{"type":"FeatureCollection","features":[{"type":"Feature","properties":{"id":1229,"name":"Bivio per Verruca","description":"<p>Attenzione: in questo punto la traccia prosegue attraversando un cancello (apribile) della Az.Agr. Natura Nakupenda.<\/p>\n<p>Richiudi dopo il tuo passaggio. Grazie!<\/p>\n","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1229","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/bivio-per-evento-33\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["1145","998","880","993","853","990","995","458","1002","988"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.555355856359824,43.695598794558975]}},{"type":"Feature","properties":{"id":998,"name":"Molino di Papo","description":"<p>Il sentiero si snoda in questo tratto lungo l&#8217;antica Via dei Molini.\u00a0 Passando sotto le arcate che collegano la attuale villa al vecchio edificio sulle rive del torrente, si riescono ancora a vedere gli ingranaggi in legno ad asse verticale ed orizzontale che costituivano la forza motrice dell&#8217;impianto del Molino di Papo.<\/p>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo2-768x432.jpg","id":1031,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo3.jpg","id":1033,"caption":"SONY DSC"},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo1-768x432.jpg","id":1029,"caption":"Molino di Papo"},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo4-768x512.jpg","id":1035,"caption":"SONY DSC"}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/MolinoPapo1-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/998","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/molino-di-papo\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["880","853","1145","1229","995","458","1002","912","1000","988"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.568707222201851,43.698623818858486]}},{"type":"Feature","properties":{"id":880,"name":"Punto di confluenza itinerari","description":"<p>In questo punto si riuniscono i tre cammini SelfGuded.<\/p>\n","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/880","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/re-join\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["998","988","853","912","995","458","1000","1002","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.56990444,43.70607752]}},{"type":"Feature","properties":{"id":993,"name":"Monastero di S.Michele alla Verruca","description":"<div>\n<p>Gli scavi archeologici hanno evidenziato come il monastero sia stato realizzato in un&#8217;area dove le fonti scritte ricordano l&#8217;esistenza di una cappella privata almeno dal secolo IX. Lo scavo ha consentito di individuare l&#8217;area occupata dal\u00a0<strong>complesso monastico<\/strong>\u00a0e di mettere in evidenza i resti della chiesa abbaziale, del chiostro e degli ambienti annessi (<strong>sala Capitolare, cucine, refettorio, strutture di servizio e magazzini<\/strong>). Lo studio ha inoltre individuato ed evidenziato la lunga sequenza insediativa (dal medioevo all&#8217;et\u00e0 moderna), ha analizzato le\u00a0<strong>tecniche costruttive\u00a0<\/strong>e dei manufatti e i\u00a0<strong>resti osteologici umani<\/strong>\u00a0e animali presenti.<\/p>\n<p>Per arrivare agli\u00a0<strong>scavi<\/strong>\u00a0ed alla\u00a0<strong>fortezza della Verruca<\/strong>, basta proseguire dalla\u00a0<strong>Piazza Cavalca<\/strong>\u00a0di Vicopisano lungo la strada che passa davanti alla\u00a0<strong>Chiesa di S. Maria<\/strong>, sorpassare il ponticello sul Rio Grande, e dopo un centinaio di metri imboccare la\u00a0<strong>Via della Verruca<\/strong>\u00a0che inizia sulla sinistra. Per raggiungere il Monastero si dovranno percorrere circa\u00a0<strong>5-6 Km<\/strong>\u00a0di strada (dei quali pi\u00f9 della met\u00e0 non asfaltata), ma una volta giunti sul luogo la bellezza dell&#8217;ambiente e la stupenda vista ripagher\u00e0 della scarsa comodit\u00e0 del viaggio.