{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":995,"name":"Pieve di S.Maria di Vicopisano","description":"<div>E\u2019 la pi\u00f9 antica e la principale delle chiese che si trovavano nelle immediate vicinanze di Vico, ed \u00e8 l\u2019unica ad essere stata costruita all\u2019esterno delle mura, senza l&#8217;orientamento canonico con l&#8217;ingresso rivolto ad occidente. Infatti la facciata \u00e8 rivolta verso una delle porte di ingresso del castello, Porta Maccioni, poi divenuta porta della Rocca. La chiesa \u00e8 nominata per la prima volta nel 934, ma da questo documento si pu\u00f2 capire che esisteva gi\u00e0 da qualche tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FACCIATA E L&#8217;ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La costruzione attuale \u00e8 del XII sec. ed \u00e8 un esempio ben conservato di Chiesa romanico-pisana caratterizzato da una pianta basilicale con abside unica. La muratura \u00e8 realizzata in pietra verrucana e la facciata \u00e8 spartita in due ordini sovrapposti da una cornice orizzontale. Nella parte superiore, decorata da archetti pensili, si apre una bifora. La parte inferiore, dove si aprono tre portali, \u00e8 arricchita da semicolonne che reggono arcatelle pensili: queste ultime sono sormontate da oculi e racchiudono rombi scolpiti con motivi geometrici e vegetali. In evidenza, alla sommit\u00e0 della lesena di sinistra, un <strong>bassorilievo in pietra<\/strong>, databile all\u2019VIII-X secolo, rappresenta probabilmente un episodio evangelico.<\/div>\n<div>La fiancata meridionale, in cui si apre un unico portalino, ha in alto quattro strette monofore, di cui una decorata con un motivo a tralci di vite con foglie. Sia il fianco che l\u2019alzato della navata centrale hanno archetti pensili che racchiudono pietre scolpite e poggiano su peducci decorati con volti umani, figure di animali e motivi naturalistici eseguiti a rilievo. Da notare una serie di iscrizioni medioevali incise nella parte bassa della muratura che denunciano la presenza in antico di un cimitero intorno alla chiesa. La fiancata settentrionale risulta invece priva di decorazioni in quanto a questa si dovevano appoggiare le strutture del chiostro e della casa del pievano. Al XVIII secolo risalgono i prolungamenti delle navate laterali e il campanile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate da dodici colonne granitiche con capitelli di varia foggia: quelli medioevali sono in pietra serena; il primo, il terzo e l\u2019ultimo di sinistra sono in marmo scolpito a foglie d\u2019acanto, gli ultimi due poggianti su colonne marmoree scanalate, e provengono da edifici di epoca romana. Due pilastri definiscono la vasta zona presbiteriale dove si trova l\u2019altare maggiore, ricostruito agli inizi del Novecento riutilizzando antichi rilievi con motivi vegetali e zoomorfi, probabilmente appartenenti alla chiesa altomedievale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA DEPOSIZIONE DELLA CROCE (SEC. XIII)\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Nell\u2019abside \u00e8 collocato il maestoso gruppo ligneo della Deposizione, risalente al <strong>primo ventennio del Duecento <\/strong>e con evidenti assonanze con l&#8217;altra Deposizione presente in Provincia di Pisa, quella di Volterra. Esso costituisce uno dei rari esempi di questa tipologia di sacra rappresentazione, un tempo assai diffusa, l&#8217;unico di cui si conserva la quasi totalit\u00e0 delle figure originarie: di restauro sono soltanto le teste degli angeli, alcune parti del San Giovanni e il calice. Sono presenti inoltre tracce dell\u2019antica policromia delle vesti. I personaggi raffigurati sono (da sinistra a destra): la Madonna dolente, Giovanni di Arimatea che raccoglie il corpo del Cristo, il Nicodemo che toglie i chiodi dai piedi e S. Giovanni con in mano il Vangelo. Oltre ad essere uno dei pochi esemplari rimasti \u00e8 uno tra i pi\u00f9 singolari, poich\u00e9 la figura di Cristo \u00e8 rappresentata in una maniera inconsueta, fortemente arcuata e nell\u2019atto di cadere, prova che l\u2019artista che realizz\u00f2 tale opera aveva abbastanza autonomia da distaccarsi da quelli che erano i modelli<\/div>\n<div>consueti, cio\u00e8 