la prima volta nel 934, ma da questo documento si pu\u00f2 capire che esisteva gi\u00e0 da qualche tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FACCIATA E L&#8217;ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La costruzione attuale \u00e8 del XII sec. ed \u00e8 un esempio ben conservato di Chiesa romanico-pisana caratterizzato da una pianta basilicale con abside unica. La muratura \u00e8 realizzata in pietra verrucana e la facciata \u00e8 spartita in due ordini sovrapposti da una cornice orizzontale. Nella parte superiore, decorata da archetti pensili, si apre una bifora. La parte inferiore, dove si aprono tre portali, \u00e8 arricchita da semicolonne che reggono arcatelle pensili: queste ultime sono sormontate da oculi e racchiudono rombi scolpiti con motivi geometrici e vegetali. In evidenza, alla sommit\u00e0 della lesena di sinistra, un <strong>bassorilievo in pietra<\/strong>, databile all\u2019VIII-X secolo, rappresenta probabilmente un episodio evangelico.<\/div>\n<div>La fiancata meridionale, in cui si apre un unico portalino, ha in alto quattro strette monofore, di cui una decorata con un motivo a tralci di vite con foglie. Sia il fianco che l\u2019alzato della navata centrale hanno archetti pensili che racchiudono pietre scolpite e poggiano su peducci decorati con volti umani, figure di animali e motivi naturalistici eseguiti a rilievo. Da notare una serie di iscrizioni medioevali incise nella parte bassa della muratura che denunciano la presenza in antico di un cimitero intorno alla chiesa. La fiancata settentrionale risulta invece priva di decorazioni in quanto a questa si dovevano appoggiare le strutture del chiostro e della casa del pievano. Al XVIII secolo risalgono i prolungamenti delle navate laterali e il campanile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate da dodici colonne granitiche con capitelli di varia foggia: quelli medioevali sono in pietra serena; il primo, il terzo e l\u2019ultimo di sinistra sono in marmo scolpito a foglie d\u2019acanto, gli ultimi due poggianti su colonne marmoree scanalate, e provengono da edifici di epoca romana. Due pilastri definiscono la vasta zona presbiteriale dove si trova l\u2019altare maggiore, ricostruito agli inizi del Novecento riutilizzando antichi rilievi con motivi vegetali e zoomorfi, probabilmente appartenenti alla chiesa altomedievale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA DEPOSIZIONE DELLA CROCE (SEC. XIII)\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Nell\u2019abside \u00e8 collocato il maestoso gruppo ligneo della Deposizione, risalente al <strong>primo ventennio del Duecento <\/strong>e con evidenti assonanze con l&#8217;altra Deposizione presente in Provincia di Pisa, quella di Volterra. Esso costituisce uno dei rari esempi di questa tipologia di sacra rappresentazione, un tempo assai diffusa, l&#8217;unico di cui si conserva la quasi totalit\u00e0 delle figure originarie: di restauro sono soltanto le teste degli angeli, alcune parti del San Giovanni e il calice. Sono presenti inoltre tracce dell\u2019antica policromia delle vesti. I personaggi raffigurati sono (da sinistra a destra): la Madonna dolente, Giovanni di Arimatea che raccoglie il corpo del Cristo, il Nicodemo che toglie i chiodi dai piedi e S. Giovanni con in mano il Vangelo. Oltre ad essere uno dei pochi esemplari rimasti \u00e8 uno tra i pi\u00f9 singolari, poich\u00e9 la figura di Cristo \u00e8 rappresentata in una maniera inconsueta, fortemente arcuata e nell\u2019atto di cadere, prova che l\u2019artista che realizz\u00f2 tale opera aveva abbastanza autonomia da distaccarsi da quelli che erano i modelli<\/div>\n<div>consueti, cio\u00e8 il Cristo ancora inchiodato alla Croce, avvicinandosi a modelli pi\u00f9 &#8220;gotici&#8221;, con una maggiore attenzione alla linea curva e sinuosa, che va a sostituire la linea retta e la rigidit\u00e0 tipica dell&#8217;arte romanica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>GLI AFFRESCHI (SEC. XIII)<\/strong><\/div>\n<div>Le massicce pareti in verrucano conservano frammenti di affreschi duecenteschi, recentemente