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STORIA<\/strong><\/p>\n<p>Fondato, secondo la tradizione , sul finire dell&#8217;anno Mille dal <strong>Marchese Ugo di Toscana<\/strong> che, in seguito ad una visione mistica, decise <em>&#8220;pro remedio animae sue&#8221;<\/em> di far costruire sette chiese tra le quali la nostra. Dall&#8217;analisi delle fonti documentarie appare per\u00f2 chiaramente quanto questa credenza sia infondata, in quanto la chiesa risulta gi\u00e0 citata nell&#8217; <strong>861<\/strong>, poich\u00e8 gi\u00e0 in quell&#8217;anno si ha infatti la prima la prima menzione di una &#8220;&#8230; <em>Ecclesie et rebus meis illis in locho Verruchula, chujus vocabuli est beati S.Angeli&#8230;&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Altro documento \u00e8 quello dell&#8217;anno <strong>913<\/strong> &#8220;&#8230;<em>Ecclesia illa cui vocabulum est beatissimi S.Angelis sita loco ubi vocitatur Veruchula&#8230;&#8221;<\/em>. Da tale documento per\u00f2 non si ricavano ulteriori informazioni, cosa che accade invece con il documento del 4 maggio del <strong>996<\/strong> nel quale all&#8217;appellativo di Chiesa si aggiunge quello di &#8220;Monasterio &#8220;, segno di un&#8217;evoluzione sia in senso strutturale che d&#8217;importanza. Probabilmente si pu\u00f2 pensare all&#8217;intervento del Marchese Ugo come ad un intervento di donazione di nuovi beni o concessione di privilegi che avrebbero permesso alla chiesa di evolversi in Abbazia e di acquistare quindi un maggior prestigio.<\/p>\n<p>Per giustificare la presenza di ruderi cos\u00ec imponenti in una zona che attualmente \u00e8 lontana da qualsiasi forma di insediamento, bisogna riandare con la mente periodo della sua fondazione (<strong>X sec<\/strong>) quando la zona era situata lungo le vie montane che dalla pianura pisana portavano verso il versante lucchese del Monte Pisano. Si trattava quindi di una zona di passaggio, lontana s\u00ec da Pisa, ma non periferica come \u00e8 attualmente. Bisogna poi dire che il Monte Pisano \u00e8 stato, fin dai secoli immediatamente posteriori alla diffusione del cristianesimo, luogo eletto per lo stanziamento degli <strong>eremiti<\/strong>, che in una sorta di disprezzo della gente corrotta, si ritiravano in solitudine a pregare. Molto spesso le cappelle erette per ricordare questo o quell&#8217;eremita (che spesso moriva &#8220;in odor di santit\u00e0&#8221;) divenivano successivamente sede di insediamenti pi\u00f9 consistenti. Sicuramente la presenza di un&#8217;abbazia sul monte testimonia una vitalit\u00e0 dellla zona che solamente col XV sec. inizi\u00f2 a perdere di importanza.<\/p>\n<p>( da<em> leviedelbrigante.it<\/em> )<\/p>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/smicheleverruca.jpg","id":1110,"caption":""},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/smicheleverruca2-768x576.jpg","id":1120,"caption":""},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/smicheleverruca3-768x432.jpg","id":1123,"caption":""},{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/smicheleverruca4.jpeg","id":1125,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/smicheleverruca-300x200.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/993","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/monastero-di-s-michele-alla-verruca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["990","1145","1229","880","998","988","853","912","995","458"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.541682243347168,43.707919238936725]}},{"type":"Feature","properties":{"id":853,"name":"Bivio","description":"<p>In questo punto differiscono i tre cammini SelfGuded.<\/p>\n<p>Se hai scelto il percorso BREVE: prosegui sulla tua destra su via del Tinto.<\/p>\n<p>Se stai seguendo il percorso MEDIO o quello LUNGO: procedi a sinistra e al prossimo bivio ancora a sinistra su via dei Molini.<\/p>\n<p>Se vuoi cambiare percorso, esci dall&#8217;itinerario e seleziona quello desiderato.