il Cristo ancora inchiodato alla Croce, avvicinandosi a modelli pi\u00f9 &#8220;gotici&#8221;, con una maggiore attenzione alla linea curva e sinuosa, che va a sostituire la linea retta e la rigidit\u00e0 tipica dell&#8217;arte romanica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>GLI AFFRESCHI (SEC. XIII)<\/strong><\/div>\n<div>Le massicce pareti in verrucano conservano frammenti di affreschi duecenteschi, recentemente restaurati. Rappresentano scene tratte dal Vangelo, e testimoniano l\u2019usanza di illustrare le Storie Sacre, per farle meglio comprenderle ai fedeli pi\u00f9 rozzi ed illetterat (Biblia Pauperum)i. Il ciclo inizia sulla parete della navata destra, dove si riconoscono le scene della Annunciazione, della Visitazione e della Nativit\u00e0; segue, probabilmente, l\u2019episodio con Erode che ordina la strage degli innocenti. Al di sopra delle scene narrative vi sono motivi decorativi a girali e a riquadri alternati a scacchi; al di sotto, decorazioni a finto drappeggio. Sulla controfacciata, a sinistra sono rappresentate due scene sovrapposte: in alto \u00e8 riconoscibile il Battesimo di Cristo, al di sotto San Giorgio, il drago e la principessa; a destra le tracce recuperate dal restauro non sono leggibili. Sulla parete della navata destra sono state restaurate due scene: una raffigura forse la Cattura di Cristo, l\u2019altra la Pentecoste. L&#8217;intero ciclo terminava con la deposizione lignea che poneva fine alla vicenda terrena di Ges\u00f9. Il ciclo di affreschi venne coperto di intonaco tra il XVI e il XVII secolo, quando alle pareti furono addossati i grandi altari in pietra serena tuttora esistenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(da Viconet.it)<\/div>\n<div><\/div>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","id":1041,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/995","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/pieve-di-s-maria-di-vicopisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["458","853","1002","1000","912","988","998","880","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583387911319733,43.70025818376576]}},{"type":"Feature","properties":{"id":458,"name":"Circolo L&#8217;Ortaccio","description":"<p>Sede degli eventi:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"et_pb_module_header\"><a title=\"RITRATTI DA TERRE LONTANE Mostra fotografica \u2013 Georgia\" href=\"http:\/\/www.camminanti.it\/project\/ritratti-da-terre-lontane-mostra-fotografica-dalla-georgia\/\">RITRATTI DA TERRE LONTANE Mostra fotografica \u2013 Georgia<\/a><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"et_pb_module_header\"><a title=\"57 | INTORNO AL TRIANGOLO VERDE\" href=\"http:\/\/www.camminanti.it\/project\/57-intorno-al-triangolo-verde\/\">57 | INTORNO AL TRIANGOLO VERDE <\/a><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"et_pb_module_header\"><a title=\"58 | A CENA CON I CAMMINANTI\" href=\"http:\/\/www.camminanti.it\/project\/58-a-cena-con-i-camminanti\/\">58 | A CENA CON I CAMMINANTI<\/a><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","color":"#8e0000","icon":"wm-icon-fu_restaurant","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ortaccio-vicopisano-300x168.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[156]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/458","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/circolo-ortaccio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"08:00-24:00","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["995","1002","853","1000","912","988","998","880","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.58391094,43.70017893]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1002,"name":"Rocca del Brunelleschi","description":"<p>La citt\u00e0, fedele alla Repubblica Pisana, difesa da forti mura e protetta dalle acque del Fiume Serezza e dell&#8217;Arno, aveva resistito a nove mesi di assedio nei quali si susseguirono assalti condotti con bombarde, catapulte, torri mobili e arieti, ma alla fine si arrese per fame. I fiorentini entrarono cos\u00ec in possesso di un centro sulle rive dell\u2019Arno dal quale dominavano i commerci fluviali e il vicino ramo della Via