{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":995,"name":"Pieve di S.Maria di Vicopisano","description":"<div>E\u2019 la pi\u00f9 antica e la principale delle chiese che si trovavano nelle immediate vicinanze di Vico, ed \u00e8 l\u2019unica ad essere stata costruita all\u2019esterno delle mura, senza l&#8217;orientamento canonico con l&#8217;ingresso rivolto ad occidente. Infatti la facciata \u00e8 rivolta verso una delle porte di ingresso del castello, Porta Maccioni, poi divenuta porta della Rocca. La chiesa \u00e8 nominata per la prima volta nel 934, ma da questo documento si pu\u00f2 capire che esisteva gi\u00e0 da qualche tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FACCIATA E L&#8217;ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La costruzione attuale \u00e8 del XII sec. ed \u00e8 un esempio ben conservato di Chiesa romanico-pisana caratterizzato da una pianta basilicale con abside unica. La muratura \u00e8 realizzata in pietra verrucana e la facciata \u00e8 spartita in due ordini sovrapposti da una cornice orizzontale. Nella parte superiore, decorata da archetti pensili, si apre una bifora. La parte inferiore, dove si aprono tre portali, \u00e8 arricchita da semicolonne che reggono arcatelle pensili: queste ultime sono sormontate da oculi e racchiudono rombi scolpiti con motivi geometrici e vegetali. In evidenza, alla sommit\u00e0 della lesena di sinistra, un <strong>bassorilievo in pietra<\/strong>, databile all\u2019VIII-X secolo, rappresenta probabilmente un episodio evangelico.<\/div>\n<div>La fiancata meridionale, in cui si apre un unico portalino, ha in alto quattro strette monofore, di cui una decorata con un motivo a tralci di vite con foglie. Sia il fianco che l\u2019alzato della navata centrale hanno archetti pensili che racchiudono pietre scolpite e poggiano su peducci decorati con volti umani, figure di animali e motivi naturalistici eseguiti a rilievo. Da notare una serie di iscrizioni medioevali incise nella parte bassa della muratura che denunciano la presenza in antico di un cimitero intorno alla chiesa. La fiancata settentrionale risulta invece priva di decorazioni in quanto a questa si dovevano appoggiare le strutture del chiostro e della casa del pievano. Al XVIII secolo risalgono i prolungamenti delle navate laterali e il campanile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate da dodici colonne granitiche con capitelli di varia foggia: quelli medioevali sono in pietra serena; il primo, il terzo e l\u2019ultimo di sinistra sono in marmo scolpito a foglie d\u2019acanto, gli ultimi due poggianti su colonne marmoree scanalate, e provengono da edifici di epoca romana. Due pilastri definiscono la vasta zona presbiteriale dove si trova l\u2019altare maggiore, ricostruito agli inizi del Novecento riutilizzando antichi rilievi con motivi vegetali e zoomorfi, probabilmente appartenenti alla chiesa altomedievale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA DEPOSIZIONE DELLA CROCE (SEC. XIII)\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Nell\u2019abside \u00e8 collocato il maestoso gruppo ligneo della Deposizione, risalente al <strong>primo ventennio del Duecento <\/strong>e con evidenti assonanze con l&#8217;altra Deposizione presente in Provincia di Pisa, quella di Volterra. Esso costituisce uno dei rari esempi di questa tipologia di sacra rappresentazione, un tempo assai diffusa, l&#8217;unico di cui si conserva la quasi totalit\u00e0 delle figure originarie: di restauro sono soltanto le teste degli angeli, alcune parti del San Giovanni e il calice. Sono presenti inoltre tracce dell\u2019antica policromia delle vesti. I personaggi raffigurati sono (da sinistra a destra): la Madonna dolente, Giovanni di Arimatea che raccoglie il corpo del Cristo, il Nicodemo che toglie i chiodi dai piedi e S. Giovanni con in mano il Vangelo. Oltre ad essere uno dei pochi esemplari rimasti \u00e8 uno tra i pi\u00f9 singolari, poich\u00e9 la figura di Cristo \u00e8 rappresentata in una maniera inconsueta, fortemente arcuata e nell\u2019atto di cadere, prova che l\u2019artista che realizz\u00f2 tale opera aveva abbastanza autonomia da distaccarsi da quelli che erano i modelli<\/div>\n<div>consueti, cio\u00e8 il Cristo ancora inchiodato alla Croce, avvicinandosi a modelli pi\u00f9 &#8220;gotici&#8221;, con una maggiore attenzione alla linea curva e sinuosa, che va a sostituire la linea retta e la rigidit\u00e0 tipica dell&#8217;arte romanica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>GLI AFFRESCHI (SEC. XIII)<\/strong><\/div>\n<div>Le massicce pareti in verrucano conservano frammenti di affreschi duecenteschi, recentemente restaurati. Rappresentano scene tratte dal Vangelo, e testimoniano l\u2019usanza di illustrare le Storie Sacre, per farle meglio comprenderle ai fedeli pi\u00f9 rozzi ed illetterat (Biblia Pauperum)i. Il ciclo inizia sulla parete della navata destra, dove si riconoscono le scene della Annunciazione, della Visitazione e della Nativit\u00e0; segue, probabilmente, l\u2019episodio con Erode che ordina la strage degli innocenti. Al di sopra delle scene narrative vi sono motivi decorativi a girali e a riquadri alternati a scacchi; al di sotto, decorazioni a finto drappeggio. Sulla controfacciata, a sinistra sono rappresentate