<\/p>\n","color":"#000000","icon":"wm-icon-guidepost-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"taxonomy":{"webmapp_category":[155]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/853","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/853\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["995","458","1002","1000","912","998","880","988","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.580540302631903,43.70004527153564]}},{"type":"Feature","properties":{"id":990,"name":"Verruca","description":"<div>\n<p>Fondamentale <strong>punto strategico<\/strong> della Repubblica Pisana ha da sempre rivestito un ruolo di primaria importanza, contesa tra pisani e fiorentini che ben conoscevano l&#8217;importante funzione di vedetta di questa Rocca. Dalla Verruca \u00e8 infatti possibile una triangolazione visiva tra Pisa e il castello di Vicopisano a sua volta collegato con il castello di Buti e tutto il Lungomonte pisano, altrimenti coperti alla vista di Pisa.<\/p>\n<p>Collocata su una scogliera di macigni di verrucano, posti quasi verticalmente rispetto al suolo, a formare la base naturale della fortezza ed al tempo stesso un elemento costitutivo della stessa, la Verruca, che spicca su tutti gli altri monti vicini a Pisa \u00e8 oggetto da sempre di credenze e leggende, generate sicuramente dalla suggestione che questo luogo suscita nell&#8217;osservatore.<\/p>\n<p>Oggi la cima della Verruca \u00e8 destinazione amata da escursionisti, camminatori e mountain bikers. Molti i persorsi che si snodano sia dal versante di Vicopisano che da quello di Calci che, pi\u00f9 o meno dolcemente, si snodano tra ulivi, boschi di castagni \u00a0e lecci, pini e macchia mediterranea fino alla fortezza in vetta. Da lass\u00f9 si pu\u00f2 godere di un panorama mozzafiato: nelle giornate limpide si pu\u00f2 ammirare il tramonto in mare, dalla costa livornese alle apuanne con suggestivi riflessi sul lago di Massaciuccoli.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA STRUTTURA<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente della fortezza della Verruca si conservano rovine che permettono una lettura dei diversi interventi ricostruttivi.<\/p>\n<div>A <strong>pianta pentagonale<\/strong>, presenta due grossi torrioni laterali di forma circolare nel lato anteriore, frutto degli interventi di restauro cinquecenteschi e costruiti in mattoni, ed una coppia di <strong>bastioni a spigolo vivo<\/strong> sul lato posteriore in pietra locale.<\/div>\n<div>Pur seriamente danneggiata dalle vicissitudini storiche, la fortezza mostra chiaramente la disposizione strutturale originaria e, ad una analisi accurata, consente ancora di capire l\u2019organizzazione interna delle strutture in alzato. Sono invece ben conservate tutte le strutture interrate come la cisterna o i corridoi di accesso alle torri laterali.\u00a0Inoltre \u00e8 presente in alzato un edificio costituito da grossi blocchi di verrucano, tradizionalmente identificato come una chiesa.\u00a0La porta, a cui si arriva mediante una ripida scaletta intagliata nella roccia, conserva ancora la struttura trilitica, le tracce dei cardini e dei dispositivi di chiusura e consente l\u2019ingresso nella fortezza.<\/div>\n<div>Una volta entrati possiamo osservare che la fortezza \u00e8 edificata su <strong>due livelli<\/strong>, di cui uno completamente interrato. Il livello superiore \u00e8 quello che ha subito i danni maggiori, ad esempio sono scomparsi del tutto le merlature e le varie strutture coperte, delle quali per\u00f2 in alcuni punti si intravedono i resti.\u00a0Nonostante ci\u00f2 i muri perimetrali della fortezza raggiungono in alcuni punti considerevoli altezze, sino a 4 metri.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Appena entrati sulla destra sono conservati in alzato i\u00a0resti di una <strong>struttura quadrangolare<\/strong> molto interessante. Le quattro pareti della struttura sono conservate interamente in alzato con parte del timpano di chiusura del tetto, mancante nella sua totalit\u00e0.