restaurati. Rappresentano scene tratte dal Vangelo, e testimoniano l\u2019usanza di illustrare le Storie Sacre, per farle meglio comprenderle ai fedeli pi\u00f9 rozzi ed illetterat (Biblia Pauperum)i. Il ciclo inizia sulla parete della navata destra, dove si riconoscono le scene della Annunciazione, della Visitazione e della Nativit\u00e0; segue, probabilmente, l\u2019episodio con Erode che ordina la strage degli innocenti. Al di sopra delle scene narrative vi sono motivi decorativi a girali e a riquadri alternati a scacchi; al di sotto, decorazioni a finto drappeggio. Sulla controfacciata, a sinistra sono rappresentate due scene sovrapposte: in alto \u00e8 riconoscibile il Battesimo di Cristo, al di sotto San Giorgio, il drago e la principessa; a destra le tracce recuperate dal restauro non sono leggibili. Sulla parete della navata destra sono state restaurate due scene: una raffigura forse la Cattura di Cristo, l\u2019altra la Pentecoste. L&#8217;intero ciclo terminava con la deposizione lignea che poneva fine alla vicenda terrena di Ges\u00f9. Il ciclo di affreschi venne coperto di intonaco tra il XVI e il XVII secolo, quando alle pareti furono addossati i grandi altari in pietra serena tuttora esistenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(da Viconet.it)<\/div>\n<div><\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:33:37","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/995","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=995&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-maria-di-vicopisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583387911319733,43.70025818376576]}},{"type":"Feature","properties":{"id":993,"name":"Monastero di S.Michele alla Verruca","description":"<div>\n<p>Gli scavi archeologici hanno evidenziato come il monastero sia stato realizzato in un&#8217;area dove le fonti scritte ricordano l&#8217;esistenza di una cappella privata almeno dal secolo IX. Lo scavo ha consentito di individuare l&#8217;area occupata dal\u00a0<strong>complesso monastico<\/strong>\u00a0e di mettere in evidenza i resti della chiesa abbaziale, del chiostro e degli ambienti annessi (<strong>sala Capitolare, cucine, refettorio, strutture di servizio e magazzini<\/strong>). Lo studio ha inoltre individuato ed evidenziato la lunga sequenza insediativa (dal medioevo all&#8217;et\u00e0 moderna), ha analizzato le\u00a0<strong>tecniche costruttive\u00a0<\/strong>e dei manufatti e i\u00a0<strong>resti osteologici umani<\/strong>\u00a0e animali presenti.<\/p>\n<p>Per arrivare agli\u00a0<strong>scavi<\/strong>\u00a0ed alla\u00a0<strong>fortezza della Verruca<\/strong>, basta proseguire dalla\u00a0<strong>Piazza Cavalca<\/strong>\u00a0di Vicopisano lungo la strada che passa davanti alla\u00a0<strong>Chiesa di S. Maria<\/strong>, sorpassare il ponticello sul Rio Grande, e dopo un centinaio di metri imboccare la\u00a0<strong>Via della Verruca<\/strong>\u00a0che inizia sulla sinistra. Per raggiungere il Monastero si dovranno percorrere circa\u00a0<strong>5-6 Km<\/strong>\u00a0di strada (dei quali pi\u00f9 della met\u00e0 non asfaltata), ma una volta giunti sul luogo la bellezza dell&#8217;ambiente e la stupenda vista ripagher\u00e0 della scarsa comodit\u00e0 del viaggio.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STORIA<\/strong><\/p>\n<p>Fondato, secondo la tradizione , sul finire dell&#8217;anno Mille dal <strong>Marchese Ugo di Toscana<\/strong> che, in seguito ad una visione mistica, decise <em>&#8220;pro remedio animae sue&#8221;<\/em> di far costruire sette chiese tra le quali la nostra. Dall&#8217;analisi delle fonti documentarie appare per\u00f2 chiaramente quanto questa credenza sia infondata, in quanto la chiesa risulta gi\u00e0 citata nell&#8217; <strong>861<\/strong>, poich\u00e8 gi\u00e0 in quell&#8217;anno si ha infatti la prima la prima menzione di una &#8220;&#8230; <em>Ecclesie et rebus meis illis in locho Verruchula, chujus vocabuli est beati S.Angeli&#8230;&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Altro documento \u00e8 quello dell&#8217;anno <strong>913<\/strong> &#8220;&#8230;<em>Ecclesia illa cui vocabulum est beatissimi S.Angelis sita loco ubi vocitatur Veruchula&#8230;&#8221;<\/em>. Da tale documento per\u00f2 non si ricavano ulteriori informazioni, cosa che accade invece con il documento del 4 maggio del <strong>996<\/strong> nel quale all&#8217;appellativo di Chiesa si aggiunge quello di &#8220;Monasterio &#8220;, segno di un&#8217;evoluzione sia in senso strutturale che d&#8217;importanza. Probabilmente si pu\u00f2 pensare all&#8217;intervento del Marchese Ugo come ad un intervento di donazione di nuovi beni o concessione di privilegi che avrebbero permesso alla chiesa di evolversi in Abbazia e di acquistare quindi un maggior prestigio.<\/p>\n<p>Per giustificare la presenza di ruderi cos\u00ec imponenti in una zona che attualmente \u00e8 lontana da qualsiasi forma di insediamento, bisogna riandare con la mente periodo della sua fondazione (<strong>X sec<\/strong>) quando la zona era situata lungo le vie montane che dalla pianura pisana portavano verso il versante lucchese del Monte Pisano. Si trattava quindi di una zona di passaggio, lontana s\u00ec da Pisa, ma non periferica come \u00e8 attualmente. Bisogna poi dire che il Monte Pisano \u00e8 stato, fin dai secoli immediatamente posteriori alla diffusione del cristianesimo, luogo eletto per lo stanziamento degli <strong>eremiti<\/strong>, che in una sorta di disprezzo della gente corrotta, si ritiravano in solitudine a pregare. Molto spesso le cappelle erette per ricordare questo o quell&#8217;eremita (che spesso moriva &#8220;in odor di santit\u00e0&#8221;) divenivano successivamente sede di insediamenti pi\u00f9 consistenti. Sicuramente la presenza di un&#8217;abbazia sul monte testimonia una vitalit\u00e0 dellla zona che solamente col XV sec. inizi\u00f2 a perdere di importanza.<\/p>\n<p>( da<em> leviedelbrigante.it<\/em> )<\/p>\n","modified":"2018-04-12T10:32:26","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/smicheleverruca-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/993","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=993&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/monastero-di-s-michele-alla-verruca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.541682243347168,43.707919238936725]}},{"type":"Feature","properties":{"id":990,"name":"Verruca","description":"<div>\n<p>Fondamentale <strong>punto strategico<\/strong> della Repubblica Pisana ha da sempre rivestito un ruolo di primaria importanza, contesa tra pisani e fiorentini che ben conoscevano l&#8217;importante funzione di vedetta di questa Rocca. Dalla Verruca \u00e8 infatti possibile una triangolazione visiva tra Pisa e il castello di Vicopisano a sua volta collegato con il castello di Buti e tutto il Lungomonte pisano, altrimenti coperti alla vista di Pisa.<\/p>\n<p>Collocata su una scogliera di macigni di verrucano, posti quasi verticalmente rispetto al suolo, a formare la base naturale della fortezza ed al tempo stesso un elemento costitutivo della stessa, la Verruca, che spicca su tutti gli altri monti vicini a Pisa \u00e8 oggetto da sempre di credenze e leggende, generate sicuramente dalla suggestione che questo luogo suscita nell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p>Oggi la cima della Verruca \u00e8 destinazione amata da escursionisti, camminatori e mountain bikers. Molti i persorsi che si snodano sia dal versante di Vicopisano che da quello di Calci che, pi\u00f9 o meno dolcemente, si snodano tra ulivi, boschi di castagni \u00a0e lecci, pini e macchia mediterranea fino alla fortezza in vetta. Da lass\u00f9 si pu\u00f2 godere di un panorama mozzafiato: nelle giornate limpide si pu\u00f2 ammirare il tramonto in mare, dalla costa livornese alle apuanne con suggestivi riflessi sul lago di Massaciuccoli.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA STRUTTURA<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente della fortezza della Verruca si conservano rovine che permettono una lettura dei diversi interventi ricostruttivi.