Francigena controllando i flussi dei pellegrini, dei mercanti e le prospere campagne intorno alle pendici del Monte Pisano. Con la caduta nelle mani di Firenze si pens\u00f2 di rinforzare questa importante conquista per scoraggiare le mire dei vicini. Venne presa la decisione di costruire una fortezza che fosse imprendibile e scoraggiasse le insidie degli eserciti dei Visconti che da lucca minacciavano la Toscana. Il governo fiorentino commission\u00f2 al celebre architetto Filippo Brunelleschi il progetto della nuova opera difensiva. La proposta del Brunelleschi risult\u00f2 subito molto innovativa: alla presentazione di fronte alla commissione governativa della quale faceva parte anche il giovane condottiero Francesco Sforza, grazie a un modello in creta e legno, il celebre architetto convinse tutti per le soluzioni innovative progettate.<br \/>\nPer realizzare la nuova opera l&#8217;abitato di Vicopisano fu pesantemente modificato: le chiese e i palazzi che si trovavano nell\u2019area della sommit\u00e0 del colle di Vico furono in buona parte abbattuti. La fortificazione del Brunelleschi incorpor\u00f2 nelle nuove atrutture la pre-esistente Torre di S. Maria (del XII secolo). Quest&#8217;ultima fu trasformata nel mastio dell&#8217;attuale Rocca. La tipologia della fortezza \u00e8 ancora medievale, con alte mura merlate poggiate su archetti con piombatoie per gettare pece greca infiammata e olio bollente sugli assalitori. Ma nel complessso difensivo ci sono anche molte innovazioni come l&#8217;abbondante uso di ponti levatoi destinati, quando ritirati, ad isolare le varie parti della fortezza nel caso il nemico fosse riuscito a penetrarvi. Per esempio, prima di accedere al cortile della Rocca, si doveva conquistare l\u2019antiporta munita di Ponte levatoio e di fossato. All&#8217;interno, in caso di perdita del cortile, i difensori potevano abbattere la scala poggiata su quattro esili archi che collega il cortile col cammino di ronda delle cortine. Se il nemico fosse riuscito a giungere fin sulle cortine, la difesa si sarebbe attestata nella torre: era possibile isolare la torre dal resto della fortificazione ritirando il ponte levatoio che collega il cammino di ronda con l\u2019unico ingresso della stessa. La torre, munita di propria cisterna e deposito di vettovaglie, poteva ancora resistere a lungo.<br \/>\nLa soluzione pi\u00f9 geniale ideata da Brunelleschi \u00e8 sicuramente il poderoso muraglione merlato che scende dalla Rocca fino ai piedi del Colle, dove termina con l&#8217;alta torre del Soccorso (21 m) edificata nelle vicinanze dell&#8217;Arno, che in quel periodo passava proprio sotto le mura di Vicopisano. Come suggerisce il nome della torre questa opera era destinata a evitare l&#8217;isolamento in caso di assedio garantendo l&#8217;approvvigionamento di viveri, armi e rinforzi via fiume in caso di assedio.<br \/>\nLe barche potevano approdare in una caletta, difesa da fortificazioni oggi scomparse, scaricare uomini e polveri che venivano fatte entrare da uno stretto portello, poi risalivano al secondo piano della torre, per accedere al muraglione e salire alla Rocca. Ma il Brunelleschi aveva pensato a tutto: infatti, se il nemico fosse riuscito a conquistare la Torre del Soccorso e avesse cercato di accedere alla rocca dal muraglione, si sarebbe trovato esposto al tiro d\u2019infilata proveniente dalla Rocca, ma soprattutto avrebbe trovato interrotto il collegamento fra il muraglione e il cammino di ronda delle cortine della Rocca da un&#8217;altro ponte levatoio, che apriva un varco di circa tre metri su uno strapiombo di quindici metri. Oggi sulla torre della rocca sventola di nuovo la bandiera pisana, ma non ci sono venti di guerra, soltanto visitatori che si arrampicano fino alla cima della fortezza per ammirare il panorama.<br \/>\n<em>(da leviedelbrigante.it<\/em>)<\/p>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roccabrunelleschi-768x510.jpeg","id":1212,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roccabrunelleschi-768x510.