\u00a0Per ogni lato lungo \u00e8 presente una porta con architrave monolitico e sul lato SE vi sono due finestre strombate. Le pietre impiegate denotano due fasi costruttive: la prima caratterizzata da grandi blocchi di verrucano di fattura grossolana che costituiscono la parte inferiore dell\u2019edificio; le pietre sono fortemente deteriorate dal tempo ed il loro aspetto e la loro fattura possono farci ipotizzare che siano resti della primissima fase costruttiva.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La seconda fase \u00e8 formata da blocchi di pietra sempre in verrucano ma provenienti da una cava diversa, la stessa usata per la sottostante Chiesa di S. Michele Arcangelo, tanto che si \u00e8 ipotizzato che tali pietre provengano dalla distruzione di quest\u2019ultima. I blocchi sono squadrati e levigati secondo una tipologia rintracciabile in altri edifici religiosi e civili della zona.\u00a0Resti di un probabile mastio o cassero sopraelevato sono riscontrabili nella zona centrale della fortezza, naturalmente pi\u00f9 alta rispetto al resto del pianoro ma pochi sono gli elementi ancora leggibili.<\/div>\n<div>La Rocca presenta <strong>accessi nel terreno<\/strong> che conducono ai <strong>bastioni laterali<\/strong> nei quali sono state ricavate stanze da cui era possibile sparare o sorvegliare l\u2019esterno.\u00a0Una di queste aperture conduce ad un vasto vano sotterraneo con volta a botte sotto il quale si intravede la copertura a volta di una stanza sottostante oramai ricolma di detriti.\u00a0Sul lato N sono visibili una serie di archi in muratura che sostenevano la struttura portante di una copertura analoga a quella appena descritta e oramai franata.<\/div>\n<div>In generale l\u2019aspetto della Verruca \u00e8 ben ricostruibile nonostante i danni subiti a causa dell\u2019incuria e del tempo, ma siamo certi che uno studio accurato, fino ad ora mai intrapreso per questo sito, ed un intervento di recupero potrebbero restituire ad una migliore fruizione questa importante testimonianza del nostro passato.<\/div>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/verruca-768x432.jpg","id":1098,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/verruca-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/990","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/verruca\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["993","1229","1145","880","998"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.5339455329256,43.70717130635376]}},{"type":"Feature","properties":{"id":995,"name":"Pieve di S.Maria di Vicopisano","description":"<div>E\u2019 la pi\u00f9 antica e la principale delle chiese che si trovavano nelle immediate vicinanze di Vico, ed \u00e8 l\u2019unica ad essere stata costruita all\u2019esterno delle mura, senza l&#8217;orientamento canonico con l&#8217;ingresso rivolto ad occidente. Infatti la facciata \u00e8 rivolta verso una delle porte di ingresso del castello, Porta Maccioni, poi divenuta porta della Rocca. La chiesa \u00e8 nominata per la prima volta nel 934, ma da questo documento si pu\u00f2 capire che esisteva gi\u00e0 da qualche tempo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FACCIATA E L&#8217;ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La costruzione attuale \u00e8 del XII sec. ed \u00e8 un esempio ben conservato di Chiesa romanico-pisana caratterizzato da una pianta basilicale con abside unica. La muratura \u00e8 realizzata in pietra verrucana e la facciata \u00e8 spartita in due ordini sovrapposti da una cornice orizzontale. Nella parte superiore, decorata da archetti pensili, si apre una bifora. La parte inferiore, dove si aprono tre portali, \u00e8 arricchita da semicolonne che reggono arcatelle pensili: queste ultime sono sormontate da oculi e racchiudono rombi scolpiti con motivi geometrici e vegetali. In evidenza, alla sommit\u00e0 della lesena di sinistra, un <strong>bassorilievo in pietra<\/strong>, databile all\u2019VIII-X secolo, rappresenta probabilmente un episodio evangelico.