<\/p>\n<div>A <strong>pianta pentagonale<\/strong>, presenta due grossi torrioni laterali di forma circolare nel lato anteriore, frutto degli interventi di restauro cinquecenteschi e costruiti in mattoni, ed una coppia di <strong>bastioni a spigolo vivo<\/strong> sul lato posteriore in pietra locale.<\/div>\n<div>Pur seriamente danneggiata dalle vicissitudini storiche, la fortezza mostra chiaramente la disposizione strutturale originaria e, ad una analisi accurata, consente ancora di capire l\u2019organizzazione interna delle strutture in alzato. Sono invece ben conservate tutte le strutture interrate come la cisterna o i corridoi di accesso alle torri laterali.\u00a0Inoltre \u00e8 presente in alzato un edificio costituito da grossi blocchi di verrucano, tradizionalmente identificato come una chiesa.\u00a0La porta, a cui si arriva mediante una ripida scaletta intagliata nella roccia, conserva ancora la struttura trilitica, le tracce dei cardini e dei dispositivi di chiusura e consente l\u2019ingresso nella fortezza.<\/div>\n<div>Una volta entrati possiamo osservare che la fortezza \u00e8 edificata su <strong>due livelli<\/strong>, di cui uno completamente interrato. Il livello superiore \u00e8 quello che ha subito i danni maggiori, ad esempio sono scomparsi del tutto le merlature e le varie strutture coperte, delle quali per\u00f2 in alcuni punti si intravedono i resti.\u00a0Nonostante ci\u00f2 i muri perimetrali della fortezza raggiungono in alcuni punti considerevoli altezze, sino a 4 metri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Appena entrati sulla destra sono conservati in alzato i\u00a0resti di una <strong>struttura quadrangolare<\/strong> molto interessante. Le quattro pareti della struttura sono conservate interamente in alzato con parte del timpano di chiusura del tetto, mancante nella sua totalit\u00e0.\u00a0Per ogni lato lungo \u00e8 presente una porta con architrave monolitico e sul lato SE vi sono due finestre strombate. Le pietre impiegate denotano due fasi costruttive: la prima caratterizzata da grandi blocchi di verrucano di fattura grossolana che costituiscono la parte inferiore dell\u2019edificio; le pietre sono fortemente deteriorate dal tempo ed il loro aspetto e la loro fattura possono farci ipotizzare che siano resti della primissima fase costruttiva.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La seconda fase \u00e8 formata da blocchi di pietra sempre in verrucano ma provenienti da una cava diversa, la stessa usata per la sottostante Chiesa di S. Michele Arcangelo, tanto che si \u00e8 ipotizzato che tali pietre provengano dalla distruzione di quest\u2019ultima. I blocchi sono squadrati e levigati secondo una tipologia rintracciabile in altri edifici religiosi e civili della zona.\u00a0Resti di un probabile mastio o cassero sopraelevato sono riscontrabili nella zona centrale della fortezza, naturalmente pi\u00f9 alta rispetto al resto del pianoro ma pochi sono gli elementi ancora leggibili.<\/div>\n<div>La Rocca presenta <strong>accessi nel terreno<\/strong> che conducono ai <strong>bastioni laterali<\/strong> nei quali sono state ricavate stanze da cui era possibile sparare o sorvegliare l\u2019esterno.\u00a0Una di queste aperture conduce ad un vasto vano sotterraneo con volta a botte sotto il quale si intravede la copertura a volta di una stanza sottostante oramai ricolma di detriti.\u00a0Sul lato N sono visibili una serie di archi in muratura che sostenevano la struttura portante di una copertura analoga a quella appena descritta e oramai franata.<\/div>\n<div>In generale l\u2019aspetto della Verruca \u00e8 ben ricostruibile nonostante i danni subiti a causa dell\u2019incuria e del tempo, ma siamo certi che uno studio accurato, fino ad ora mai intrapreso per questo sito, ed un intervento di recupero potrebbero restituire ad una migliore fruizione questa importante testimonianza del nostro passato.