due scene sovrapposte: in alto \u00e8 riconoscibile il Battesimo di Cristo, al di sotto San Giorgio, il drago e la principessa; a destra le tracce recuperate dal restauro non sono leggibili. Sulla parete della navata destra sono state restaurate due scene: una raffigura forse la Cattura di Cristo, l\u2019altra la Pentecoste. L&#8217;intero ciclo terminava con la deposizione lignea che poneva fine alla vicenda terrena di Ges\u00f9. Il ciclo di affreschi venne coperto di intonaco tra il XVI e il XVII secolo, quando alle pareti furono addossati i grandi altari in pietra serena tuttora esistenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(da Viconet.it)<\/div>\n<div><\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:33:37","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/995","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=995&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-maria-di-vicopisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583387911319733,43.70025818376576]}},{"type":"Feature","properties":{"id":988,"name":"Pieve di S.Jacopo in Lupeta","description":"<div>\u00a0L&#8217;edificio \u00a0 fu in origine dedicato a San Mamiliano, come ancora ricorda l\u2019iscrizione\u00a0 sull&#8217;architrave del portale principale. La dedicazione a tale santo \u00e8 assai particolare, in quanto il suo culto era diffuso soprattutto nella zona dell&#8217;Arcipelago Toscano e nell&#8217;Alto Lazio, mentre nella nostra zona era del tutto assente. Documentata gi\u00e0 nell&#8217;VIII sec. era annessa ad un complesso monastico; mentre dal XII secolo \u00e8 citata come prioria, nel Trecento risultava essere in mano agli Eremitani Agostiniani. Intitolata a San Iacopo nella prima met\u00e0 del Quattrocento, poco tempo dopo cominci\u00f2 a decadere a causa delle continue scorrerie e della situazione insicura della zona, causate dalle guerre tra Pisa e Firenze; agli inizi del Cinquecento pass\u00f2 in possesso ai Canonici di Pescia. Nel corso dell\u2019ottocento i resti dell\u2019antico monastero vennero trasformati in una grande casa colonica, poi villa residenziale di propriet\u00e0 privata.<\/div>\n<div><strong>ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La chiesa ha pianta a tau (T) e muratura in conci di calcare cavernoso e verrucano. La facciata a capanna \u00e8 spartita da una cornice orizzontale: nella parte inferiore il portale \u00e8 incorniciato da lesene, una delle quali contenente una testa di animale cornuto a rilievo, ed \u00e8 sovrastato da un ricco architrave decorato a spirali e foglie linguate appartenente con tutta probabilit\u00e0 alla chiesa pi\u00f9 antica; in quella superiore si apre una bifora, con ghiera e colonnina marmoree, contornata da vari elementi decorativi, tra i quali spiccano una tarsia a forma di fiore, un bassorilievo ed una pietra scolpita a rilievo figurato, risalente all\u2019VIII-IX secolo, e raffigurante una scena biblica. Attaccato al braccio sinistro del transetto si appoggia il massiccio campanile, simile nella struttura ad una torre difensiva. Il campanile fu abbassato di altezza a seguito di una mina fatta esplodere dai soldati tedeschi in ritirata, nel 1944.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno, a navata unica e privo di abside, \u00e8 mosso soltanto dai due corti bracci del transetto, collegati da archi a tutto sesto i cui pilastri hanno capitelli riccamente decorati con motivi vegetali e animali. Nel braccio destro sono conservati affreschi trecenteschi, staccati e ricomposti su tavola, raffiguranti alcuni santi; da destra verso sinistra si riconoscono: un Santo Vescovo, forse San Mamiliano, San Giovanni Battista e un frammento di un probabile San Girolamo. Lungo la parete destra sono state raccolte pietre scolpite rinvenute durante i restauri della chiesa: particolarmente significative sono una mensola con motivo a rilievo rappresentante la Dextera Domini (X secolo) e una lastra figurata con una scena simbolica di difficile interpretazione, che secondo alcuni studiosi allude alla Passione di Cristo (IX-X secolo).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FESTA DI S. JACOPO<\/strong><\/div>\n<div>Ogni anno a Vicopisano in occasione della giornata dedicata a S. Giacono o Jacopo (<strong>25 luglio<\/strong>) viene celebrata una festa religiosa e popolare, organizzata dalla Parrocchia e da alcune associazioni di volontariato.<\/div>\n<div>La celebrazione che ha carattere sacro si sviluppa generalmente su due giornate durante le quali si tengono funzioni religiose e festeggiamenti popolari. La festa ha il sou clou con una processione religiosa notturna che va dalla Pieve di S. Maria alla Pieve di S. Jacopo, dove i fedeli partecipano alla Messa e dove di solito si tiene un concerto di musica classica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(<em>da Viconet.it<\/em>)<\/div>\n","modified":"2018-04-12T16:38:04","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/988","wp_edit":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/wp-admin\/post.php?post=988&action=edit","web":"http:\/\/selfguided-toscana.it\/poi\/pieve-di-s-jacopo-in-lupeta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":[],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.580477714538574,43.71061811702002]}}]}