<\/div>\n<div>La fiancata meridionale, in cui si apre un unico portalino, ha in alto quattro strette monofore, di cui una decorata con un motivo a tralci di vite con foglie. Sia il fianco che l\u2019alzato della navata centrale hanno archetti pensili che racchiudono pietre scolpite e poggiano su peducci decorati con volti umani, figure di animali e motivi naturalistici eseguiti a rilievo. Da notare una serie di iscrizioni medioevali incise nella parte bassa della muratura che denunciano la presenza in antico di un cimitero intorno alla chiesa. La fiancata settentrionale risulta invece priva di decorazioni in quanto a questa si dovevano appoggiare le strutture del chiostro e della casa del pievano. Al XVIII secolo risalgono i prolungamenti delle navate laterali e il campanile.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno \u00e8 suddiviso in tre navate da dodici colonne granitiche con capitelli di varia foggia: quelli medioevali sono in pietra serena; il primo, il terzo e l\u2019ultimo di sinistra sono in marmo scolpito a foglie d\u2019acanto, gli ultimi due poggianti su colonne marmoree scanalate, e provengono da edifici di epoca romana. Due pilastri definiscono la vasta zona presbiteriale dove si trova l\u2019altare maggiore, ricostruito agli inizi del Novecento riutilizzando antichi rilievi con motivi vegetali e zoomorfi, probabilmente appartenenti alla chiesa altomedievale.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA DEPOSIZIONE DELLA CROCE (SEC. XIII)\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Nell\u2019abside \u00e8 collocato il maestoso gruppo ligneo della Deposizione, risalente al <strong>primo ventennio del Duecento <\/strong>e con evidenti assonanze con l&#8217;altra Deposizione presente in Provincia di Pisa, quella di Volterra. Esso costituisce uno dei rari esempi di questa tipologia di sacra rappresentazione, un tempo assai diffusa, l&#8217;unico di cui si conserva la quasi totalit\u00e0 delle figure originarie: di restauro sono soltanto le teste degli angeli, alcune parti del San Giovanni e il calice. Sono presenti inoltre tracce dell\u2019antica policromia delle vesti. I personaggi raffigurati sono (da sinistra a destra): la Madonna dolente, Giovanni di Arimatea che raccoglie il corpo del Cristo, il Nicodemo che toglie i chiodi dai piedi e S. Giovanni con in mano il Vangelo. Oltre ad essere uno dei pochi esemplari rimasti \u00e8 uno tra i pi\u00f9 singolari, poich\u00e9 la figura di Cristo \u00e8 rappresentata in una maniera inconsueta, fortemente arcuata e nell\u2019atto di cadere, prova che l\u2019artista che realizz\u00f2 tale opera aveva abbastanza autonomia da distaccarsi da quelli che erano i modelli<\/div>\n<div>consueti, cio\u00e8 il Cristo ancora inchiodato alla Croce, avvicinandosi a modelli pi\u00f9 &#8220;gotici&#8221;, con una maggiore attenzione alla linea curva e sinuosa, che va a sostituire la linea retta e la rigidit\u00e0 tipica dell&#8217;arte romanica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>GLI AFFRESCHI (SEC. XIII)<\/strong><\/div>\n<div>Le massicce pareti in verrucano conservano frammenti di affreschi duecenteschi, recentemente restaurati. Rappresentano scene tratte dal Vangelo, e testimoniano l\u2019usanza di illustrare le Storie Sacre, per farle meglio comprenderle ai fedeli pi\u00f9 rozzi ed illetterat (Biblia Pauperum)i. Il ciclo inizia sulla parete della navata destra, dove si riconoscono le scene della Annunciazione, della Visitazione e della Nativit\u00e0; segue, probabilmente, l\u2019episodio con Erode che ordina la strage degli innocenti. Al di sopra delle scene narrative vi sono motivi decorativi a girali e a riquadri alternati a scacchi; al di sotto, decorazioni a finto drappeggio. Sulla controfacciata, a sinistra sono rappresentate due scene sovrapposte: in alto \u00e8 riconoscibile il Battesimo di Cristo, al di sotto San Giorgio, il drago e la principessa; a destra le tracce recuperate dal restauro non sono leggibili. Sulla parete della navata destra sono state restaurate due scene: una raffigura forse la Cattura di Cristo, l\u2019altra la Pentecoste. L&#8217;intero ciclo terminava con la deposizione lignea che poneva fine alla vicenda terrena di Ges\u00f9. Il ciclo di affreschi venne coperto di intonaco tra il XVI e il XVII secolo, quando alle pareti furono addossati i grandi altari in pietra serena tuttora esistenti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(da Viconet.it)<\/div>\n<div><\/div>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","id":1041,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vicopisano01-768x513.