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1002","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/rocca-del-brunelleschi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["458","995","1000","853","912","988","998","880","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.587108135223389,43.699728796032325]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1000,"name":"La Fabbrica del Carbone","description":"<p>Con le sue strutture lacerate ed i macchinari erosi dalla ruggine, quel luogo \u00e8 in grado di suscitare un forte potere suggestivo ed evocare sensazioni e riflessioni che trascendono la superficie degli oggetti.<\/p>\n<p>La storia di questo singolare agglomerato di edifici e di vicende umane ha inizio intorno al 1858, quando il proprietario terriero Leopoldo Silvatici prese possesso di un vasto appezzamento agricolo sottostante il colle San Jacopo e costeggiato dal rio Grifone. Conosciuto anche come rio di Lupeta, questo piccolo corso d\u2019acqua, nonostante la sua portata modesta, aveva permesso in quella zona lo sviluppo di piccole attivit\u00e0 legate all\u2019acqua e all\u2019energia idrica. Sfruttando questa opportunit\u00e0, il Silvatici dette il via alla costruzione di un grande fabbricato a pianta rettangolare, di cui ancora oggi \u00e8 possibile ammirare l\u2019aspetto solido e imponente, destinandolo all\u2019uso di frantoio. Allo scopo di sopperire alle eventuali carenze idriche del modesto rio ed assicurare alla ruota del frantoio un apporto d\u2019acqua costante, vennero realizzate due gore di grande capienza. A queste ne verr\u00e0 successivamente aggiunta una terza. All\u2019attivit\u00e0 del frantoio venne affiancata, dopo qualche anno, quella del mulino, svolta in un\u2019altra ala del medesimo fabbricato. Sin dagli esordi e per tutta la seconda met\u00e0 dell\u2019800, sia il frantoio che il mulino trasformarono una grande quantit\u00e0 di prodotto, permettendo ai Silvatici di ottenere cospicui profitti. Successivamente, per\u00f2, la produzione sub\u00ec un calo sostanziale sino a giungere nei primi anni del \u2018900 ad una fase di grave crisi. Nuovi mulini, dotati di tecnologie avanzate, erano infatti stati costruiti nelle aree prospicienti la raccolta, eliminando cos\u00ec per gli utenti l\u2019onere del trasporto: di conseguenza le richieste di molitura e frangitura nei confronti dei Silvatici erano fortemente diminuite. Giuseppe Silvatici, succeduto a Leopoldo, decise di cessare attivit\u00e0 cos\u00ec poco redditizie e mise in vendita tutta la propriet\u00e0. Il 2 marzo 1934 Nicolo Crastan, comproprietario della nota azienda alimentare pontederese, acquist\u00f2 il complesso.<\/p>\n<p>Date le scarse probabilit\u00e0 di profitto, Crastan decise di abbandonare l\u2019attivit\u00e0 del mulino per intraprenderne un\u2019altra, che in quel momento godeva di una discreta richiesta: la produzione carbonifera. Dovendo far fronte alle mutate esigenze produttive, il nuovo proprietario fece edificare, fra il 1934 ed il 1940, una serie di fabbricati adiacenti al nucleo originario del frantoio. Nacquero in quel momento quei corpi di fabbrica in muratura e con copertura a capanna, adibiti a magazzino, che ancora oggi sorgono lungo i confini della propriet\u00e0 e ne caratterizzano l\u2019aspetto. Altri manufatti di analoga fattura si trovano sul lato opposto, nei pressi della riva sinistra del rio Grifone. Il frantoio, dotato di ampi volumi, fu riutilizzato in parte come sede degli uffici, in parte come magazzino per lo stoccaggio del carbone. In contrasto stridente col resto dei fabbricati, pur essendone coevi, risultano i due capannoni destinati a contenere i forni impiegati nella nuova produzione. Attraverso uno dei cancelli laterali, ancora oggi \u00e8 possibile scorgere il loro profilo aguzzo e plumbeo spezzato verticalmente dalle linee nere dei due fumaioli di scarico. In breve tempo, quel frantoio cos\u00ec perfettamente armonizzato con l\u2019ambiente circostante, attraverso una traumatica superfetazione si era trasformato in uno strano groviglio di edifici eterogenei ammassati l\u2019uno a ridosso dell\u2019altro, in totale distonia con i dolci colli di ulivi e cipressi dei Monti Pisani. L\u2019attivit\u00e0 si incentrava sulla produzione del carbone vegetale, tramite l\u2019utilizzo della brace prodotta dalla combustione di legna proveniente dai boschi circostanti. Il prodotto era