<\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:19:48","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/verruca-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/990","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=990&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/verruca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5339455329256,43.70717130635376]}},{"type":"Feature","properties":{"id":988,"name":"Pieve di S.Jacopo in Lupeta","description":"<div>\u00a0L&#8217;edificio \u00a0 fu in origine dedicato a San Mamiliano, come ancora ricorda l\u2019iscrizione\u00a0 sull&#8217;architrave del portale principale. La dedicazione a tale santo \u00e8 assai particolare, in quanto il suo culto era diffuso soprattutto nella zona dell&#8217;Arcipelago Toscano e nell&#8217;Alto Lazio, mentre nella nostra zona era del tutto assente. Documentata gi\u00e0 nell&#8217;VIII sec. era annessa ad un complesso monastico; mentre dal XII secolo \u00e8 citata come prioria, nel Trecento risultava essere in mano agli Eremitani Agostiniani. Intitolata a San Iacopo nella prima met\u00e0 del Quattrocento, poco tempo dopo cominci\u00f2 a decadere a causa delle continue scorrerie e della situazione insicura della zona, causate dalle guerre tra Pisa e Firenze; agli inizi del Cinquecento pass\u00f2 in possesso ai Canonici di Pescia. Nel corso dell\u2019ottocento i resti dell\u2019antico monastero vennero trasformati in una grande casa colonica, poi villa residenziale di propriet\u00e0 privata.<\/div>\n<div><strong>ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La chiesa ha pianta a tau (T) e muratura in conci di calcare cavernoso e verrucano. La facciata a capanna \u00e8 spartita da una cornice orizzontale: nella parte inferiore il portale \u00e8 incorniciato da lesene, una delle quali contenente una testa di animale cornuto a rilievo, ed \u00e8 sovrastato da un ricco architrave decorato a spirali e foglie linguate appartenente con tutta probabilit\u00e0 alla chiesa pi\u00f9 antica; in quella superiore si apre una bifora, con ghiera e colonnina marmoree, contornata da vari elementi decorativi, tra i quali spiccano una tarsia a forma di fiore, un bassorilievo ed una pietra scolpita a rilievo figurato, risalente all\u2019VIII-IX secolo, e raffigurante una scena biblica. Attaccato al braccio sinistro del transetto si appoggia il massiccio campanile, simile nella struttura ad una torre difensiva. Il campanile fu abbassato di altezza a seguito di una mina fatta esplodere dai soldati tedeschi in ritirata, nel 1944.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno, a navata unica e privo di abside, \u00e8 mosso soltanto dai due corti bracci del transetto, collegati da archi a tutto sesto i cui pilastri hanno capitelli riccamente decorati con motivi vegetali e animali. Nel braccio destro sono conservati affreschi trecenteschi, staccati e ricomposti su tavola, raffiguranti alcuni santi; da destra verso sinistra si riconoscono: un Santo Vescovo, forse San Mamiliano, San Giovanni Battista e un frammento di un probabile San Girolamo. Lungo la parete destra sono state raccolte pietre scolpite rinvenute durante i restauri della chiesa: particolarmente significative sono una mensola con motivo a rilievo rappresentante la Dextera Domini (X secolo) e una lastra figurata con una scena simbolica di difficile interpretazione, che secondo alcuni studiosi allude alla Passione di Cristo (IX-X secolo).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FESTA DI S. JACOPO<\/strong><\/div>\n<div>Ogni anno a Vicopisano in occasione della giornata dedicata a S. Giacono o Jacopo (<strong>25 luglio<\/strong>) viene celebrata una festa religiosa e popolare, organizzata dalla Parrocchia e da alcune associazioni di volontariato.<\/div>\n<div>La celebrazione che ha carattere sacro si sviluppa generalmente su due giornate durante le quali si tengono funzioni religiose e festeggiamenti popolari. La festa ha il sou clou con una processione religiosa notturna che va dalla Pieve di S. Maria alla Pieve di S. Jacopo, dove i fedeli partecipano alla Messa e dove di solito si tiene un concerto di musica classica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(<em>da