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/995","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/pieve-di-s-maria-di-vicopisano\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["458","853","1002","1000","912","988","998","880","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.583387911319733,43.70025818376576]}},{"type":"Feature","properties":{"id":458,"name":"Circolo L&#8217;Ortaccio","description":"<p>Sede degli eventi:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"et_pb_module_header\"><a title=\"RITRATTI DA TERRE LONTANE Mostra fotografica \u2013 Georgia\" href=\"http:\/\/www.camminanti.it\/project\/ritratti-da-terre-lontane-mostra-fotografica-dalla-georgia\/\">RITRATTI DA TERRE LONTANE Mostra fotografica \u2013 Georgia<\/a><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"et_pb_module_header\"><a title=\"57 | INTORNO AL TRIANGOLO VERDE\" href=\"http:\/\/www.camminanti.it\/project\/57-intorno-al-triangolo-verde\/\">57 | INTORNO AL TRIANGOLO VERDE <\/a><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"et_pb_module_header\"><a title=\"58 | A CENA CON I CAMMINANTI\" href=\"http:\/\/www.camminanti.it\/project\/58-a-cena-con-i-camminanti\/\">58 | A CENA CON I CAMMINANTI<\/a><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","color":"#8e0000","icon":"wm-icon-fu_restaurant","noDetails":false,"noInteraction":false,"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/ortaccio-vicopisano-300x168.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[156]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/458","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/circolo-ortaccio\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"08:00-24:00","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["995","1002","853","1000","912","988","998","880","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.58391094,43.70017893]}},{"type":"Feature","properties":{"id":1002,"name":"Rocca del Brunelleschi","description":"<p>La citt\u00e0, fedele alla Repubblica Pisana, difesa da forti mura e protetta dalle acque del Fiume Serezza e dell&#8217;Arno, aveva resistito a nove mesi di assedio nei quali si susseguirono assalti condotti con bombarde, catapulte, torri mobili e arieti, ma alla fine si arrese per fame. I fiorentini entrarono cos\u00ec in possesso di un centro sulle rive dell\u2019Arno dal quale dominavano i commerci fluviali e il vicino ramo della Via Francigena controllando i flussi dei pellegrini, dei mercanti e le prospere campagne intorno alle pendici del Monte Pisano. Con la caduta nelle mani di Firenze si pens\u00f2 di rinforzare questa importante conquista per scoraggiare le mire dei vicini. Venne presa la decisione di costruire una fortezza che fosse imprendibile e scoraggiasse le insidie degli eserciti dei Visconti che da lucca minacciavano la Toscana. Il governo fiorentino commission\u00f2 al celebre architetto Filippo Brunelleschi il progetto della nuova opera difensiva. La proposta del Brunelleschi risult\u00f2 subito molto innovativa: alla presentazione di fronte alla commissione governativa della quale faceva parte anche il giovane condottiero Francesco Sforza, grazie a un modello in creta e legno, il celebre architetto convinse tutti per le soluzioni innovative progettate.