destinato principalmente al riscaldamento domestico, in particolare agli &#8216;scaldaletto&#8217;, al tempo unico conforto durante le stagioni fredde. La produzione carbonifera dei Crastan venne interrotta nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale quando, a seguito degli esiti del conflitto, l\u2019economia italiana sub\u00ec un tracollo. Durante il periodo bellico l\u2019area venne utilizzata in vari modi. I magazzini antistanti il frantoio furono adibiti ad &#8216;Ammasso dell\u2019olio e del grano di Vicopisano&#8217;, del quale sono tutt\u2019ora visibili i resti dell\u2019insegna. Nella palazzina a destra del frantoio si progett\u00f2 di trasferire gli uffici della Piaggio da Pontedera, dove la vicinanza con la stazione ferroviaria, bersaglio dei bombardamenti alleati, costituiva un concreto pericolo. L\u2019avanzata alleata e la conseguente cessazione dei bombardamenti fecero venire meno le necessit\u00e0 del trasferimento. Gli uffici non furono terminati e rimasero dismessi. Vennero poi utilizzati come deposito di fortuna.<\/p>\n<p><em>(da leviedelbrigante.it )<\/em><\/p>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/phoca_thumb_l_fabbricadelcarbone_8578.jpg","id":1107,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/phoca_thumb_l_fabbricadelcarbone_8578-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1000","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/la-fabbrica-del-carbone\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["912","458","1002","995","853","988","880","998","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.586500996806649,43.70430280119263]}},{"type":"Feature","properties":{"id":912,"name":"Frantoio 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di Papo","description":"<p>Il sentiero si snoda in questo tratto lungo l&#8217;antica Via dei Molini.\u00a0 Passando sotto le arcate che collegano la attuale villa al vecchio edificio sulle rive del torrente, si riescono ancora a vedere gli ingranaggi in legno ad asse verticale ed orizzontale che costituivano la forza motrice dell&#8217;impianto del Molino di Papo.<\/p>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo2-768x432.jpg","id":1031,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo3.jpg","id":1033,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo1-768x432.jpg","id":1029,"caption":"Molino di Papo"},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo4-768x512.jpg","id":1035,"caption":"SONY 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SelfGuded.<\/p>\n","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/880","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/re-join\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["998","988","853","912","995","458","1000","1002","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.56990444,43.70607752]}},{"type":"Feature","properties":{"id":988,"name":"Pieve di S.Jacopo in Lupeta","description":"<div>\u00a0L&#8217;edificio \u00a0 fu in origine dedicato a San Mamiliano, come ancora ricorda l\u2019iscrizione\u00a0 sull&#8217;architrave del portale principale. La dedicazione a tale santo \u00e8 assai particolare, in quanto il suo culto era diffuso soprattutto nella zona dell&#8217;Arcipelago Toscano e nell&#8217;Alto Lazio, mentre nella nostra zona era del tutto assente. Documentata gi\u00e0 nell&#8217;VIII sec. era annessa ad un complesso monastico; mentre dal XII secolo \u00e8 citata come prioria, nel Trecento risultava essere in mano agli Eremitani Agostiniani. Intitolata a San Iacopo nella prima met\u00e0 del Quattrocento, poco tempo dopo cominci\u00f2 a decadere a causa delle continue scorrerie e della situazione insicura della zona, causate dalle guerre tra Pisa e Firenze; agli inizi del Cinquecento pass\u00f2 in possesso ai Canonici di Pescia. Nel corso dell\u2019ottocento i resti dell\u2019antico monastero vennero trasformati in una grande casa colonica, poi villa residenziale di propriet\u00e0 privata.