Viconet.it<\/em>)<\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:38:04","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/988","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=988&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-jacopo-in-lupeta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.580477714538574,43.71061811702002]}},{"type":"Feature","properties":{"id":912,"name":"Frantoio Sociale Vicopisano","description":"<p>Prende nome dal ruscello (Rio Grifone ) che scorre a lato del frantoio e che fino al secolo scorso faceva girare le sue macine. Le olive, raccolte rigorosamente a mano, sono qui immesse nella modernissima linea di frangitura a freddo ( 26\u00b0 ), dove si svolgono tutti i passaggi: pesatura; defoliazione; lavaggio; molitura; gramola; decanter &#8220;Leopard Pieralisi a 2 fasi&#8221;; centrifuga.<br \/>\nQui si effettuano i controlli rigorosi e continui del livello di acidit\u00e0, perossidi e polifenoli di ogni lotto: misure indispensabili per rilevare ogni possibile difetto nel prodotto finito. L\u2019 olio extravergine di oliva, \u00e8 poi filtrato e stoccato in conche di acciaio inox in ambiente protetto e mantenuto a temperatura costante di 18\u00b0, fino all\u2019 imbottigliamento appena prima della commercializzazione.<\/p>\n","modified":"2019-10-05T13:12:41","color":"#e01abc","icon":"wm-icon-w_f_tasting-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/IMG_20180323_120445-768x576.jpg","audio":null,"taxonomy":{"webmapp_category":[145]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"related_url":["http:\/\/www.vicopisanolio.it\/index-lingua-1.html"],"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/912","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=912&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/frantoio-sociale\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"(+39) 050.79.60.05","contact:email":"info@vicopisanolio.it","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.58429181,43.70647306]}},{"type":"Feature","properties":{"id":794,"name":"Alimentari Guadagni Ada","description":"<p>Oltre ad assaggiare il nostro lardo, nella nostra cantina troverete la conca pi\u00f9 antica del paese : la &#8220;Conca dei Cain&#8221; datata 1400.<\/p>\n<p>Vi aspettiamo!<\/p>\n","modified":"2018-03-01T15:19:03","color":"#95bf3b","icon":"wm-icon-grocery-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Colonnata13-768x437.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[137]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/794","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=794&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/alimentari-guadagni-ada\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.15587866306305,44.08617861598045]}},{"type":"Feature","properties":{"id":766,"name":"Agriturismo La Costa","description":"<p>In posizione panoramica su una terrazza naturale, al centro del borgo medievale &#8220;La Villa&#8221;,\u00a0 dalla quale si ammira l&#8217;intera catena delle Alpi Apuane&#8221;, \u00e8 un&#8217;ottima base per escursioni naturalistiche nel comprensorio delle Alpi Apuane e dell&#8217; Appennino Tosco-Emiliano. 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I nostri vigneti variano dai 150 ai 350 metri ma la conformazione della valle fa si che le precipitazioni siano copiose, le escursioni termiche fortissime in estate, con giornate calde e notti molto fresche.<\/p>\n<p>Qui si producono Olio e Vino, tutti con agricoltura biodinamica<\/p>\n<p>L\u2019olio extra vergine di oliva\u00a0 di Macea deriva dalle principali cultivar dalla tradizione lucchese: frantoio, leccio e\u00a0 maurino.<br \/>\nIn alcune annate di particolare qualit\u00e0 si produce anche olio monovarietale.<br \/>\nLe pratiche di conduzione dell\u2019oliveto, la scelta del periodo di raccolta e il metodo di estrazione dell\u2019olio sono tutte tese ad esaltare la freschezza e la qualit\u00e0 del prodotto.<\/p>\n<p>La produzione di vino segue due indirizzi: bianco e rosso \u201c<em>Campo Caturesi\u201d<\/em>ottenuto da vecchie variet\u00e0 autoctone ritrovate in vecchi vigneti della Media Val di Serchio\u00a0 quali Sangiovese, Ciliegiolo, Montanina, Bracciola, Tan\u00e9. 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