<br \/>\nPer realizzare la nuova opera l&#8217;abitato di Vicopisano fu pesantemente modificato: le chiese e i palazzi che si trovavano nell\u2019area della sommit\u00e0 del colle di Vico furono in buona parte abbattuti. La fortificazione del Brunelleschi incorpor\u00f2 nelle nuove atrutture la pre-esistente Torre di S. Maria (del XII secolo). Quest&#8217;ultima fu trasformata nel mastio dell&#8217;attuale Rocca. La tipologia della fortezza \u00e8 ancora medievale, con alte mura merlate poggiate su archetti con piombatoie per gettare pece greca infiammata e olio bollente sugli assalitori. Ma nel complessso difensivo ci sono anche molte innovazioni come l&#8217;abbondante uso di ponti levatoi destinati, quando ritirati, ad isolare le varie parti della fortezza nel caso il nemico fosse riuscito a penetrarvi. Per esempio, prima di accedere al cortile della Rocca, si doveva conquistare l\u2019antiporta munita di Ponte levatoio e di fossato. All&#8217;interno, in caso di perdita del cortile, i difensori potevano abbattere la scala poggiata su quattro esili archi che collega il cortile col cammino di ronda delle cortine. Se il nemico fosse riuscito a giungere fin sulle cortine, la difesa si sarebbe attestata nella torre: era possibile isolare la torre dal resto della fortificazione ritirando il ponte levatoio che collega il cammino di ronda con l\u2019unico ingresso della stessa. La torre, munita di propria cisterna e deposito di vettovaglie, poteva ancora resistere a lungo.<br \/>\nLa soluzione pi\u00f9 geniale ideata da Brunelleschi \u00e8 sicuramente il poderoso muraglione merlato che scende dalla Rocca fino ai piedi del Colle, dove termina con l&#8217;alta torre del Soccorso (21 m) edificata nelle vicinanze dell&#8217;Arno, che in quel periodo passava proprio sotto le mura di Vicopisano. Come suggerisce il nome della torre questa opera era destinata a evitare l&#8217;isolamento in caso di assedio garantendo l&#8217;approvvigionamento di viveri, armi e rinforzi via fiume in caso di assedio.<br \/>\nLe barche potevano approdare in una caletta, difesa da fortificazioni oggi scomparse, scaricare uomini e polveri che venivano fatte entrare da uno stretto portello, poi risalivano al secondo piano della torre, per accedere al muraglione e salire alla Rocca. Ma il Brunelleschi aveva pensato a tutto: infatti, se il nemico fosse riuscito a conquistare la Torre del Soccorso e avesse cercato di accedere alla rocca dal muraglione, si sarebbe trovato esposto al tiro d\u2019infilata proveniente dalla Rocca, ma soprattutto avrebbe trovato interrotto il collegamento fra il muraglione e il cammino di ronda delle cortine della Rocca da un&#8217;altro ponte levatoio, che apriva un varco di circa tre metri su uno strapiombo di quindici metri. Oggi sulla torre della rocca sventola di nuovo la bandiera pisana, ma non ci sono venti di guerra, soltanto visitatori che si arrampicano fino alla cima della fortezza per ammirare il panorama.<br \/>\n<em>(da leviedelbrigante.it<\/em>)<\/p>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roccabrunelleschi-768x510.jpeg","id":1212,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/roccabrunelleschi-768x510.jpeg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/1002","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/rocca-del-brunelleschi\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["458","995","1000","853","912","988","998","880","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.587108135223389,43.699728796032325]}},{"type":"Feature","properties":{"id":988,"name":"Pieve di S.Jacopo in Lupeta","description":"<div>\u00a0L&#8217;edificio \u00a0 fu in origine dedicato a San Mamiliano, come ancora ricorda l\u2019iscrizione\u00a0 sull&#8217;architrave del portale principale. La dedicazione a tale santo \u00e8 assai particolare, in quanto il suo culto era diffuso soprattutto nella zona dell&#8217;Arcipelago Toscano e nell&#8217;Alto Lazio, mentre nella nostra zona era del tutto assente. Documentata gi\u00e0 nell&#8217;VIII sec. era annessa ad un complesso monastico; mentre dal XII secolo \u00e8 citata come prioria, nel Trecento risultava essere in mano agli Eremitani Agostiniani. Intitolata a San Iacopo nella prima met\u00e0 del Quattrocento, poco tempo dopo cominci\u00f2 a decadere a causa delle continue scorrerie e della situazione insicura della zona, causate dalle guerre tra Pisa e Firenze; agli inizi del Cinquecento pass\u00f2 in possesso ai Canonici di Pescia. Nel corso dell\u2019ottocento i resti dell\u2019antico monastero vennero trasformati in una grande casa colonica, poi villa residenziale di propriet\u00e0 privata.