<\/div>\n<div><strong>ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La chiesa ha pianta a tau (T) e muratura in conci di calcare cavernoso e verrucano. La facciata a capanna \u00e8 spartita da una cornice orizzontale: nella parte inferiore il portale \u00e8 incorniciato da lesene, una delle quali contenente una testa di animale cornuto a rilievo, ed \u00e8 sovrastato da un ricco architrave decorato a spirali e foglie linguate appartenente con tutta probabilit\u00e0 alla chiesa pi\u00f9 antica; in quella superiore si apre una bifora, con ghiera e colonnina marmoree, contornata da vari elementi decorativi, tra i quali spiccano una tarsia a forma di fiore, un bassorilievo ed una pietra scolpita a rilievo figurato, risalente all\u2019VIII-IX secolo, e raffigurante una scena biblica. Attaccato al braccio sinistro del transetto si appoggia il massiccio campanile, simile nella struttura ad una torre difensiva. Il campanile fu abbassato di altezza a seguito di una mina fatta esplodere dai soldati tedeschi in ritirata, nel 1944.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno, a navata unica e privo di abside, \u00e8 mosso soltanto dai due corti bracci del transetto, collegati da archi a tutto sesto i cui pilastri hanno capitelli riccamente decorati con motivi vegetali e animali. Nel braccio destro sono conservati affreschi trecenteschi, staccati e ricomposti su tavola, raffiguranti alcuni santi; da destra verso sinistra si riconoscono: un Santo Vescovo, forse San Mamiliano, San Giovanni Battista e un frammento di un probabile San Girolamo. Lungo la parete destra sono state raccolte pietre scolpite rinvenute durante i restauri della chiesa: particolarmente significative sono una mensola con motivo a rilievo rappresentante la Dextera Domini (X secolo) e una lastra figurata con una scena simbolica di difficile interpretazione, che secondo alcuni studiosi allude alla Passione di Cristo (IX-X secolo).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FESTA DI S. JACOPO<\/strong><\/div>\n<div>Ogni anno a Vicopisano in occasione della giornata dedicata a S. Giacono o Jacopo (<strong>25 luglio<\/strong>) viene celebrata una festa religiosa e popolare, organizzata dalla Parrocchia e da alcune associazioni di volontariato.<\/div>\n<div>La celebrazione che ha carattere sacro si sviluppa generalmente su due giornate durante le quali si tengono funzioni religiose e festeggiamenti popolari. La festa ha il sou clou con una processione religiosa notturna che va dalla Pieve di S. Maria alla Pieve di S. Jacopo, dove i fedeli partecipano alla Messa e dove di solito si tiene un concerto di musica classica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(<em>da Viconet.it<\/em>)<\/div>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","id":1092,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/988","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/pieve-di-s-jacopo-in-lupeta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["912","1000","880","995","853","458","1002","998","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.580477714538574,43.71061811702002]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1145,"name":"Bivio","description":"<p>In questo punto differiscono i due cammini SelfGuded.<\/p>\n<p>Se hai scelto il percorso MEDIO: prosegui sulla tua destra direzione Podere la Fonte.<\/p>\n<p>Se stai seguendo il percorso LUNGO: procedi dritto.<\/p>\n<p>Se vuoi cambiare percorso, esci dall&#8217;itinerario e seleziona quello desiderato.<\/p>\n","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1145","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/bivio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["1229","998","880","993","853","990","995","458","1002","988"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.555388716458083,43.69562035805513]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1229,"name":"Bivio per Verruca","description":"<p>Attenzione: in questo punto la traccia prosegue attraversando un cancello (apribile) della Az.Agr. Natura Nakupenda.<\/p>\n<p>Richiudi dopo il tuo passaggio. Grazie!<\/p>\n","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1229","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/bivio-per-evento-33\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["1145","998","880","993","853","990","995","458","1002","988"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.555355856359824,43.695598794558975]}}]}