<\/div>\n<div><strong>ESTERNO<\/strong><\/div>\n<div>La chiesa ha pianta a tau (T) e muratura in conci di calcare cavernoso e verrucano. La facciata a capanna \u00e8 spartita da una cornice orizzontale: nella parte inferiore il portale \u00e8 incorniciato da lesene, una delle quali contenente una testa di animale cornuto a rilievo, ed \u00e8 sovrastato da un ricco architrave decorato a spirali e foglie linguate appartenente con tutta probabilit\u00e0 alla chiesa pi\u00f9 antica; in quella superiore si apre una bifora, con ghiera e colonnina marmoree, contornata da vari elementi decorativi, tra i quali spiccano una tarsia a forma di fiore, un bassorilievo ed una pietra scolpita a rilievo figurato, risalente all\u2019VIII-IX secolo, e raffigurante una scena biblica. Attaccato al braccio sinistro del transetto si appoggia il massiccio campanile, simile nella struttura ad una torre difensiva. Il campanile fu abbassato di altezza a seguito di una mina fatta esplodere dai soldati tedeschi in ritirata, nel 1944.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>INTERNO<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019interno, a navata unica e privo di abside, \u00e8 mosso soltanto dai due corti bracci del transetto, collegati da archi a tutto sesto i cui pilastri hanno capitelli riccamente decorati con motivi vegetali e animali. Nel braccio destro sono conservati affreschi trecenteschi, staccati e ricomposti su tavola, raffiguranti alcuni santi; da destra verso sinistra si riconoscono: un Santo Vescovo, forse San Mamiliano, San Giovanni Battista e un frammento di un probabile San Girolamo. Lungo la parete destra sono state raccolte pietre scolpite rinvenute durante i restauri della chiesa: particolarmente significative sono una mensola con motivo a rilievo rappresentante la Dextera Domini (X secolo) e una lastra figurata con una scena simbolica di difficile interpretazione, che secondo alcuni studiosi allude alla Passione di Cristo (IX-X secolo).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>LA FESTA DI S. JACOPO<\/strong><\/div>\n<div>Ogni anno a Vicopisano in occasione della giornata dedicata a S. Giacono o Jacopo (<strong>25 luglio<\/strong>) viene celebrata una festa religiosa e popolare, organizzata dalla Parrocchia e da alcune associazioni di volontariato.<\/div>\n<div>La celebrazione che ha carattere sacro si sviluppa generalmente su due giornate durante le quali si tengono funzioni religiose e festeggiamenti popolari. La festa ha il sou clou con una processione religiosa notturna che va dalla Pieve di S. Maria alla Pieve di S. Jacopo, dove i fedeli partecipano alla Messa e dove di solito si tiene un concerto di musica classica.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(<em>da Viconet.it<\/em>)<\/div>\n","color":"#c47d2d","icon":"wm-icon-castle-15","noDetails":false,"noInteraction":false,"imageGallery":[{"src":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","id":1092,"caption":""}],"image":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/01-Chiesa-di-San-Jacopo-in-Lupeta-768x432.jpg","taxonomy":{"webmapp_category":[151]},"accessibility":{"mobility":{"check":false,"description":""},"hearing":{"check":false,"description":""},"vision":{"check":false,"description":""},"cognitive":{"check":false,"description":""},"food":{"check":false,"description":""}},"locale":"it","source":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/wp-json\/wp\/v2\/poi\/988","web":"http:\/\/sgt.be.webmapp.it\/poi\/pieve-di-s-jacopo-in-lupeta\/","addr:street":"","addr:housenumber":"","addr:postcode":"","addr:city":"","contact:phone":"","contact:email":"","opening_hours":"","capacity":"","related":{"poi":{"neighbors":["912","1000","880","995","853","458","1002","998","1145","1229"],"related":[]}}},"geometry":{"type":"Point","coordinates":[10.580477714538574,43.71061811702002]}}]}